JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Differenza etica tra in camera e a pc


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » Differenza etica tra in camera e a pc





avatarjunior
inviato il 14 Aprile 2016 ore 15:23    

Ho letto tutta l'interessante discussione.

Non posso fare altro che sottoscrivere in pieno gli interventi di Caterina, Fortunato e Luca.
Vorrei aggiungere solo una cosa. Francamente non capisco che attinenza possa esserci fra le doppie esposizioni in camera consentite nei concorsi di Fotografia Naturalistica di livello internazionale e certa rappresentazione del paesaggio naturale realizzata attraverso la fusione di differenti immagini e/o pesanti interventi in post-produzione.

Da quello che mi risulti le multiple esposizioni in camera sono state premiate in passato esclusivamente in categorie ove la rappresentazione creativa od astratta della natura era richiesta. Certamente non nel Paesaggio Naturale.
Le immagini realizzate con esposizioni multiple che si vedono nei concorsi sono palesemente astratte e pittoriche, non vi è alcun tentativo di riproduzione "ingannevole" della Natura, cosa che è invece palese se incollo un cielo del crepuscolo su un paesaggio illuminato dalla luce del tramonto di mezz'ora prima, e magari vi aggiungo anche una luna della sera prima per finire l'opera!

Insomma poi basta veramente dare un'occhiata alle foto vincitrici delle passate edizioni di un paio fra concorsi di Fotografia Naturalistica più autorevoli in Europa (e nel Mondo in genere) per comprendere come queste fotografie nulla hanno in comune con certe immagini composte di bagliori e raggi di luce inverosimili che spesso si vedono oggi nel web.
Poi ognuno è libero di fare e proporre quel che vuole, ci mancherebbe!
Ma non è possibile confondere approcci che sono totalmente differenti.

Per concludere Propongo a tutti i vincitori del "Wildlife Photographer of the Year" e del "European Wildlife of the Year" dello scorso anno giusto per dare un'idea di cosa si parli. Credo che chi abbia occhi per vedere capisca chiaramente!

www.nhm.ac.uk/visit/wpy/gallery/2015/adult.html
www.gdtfoto.de/seiten/gdt-european-wildlife-photographer-of-the-year-r

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2016 ore 17:07    

Va ovviamente vietato il blend di scene diverse, almeno nel genere naturalista,

o ancora:
Il dubbio può semmai riguardare la fusione di immagini dello stesso posto prese in condizioni (o a ore) diverse

e anche qui direi che un comportamento etico preveda QUANTOMENO di informare l'osservatore sul come è stata fatta quell'immagine, anche se, per rispettare la domanda iniziale della discussione, è sicuramente più etico lavorare solamente col classico bracketing in sequenza temporale il più breve possibile e cercare di "recuperare" dai singoli fotogrammi, senza forzarli oltre il dovuto.
Se poi l'obiettivo finale è diverso e viene dichiarato onestamente, allora qualunque cosa rimane ammissibile ed ugualmente etica (nel proprio indirizzo specifico)

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2016 ore 17:50    

Ma infatti anch'io mi sento molto piu' tranquillo, una volta che l'argomento è stato trattato e soprattutto quando si arriva ad una conclusione.Allora perchè mai farlo in camera?Si è sempre parlato della post,dopo,ma del mentre e durante,un po' meno.Non c'è ,il canti dal vivo o in playback in fotografia,conta il risultato finale.
Al cielo ci pensiamo poi dopo,intanto sistemiamo lo sfondo,questo e quell'altro poi non si vedra'.Domanda: ma l'originale? è questo l'originale.Ci sono le varie gategorie di riferimento,nelle quali ci si specializza,che nello stato attuale,hanno subito loro malgrado delle trasformazioni.Se il librino piccolino che traccia una analisi dei media, di qualche anno fa...conclude dicendo piu' o meno che fotograferemo marte dalla terra...difatti.. Solo dopo per non terminare proprio cosi', è stato appiccicato un finale,potremmo forse forse, con un raffronto iperpbolico, parlare di post produzione?Ma il raw non è una fotografia(i?) perchè ci manca lo sviluppo anche in jpg non è foto senza sviluppo,che è fatto in camera,ma spesso si preferisce il raw per una serie di motivi.
Se queste nuove funzioni,sono state pensate,per una qualche ragione,mettendole alla prova si potra' verificarne la reale utilita'.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2016 ore 18:34    

Può essere non etico ingannare l'osservatore, quando il genere non è deliberatamente creativo.

Limitatatmente alle correzioni tonali: io uso i filtri graduati e sono più contento.
Ma non mi strappo (più) le vesti se un altro fa la stessa cosa fondendo esposizioni prese in breve sequenza; e non capisco la differenza rispetto a un solo scatto di un corpo con più gamma dinamica, seguito da regolazione su PC.

