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Pignoleria, narcisismo e amenità varie


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user53566
avatar
inviato il 13 Maggio 2015 ore 19:20    

Ora basta!!!!MrGreen
Ora basta!!!Triste
Due modi di dire le coseSorriso

user46920
avatar
inviato il 13 Maggio 2015 ore 20:53    

MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Maggio 2015 ore 0:26    

:-PEeeek!!!

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2015 ore 12:41    

Una premessa: il tocco minimal con il tappo sulla lente é davvero un intervento magistrale ;-)

Personalmente ritengo che Cantastorie abbia "fotografato" perfettamente un atteggiamento che spopola un po' ovunque nei vari forum di fotografia, juza incluso, anche se forse qui in forma molto più accettabile rispetto ad altri lidi.
Come tanti amici hanno già sottolineato, la critica dovrebbe essere il punto cardine dello scambio individuale di ognuno di noi con il forum, inteso come insieme di occhi e di menti che elaborano un loro pensiero e un loro gusto estetico. Ma cos'è la critica?
E soprattutto, di che tipo di critica stiamo parlando? Perché ne esistono molteplici tipi che sottendono infiniti scopi e metodi assolutamente diversi.
Erroneamente si pensa spesso che la critica debba riportare prevalentemente pareri negativi ed antitetici, anche se spesso non é così o così non dovrebbe necessariamente essere, perché semplicemente non é questo il suo significato letterale.
Qui ci sarebbe poi da fare una lunga disquisizione sulla capacità di ricevere una critica negativa da parte di tanti di noi, ma sorvolerei su questo aspetto, almeno per ora, altrimenti si andrebbe inesorabilmente a parare sull'Ego ipertrofico di alcuni e altri concetti più o meno noiosi.
Il problema vero, probabilmente, è rappresentato dalla concezione che ognuno di noi ha della fotografia in primis, e della propria fotografia subito dopo.
Perché chi asserisce che la fotografia é Arte (scusatemi ma mi si gela il sangue nelle vene quando lo sento dire), allora dovrebbe approfondire il senso di quel preciso tipo di critica, e allora esimersi necessariamente (o non necessariamente) dall'esporre enunciati del tipo:
"Io (assolutamente maiuscolo) avrei composto la scena in modo diverso e avrei ... ecc. ecc." perché la critica artistica non lo prevede, mentre prevede un'enorme capacità espressiva e un'altrettanta conoscenza della materia di cui si occupa e di cui ritiene, responsabilmente, di essere in grado di occuparsi. Ma a nessun critico d'arte è permesso di dire cosa avrebbe fatto lui in quel caso, quale sarebbe stato il suo approccio nella realizzazione della Sua opera, anche perché il critico, spesse volte si sottrae dalla pratica attiva dell'arte. Piuttosto egli legge l'opera e la rende fruibile, in tutti i suoi aspetti, al pubblico.
Per chi ritiene, invece, che la fotografia sia assolutamente qualcosa di diverso e separato dall'Arte e che essa sia invece un linguaggio espressivo di cui essa può avvalersi per esprimersi, solo in alcuni casi, allora il concetto di critica cambia ancora significato. In questo caso, la Fotografia come linguaggio intendo (e questo é il mio pensiero), deve essere in grado in primo luogo di comunicare qualcosa, altrimenti non ha significato di esistere.
Il problema sostanziale, in questo caso, non é solo la capacità di comunicare ma anche, e soprattutto, il contenuto del messaggio. Esso può essere sottile o spregiudicato, delicato o brutale, indefinito o incisivo ma non potrà mai essere inutile, perché un linguaggio inutile, non comunicando nulla, non é altro che rumore equiparabile a quello di un peto: il suono c'è ed é riconoscibile ma non ci comunica nulla (anche se talvolta comunica più di alcune immagini che scattiamo tutti noi ma che magari alcuni scelgono di scartare e non propinano al pubblico).
In questo caso trovo "quasi" svilente leggere continuamente quesiti riguardanti l'attrezzatura fotografica, perché è esattamente come se si andasse da uno scrittore che ha appena pubblicato un suo romanzo a chiedergli con quale penna o dispositivo ha scritto l'opera, o se risultasse di qualche importanza la marca del pennello usato dal pittore per la realizzazione del suo quadro. Quindi direi che sia per chi ritiene la Fotografia necessariamente Arte, sia per chi la ritiene più semplicemente un linguaggio espressivo, la domanda "che attrezzatura hai usato" non ha motivo di esistere.
Quindi deve esistere almeno un altro modo di intendere la Fotografia per giustificare la moda che prevede l'attrezzatura fotografica investita di tutta questa importanza.
Potrebbe esserci allora il concetto di Fotografia come costruttrice di ricordi personali, o di famiglia, nei quali l'obiettivo da 2000€ potrebbe essere in grado di restituire maggiore fedeltà nella rappresentazione di quell'attimo che mai dovrà cadere nell'oblio.
In questo caso risulta complesso capire perché uno scatto così intimo dovrebbe essere reso di dominio pubblico ma certamente permetterebbe di capire il motivo per il quale si leggono risposte violente a critiche mosse da perfetti sconosciuti nei confronti di immagini così profondamente personali. Probabilmente, dunque, nasce tutto da un equivoco prodotto proprio dal diverso modo di intendere la Fotografia stessa, unito all'incapacità di una delle due parti, o forse di entrambe, di intuire il malinteso. E così Pinco Panco si sente offeso perché Tizio si è permesso di definire sua moglie una "massa informe e sgraziata di pixel sputata su uno sfondo mediocre e banale". E poi Pinco Panco si inca..a di brutto perché gli parte l'ormone androgeno e spaccherebbe in due Tizio, vile ed effeminato ignorante incapace di riconoscere e celebrare (ma non troppo) la beltà di lei. E poco importa che Tizio volesse comunicare semplicemente che Pinco é un cane con la fotocamera.
Poi ci sarebbe anche Panco Pinco che ritrae sua moglie come la zoccola di basso borgo e si offende perché qualcuno potrebbe ritenerla volgare, ma tralasciamo anche questo.
Poi c'è ancora la Fotografia che definirei "Fototecnica". Di qui partono due correnti, la Fototecnica Pura, quella cioè fatta di persone davvero capaci tecnicamente ma che hanno un atteggiamento quasi esclusivamente scientifico, e la Fototecnica Impura, fatta di coloro che all'ottima conoscenza tecnica uniscono un atteggiamento più umanistico, cercando di creare un'opera che rispetti sia i requisiti della tecnica, sia quelli del linguaggio.
A questi, effettivamente, ci si può permettere anche di sottolineare l'uso impreciso dello strumento e consigliare atteggiamenti che consideriamo (magari erroneamente come ha fatto lui) più consoni al fine di ottenere il risultato che desiderava (ammesso che si conosca il suo fine).

