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inviato il 11 Aprile 2016 ore 14:31
“ Ignazio penso che tu abbia tutte le ragioni del mondo di arrabbiarti con 2 Zeta. Hanno fatto un lavoro da delinquenti . hanno rubato, hanno cercato di nascondere le prove del furto etc. Nel tuo caso non esistono scrupoli. Poi fare causa per una foto sappiamo bene che non conviene (purtroppo) „ Si, purtroppo non ha molto senso fare causa per una foto... Quando questo è accaduto ricordo pure di essere andato alla Polizia postale a chiedere informazioni. Mi hanno spiegato che difficilmente si arriva a qualcosa di concreto.... |
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inviato il 11 Aprile 2016 ore 14:42
Ho l'impressione che il problema di base sia l'atteggiamento mentale: "Se posso fregarti ti frego!" Queste saranno pure istituzioni, ma si comportano allo stesso modo degli utenti privati che con uTorrent si scaricano film, musica e software craccati gratis da parecchi anni: cioè rubare l'operato altrui. Giorgio B. |
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inviato il 12 Aprile 2016 ore 10:40
Vorrei fare una domanda a voi che siete sicuramente più esperti, se porto a stampare una foto, quello studio non può usare la mia foto , vero ? Anche se sulle foto che ho portato non c'è firma o altro . Chiedo qui perchè mi sembra superfluo aprire un topic apposta e ho visto che siete ben ferrati in materia. |
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inviato il 12 Aprile 2016 ore 10:54
@Rorscachx : interessante quesito, seguo... |
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inviato il 12 Aprile 2016 ore 22:28
Che io sappia, ai tempi della pellicola non avevo mai avuto notizia di laboratori che riproducevano illegalmente foto di clienti che portavano le negative. Eppure era così semplice e banale fare due stampe anziché una sola per il cliente... Giorgio B. |
user2034
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inviato il 12 Aprile 2016 ore 23:06
Mi è successo tre volte, sulle cronache locali di due quotidiani uno di Torino e uno di Genova. Foto ritagliate per togliere la firma o malamente pasticciate ... Ho telefonato alle redazioni ottenendo risposte ridicole di gente che pensa che nessuno conosca le regole e che si fa forte della copertura dell'ufficio legale che ha a disposizione. " scusi ma noi abbiamo ricevuto la foto allegata al comunicato stampa" "sa la foto era su un social e allora siamo autorizzati" risultato quando vengo contattato per avere materiale da allegare per l'invio ai suddetti non lo cedo più e anzi ho tolto tutte le foto che avevo pubblicato sui forum. Fotografo per hobby non per incavolarmi. |
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 1:06
La giornalista ha sbagliato però è alle prime armi e, magari sbaglio, mi fa pena. Alla fine mi pare che la foto abbia comunque fatto il suo lavoro ovvero portare all'attenzione di un vasto pubblico una situazione che va denunciata e per la quale si dovrebbe intervenire. Non discuto sul danno avuto dalla pubblicazione senza indicazione dell'autore della foto in questione ma questo accanimento sulla giornalista mi sembra esagerato. Le darei il beneficio del dubbio e non me la prenderei per la reazione "cafona" avuta dalla ragazzina, può essere che sia stata ripresa sul posto di lavoro e che stia già passando dei guai (giustamente...ma chi lavorando non ne ha mai commesso uno?) e la sua sia stata una reazione, sbagliata, ma solo una reazione. Oltre alla soddisfazione di avere avuto una foto pubblicata (seppur non nei modi corretti) e alla consapevolezza che magari, proprio grazie a quella foto si riusciranno a ottenere fondi per la causa della ONLUS, farei beneficenza regalando alla sprovveduta giornalista un altra possibilità. Sicuramente da quest'esperienza ha capito che prima di pescare dai siti bisogna imparare cosa sia il diritto d'autore e magari un domani sarà un ottimo professionista. Massacrarla alla prima esperienza mi sembra un po' esagerato, tenuto soprattutto presente che sempre più spesso si viene gettati senza troppi convenevoli nella giungla del lavoro e ci si deve arrabattare giorno per giorno sperando di non far mai troppo cavolate..ad imparare sul campo senza alcun tipo di indicazione o consiglio. In questi contesti una leggerezza del genere, se si è intelligenti, può solo contribuire a creare maggior consapevolezza e maggior cura nello svolgimento del proprio lavoro per il futuro. |
