user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 11:54
Filo63 spero di non essere stato frainteso. Ho molto apprezzato il tuo intervento. Ho voluto precisare che la fotografia, non la fotografia di prodotti commerciali che chiaramente deve confrontarsi con Pantone e con i colori brevettati, vive benissimo senza Pantone. Husqy quei due stampano porcherie e basta. Che cosa vuol dire commerciale? Certo io pago e voglio un prodotto che risponda alle mie aspettative "fotografiche". Una pasticceria che mi vendesse un dolce con dentro ali di blattella germanica scusandosene poi perché fa pagare poco i suoi prodotti, verrebbe ugualmente chiusa e denunciata. Comunque ho capito. E' inutile riprovare la già deludente esperienza di Photocity e provarre quella che si preannuncia come deludente di pixartprinting. |
user31035
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 11:59
"ali di blattella germanica "...scusa e se fossero "ali di blattella italiana?" cambierebbe qualcosa? scusa nn so...chiedo. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:02
ma la blattella italiana non esiste. C'è la blatta orientalis, che da noi è molto diffusa. Ma non è così agile come la blattella germanica, non è capace di scalare pareti verticali e quindi è più difficile che frammenti si ritrovino nei cibi. La si può trovare per intero. |
user31035
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:05
ma si parlavo di quella orientalis ormai naturalizzata italiana...scusa se nn sono stato chiaro nella domanda... mi sono confuso |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:09
@EmilLask dipende tutto dal prezzo, un A4 quei siti che ti ho citato te lo fanno pagare pochi centesimi, la stessa stampa su carta fine art la paghi 10 euro, e il tempo che lo stampatore dedica al lavoro è lo stesso, quindi cosa pensi che cambi se non la carta e inchiostri usati? pensi che non siano capaci o che hai scelto una tipologia di prodotto non adeguata a quello che ti aspetti? |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:09
Prego, può capitare. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:10
@Husqy penso che non siano capaci o che non siano seri. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:14
“ @Husqy penso che non siano capaci o che non siano seri. „ non è così, è solo la tipologia di prodotto che è diversa, in base a quella cambia il prezzo e la qualità, ma ormai nella stampa digitale lo stampatore non fa la differenza, è tutto via software. quelli che dici essere porcherie sono i limiti di carta e inchiostri di bassa qualità, ma se vuoi il prezzo basso devi usare quelli. p.s. spenderesti 10 euro per una stampa A4? in quanti lo fanno? tutti puntano sulla quantità, i laboratori che puntano sulla qualità sono pochi. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:16
1) lavorando nel product design conosco le problematiche del colore, gli investimenti e gli insuccessi... ancora oggi nel 2016 i corrieri viaggiano per tutto il mondo a consegnare prove colore, campioni fisici ed altro perché è un mondo che non si riesce ancora a standardizzare. Perlomeno a costi accettabili, ovviamente X-Rite con la sua Pantone offre servizi e sistemi per garantire la cromia in tutta la filiera produttiva. 2) Nonostante "mangio" colore quasi tutti i giorni, faccio fatica a valutare le differenze tra un Eizo ColorEdge CG247 24 e un NEC SpectraView Reference 322UHD da 5000€, nel senso che da 2500 a 5000€ percepisco meno differenza rispetto a quello che vedo da uno da 600 ad uno da 1/1200€... sempre di cromia si parla. 3) Sono tantissimi i fotografi "commerciali" con cui mi confronto che investono poco sulla "cromia". Questo perché le decisioni sulle cromie vengono poi prese da altri specialisti sia sulla stampa commerciale che su quella editoriale. Per cui comprendo la battaglia contro la santa inquisizione degli IperCromoCalibroFanatici senza però esagerare dall'altra parte. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:22
Io faccio l'odontotecnico, prima i colori si determinavano a occhio e si cercava di fare uguale, ora il colore me lo dice lo spettrofotometro e ci indovina molto più di me. Ora fare un dente del giusto colore é più facile. Per le foto, con le quali ni devo divertire, vado ad occhio. Pier Luca |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:27
Versilia sì, per il colore dei denti lo spettrofotometro è imbattibile. |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:29
Spero partecipino anche fotoamatori e fotografi, alla discussione. Perché sono poi loro il bersaglio preferito dei cosiddetti guru della gestione del colore in fotografia e dei venditori di fumo monitoriale o colorimetrico o stampimetrico. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:30
@Filo 1) vero, è un mondo però sconosciuto a molti... 2) beh fo fatica anche io, però le differenze maggiori le noti sui bianchi e sui neri, nei mezzi toni non ci si fa.... 3) giusto “ Per cui comprendo la battaglia contro la santa inquisizione degli IperCromoCalibroFanatici senza però esagerare dall'altra parte. „ non mi piacciono gli estremi nemmeno a me, trovo inutile per un appassionato prendere il top di gamma eizo, proprio perché molte delle sue caratteristiche non gli serviranno mai, ma trovo invece altrettanto inutile prendere monitor da 2/300 euro e dire che vanno bene uguale... |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:37
@EmilLask comunque se vuoi provare una stampa diversa da quella a cui sei abituato, manda qualcosa a stampare a loro www.centerchrome.it |
user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 12:44
Ribadisco i miei attuali riferimenti per il fotoamatore evoluto o per il fotografo (non stampatore) non di marchi commerciali: 1) Non frequentare corsi o master o come li si voglia chiamare sulla gestione del colore in fotografia digitale. Il necessario lo si trova disponibile gratuitamente. Se non doveste trovarlo mi impegno a fornirvelo io; 2) Non acquistare monitor costosi con gamut fuori dall'ordinario "fotografico" e dalla capacità di stampa della maggior parte dei laboratori e fuori dalle possibilità del Web; 3) Un buon monitor, per l'uso di cui ho detto, si acquista con meno di 300 euro e si trova anche un buon profilo icc ben realizzato da tft central; 4) Se proprio volete vivere l'ebrezza del colorimetro (e ci sarebbe molto da scrivere sul tasso alcolico di molti profili monitor) acquistatene uno in gruppo. Spendete poco e per quelle poche ore che vi servirà ogni tre-sei mesi, anche se foste in 20 non ne sentirete la mancanza. Nei Club di fotografia se ne dovrebbe avere uno a disposizione di tutti gli iscritti. 5) Cercate un laboratorio di stampa non troppo distante da casa con cui provare a trovare un qualche accordo linguistico. 6) Scattate buone foto, che non richiedono spericolate postproduzioni. | |

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