La cosa che mi fa incavolare (ma esteticamente, più che eticamente) sono certi risultati finali: con colori sparati al massimo su tutti i canali, e luci e ombre prive di senso, derivanti da fusioni alla Frankenstein. Eppure piacciono.

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 9:45    

Ho letto una serie di pareri assolutamente condivisibili ma il punto è sempre un altro, ovvero il fine!

In base a quello cambia ogni prospettiva e allora si è possibile contestualizzare il titolo di questo topic; uno scatto per documentare scientificamente un fenomeno dovrà essere quanto più possibile attinente al reale, una fotografia di un grande naturalista probabilmente sarà una via di mezzo in cui la post produzione sarà minima, a un reportagista magari fregherà ben poco di cosa sia oncamera/offcamera... prima o dopo, perchè per lui è l'attimo il momento importante e il messaggio passerà a prescindere.

E poi, grande domanda stiamo parlando di arte? o di concetti personali della fotografia? Perchè nel primo caso mi risulta difficile non considerare arte qualsiasi creazione data da ingegno e sensibilità personale attraverso l'uso di mezzi. Giudicare poi cosa è o meno arte personalmente mi sentirei in imbarazzo, nel campo fotografico ho visto lavori stupendi di foto create dalla somma di altri scatti rifotografati uno sopra l'altro ed erano tutti a pellicola, se non ricordo male riproducevano il corpo femminile attraverso le forme di tante donne.

Allora, dove vogliamo andare a parare? Definiamo i paletti, capiamo la tematica e poi affrontiamo il discorso perchè la fotografia si evolve e ho notato con piacere che concorsi dove fino a pochi anni fa le multiesposizioni on camera erano "satanasso" ora sono ammesse. Alcuni però fanno ancora fatica ad accettare le doppie esposizioni ma credo proprio che nel giro di qualche anno verranno considerate a pieno titolo.... d'altronde fare il paragone con la pellicola non ha più senso ormai ;-) ...lo sappiamo tutti che i recuperi di un sensore sony vanno aldilà di ogni "film"... e su questi limiti si erano/sono sempre ispirati i concorsi (e quoto fortunato quando dice che se uno vuole il concorso lo vince anche rispettando il regolamento).

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2016 ore 11:09    

Francesco, mi sembra che mai come stavolta il fine sia chiaro, si è parlato di MML e Asferico concorsi a vocazione naturalistica piuttosto marcata e gli interventi di Fortunato, Luca e Vincenzo che hanno esperienza specifica mi sembrano parecchio centrati sull'argomento.

Capisco che alcuni paletti possano dare perplessità ma credo siano generati dalla difficoltà di limitare le aperture, se consenti la fusione di diverse esposizioni nella fotografia naturalistica poi diventa difficile stabilire fino a che punto si può arrivare e dove è necessario fermarsi, le giurie finirebbero probabilmente per dedicarsi più ad esaminare l'ammissibilità degli scatti che il loro valore e ne seguirebbero comunque polemiche...

L'arte la lascerei fuori dal discorso, in questo caso mi sembra OT, ha manifestazioni dedicate senza limitazioni tecniche e mi spiace sempre vederla sui forum usata come paravento per qualunque cosa ;-)

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 12:34    

Concordo pienamente sul fatto che per determinati settori (concorsi di foto naturalistica, reportage ...) sarebbe oggettivamente impossibile definire degli standard rispetto all'utilizzo di queste tecniche e che perciò sia logico, in questi casi, il puro e semplice obbligo a rinunciarvi; a maggior ragione perché, trattandosi di settori che offrono una grande visibilità (e in qualche caso anche notorietà), invogliano già fin troppo ad "uscire dal seminato".
Sono scelte che lì per lì possono sembrare eccessive, ma alla lunga pagano in termini di credibilità.
Personalmente sono sempre più convinto che quello che manca, nella mentalità della massa di quanti scattano foto al giorno d'oggi, sia la capacità di comprendere le grandi differenze che esistono tra i diversi "scopi" per cui un'immagine dovrebbe essere realizzata. Questo è tanto più vero nel caso del dilettante, perchè parte sempre da ciò che "piace a lui", e non sente il vincolo di dover indirizzare la propria produzione in base ad altri scopi.