Mi rendo conto della prolissità e mi scuso di questo ma é un argomento che affiora ogni giorno e di cui non mi ero ancora fortunatamente occupato.
Tra quelle che non ho descritto nel mio intervento, ci sarebbe ancora la categoria di coloro che non appartengono ad alcuna categoria, quelli che qualcuno sicuramente più autorevole di me ha definito e definisce l'orda dei Fotografanti, che non sanno cosa sia la Fotografia e che ci propinano quotidianamente immagini vomitate fuori da fotocamere più o meno costose e gettate nella mischia così tanto per esserci e per giustificare (?) gli interventi critici assurdi perfettamente descritti ironicamente dal nostro amico Cantastorie.
Volendo concludere quella che probabilmente é un'allucinazione provocata dal caldo soffocante di questi giorni, direi che alla fine hanno ragione un po' tutti, più semplicemente andrebbe capire cosa rappresenta la Fotografia per noi e porsi il dubbio che laddove noi la intendiamo in un modo, l'altro potrebbe intenderla in modo assolutamente diverso.
Banalizzando... senza questo piccolo accorgimento ci potremmo ritrovare a commentare uno scatto leggermente mosso e con un taglio improbabile per poi scoprire, solo dopo, di aver dato del "poco capace" ad un Cartier-Bresson piuttosto che ad Mapplethorpe o ad una Dorothea Lange (giusto per esibirmi in una becera prova di ostentazione di cultura fotografica, che non possiedo, o che non possiedo come vorrei).
Che poi sia più utile un pugno in testa se si sbaglia, piuttosto che una carezza compassionevole, spero sia universalmente condivisibile.


Buon Luglio a tutti,
Cari saluti.


Ps. Intervento che non ha alcuna pretesa di essere argomentazione scientifica assoluta ma semplice opinione personale, più o meno condivisibile.

user19955
avatar
inviato il 16 Luglio 2015 ore 14:27    

Wowww! MrGreen:-PEeeek!!!

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2015 ore 18:39    

Alla faccia della semplice opinione personale....Eeeek!!!

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2015 ore 19:52    

Hai ragione e mi correggo con "semplice e prolissa opinione personale " ;)

user46920
avatar
inviato il 16 Luglio 2015 ore 20:30    

cerchiamo di non essere pignoli ;-)


MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2015 ore 20:40    

:-D
Scherzi a parte,complimenti x i concetti espressi,la padronanza del lessico e tutto il resto.mi hai frullato il cervello! :-)MrGreen

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2015 ore 21:35    

Grazie Andesigno ;-), i complimenti li voglio fare io a te per aver avuto la pazienza di leggermi! E scusate ancora per la prolissità MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2015 ore 20:37    

Per la verità l'ho letto 2-3 volte quindi me ne merito molti...MrGreen
Più volte x la verità ,x capirlo meglio e a fondo.
Non condivido il concetto che la fotografia non è arte soprattutto dopo averne letto poi il significato...
Per il resto ho imparato molto dal tuo "monologo"quindi sono io a doverti ringraziare.Sorriso

avatarjunior
inviato il 23 Luglio 2015 ore 23:20    

Un conto è essere, e un conto è credere di essere. Da qui due vie che vanno agli opposti. Un conto è consigliare o criticare chi ne fa espressa richiesta, un conto è sentenziare chi mette una foto anche solo per farla vedere a un amico del forum. Il garbo insegna a correggere in privato, quando non richiesto espressamente. Se la foto piace clikki su mi piace, se no si lascia stare.
Quello che tradisce i saccenti presuntuosi è la sentenza....spesso senza essere preceduta dal "io farei".... In questo caso siamo di fronte a professori intoccabili (spesso circondati e sostenuti da possessori di lingue da formichiere, pronti a sciogliersi di fronte a una cagata immane fatta dal loro idolo). Non importa se non si rispettano le regole più elementari della fotografia, o se non si capisce quale sia il soggetto, e non importa neanche quando si fa passare per arte una foto che non la capisce neanche chi l'ha fatta!
Ma la vita è bella perché è varia, no?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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