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Quale soddisfazione nella foto all'avifauna?


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avatarsupporter
inviato il 05 Luglio 2015 ore 19:12    

Condivido quanto affermato da Giakkia e Fabio, il rispetto per la natura dovrebbe essere il primo passo, non capisco perché' alcuni demonizzino dei capanni non invasivi ( x es. come quelli di Cona) ove la natura è rispettata, ed a conferma di questo, le specie in arrivo sono in espansione... Per " giudicare "la foto basta specificare le condizioni in cui si è' scattata ed ognuno potrà dargli il valore che reputa in base alle proprie idee.
Altrimenti si può proporre a Juza una separazione tra Wild e quelle fatte in condizioni " facilitate" ....MrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Luglio 2015 ore 19:16    

Premetto che non sono contro i capanni autocostruiti, anzi, se non fossi pigro, ne costruirei uno anche io, visto che abito in una zona prealpina, a 700 msl ed è la penultima casa della frazione, quindi sono circondato da boschi (dietro e di fianco) e prati (davanti), quindi sono molto avvantaggiato perché posso farlo nel prato di fonte casa ai margini di un bosco.
Tuttavia, sono convinto che non ci sia nulla di più "ambiente controllato" che un capanno autocostruito con tanto di postatoi e mangiatoie posizionati con perfezione in base alla luce ed alla MAF minima del supertele da 10.000€ che uno utilizza in questi casi. Se poi il capanno lo fai in riva al fiume (es. Ticino), allora nell'ambiente ci inserisci anche la piscinetta (c'è chi usa un semplice catino seminterrato) che avrai cura di riempire di pesciolini per fotografare il martino a 5 mt. (più o meno la MAF del 600/4).

Ogni tanto frequento l'Oasi LIPU di Racconigi, però, pur essendo un'oasi, non mi pare che l'avifauna venga attirata con la pasturazione, piuttosto viene attirata perché incontra un ambiente adatto per il riposo durante le migrazioni, ecco perché è piena di avifauna che cambia di continuo durante l'anno. Non ci vedo nulla di male e non ci vedo nulla di male andarci a fare le foto. E' un po' come essere dei guardoni che vanno a fotografare nei motel dove pernottano i viaggiatori. MrGreenMrGreen

Non mi pongo nessun problema: Vado a caccia nel PNGP, dove gli animali sono protetti ed ormai confidenti perché sanno che gli uomini non gli fanno alcun male; vado saltuariamente al "Motel della LIPU" di Racconigi a fare il guardone (MrGreen); vado ogni tanto al Parco della Mandria di Venaria, il più grande parco recintato d'Europa, a fotografare cinghiali e cervi (qui i capanni sono stati costruiti per altri scopi).
Spesso vado semplicemente ad appostarmi poco lontano da casa, nascosto dietro un albero o una siepe e mimetizzato, in attesa di "beccare" un capriolo che viene a pascolare, oppure una poiana che si posa a terra, oppure uno scoiattolo rosso come i capelli della Brambilla (Sorriso) che saltella da un ramo all'altro, ecc.

La zona dove vivo io è una zona di caccia, eppure non sempre gli animali sono così malfidenti da non riuscire ad avvicinarli, ovvio che se mi vedono già a 100 mt. iniziano a fuggire. Eppure puoi vedere un giovane capriolo che ti attraversa la strada davanti alla macchina alle sette di mattina mentre vai a lavorare, oppure una poiana che ti passa davanti a tre metri (mi sono addirittura spaventato).
La loro timorosità varia anche durante l'anno, molto ma molto più accentuata durante il periodo venatorio (e vorrei vedere!)
Nei boschi intorno a casa ci vado semplicemente col 200/2.8L ed al limite col molti 1.4x, perché tanto un soggetto o lo fotografi allo scoperto entro i 10 metri oppure lo fotografi dietro gli alberi. Però spesso vengo a casa a mani vuote, ma la la sensazione non è che non è passato nulla perché c'ero io, ma semplicemente perché in quel posto, in quel momento, non c'era nessuno che aveva voglia di farci un giro. Va un po' a fortuna. ;-)

Dal balcone di casa sono riuscito a fotografare una ghiandaia in volo ad una trentina di metri che passava sopra la strada sottostante.

Dopo aver letto tutte queste vostre discussioni mi domando, ma se nell'ambiente dove vivo, CHE NON E' CONTROLLATO, non è poi così difficile, con un po' di impegno e mimetismo, riuscire a fotografare qualche animale anche solo a cinque metri, vuol dire il valore NATURALISTICO del luogo vale ZERO?