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 13:03    

Caro Daniele, io credo che manchino dei passaggi fondamentali ai "nuovi" fotografi. Oggi l'iter piú comune é comprare la Reflex, fare qualche mese di fotografia, per poi svegliarsi un mattino con la convinzione che la parola Arte possa giustificare qualsiasi cosa, dimenticandosi o meglio ignorando tutto ció che é successo sino ad oggi in termini di immagini ed autori. Questo é mercato e nient'altro. Forse anche questo topic serve a qualcuno per farsi un pó di pubblicitá. ;-)

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 14:45    

@Caterina ...a me risulta che il Veolia (il punto di riferimento di ogni naturalista) sia uno fra i concorsi più permissivi in tal senso permette doppie esposizioni e fusioni di n-mila scatti on camera. A tal proposito ci sta un grosso ridicolo che è il consentire la multiesposizione on camera ma di non lasciarla fare a pc (con fusioni per media o addizione).... magari è un modo per far girare l'economia e far comprare più reflex moderne. Fossero tutti come il veolia (trsanne il fatto del mesxp on camera) direi che finalmente il fotografo può fare veramente tutto ... ciò che era permesso con la pellicola

Capitolo arte per me non è un paravento tenerlo sempre bene a mente ...casomai è un paravento non esplicitare bene cosa è "credenza personale" e cosa invece non lo è. Questo perchè ci sono molti fotografi che per quel che ne so io producono fotografie e che a rigor di logica dovrebbero essere produttori di immagini secondo alcuni standard; e non tanto perchè fanno collage di foto (e per quel che mi riguarda parlo di pellicola) bensì perchè post producono molto la foto e no non mi riferisco a paesaggisti ma a ritrattisti

Infine, questo titolo è dubbioso perchè (e qua sono seduto di fianco al fiume) quando attraverso la reflex e il cellulare (sony ci è vicinissima per non dire che ci siamo) potrò elaborare e creare filtri ad hoc via software per ottenere una foto con 25/30 stop di gamma o con colori inverosimili (e anche li c'è da discuterne) avendo un solo file raw cosa succederà? Cosa succederà quando il file raw bello e pronto non potrà più essere usato come ancora di salvezza ?MrGreen

Ci tengo aprecisare che queste sono tutti "bug"che io trovo a certi discorsi e non sono quello che penso direttamente io.;-)

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2016 ore 15:55    

Francesco, sul primo punto credo d'essermi espressa in modo esaustivo in precedenza;-)
Sull'arte non capisco...quando leggo frasi come
E poi, grande domanda stiamo parlando di arte? o di concetti personali della fotografia? Perchè nel primo caso mi risulta difficile non considerare arte qualsiasi creazione data da ingegno e sensibilità personale attraverso l'uso di mezzi.
mi viene in mente quanti grandi fotografi e critici si siano espressi sul valore artistico di un certo tipo d'interpretazioni non creative ma piuttosto omologanti...e quanto il loro parere sia stato mal accolto in rete...quindi direi che più che più che altro c'è la volontà di non capire...
Per il resto potrebbe succedere che la foto non abbia più senso come documento o che s'acquisiscano nuove tecniche per capire cosa è documento e cosa no.
Quello che continuo a non capire è perché voler giocare ad un gioco di cui non piacciono le regole, quando ce ne sono altri che potrebbero fare al caso nostro..

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 16:57    

Ho riletto un paio di volte quello che hai scritto ma sei stata piuttosto criptica. Confuso
L'ultima frase invece è molto chiara e io mica ti do torto, infatti mi sembra che ci siano diversi autori che delle regole (quelle prese come dogmi e derivanti dai testi di concorsi fotografici) se ne sono sempre infischiati platealmente e questo li ha portati a vivere con la loro concezione del vero e della fotografia/arte/immagini, a seconda di come ci piace etichettare i loro lavori.

Credo che ognuno possa scegliere il percorso che gli puo consentire di potersi esprimere al meglio e al contempo decidere se e quando imbrigliarsi in delle regole.
La cosa che però per me è una grande sconfitta della fotografia ma ancor più della fotografia digitale è il doversi domandare ciò che è lecito o meno fare "on camera" e/o al pc quando nel pc gira lo stesso software che gira in una reflex (in termini di output). Le cose cambieranno, a piano ma cambieranno presto e almeno nel mare si soggettività di cui è composta (giustamente) la fotografia ci sarà anche la coerenza che negli ultimi tempi latitaSorriso

P.s. (esistesse ancora il vecchio juzaforum si potrebbe ricostruire l'evoluzione di pensiero in merito) ...peccato Sorriso

