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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 11:55
nel "sì e no" sta il confine labile... Scattare di più per assicurarsi il risultato e valutare, in un secondo momento, quale siano le foto migliori è una prassi giusta e, credo, universale! |
user46920
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 12:02
Solanum tuberosum:“ Mi piacerebbe inoltre leggere l'esperienza di chi ha avuto la mia stessa esigenza e capire come ha cercato di curare questo aspetto che, più difficile di tutti gli altri, viene coltivato molto senza la macchina fotografica in mano… „ quindi alla fine farai un bel riassunto per tutti gli altri che verranno o te lo terrai solo per te? Poi, mi pare che ti sia fatta una domanda e ti sia già dato/a una risposta: curare o coltivare, hanno un significato del tutto simile ... “ Avete da consigliare un testo che tratta la fotografia da un punto di vista più "filosofico"? Che magari sviscera gli argomenti di cui stiamo parlando? Potrebbe essere fonte di ispirazione ;-) „ ho preso un libro che ha le giuste caratteristiche che vai cercando e che vorrei vendere perché non mi ha dato nulla, lo vuoi lo stesso? |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 12:06
Sono tentato da quel "nulla", che non sia l'assenza l'ispirazione? meglio di no grazie! |
user46920
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 13:32
“ che non sia l'assenza l'ispirazione? MrGreen „ non so, magari basterebbe un po' di curiosità? ... chessò, solo sapere almeno il titolo? |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 13:43
Quante foto buone faccio? Dipende.... Se le considero una alla volta, la risposta è: certamente poche. Se le vedo inserite in un percorso che racconta un tema (torniamo al famoso contenuto...) allora il discorso cambia. Non tutte le foto del citato Americans sono ugualmente forti. Qualcuna presa singolarmente forse sarebbe passata inosservata. Ma tutte insieme stanno coerentemente all'interno di un progetto che nel complesso è stato così forte da entrare nella storia della fotografia Contestualizzare la mia singola foto all'interno di un mio percorso mi aiuta anche a capire se una foto è buona e perché. |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 13:47
“ Contestualizzare la mia singola foto all'interno di un mio percorso mi aiuta anche a capire se una foto è buona e perché. „ Ottima osservazione! |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:03
Cavolo Labirint il secondo l'ho consigliato io poco fa perché ce l'ho e mi era piaciuto. A questo punto sono quasi obbligato a comprare il primo (che devo avere in lista desideri da tempo) |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:07
già, almeno il titolo! Così incrociandolo nello scaffale di una libreria lo sfoglierei... se non altro per avere un concetto di nulla! fosse così correrei a comprarlo tra l'altro! |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:08
Grazie Labirint! Darò un occhio! In effetti sembrano interessanti! |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:24
Non ho mai fatto un progetto fotografico nel quale le foto sono inserite in un percorso e, in questo, vanno analizzate. Sicuramente la cosa cambia... Finora ogni foto che ho fatto l'ho considerata singolarmente, anche per quanto riguarda il contenuto. Ho una propensione a vederle più in questo modo, almeno al momento ecco, perché poi alcune idee si cambiano e nelle idee si naufraga... per fortuna! |
user46920
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:30
“ già, almeno il titolo! Così incrociandolo nello scaffale di una libreria lo sfoglierei... se non altro per avere un concetto di nulla! Sorriso fosse così correrei a comprarlo tra l'altro! „ .. ma è a me che non ha dato nulla, magari a te serve assolutamente! ps: e io lo vederei molto volentieri |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:38
Credo che un po' stia passando un concetto romantico, che voi stessi citando Winegrand, Salgado (che per "Genesi" ci ha messo anni) e Robert Frank avete poi messo alla berlina. Nessun fotografo professionista scatta poco, forse neanche Basilico col suo banco ottico scattava poco. Quando ho visto lavorare fotografi di moda e andare di raffica mi si è aperto un mondo! Ho pensato "scemo io che credevo che questi meditavano!". Ammetto di aver pensato anche: "e così so capace pure io.." e invece no, ho scoperto che è difficile anche andare di raffica davanti a una modella! Quello di "scattare poco" è un mito, piuttosto è vero che con l'esperienza si impara a scattare meno! Il vero errore del principiante è credere che i professionisti non abbiano mai fatto una gavetta immensa di rullini e gigabyte.. bisogna passare da lì, non è una palestra, è LA palestra. Il mio riferimento alle 10000 foto era la frase di Cartier-Bresson, lui in persona ammoniva i futuri fotografi: "Le tue prime 10000 foto sono le tue peggiori foto". Da quando ho letto questa frase mi sono detto: ok la filosofia, lo scatto meditato, e lo studio della fotografia senza macchina in mano, ma se continuo così anziché andare in strada ci arrivo vecchio a 10000 foto per poi scoprire che appunto sono pessime! “ Il rischio è di finire in un approccio, a mio avviso sbagliato, alla fotografia: non più a cercare la fotografia con lo scatto ma a cercare la fotografia tra gli scatti, scattare molto per vedere se, in quel mucchio, è uscito qualcosa... „ Questo rischio è concreto ma la soluzione non è sforzarsi di scattare poco. La soluzione è migliorare la propria sensibilità fotografica, studiando studiando e studiando. Insomma lo ribadisco: lo scattare molto di cui parlo non è cercare la bella foto tra mille affidandosi alla statistica (non ho mai parlato di risultati tra l'altro, anche se la selezione a posteriori rappresenta, per me, un altro bel esercizio da non demonizzare) quanto piuttosto esercitare l'atto fotografico in sé, renderlo via via più istintivo. Lo continuo a vedere di basilare importanza. Atatap, io non so da quanto tempo scatti, però noto in te una gran voglia di imparare, una "fame" diciamo così a fare foto grandi e importanti. Cariche di contenuto e pensiero. Benissimo, dovrebbe essere così per tutti. Non ti nascondo che ci son passato pure io. Questa fame ha un problema: divori tutto e digerisci poco: il mio consiglio è di non avere fretta, di concedersi tutto il tempo del mondo e tutte le foto sbagliate, sono quelle che ti fanno crescere. Senza scomodare citazioni colte, "sbagliando si impara.." |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 14:47
ho capito cosa intendi per scattare tanto, è vero che serva... concordo anche sulla mia fame, senza la superstizione di farle grandi e importanti, mi limito ad appaganti. (poi ti confesso, esco faccio mille foto e mi diverte la cosa, vado a casa, le guardo, sono da cancellare tutte ma mi sono divertito ugualmente. Un appagamento c'è già...) L'occhiodelcigno, ti ringrazio ma sei molto più bravo a fotografare che a vendere! a parte gli scherzi non compro mai senza sfogliare! Ed ho preso libri orribili anche così! |
user46920
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 15:00
“ L'occhiodelcigno, ti ringrazio ma sei molto più bravo a fotografare che a vendere! ;-) „ dipende cosa devo vendere “ a parte gli scherzi non compro mai senza sfogliare! Ed ho preso libri orribili anche così! MrGreen „ infatti, restavo sul punto della curiosità, proprio perché denoterebbe un qualcosa che altrimenti manca. Non che questo comprometta per forza la qualità delle fotografie, ma almeno ti porterebbe in una libreria a vedere di cosa si tratta e magari vedendo gli argomenti ed il prezzo, potresti convenire di acquistare la mia copia ... che se vuoi, potrei anche autografare con dedica |
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