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 05 Luglio 2015 ore 19:20    

@Giakkia grazie della spiegazione allora i grucioni poco avezzi all'uomo me li sono beccati tutti io MrGreen

E ribadisco dato che qui si entra nel limbo della follia, non sono assolutamente contro le oasi che ti permettono di vedere specie che altrimenti mi sognerei, ma quello che trovo paradossale è che molti si definiscano wild quando non frequentano altro che oasi dove il lavoro più grande l'hanno fatto i gestori della stessa, wild vuol dire sporcarsi le mani in prima persona sprecare tutti i giorni per studiare e verificare i comportamenti prima di passare all'azione.
Se uno si sente wild per avere scattato fauna o avifauna solo perchè libera e non condizionata dall'uomo libero di firmarsi come vuole.

user33893
avatar
inviato il 05 Luglio 2015 ore 19:45    

Dopo aver letto tutte queste vostre discussioni mi domando, ma se nell'ambiente dove vivo, CHE NON E' CONTROLLATO, non è poi così difficile, con un po' di impegno e mimetismo, riuscire a fotografare qualche animale anche solo a cinque metri, vuol dire il valore NATURALISTICO del luogo vale ZERO?

Giorgio non ho ben capito se questa è una provocazione riferita al mio intervento o meno, ma se lo è mi sa che non hai capito bene cosa volevo dire.
Condivido al 100% il tuo modo di fotografare e la penso come te sui capanni autocostruiti con posatoi e mangiatoie.
Quello che non condivido sono quei "fotografi naturalistici" che frequentano SOLO ed ESCLUSIVAMENTE oasi dove sanno che avranno già gli scatti che vogliono, basta piazzarsi nel capanno con i loro supertele ed aspettare.
Non capisco questo che soddisfazione possa dare a lungo termine. Ripeto, sono il primo che andrebbe in un'oasi stile Racconigi ma un conto è andarci qualche volta, un conto è andare sempre e solo lì. Che poi per l'amor del cielo chiunque è libero di fare quello che vuole ma per me quella non è fotografia naturalistica!
Fotografia naturalistica è, come avete spiegato bene te e Fabio, conoscere l'animale studiare bene i suoi comportamenti e le sue abitudini per poi poterlo fotografare al meglio senza procurargli alcun disturbo!

EDIT: Vigna88 hai pubblicato mentre scrivevo la mia risposta ma vedo che la pensiamo uguale

avatarsenior
inviato il 05 Luglio 2015 ore 21:09    

Giorgio non ho ben capito se questa è una provocazione riferita al mio intervento o meno, ma se lo è mi sa che non hai capito bene cosa volevo dire.

Si, era in parte riferito alla tue affermazioni, ma anche a quelli di altri.
Credo proprio di averti frainteso, me ne sono reso conto dopo aver letto il tuo successivo post che hai scritto mentre io scrivevo il mio. ;-)

In effetti, dalle mie parti è un po' come dici: gli animali si ambientano.
Quando c'è il periodo venatorio tutti si defilano, ma nel resto dell'anno si fanno vedere. Le volpi le incrociamo sempre vicino alle case, perché qui c'è ancora gente che alleva galline. Vicino alle case è anche più facile trovare donnole, tassi, topi, ecc. forse per questo che le poiane non sono poi così lontane da noi.
Spesso di sera i nostri tre cani abbaiano verso il bosco dietro, probabilmente perché hanno sentito qualche cinghiale, volpe o capriolo. Quando invece abbaiano verso la strada è perché probabilmente c'è qualche capriolo che sta mangiando l'insalata di mia suocera! MrGreenMrGreen

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 05 Luglio 2015 ore 21:29    

@Fabio, quello che ho affermato sui capanni, l'ho appreso leggendo un po' qui, ma anche perché vado a fare caccia con un amico che ha curato per anni un capanno proprio sul Ticino. Poi ogni volta che una piena glie lo portava via, ne ricostruiva un altro. E' lui che mi ha spiegato come funziona la caccia da capanno autocostruito.
Ora non ne ha più nessuno e viene sempre dalle mie parti (PNGP, Lago di Candia) a fare caccia.

Non siamo sempre fanatici alla ricerca della foto perfetta, spesso ci accontentiamo anche di foto documento, come quello che abbiamo fatto due sabati fa nei pressi del Nivolet, dove per la prima volta abbiamo fotografato un esemplare di grifone, a testimonianza che i grifoni stanno arrivando anche sulle Alpi italiane (già avvistatoo un gruppo nelle Valli di Lanzo).

