|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 10:12
è anche vero che molte volte nelle oasi tipo Chm ci sono specie che non si trovano in altri luoghi per cui una scappatina si può anche fare, magari poi sei tu che scappi per altri motivi noti al problema delle oasi di questo tipo ma questo è un altro discorso, tutto dipende da come vengono gestite queste oasi. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 10:25
“ Interessante dibattito...credo di essere la dimostrazione che SI possa fare bene anche con modeste attrezzature invito a vedere la Mia galleria... „ mr Bridge complimenti x la modestia conosco benissimo il luogo dove hai fotografato e li distanza e luce sono ottimali.non serve certo la lente da 10000 euro per fare dei buoni lavori.comunque mr Bridge le foto senza HD non consentono di giudicare granchè. tornando al tema l'attrezzatura serve quando si vuol o si deve forzare le regole. chi va in val roseg o in capanni dove gli uccelli vengono foraggiati e stanno a 4mt o chi è bravissimo ad avvicinare i soggetti con tecniche particolari NON ha bisogno di spendere un capitale in supertele. le superattrezzature fanno la differenza quando si deve o si vuole fotografare comunque anche a distanze o luce non ottimali. ovvio che poi diano vantaggi anche nel caso 1 ma li sono"non necessarie". comunque i fattori non sono 2 ma 3...e del terzo non se ne parla .... -fotografo -attrezzatura -pp se guardiamo lo sviluppo della fotografia negli ultimi 15 anni direi che la pp è stata la rivoluzione,gli altri due si sono soltanto evoluti. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 10:28
Nerone: in Italia esiste una scarsa cultura scientifica e naturalistica. I volontari che hanno costituito il CHM sono benemeriti, ma manca loro la cultura gestionale, quel modo di gestire tipico degli Inglesi, capace di gestire gli ambienti modificandoli pur di attirare nuove specie per lo svernamento o la nidificazione. Steff: concordo sulla pp. Tuttavia per poterla praticare bisogna riuscire ad avvicinarsi senza spaventare i soggetti. Per questo servono conoscenze e abilità. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 12:25
Per me è molto più importante il lavoro dietro la fotografia che gli strumenti utilizzati. Io ho iniziato a far qualcosa di più carino quando mi son concentrato su qualche specie in particolare, capendo come era possibile avvicinarsi senza che l'animale potesse vedermi ed esser disturbato. Differentemente, cambiando attrezzatura, il salto di qualità è stato minimo. Prendo l'ultimo mio lavoro in cui mi son dedicato a fotografare la poiana. Abbiamo cercato un posto adatto, dove l'animale fosse presente e fosse in un posto relativamente isolato (anche se in Italia è quasi impossibile, almeno dalle mie parti). Abbiamo costruito il capanno, cercato posatoi e cercato una buona combinazione tra sfondi e distanza. Con l'utilizzo della fototrappola abbiamo effettivamente verificato la presenza o meno del rapace. Una volta che il contatto è stato stabilito è servita solamente tanta pazienza prima che la poiana arrivasse. A questo punto, prima ancora dell'attrezzatura è stato importante il fattore "culo". Di fatto a noi è andata malissimo, dato che la poiana si è vista una sola volta in 2 mesi di frequenza al capanno. E' arrivata a giorni alterni e mai quando ci trovavamo nel capanno. L'esemplare è stato piuttosto antipatico, pur non facendo rumore, pur non muovendo l'obiettivo e pur prendendo ogni precauzione del caso. In questa situazione, avessi avuto un normalissimo tele come il 100-400, i risultati sarebbero stati del tutto simili (se non uguali) a quelli che ho ottenuto con la 1DX e il 500. L'attrezzatura arriva a far la differenza solo in talune situazioni, ma se dietro non c'è tutto il lavoro descritto sopra, non ha senso andar a spendere tanti soldi per avere l'equipaggiamento "top". |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 12:32