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 17:20    

Capita di veder comparire personaggi improbabili passeggeggiare nei campi,coltivati,vestiti di pizzo,oppure scorgere marine dai cieli apocalittici...Si fissa un punto una linea, e nel frattempo senza nemmeno accorgerci siamo parecchio piu' in la',fara' la gioia e la felicita' di alcuni,ma in qualche modo è un sistema che si è trasformato negli anni.
Ponendo la domanda c'era gia' una conclusione alla quale si poteva arrivare, e le posizioni fondamentalmente non cambiano.Ci sono delle differenze tecniche e di praticita' nell'uno e nell'altro metodo,il produttore di apparecchi spinge per fornire una sorta di "tocco speciale" in piu' alle foto,perchè non basta mai ed è diventato lo standard e quello che si fa poi con i software.Il filtro bisogna portarselo dietro,avvitare l'anello,il portafiltro,sistemarlo,il risultato non è ottimale...uscire di mattino presto,fa freddo o caldo,ci sono gli insetti,mettere il treppiede,magari la luce è bella ma dura poco e lo scenario,c'è ma non in quel punto, in quel momento.Forse colpisce di piu' la miopia dell'osservatore,che facilmente si fa attrarre dallo spettacolo,in modo comprensibile,anche quando non c'è,e si continua a parlare di resa naturale o post produzione.Quando parliano di fotografia autoriale la visione spesso è di muoversi diversamente,su quella trama per far intravedere in modo personale il filo che si stacca,come messaggio che puo' essere interpretato a seconda della propria chiave di lettura.

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2016 ore 17:47    

Criptica?
" per unire un cielo fatto altrove con un primo piano DIRETTAMENTE IN CAMERA sia con le canon che con la d5 o cone la sony con l'apposita app.. "

Se la tipologia d'intervento è questa concordo con te che non ha molto senso all'interno di concorsi di fotografia naturalistica far rientrare dalla finestra ciò che si è volutamente lasciato fuori dalla porta, sinceramente non mi sono mai interessata a quel tipo di app, se voglio mettere mano ad un'immagine preferisco farlo al pc.
Sugli effetti pittorici invece entriamo in un'altro campo, secondo me decisamente meno delicato dal punto di vista etico e credo che comunque bisognerebbe entrare nei casi specifici... poi stai parlando con una che odia la fotografia vista come competizione quindi dentro a certe problematiche faccio proprio fatica ad entrarci


Mi sembra che questa mia risposta al caso ipotizzato da Benini fosse abbastanza chiara...il preferisco è evidentemente legato al fatto che trovo l'intervento al pc più preciso e comodo e non ho alcuna intenzione di presentare l'immagine come naturalistica.

Sinceramente non vedo nessuna sconfitta per la fotografia, stiamo solo dissertando sui regolamenti di concorsi... la fotografia è molto di più...

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2016 ore 18:36    

Ma infatti quel passaggio lo avevo capito benissimo mi riferivo alla tua penultima risposta... Non la capivo Sorriso tutto qua.

"Sinceramente non vedo nessuna sconfitta per la fotografia, stiamo solo dissertando sui regolamenti di concorsi... la fotografia è molto di più.."

Qui invece non ti seguo, perché la domanda del post è palesemente rivolta in tal senso ed è palese che in genere il concorso sia un modo di parlare di fotografia. Addirittura quando si citano i concorsoni non è infrequente vederli paragonati a "cose superiori" , insomma sono autorevoli e un po vedo che definiscono i paletti della fotografia.
In tal senso per me loro sono la sconfitta (temporanea) della fotografia.
Come dicevo nel primo post le cose però stanno cambiando e una volta cose come la doppia esposizione erano cose da falsari ora molte cose sono state sdoganate e i pensieri più integralisti che leggevo nel vecchio Juza forum si sono dissolti.

Sorriso

Comunque grazie del sempre bel confronto Caterina

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2016 ore 20:02    

A beh se si ci riferisce a beghe da forum allora rilancio, la fotografia per fortuna non c'entra nulla;-)MrGreenMrGreen
I topic post si post no scivolano frequentemente nel ridicolo andandosi a perdere in insignificaniti sofismi linguistici e tecnici quando manca totalmente l'indispensabile consapevolezza di cui Daniele parlava prima.
Personalmente sono sempre più convinto che quello che manca, nella mentalità della massa di quanti scattano foto al giorno d'oggi, sia la capacità di comprendere le grandi differenze che esistono tra i diversi "scopi" per cui un'immagine dovrebbe essere realizzata.

Nella fotografia naturalistica le cose credo le abbia chiarite bene Luca Giustozzi, in quella commerciale vale l'opposto, ogni inganno è giustificato dal fine poi ci sono un'infinità di mondi fotografici ognuno con le proprie caratteristiche ed esigenze, parlarne in un discorso unico agglomerandoli è impossibile.
Buon fine settimana, ciaoSorriso

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.




RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione è stata aperta oltre quattro anni fa: non è possibile inviare nuove risposte.

Se l'argomento ti interessa, puoi aprire una nuova discussione sul tema!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me