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inviato il 31 Agosto 2015 ore 21:30
Tranquillo Felix, la consapevolezza c'è, infatti qui propongo molte più foto simili alla prima che alla seconda, il principio lo ritrovi pari pari nella vita di tutti i giorni, nulla di nuovo |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 21:43
Per quanto mi riguarda io ho cliccato la prima. Perché? Perché al momento é il mio genere fotografico. Amo la natura e mi piace emozionarmi di fronte agli spettacoli grandiosi che sa regalare. Ogni volta cerco di portarmi a casa un ricordo di quello che ho visto e per questo negli anni ho cercato di migliorare l'attrezzatura, la tecnica, la post e di pianificare al meglio le mie uscite e i miei viaggi. In me non é ancora scoccata la scintilla per una fotografia più progettuale, più intima. Mai dire mai però, anzi. Ho visto che fotografi come Franco Fontana hanno tirato fuori cose notevoli anche dai paesaggi, quindi é ovvio, che anche questo genere fotografico abbia grandi spazi creativi. Forse, tra un po', oltre al genere di foto "belle" che un po' tutti cerchiamo di portare a casa (se ci si riesce) abbia il tempo, la voglia, la sensibilità per fare qualcosa di diverso. A quel punto probabilmente, avrò maturato una consapevolezza diversa per apprezzare anche e forse di più, la seconda foto. Può darsi, invece, che rimanga un accanito "cartolinaio"; nel caso non penso che mi strappero i capelli anche se magari avrò perso un 'opportunità per fare un'esperienza diversa. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 21:46
Devo ringraziare Paco per questo thread, uno dei più interessanti ed efficaci tra quelli che ho avuto occasione di seguire sul forum ... grazie anche alla pacatezza e intelligenza degli interventi fin qui esposti, con tanto di immagini a corredo ! Magari fosse sempre cosi, vi seguo con interesse, grazie a tutti ! |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 21:54
Molto bene Caterina, è molto bello capire cosa c'è dietro uno scatto, mi unisco all'invito di Antonio, sarebbe bello che tutti lo facessero. “ Paco...mostra anche tu la foto. „ Sì Felix, potrei farlo, ma onestamente non volevo che questo diventasse un thread di commento alle mie foto. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:13
Senza voler essere irriverente ma un personaggio come Cartier Bresson che ha fatto dell'attimo decisivo il suo credo fotografico non penso che stava li a progettare lo scatto, tutt'al più, forse, di qualcuno ne previsualizzava il contenuto...poi magari a posteriore tutti ci ricamano sopra osannando (giustamente) il grande fotografo...Ecco l'ho detto...ora lapidatemi   |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:19
Sasal, stiamo parlando di paesaggio, una montagna se c'era ieri, probabilmente ci sarà anche domani. Esistono le previsioni del tempo etc.. La progettualità non è sapere quale sarà lo scatto, che diaframmi usare etc.. ma sapere quello che si cerca, quello che si vuole raccontare. Banalizzando al massimo, la progettualità di HCB, è proprio la ricerca del momento decisivo le le scelte di carattere tecnico erano subordinate a quello, non in contrario. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:25
io non parlavo di scelte di carattere tecnico, volevo semplicemente fare una riflessione sul fatto che molte volte gli scatti migliori nascono senza che dietro ci sia una progettualità.. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:31
Posso consigliarvi un ottimo testo sulla fotografia di paesaggio? David Ward - LANDSCAPE BEYOND: A Journey into Photography A me ha dato tantissimo.. ;-) |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:32
Concordo Fabio!! Raffaele, per me l'importante è comunque fotografare con passione e divertirsi, una bella cartolina, un buon racconto semplice e magari un valido documento sono perfettamente in grado d'interessare, divertire ed informare chi ne usufruisce e questo non è assolutamente poco. D'altra parte credo sia importante conoscere e cercare di comprendere che quello non è l'unico modo di fotografare ed in assoluto neanche il migliore. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:54
E ci mancherebbe Caterina. Il termine "Cartolina" non voleva essere in nessun modo dispregiativo. Le non molte foto che faccio e non scarto (mediamente una al mese) sono bene o male tutte cartoline sudate ma da me molto apprezzate. E spero e penso, le mie e quelle di tutti gli altri, che non siano per nulla inutili. Per quanto riguarda l'argomento principale introdotto da Paco non so dare un preciso giudizio e mi limito a dire la mia piccolissima esperienza. Ho a casa due libri del fotografo Carlo Delli su due delle zone a me più care; in particolare i Monti Pisani e il Parco di San Rossore. Bene, in effetti, ogni foto trasmette l'essenza stessa degli ambienti ritratti, dalla ghianda di leccio che sboccia a nuova vita, ai grafismi dei tronchi, all'intreccio delle radici che sembrano mangiare il terreno, al fluire delle correnti e delle foglie nei ruscelli e negli stagni, all'alternarsi delle stagioni con i loro colori e le loro atmosfere. Insomma sembra che la natura sia viva, pulsi con il suo cuore e sembra che l'autore sia in simbiosi con essa. Almeno questo é quello che i due libri mi hanno trasmesso. Insomma é tutta un'altra cosa. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 22:59