Sul fatto che il martino è u abitudinario, me ne sono accorto frequentando spesso l'Oasi di Racconigi. Prima che costruissero i nuovi capanni, c'era un martino che passava davanti lo stesso capanno sempre dalle 10 alle 11 del mattino e dalle 17 alle 18 di sera (un'ora prima durante il periodo dell'ora solare).
Un amico che non aveva mai fotografato un martino, un giorno ci riuscì proprio perché aveva seguito il mio consiglio nell'appostarsi nel capanno giusto nell'ora giusta.

Giorgio B.

user46920
avatar
inviato il 06 Luglio 2015 ore 1:21    

Quando invece abbaiano verso la strada è perché probabilmente c'è qualche capriolo che sta mangiando l'insalata di mia suocera!

... il chè vuol dire che se ne mangerà troppa, ti toccherà andarla a comperare al supermercato MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 2:34    

Con tutto il rispetto e tutta l'ammirazione per molte foto bellissime che vedo sul forum, anch'io penso che certe situazioni di scatto siano pochissimo wild e paragonabili (mi si perdoni) alla pesca sportiva di trote allevate. Ho esagerato, ma solo per spiegarmi. Per me la gioia, l'emozione è la caccia fotografica itinerante, esattamente agli antipodi. Cammino, occhi aperti e nervi tesi, nella speranza di individuare un animale, poi cerco di avvicimarmi. A volte invece me lo trovo davanti, nel bosco. Questa è per me l'emozione. Spesso non trovo nulla, le mie foto non sono mai perfette, spesso scadenti, ma a me piace così.
Però per fotografare l'orso mi sono adeguato al capanno, questo per dire che non voglio giudicare!
Forse è anche perchè a me interessano più i mammiferi?
In effetti non capisco fino in fondo il fatto che l'avifauna sia così più amata e credo che questa specializzazione porti alla ricerca dell'avvicinamento esasperato, al ritratto, alla serialità di certe foto da capanno.

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 8:02    

Finalmente credo di aver capito: si cercano di giustificare foto pessime con la scusa "ma io fotografo solo soggetti sfuggenti a 50 metri di distanza, quelli facili li lascio fare ai perfezionisti dello scatto" MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 8:18    

Vabbè alemat se la vuoi mettere così, così sia evviva le foto brutte o mediocri perchè difficiliMrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 8:47    

Veramente non riesco a capire il senso di una diatriba che ha come oggetto la "soddisfazione" ......ma come possiamo pensare di poter dare un giudizio o un voto alla soddisfazione di qualcun'altro?

Chi frequenta i capanni e le oasi lo fa perche' si diverte ed e' soddisfatto dei risultati che ottiene, e chi frequenta le aree piu' "wild" lo fa perche' i capanno non gli danno soddisfazione.....BENE e che problema c'e'?

Sono foto diverse difficolta' diverse e stati d'animo diversi, ma il post come titolo parla di "soddisfazione".....evvidentemente chi va a capanno avra' le sue soddisfazioni, se no non ci andrebbe; e chi si diverte a distendersi nella melma delle paludi avra' le sue soddisfazioni se no starebbe seduto sul divano.....

avatarjunior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 9:17    

Amen

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 9:21    

Grande Davide finalmente 1 che ha capito il senso di questo topic

user46920
avatar
inviato il 06 Luglio 2015 ore 13:40    

Veramente non riesco a capire il senso di una diatriba che ha come oggetto la "soddisfazione" ......ma come possiamo pensare di poter dare un giudizio o un voto alla soddisfazione di qualcun'altro?


stando però al dubbio dell'autore del topic ...
A questo punto, uscito dall'oasi, mi è venuto spontaneo chiedermi quale fosse la soddisfazione nel fotografare una natura a dir poco addomesticata.
La soddisfazione della cattura? No, perché gli uccelli sono lì, a portata di mano, fotografabili anche con lo smartphone.
La soddisfazione di fare una foto diversa? Neppure: se andate nella galleria di questo forum di foto di gruccioni e, soprattutto, di martin pescatori, ce ne sono a migliaia, e in tutte le pose possibili e immaginabili.

... sembra proprio che un giudizio gli sia venuto automatico e si è fatto 'ste domande (ponendole qui), che sembrerebbero retoriche.

La diatriba forse scaturisce in modo naturale, dal momento che ognuno ha una propria visione dell'argomento e appunto lo argomenta.

avatarsenior
inviato il 06 Luglio 2015 ore 19:23    

Sarebbe da aprire un post su questo argomento " come scattare foto uguali(o migliori) a quelle da capanno in un ambiente completamente WILD" e confrontarsi nelle varie tecniche e stratagemmi.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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