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 4:17
Una giornalista ignorante? ci credo poco... Però che cambi mestiere subito altrimenti potrebbe sbagliare a pagare le tasse e allora si che sono vere rogne ! |
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 12:28
Seguo anche io la domanda sulle stampe e sulla eventuale cessione dei diritti quando si stampa presso uno studio, dubito però che sia così, per nostra fortuna. Riguardo alla giornalista, @Anguillotta74 io penso che sia una via di mezzo. Da un lato l'inesperienza ha sicuramente fatto il suo, perchè forse un giornalista navigato avrebbe "notato" le diciture nelle didascalie e nel titolo della foto così diverso da tutte le altre............ Dall'altro lato una risposta del genere, alla mia mail dai toni molto pacati e gentili mi ha lasciato esterrefatto, segno che forse una mancanza di umiltà e di contatto con la realtà c'è..... In fin dei conti la sua leggerezza infrange, in teoria, alcune leggi, anche considerando l'esistenza di tali liberatorie molto limitanti, non sono un esperto (proprio nemmeno lontanamente) ma credo che basterebbe esibire quelle per lasciare ben pochi dubbi in una eventuale causa legale. Detto ciò, non penso che sia stata rimproverata o altro, perchè quando lei stessa ha chiamato il presidente della Onlus, la sua preoccupazione principale era di non coinvolgere nessun altro in redazione per evitarle problemi. MA un amico avvocato mi ha fatto notare un altro elemento: le liberatorie (ai sensi di legge) coinvolgono noi tre fotografi, abbiamo sempre rilasciato una copia ai soggetti ritratti con le nostre firme, documenti che in teoria si possono impugnare per reclamare un utilizzo non idoneo delle fotografie e avvalersi nei nostri confronti e non in quelli del quotidiano. Quindi mi consigliava di spedire, tramite raccomandata r/r, alla redazione locale e, per conoscenza, anche alla redazione coordinatrice, un resoconto dell'accaduto, con la rassicurazione scritta di non voler procedere per vie legali. Questo mi permetterebbe di avere una forma di protezione nel caso di una rivalsa (estremamente improbabile, lo so) da parte dei soggetti ritratti che si son trovati esposti su un quotidiano. Oltre a ciò, una mia raccomandata implica il coinvolgimento diretto di codesta giovane giornalista, pur senza menzionarla direttamente, causandole probabilmente qualche problema a lavoro (rimprovero, licenziamento, mancato rinnovo di contratto, chi lo sa), ma ritengo questa una conseguenza inevitabile. |
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 12:32
Scommettiamo che se copio l'articolo della "ragazzina sprovveduta", lo pubblico da qualche parte a nome mio e lei (o il suo giornale) se ne accorge mi arriva come minimo una diffida con minaccia di azione legale per non aver rispettato il diritto di autore? |
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 12:54
Quoto Rbrsvt : inoltre, banalmente, si deve provare a stoppare questo vergognoso utilizzo - non so con quante possibilità - di immagini SACCHEGGIATE da gentaglia che sa benissimo di poterlo fare impunemente, offrendo copertura in immagini a costo zero. Se sfruttano le "mie" immagini, non mi fa curriculum, ma presa per il c**o. Pietà l'è morta e l'innocenza non esiste in questo campo. |
user94858
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inviato il 13 Aprile 2016 ore 12:59
Procedi questa non è solo mancanza di rispetto verso di te ma anche verso tutti noi e di chi vive con questo lavoro |
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inviato il 15 Aprile 2016 ore 6:42
A far del bene si riceve sempre indietro del male dice qualcuno..... Anche se il tuo lavoro è stato svolto a scopo umanitario, i giornali traggono sempre e comunque profitto dalle vendite, quindi a parere mio(molto modesto dato che non ho mai nè venduto nè fatto pubblicare mie foto su alcun quotidiano) penso che comunque ti spetti un risarcimento quanto meno morale visto il comportamento di questi signori. Ciao Luca |
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