Teniamo conto che il valore di un'immagine è condizionato spesso anche da fattori casuali o esterni all'idea stessa dell'autore. Sembra banale ma basta poco per trasformare la potenza intrinseca di un'immagine ed il senso del progetto finale. La modificazione dell'elemento principale, la richiesta della tematica sviluppata, i contesti in cui le immagini vengono utilizzate possono mutare profondamente il senso e la forza dell'immagine stessa. Facendo un lavoro di archiviazione di un progetto sul territorio di diversi autori (Farri, Barbieri, Castella, Purgatorio ecc.) ho notato come questi elementi hanno modificato la natura e in parte i contenuti di alcune immagini. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 23:02
Argomento interessante, ma dal mio punto di vista quando c'è troppa pianificazione/progettazione si perde anche la parte istintiva e più vera.. Se vado cento volte nella stessa location è sicuro che farò una foto stupenda! Ma quella foto rappresenta quello che siamo o quello che vogliamo far credere di essere? La cosa che trovo fantastica della foto di paesaggio è che quasi tutto quello che si può progettare viene stravolto da eventi esterni non controllabili, non è come in uno studio fotografico dove posso controllare i kelvin sul sopracciglio della modella.. Quando fotografo il paesaggio preferisco essere più istintivo, penso che sia la cosa migliore per trasmettere le mie sensazioni... la maggior parte delle volte non si riesce ma almeno ci provo Un discorso a parte è la progettualità su un determinato argomento e quella può fare solo bene |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 23:13
Mi permetto di invitarvi a sgombrare il campo dal pericolo di cadere in due errori: Dare per acquisito che il paesaggio sia un genere poco adatto, difficile, chiuso alla fotografia che, per comodità, definisco d'espressione. Potrei citare autorevoli esempi ma uno che conosciamo tutti (tranne, orgogliosamente, Felix ) è certamente Giacomelli. Ricordo anzi di aver letto un interessante articolo (ora mi sfugge il nome dell'autore) in cui si sosteneva il grande ruolo della fotografia in un genere praticamente abbandonato dai pittori. È un'aspetto che dovrebbe stimolarci a maggior responsabilità. Pensare al progetto come quella cosa che viene prima di tutto il resto che andremo a fare poi come sua conseguenza diretta. Questo ci fa pensare che HCB non potesse avere progettualità visto che girava quasi a caso in cerca di "momenti decisivi". A mio modesto giudizio HCB è viceversa un campione di progettualità nel suo significato più alto (quello che ho cercato di sintetizzare nel mio precedente intervento). La sua progettualità si confonde grandiosamente con la sua poetica. È ciò che rende coerenti e idealmente legate, immagini scattate a 60 anni di distanza nei luoghi più diversi. La progettualità più potente è quella che risulta evidente anche all'osservatore. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 23:22
Concordo anche con quanto detto Kyagi. Pianificare e progettare uno scatto ci sta, ma si cammina di pari passo con l'istinto e con il sapersi adattare a situazioni inattese. Negli ultimi periodi ho scattato in condizioni meteo poco interessanti, a centinaia di km da casa, cercando di adattarmi alla situazione. Con il tempo si impara l'arte dell'arrangiarsi , basta semplicemente non farsi influenzare da ciò che si può vedere nelle prime pagine di 500px (dove cieli e situazioni finte ed ipersature su location blasonate e quintali di glow, hanno dato il via al blasone e creato un noioso filone paesaggistico di oggi). |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 23:45
per voi in cosa consiste l'intimità in una foto di un paesaggio ben realizzata (inteso a livello di luce...inquadratura...composizione..messa a fuoco etc) ? esiste secondo voi l'intimità in questo genere di foto? Caterina Bruzzone la foto della mareggiata a Camogli è bellissima...la volevo fare anche io..ti pagherò i diritti d'autore! cmq ci becchi un casino a fare le foto ;-) ho fatto cmq due calcoli...e posso dire che le foto migliori che ho fatto..le ho fatte in montagna..alto adige..e a camogli... alcune cmq non hanno quell'elemento in + e che me le fanno etichettare come cartolina.... forse è una questione che giro poco e scatto con la luce che c'è. |
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