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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 11:09
dato per stabilito che il pianeta non basta a sostenere un livello di vita "europeo" distribuito a tutti i 7 miliardi di persone, esistono a mio avviso due vie d'uscita. A) continuare, come si e' fatto fino ad oggi, con lo schiavismo moderno ed una parte della popolazione che vive sulle spalle della grande massa. Oggi mi pare si tenda a percorrere quella via applicando enormi economie di scala e interventi bellici ovunque. B) condividere le risorse. Cioe' abbassare il nostro tenore di vita ed adeguarci ad uno stile Indiano o Africano. Resta pero' la necessita' di applicare economie di scala e sistemi industriali pesanti, altrimenti il tenore di vita possibile sara' in futuro molto inferiore a quello di un indiano attuale. Evitare sprechi e cercare di inquinare il meno possibile son slogan e trappole mentali che servono come l'acqua fresca per curare un cancro. In un mondo industrializzato e con i costi attuali dei servizi, il singolo cerca gia' per causa di forza maggiore di evitare gli sprechi. Gli sprechi veramente dannosi invece sono a monte... enormi. |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 11:43
Non condivido, tra A e B i sono varie vie di mezzo! “ Gli sprechi veramente dannosi invece sono a monte... enormi. „ Su questo la pensiamo allo stesso modo. “ Evitare sprechi e cercare di inquinare il meno possibile son slogan e trappole mentali che servono come l'acqua fresca per curare un cancro. „ Qui invece no! Penso che un uso più responsabile delle risorse e cercare d inquinare il meno possibile partendo dal basso, fatto cioè da ognuno di coloro che vivono all'occidentale (per semplificare) un paio di miliardi di persone possa influire notevolmente! Dire sempre che il problema è più in alto e non adoperarsi nel proprio piccolo non mi sembra il modo migliore per aiutare il malato. |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 12:55
Traggo spunto dalle riflessioni di Salt, che non si possono tacciare per sbagliate o peggio, menefreghiste. E' verissimo, il mondo e l'umanità sono cambiati, ma forse il cambiamento non è sempre da osannare in quanto tale, piuttosto in base ai risultati che produce. Ci vorrebbe anche un'intelligenza tale da capire quando fare retromarcia, che non vuol dire rifiutare il progresso, anzi, vuol dire proprio perseguirlo con il massimo sforzo. Oggi, grazie al progresso, disponiamo di tecnologie che ci permetterebbero di fare passi da gigante per la salvaguardia del nostro pianeta, ma sono tecnologie spesso rigettate anche dagli stessi creatori. Il protocollo di Kioto non fu firmato dagli USA (per intenderci quelli del diesel gate) in quanto le restrizioni che imponeva rendevano necessari investimenti che avrebbero impattato sulla competitività del sistema produttivo americano. "Si arrangiassero gli altri", senza pensare che su certi argomenti i noi e gli altri non esistono. Non si tratta di politica, ma di fatti. La Cina ha agito anche lei in questo senso, tant'è che la situazione della qualità dell'aria e del suolo, in quel paese, è preoccupante. Non dimentichiamoci che fino a ieri (ancora oggi?) utilizzavano il DDT. Date un'occhiata alle immagini satellitare dei cieli sulla Cina e proverete sconforto. Le lobby del petrolio sono fortissime, talmente forti che sono capaci di generare guerre. Potremo mai pensare di sviluppare seriamente la tecnologia di produzione dell'energia legata all'idrogeno? Le centrali elettriche che funzionano ad olio combustibile non possono ridurre la produzione quando c'è meno richiesta di energia. Mi risulta che l'energia in eccesso sia "smaltita" su carichi fittizi. Se sviluppiamo energia da fonti rinnovabili, possiamo chiudere da un giorno all'altro una centrale? Credo di no. Sul Delta del Po, che è un parco Naturale oggi anche patrimonio dell'UNESCO, c'era una centrale elettrica enorme, con una ciminiera che si vedeva e si vede, dal mare, da una distanza superiore a quella di avvistamento del faro di Pila. Tutti sappiamo che le ciminiere, più sono alte, più emettono schifezze. Qualcuno voleva convertirla a carbone pulito (pulito???). Questo qualcuno non ha mai detto che il perché era legato al fatto che il carbone costava meno dell'olio combustibile. Poi doveva imbrigliare il CO, stoccarlo in contenitori in pressione e depositare i contenitori sul fondo del mare (per non pagare le penali alla Comunità Europea per aver sforato la quota di CO annuale). Come mettere la spazzatura sotto il tappeto. Ma i mulini a vento sono brutti. La Norvegia, primo paese europeo nell'estrazione di petrolio, è il paese con la produzione più alta di energia da fonti rinnovabili. Ci sono esempi su cui riflettere, no? E' per questo che condivido il messaggio di Alcenero, sul pensiero di Toro Seduto. Mi sono dilungato già troppo. Scusate. Concludo ribadendo un concetto che credo possa essere ampiamente condiviso. Il mondo della finanza (e le società per azioni quotate in borsa ne sono intima parte) ha una forte responsabilità. Il mondo della finanza è il mondo del profitto ad ogni costo. Nessuna demonizzazione, ma un po' di intelligenza civica globale, non farebbe male. Ciao a tutti Gabbia65 |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 16:29
