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Bravo Domenik; per il momento commento soltanto il primo filmato (circa il secondo devo fare prima una telefonata e stasera è tardi). Dunque, conferma che la foto all'aquila è possibile anche se richiede tutta la prudenza del caso e sottolinea quanto in discussione è stato trascurato e cioè che non soltanto la pericolosa fase riproduttiva al nido ma anche la normale attività di caccia in qualsiasi periodo può offrire opportunità fotografiche. Nonostante le motivazioni fornite ed in considerazione del fatto che il territorio di alimentazione non varia di solito negli anni, una maggior cura nell'approntare l'appostamento la metterei ugualmente però e già in autunno.
Questa foto, che risale alla primavera scorsa mi è costata parecchia fatica, comunque ripagata per aver portato a casa alcuni scatti diciamo "decenti". Dopo tante ricerche ero riuscito ad individuare un areale di caccia, ed iniziai a recarmi tante volte per cercare di fare più osservazioni possibili, naturalmente ero sempre pronto a scattare, ma presto capii che per poter fare qualche scatto da vicino dovevo salire in alto, anche se alcuni locali avevano osservato le aquile a quote più basse. Dopo 3 ore di viaggio in macchina, mi toccava fare 3 ore di camminata verso i 2000m, fortunatamente lungo una strada sterrata, chiusa alle macchine. Alcune volte sono arrivato sul posto senza vedere nulla, spesso per la presenza di molti escursionisti. La grande gioia arrivò in un momento di massima stanchezza, appena arrivato in quota, in mezzo ad una enorme valle vidi da lontano un volatile che mi veniva incontro, poteva essere un corvo o qualsiasi altra cosa, ma immediatamente mi accorsi che era lei, arrivava purtroppo in controluce e al largo, ma fortunatamente l'attrezzatura era settata al meglio e aspettai che si avvicinasse il più possibile per poter scattare e questa è la foto migliore che sono riuscito a fare. Averla fotografata ed avvistata a distanza relativamente vicina rappresenta per me un punto di arrivo, ma anche di ripartenza. E' estremamente esaltante, almeno per me, incontrare uno degli abitanti più affascinanti e sfuggenti di questo pianeta. Un'altra cosa che notai dalla sequenza delle foto scattate è che durante la planata non si era minimamente disturbata di girare la testa per capire se io potevo rappresentare un pericolo.
“ ... Un'altra cosa che notai dalla sequenza delle foto scattate è che durante la planata non si era minimamente disturbata di girare la testa per capire se io potevo rappresentare un pericolo. Sorriso „
Bell'intervento Domenik; è la conclusione alla quale sono giunto dopo i tanti anni nel corso dei quali mi sono confrontato con gli animali. Ci valutano praticamente sempre come un potenziale pericolo, come è ovvio; dopo siamo noi che pretendiamo di esserlo sempre e comunque; nessun altro il motivo per il quale dell'argomento non si riesce a discutere con un minimo di serenità ed obiettività. Ho avuto anch'io in passato un'esperienza simile; l'aquila mi ha totalmente ignorato ad una distanza sicuramente inferiore ai 20 metri mentre la mia attenzione era tutta rivolta ai tortolini di Passo San Pellegrino (che magari le interessavano). Non mi sono fatto trovare pronto.
Domenik sono andato a curiosare le tue foto, notevoli considerando le difficolta del soggetto, il video dell aquila in Sardegna lo ricordavo ma non sono stato in grado di trovarlo, memore del documento mi son detto che il progetto era fattibile. Altro ricordo che riaffiora una coppia di falchi (non ricordo se fossero poiane o altro sono passati un pò di anni) in volo statico sopra un canalone mentre osservavano la vallata sottostante pronti a lanciarsi sulla preda, erano a una trentina di metri da mè e non hanno fatto una piega nonostante fossi ben visibile e piuttosto vicino il tutto in una zona abbastanza fequentata Il progetto aquila reale continua..............