“ Nerone: in Italia esiste una scarsa cultura scientifica e naturalistica. I volontari che hanno costituito il CHM sono benemeriti, ma manca loro la cultura gestionale, „ quoto in pieno, hanno molto entusiasmo ma a livello di capanni ancora c'è n'è di strada da fare , anche perchè secondo me sono stati concepiti piu per birdwacter che fotografi anche non frequentando l'oasi sono al corrente dei miglioramenti che stanno effettuando, anche se su alcune cose non sono d'accordo come i vetri nei capanni, ma secondo me per risolvere la situazione ci vuole un radicale cambiamento nella disposizione dei capanni, inoltre bisognerebbe soddisfare l'aumento costante di frequentatori con nuovi capanni e tanti da soddisfare chiunque , non come succede ora scaglionando il tempo in ore a disposizione per ogni utente, che poi ne usufruiscono i soliti residenti fissi che giocano sull'effettiva permanenza nel capanno, o prenotando i capanni come succede ora. Comunque nonostante ciò il loro lavoro svolto và gratificato, l'impegno c'è, forse le risorse economiche mancano. A me piacerebbe andarci piu che altro per le specie presenti, perchè il posto merita, lascerei anche da parte il fatto che non mi posso sdraiare fotografando dall'interno del capanno,ma quello che proprio non sopporto è il casino all'interno dei capanni e il fatto che magari dopo essere arrivato non si trova posto, conoscendomi per come sono fatto andrei subito a litigare per cui meglio evitare aspettando tempi migliori . |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 13:13
Steff. Per carita non volevo dire che uno sbaglia a comprare attrezzatura di alto livello..se uno puo Ben venga..ma e altrettanto Vero che la dove la tua attrezzatura non arriva devi metterci del tuo Il Mio pettirosso me lo sono procurato vicino casa. Ho scattato a 3 metri perche conosco I limiti Della Mia bridge e in quel caso anche in HD non e affatto male |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 13:20
Concordo un pò con tutti, ma io distinguerei la tipologia di foto. La foto fatta da oasi piuttosto che la foto wild In quella fatta da oasi, tutti dallo stesso capanno e tutti con la stessa luce e soggetti, il manico conta al massimo un 40-50%. Il resto lo fa la fortuna, il tempo dedicato ad aspettare i soggetti e l'attrezzatura ovviamente. Se invece parliamo di fotografia naturalistica VERA, beh, lì il manico conta almeno un 60-70% Se conosco i soggetti, conosco i luoghi e so gestire la mimetizzazione e la luce, beh, allora posso scattare anche con un 70-300 che avrò foto superlative. Ma ovvio che se ho la possibilità di avere un 500 avrò una foto migliore. Quello che però trovo fondamentale è il tempo che si può dedicare allo studio dei soggetti, allo studio dei luoghi e all'appostamento. Che poi rientra nel manico. Perchè in fotografia naturalistia, il manico non è impostare la fotocamera a 1/500 , f5.6 e autoiso con punto centrale, spot e aiservo. Ma è saper dove andare a parare. Uscire di casa sapendo già dove andare e cosa cercare. Per il resto, Franco che stimo moltissimo come fotografo naturalista vero, come dice marchitelli, è l'esempio di quanto dico: le sue foto sono bellissime, ma col 400L sono bellissime e nitide. Se usasse 500f4 e FF sarebbero bellissime, nitidissime e senza rumore. Ma di partenza sono già bellissime. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 13:25
Io continuo ad essere del parere che un volatile va fotografato quando vola. Vedere tutti questi uccellini appoggiati a bacche predisposte per la foto mi lascia molto perplesso, anche se è sempre bello osservare i particolari dei selvatici. Ancora più triste secondo il mio irrilevante parere è vedere aquile che zampettano verso carnai predisposti. E' tanto bello farsi una bella camminata in mezzo alla Natura ed eventualmente scattare la foto, che prima o dopo capiterà di fare... |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 13:58