“ credo che oltre al numero della popolazione mondiale il punto determinante è che miliardi di persone "tendono" giustamente ad uno stile di vita simile al nostro, è questo che secondo me metterà in crisi l'equilibrio risorse/popolazione, ed è a questo che si deve trovare una soluzione. „ Indubbiamente, e il flusso migratorio degli ultimi anni (non solo verso l'Europa, anche gli USA sono una bella calamita) lo dimostra, e la tendenza aumenterà se i Paesi dove molte industrie hanno "delocalizzato" la produzione dovessero venire abbandonati a loro volta. Che poi, anche la delocalizzazione! Quando avrà fatto il giro del pianeta cosa farà, si fermerà o finalmente tornerà lo pseudo-boom economico in Italia? |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 17:59
mah.. in un mondo in cui il pil procapite di uno stato vasto come quello indiano e' di soli 1400 dollari/anno e quello cinese di 6mila dollari/anno ,lAfrica sta attorno ai 600 dollari.....penso sia piuttosto difficile mantenere un equilibrio senza sparare. Quando poi invece trovi che il rapporto Pil/procapite europeo medio e' attorno ai 70mila dollari/anno e fai le dovute proporzioni tra il numero di abitanti in europa e l'enorme numero di abitanti dell'Est e dell'Africa, ti rendi immediatamente conto che qualsiasi discorso di parificazione del tenore di vita E' IMPOSSIBILE. A meno di una estinzione di massa degli europei o di una loro riduzione in schiavitù. |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 20:21
Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà. Bernard de Clairvaux. |
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inviato il 04 Gennaio 2017 ore 20:30
E il bosco ti insegna che se diventa troppo fitto alcune piante si seccano e muoiono per lasciare spazio ad altre più fresche e consoni al fabbisogno dll'ecosistema del bosco......forse non serviamo più |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 8:13
Ciao a tutti....ma mi viene da ridere....quando Obama parla di emissioni di gas serra....quando ogni americano consuma chili di carne bovina ogni giorno, anche per colazione ed ho potuto vedere su un documentario rai5 come allevano i bovini in USA....intensivi....e poi, non ultima, la costruzione della enorme diga in Cina che ha sconvolto, e se ne vedono oggi le conseguenze, il clima, prima dell'intera Asia, e poi di tutta la ns terra...si potrebbe andare avanti per giorni....i poveri contadini sudamericani, per esempio, per poter sopravvivere, si spostano continuamente di zona in zona, coltivando a tuberi e disboscando le foreste ogni volta e cosi' via fino a quando il terreno non diventa sterile...e poi l'ultima chicca americana...l'Alaska si continuera' a perforare per il petrolio grazie a Trumph? |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 8:37
Trump |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 9:38
In ogni caso se non vogliamo risolverla con la legge del più forte eliminandoci a vicenda, visto che siamo 7 miliardi una soluzione dovremo trovarla! Fino a quando non troveremo un altro pianeta ospitale dovremmo cercare di preservare quello che abbiamo visto che è l'unico. Certo che mettere d'accordo 7 miliardi di teste... |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 9:52
chi parla di bosco... ha mai visto un bosco?.. lo ha mai coltivato? No perché se dobbiamo parlare per sentito dire parliamo pure... contribuisco anche io. "ALL'OMBRA DEI GRANDI ALBERI NON CRESCE NULLA".. E posso proseguire con NON FARE MAI UN'ORTO SOTTO AD UNA QUERCIA. il terreno attorno e' avvelenato per decine di metri Tra le altre attivita', amministro una azienda agricola che produce biomasse a coltivazione naturale su un'estensione di quasi 50 ettari. Molti a bosco ceduo. Tenerlo in vita e' un'impresa oramai... |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 13:31
diciamo che sotto alle querce il terreno non è avvelenato ma estremamente acido, prova a piantarci dei rododendri o delle piante acidofile, io ho provato e sono cresciute sane e forti, ottimo anche il pungitopo o l'agrifoglio |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 13:31
diciamo che sotto alle querce il terreno non è avvelenato ma estremamente acido, prova a piantarci dei rododendri o delle piante acidofile, io ho provato e sono cresciute sane e forti, ottimo anche il pungitopo o l'agrifoglio |
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inviato il 05 Gennaio 2017 ore 18:36
si anche l'edera velenosa viene benissimo.. . ma al massimo sotto ad una quercia mangi ghiande ;) A dire il vero, ho un paio di querce enormi che hanno cominciato a produrre tartufo....:) |
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inviato il 14 Gennaio 2017 ore 1:49
Indietro o avanti, il tempo contiene un'infinità di cicli di ogni cosa. L'uomo tornerà alla terra o allo spazio che avrà contribuito a creare. Avverrà in ogni caso, con o senza denaro. Esso segue soltanto la propria natura. Quando le risorse sono poche, il modo per fare denaro lo si trova sempre. Il teletrasporto lo inventeranno a posta e non per viaggiare. L'uomo, se mai morirà, il tartufo lo risveglierà, perchè scoprirà che l'Energia è uguale alla Biomassa per la velocità della luce al quadrifoglio |
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