Ed ora il secondo filmato Domenik; mi è piaciuto molto. Sicuramente non recente, riassume senza dubbio anni di lavoro. Relativamente all'oggetto della discussione, non è didattico come il precedente, che lo era molto; direi addirittura che non lo è affatto. Ci mostra le aquile in quello che è uno dei "miei" territori di caccia preferiti, il Baldo (praticamente tutti gli ultimi passeriformi della mia gallery vengono da lì). Metterei in rilievo più di una cosa; le riprese video non sono paragonabili a quelle fotografiche se il tema è il disturbo, poi alcune inesattezze o altro. Si parla della reintroduzione di orsi e lupi; la prima c'è stata effettivamente ed alla luce del recente incidente in Trentino con il cercatore di funghi anche aspramente criticata circa la sua attuazione, i lupi di Bocca di Selva sono invece l'effetto di una riappropriazione d'area da parte della specie. La differenza non è da poco. Si è confuso un allocco con un assiolo e si sono mostrati gipeti che a me sembrano in ambiente controllato. Se infine un'aquila, animale certo possente, è in grado di portarsi via 40 kg di preda non sono in grado di dire, mi sembrano tanti.
Ieri sono stato in "ricognizione" nel Parco nazionale del Pollino con un esperto del luogo e della fauna presente, in zone poco battute dall'uomo infatti vi siamo arrivati con un fuoristrada, purtoppo nessun avvistamento di aquila reale anche se sappiamo essere presente in quei luoghi poichè già avvistata dal mio compagno di avventura che frequenta spesso il parco da diversi anni ormai, tempo fa è riuscito a riprendere una coppia di aquile, anche se a distanze molto elevate e con tutta l'emozione del caso ed il conseguente tremolio della mano che un incontro inaspettato di questo tipo può procurare
Per consolazione abbiamo avvistato delle poiane (a distanza di fotografia con il 500 su aps-c, vedi la mia ultima foto caricata!) e un paio di volpi, ma queste in lontananza attorno ai 200 metri. Oggi lui ha beccato anche qualche capriolo...niente aquila per il momento. Ma che dire, bello sapere che c'è!
Ciao a tutti, come è già stato detto l'aquila è abbastanza facile da osservare (una volta che si conosce la sua area di caccia) ma difficile da fotografare.. Il periodo migliore (escludendo assolutamente i nidi) secondo me è proprio questo, dove per cacciare scende a quote più basse. Il problema è (ad esclusione di quando volteggia in cerchio) fotografarla nelle giuste condizioni di luce le rare volte in cui uno ha la fortuna di assistere ad un passaggio ravvicinato..
Come tutti i rapaci, anche l'Aquila reale, richiede un approccio molto cauto per fotografarla. Non bisogna prendere la cosa alla leggera, bisogna curare tutti i dettagli senza trascurare nessun particolare. Questo ovviamente richiede, oltre alla conoscenza delle abitudini del soggetto che vogliamo fotografare, anche una certa preparazione e soprattutto una valanga di tempo da spendere per la preparazione. Per queste ed altre ragioni anch'io consiglio di rivolgersi ad organizzazioni specializzate che hanno una pluriennale esperienza con le aquile. In Europa ce ne sono molti ed a prezzi decisamente inferiori rispetto ai soliti Finlandesi. Secondo me le migliori si fotografano in Bulgaria ad un prezzo accettabile, ma anche in Spagna si può trovare a buon prezzo.
“ Beh però secondo me riuscire a seguire un "progetto" nel tuo paese è molto più appagante „
Diciamo pure che lo scenario aperto da Flammeus pare piuttosto deprimente. (Poi naturalmente nulla da obiettare a chi vuole avvalersi di agenzie specializzate).
È arrivata la conferma della presenza di una coppia stanziale, l´aspettavo da tempo. Ho studiato la morfologia del territorio, altimetria, zone di latifoglie, abetaie, praterie e falesie con torrioni, lunedi o martedi altro tour esplorativo meteo permettendo. Osservando una cartina su grande scala il territorio sotto osservazione dovrebbe riguardare il limite sud dell´areale, qui anche avvistarle non è facile visto la forte pressione antropica, altro problema sarà la neve per il momento il percorso studiato è praticabile speriamo di fare un primo avvistamento prima che nevichi forte!!! Certo non è molto logico far parte dell´U.C.A.S. (ufficio complcazioni affari semplici) ma vuoi mettere la soddisfazione se il progetto va in porto, vincere facile non è nelle mie corde. Grazie ancora a chi contribuisce in modo costruttivo.
Io Julien cercherei di trasformare un presunto ostacolo in opportunità; neve significa impaccio ma anche maggiore tranquillità, sua e tua che vuoi fotografarla. Al massimo saranno un paio di ciaspole; 130 euro circa per modelli top mi sembra. E adesso basta con questa discussione ché altrimenti mi mettete in testa anche questo programma, vista la disponibilità del soggetto in zona (che sia Veneto o Marche poco cambia) e viste tutte le strambe idee ornitologiche che mi frullano giornalmente in testa.
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