Su questa cosa dell'attrezzatura non sono d'accordo. Io ho iniziato a ri-fotografare la natura proprio grazie a NErone e le sue gallerie, come anche MArchitelli e le sue gallerie e li ringrazio entrambi. NEl caso Nerone ci sono foto spettacolari fatte col sigma 150/500 e la 7d e tutte al top come colori, nitidezza etc etc insomma risultati finali di grado elevato e senza nemmeno troppa pp (anzi a volte credo nulla) e credo che chiunque avrebbe difficoltà a distinguere uno scatto fatto col 400 da uno fatto con il 150/500. Ringrazio entrambi per avermi fatto da Maestri (a loro insaputa) anche e soprattutto sotto il profilo "approccio". Questo è a mio avviso l'aspetto fondamentale: l'approccio. Chi ama sporcarsi nel fango ed assistere a spettacoli naturali incredibili, vivere la natura a 360 gradi sa di cosa parlo. Tante volte ho montato l'appostamento, col favore del buio, con perizia a volte eccessiva, sparendo quando ancora la prima luce doveva uscire; tante volte ho trattenuto il respiro all'arrivo del mio soggetto aspettando la sua tranquillità; tante volte ho solo assistito all'alba senza visite!!! Molte volte ho assistito a un indietreggiamento della fauna per arrivo di persone in orari indecenti 7,30 /8 nel miglior momento di luce. Fa parte del "gioco". Ecco ancor prima di pensare al 600 f4 bisognerebbe pensare che il 600 f4 spesso sarebbe superfluo; anzi sarebbe meglio dire che il 600 mm f4 siamo noi! |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 15:03
Domenik: quoto in pieno quanto dici su questi "set" fotonaturalistici alle aquile o ai piccoli uccelli. Il problema per molti rimane la difficoltà di fotografare in condizioni wild. Ma questo è frutto della passione e del sacrificio, delle buone letture e dello studio delle scienze naturali: zologia ed ecologia, comportamento animale e geografia fisica. Chi parte senza competenze e vuole ottenere subito risultati finisce in un capanno o paga per essere portato in questi set fotonaturalistici, fotografando foto già fatte o che qualcuno presto farà meglio. Gentili Marco: quoto in pieno la disponibilità al sacrificio e il seguire l'esempio di chi è più esperto. Credo anch'io che gli uccelli debbano essere fotografati mentre volano in tutta la loro grazia e bellezza. Fotografando uccelli in volo poi è importante muoversi senza scatti, inquadrare i soggetti fin da quando sono lontani, disporsi in ombra e curare il proprio mimetismo con abbigliamento 3d, una rete o una ghillie. Un altro aspetto in cui il mio comportamento è diverso da quello di Franco è che amo sedere comodo, su una sedia da giardino verde o su una sdraietta da spiaggia ricoperta di rete mimetica. Di solito dopo che mi sono piazzato gli uccelli sanno che sono lì e mi accettano dando prova di questo avvicinandosi e prendendo a curarsi delle loro attività come se non ci fossi. Talvolta la ghillie o la rete danno anche il brivido di incontri molto ravvicinati: in ottobre un pellegrino adulto è venuto a guardarmi mentre ero seduto vicino a una filo spinato all' ombra del mio ombrello mimetico e avvolto nella rete acquistata da Decatlon. Ha fatto un giro intorno a me mantenendosi alla stessa distanza e favorendo così l'af lento della 7d su 300 duplicato: e' forse il mio scatto piu' bello di quest'anno. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 15:37
Io penso che conti un po' più il fotografo, ma anche l'attrezzatura conta ovviamente, un bravo fotografo sarà capace di fare degli scatti e produrre file eccellenti anche con un'attrezzatura "modesta", ovviamente sempre nei limiti, di esempi nel forum c'è ne sono parecchi....al contrario, un fotografo meno bravo e con meno esperienza, ma con un'ottima attrezzatura non è scontato che riesca a produrre delle ottime foto/scatti, per quanto riguarda foto fatte Wild o in Oasi, penso che le foto Wild, diano una soddisfazione incredibile!! ci si immerge completamente nella natura circostante, lontano da tutto e da tutti, sono scatti sudati, ricercati e spesso si torna a casa a mani vuote...personalmente NON condanno o critico chi va in oasi a pagamento, in capanni con vetro e carnai, NON BISOGNA DIMENTICARSI, che magari ci sono persone "mature" o persone che possono avere altri tipi di problemi, magari anche fisici, che non hanno più la possibilità di girare per campagne, boschi e paludi, certo che sarebbe sempre bene dichiarare questi scatti....COSA BEN DIVERSA invece è chi magari il capanno se lo è costruito, studiando l'ambiente, i soggetti e magari, anzi sicuramente si è fatto il mazzo per anni....saluti a tutti Riccardo. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 15:48
