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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:10
Labirint, pensa che nella foto della modella c'è quello che è sempre stato additato come un macroerrore nelle così dette regole della fotografia. regole che a dire il vero io non ho mai preso troppo sul serio. Lo riconosci? |
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:12
Parli della colonna dietro testa modella? |
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:13
bravissimo, per anni ci hanno bacchettato. |
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:20
Ma mia non voleva essere una discussione critica u foto, ma più un'idea di stile, avrei potuto prenderne altre come questa di Christian Melfa con la Pazzesque
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:22
si si ho capito benissimo. ci sono le mode. |
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 16:32
O almeno andando sui principali siti di condivisione mi pare sia così, anche nelle foto dove sono inclusi bambini sempre più amatori vedo usano uno stile ben definito:
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inviato il 28 Dicembre 2015 ore 9:53
Vedo che la discussione contempla sia aspetti puramente tecnici (software ecc.) che stilistici, e trovo giusto che sia così, perché le due cose non sono mai completamente disgiunte. Personalmente però credo che la fotografia passi in buona parte attraverso la conoscenza approfondita degli strumenti che hai a disposizione, ma anche (e forse soprattutto) di quelli che non ti puoi permettere, e sono convinto che da questo punto di vista il discorso non sia così diverso, oggi, da come poteva essere trenta anni fa. Al proposito mi viene in mente il buon vecchio (si fa per dire) "banco ottico"; per decenni è stato il mio sogno, finché non ci ho messo sopra la classica pietra, per i costi assolutamente proibitivi dell'attrezzatura, ancor più proibitivi se non sei un professionista. Però poi mi sono sempre domandato: è giusto che io non possa cercare delle strade alternative per ottenere i medesimi risultati raggiungibili con il banco ottico? Non sto parlando della qualità e della resa della pellicola grande formato, ma di quegli accorgimenti (decentramento dell'ottica e basculaggio) che consentono di ottenere risultati apparentemente impossibili con altre fotocamere. Già le linee cadenti le potevi raddrizzare anche prima del digitale; bastava avere un ingranditore per stampa (che, guarda caso, aveva gli stessi movimenti del banco ottico) al posto di Photoshop: c'è qualche differenza etica tra le due soluzioni? Allora perché tanto accanimento se raddrizziamo le linee cadenti con la postproduzione via software, mentre la stessa cosa era perfettamente lecita in postproduzione con il vecchio ingranditore? E ancora; perché non dovrei utilizzare il Focus Stacking, ANCHE NEL PAESAGGIO, per ottenere immagini con tutti i piani perfettamente focalizzati? Se l'utilizzo dell'iperfocale permettesse di raggiungere un risultato realmente paragonabile a quelli di un banco ottico, che bisogno ci sarebbe stato di inventare i movimenti della standarda (o standarta che dir si voglia)? |
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