Scusate il piccolo OT. Non ho mai frequentato oasi e relativi capanni e leggendo gli interventi precedenti apprendo che si fotografa attraverso un vetro...!!!! ma davvero? Ma questo vetro non vanifica l'eccellenza delle costosissime ottiche utilizzate??? Fine OT D'accordissimo con chi preferisce la fotografia naturalistica wild e sono convinto che proprio la foto da appostamento, con posatoio a pochi metri e soggetto fermo, posato, sempre nello stesso punto, sia alla base della concezione tecnicistica della caccia fotografica (ricerca del dettaglio fine a se stessa) |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 15:53
Senza dimenticare che non tutti hanno tempo e risorse per fare fotografia "wild". E' richiesto tanto tempo per osservare e trovare il luogo adatto (quante volte, trovato il soggetto, ho dovuto rinunciare a seguirlo a causa del luogo). Dopo di che serve tempo per costruire appostamento e organizzarsi. Soldi per comprare materie per la costruzione del capanno. Eventuali aggiustamenti e poi la fase di scatto. Certe volte son richiesti mesi per ottenere risultati decenti. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 15:57
Cadl: e' proprio così: nei capanni delle oasi nasce la corsa a chi ha l'ottica migliore e a chi scatta con l'ottica più lunga e con ff, come se questo producesse buone foto: produde tante foto molto simili tra loro, magari con un po' di nitidezza in piu'. Stimo molto il minimalismo dell' attrezzatura di juza, la scomodita' dei suoi viaggi fotografici.... anche se ha abbandonato la fotografia di uccelli per concentrarsi sul paesaggio. La foto wild produce foto originali, pose e movenze sempre diverse tra loro e scatti mai fotocopiati da decine di ffotografi diversi. |
|
|
inviato il 17 Marzo 2015 ore 16:02
“ Io continuo ad essere del parere che un volatile va fotografato quando vola. Vedere tutti questi uccellini appoggiati a bacche predisposte per la foto mi lascia molto perplesso, anche se è sempre bello osservare i particolari dei selvatici. Ancora più triste secondo il mio irrilevante parere è vedere aquile che zampettano verso carnai predisposti. E' tanto bello farsi una bella camminata in mezzo alla Natura ed eventualmente scattare la foto, che prima o dopo capiterà di fare... „ infatti sono gusti personali di ripresa l'amico Claudio Cortesi mi disse che secondo lui gli uccelli sono da riprendere in volo , giustamente se volano perchè riprenderli fermi? non fà una piega a me invece per esempio piacciono i particolari nel pieno formato e il piano di ripresa basso, ne sono rimasto colpito anni fà guardando delle foto con queste caratteristiche , non mi interessa nient'altro pur ammirando le foto in volo di utenti come Claudio e Maurizio Baldari, altro mitico utente che insieme a Cortesi hanno il monopolio delle foto in volo, bravissimi tutti e due. Altri preferiscono la foto ambientata caratterizzata da avifauna dove però è inserita in un contesto dove è privileggiato l'ambiente circostante poi c'è anche chi predispone una location preparando posatoi e altro per attirare i piccoli passeracei, lo faccio spesso anche io, o da capanno fisso personalmente costruito oppure in palude mentre fotografo altre specie piazzo un posatoio per un eventuale incontro inaspettato, a volte ci si posa qualcosa a volte nò. Per ultimo c'è la questione nidi, qui è molto controverso l'argomento, sul forum siamo tutti bravi a parlare ma nei fatti vorrei vedere chi veramente si comporta come parla, mi ci metto anche io naturalmente che non nego di avere fotografato appostato vicino a qualche nido, ghiandaie marine comprese, ma in questo ultimo caso non ho mai sentito nessuno di tutti gli utenti arrivati nel sito lamentarsi , tutti presi ad ottenere il risultato finale, e non gli si può rimproverare nulla naturalmente, siamo tutti uguali , anche perchè nella maggioranza dei casi sono pochissimi chi veramente mette a repentaglio l'esito della nidiata, anche se di × ne abbiamo una scorta abbondante, e poi voglio vedere chi riesce a capire se una foto di un volatile ripreso su un ramo sia stata scattata nelle vicinanze del nido o in un altro contesto, magari applaudite un utente che ha scattato a mezzo metro dal nido ignorando la cosa. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |