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inviato il 24 Novembre 2014 ore 11:51
“ Comunque a modo suo, con il suo stile blog dissacrante, Benedusi fa riflettere... „ Capirai... A me fa riflettere chi insegna agli altri come fare per correggere i propri errori. Chi insulta e denigra gli altri (o la loro passione, forse peggio) non insegna nulla di nulla. L'articolo su Nadir è fatto in maniera intelligente e ironica (anche auto-ironica). Quello oggetto del 3d lo trovo offensivo verso chi si impegna (solo per passione) e spende una simil-fortuna per cercare di realizzare qualcosa che gli dia soddisfazione e senza guadagnare nulla, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Sparare ad alzo zero con un obice su un esercito di formichine non mi sembra una cosa così elegante... Poi, ognuno è libero di giudicare e trarre le proprie conclusioni. |
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inviato il 24 Novembre 2014 ore 12:35
Lorenzo, concordo con te che non sia elegante e soprattutto nel caso di chi gli abbia chiesto consiglio non giustifico affatto la sua risposta denigratoria, ma (anche qui a modo suo) mi sembra abbia chiesto scusa e se ne sia dispiaciuto; per il resto leggere un addetto ai lavori come Benedusi che scrive di metafotografia nel suo stile dissacrante e provocatorio a me fa riflettere... Sull'insegnamento pure la penso come te, ma è un'altro discorso. |
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inviato il 24 Novembre 2014 ore 13:27
“ mi sembra abbia chiesto scusa e se ne sia dispiaciuto „ Ovvio è che condensare un modo di pensare o addirittura un carattere personale in poche righe sia impresa ardua, ma è un pò come quello che dice " scusami se ti dico che sei una testa... " Il "facciam finta di niente" di solito lo si deve dire in due, no? Se non erro, ho letto su una rivista del settore una frase attribuita a lui che suonava più o meno così: a me non non importa nulla della fotografia; so solo che mi fa guadagnare. Non la virgoletto volutamente in quanto non sono sicuro che fossero esattamente queste parole, ma il senso era quello. Una frase così, detta ad un giornale del settore letto principalmente da appassionati è un vero e proprio insulto a questi ultimi. Poi, se dopo una cosa del genere, uno chieda scusa, la chieda pure. Per tutto c'è il buon senso, al di là dei guadagni. Se veramente ci si riduce a questo, allora mi faccio venire la passione della raccolta delle figurine Bakugan che almeno non mi rode il fegato. Ma per il momento non cedo. “ leggere un addetto ai lavori come Benedusi che scrive di metafotografia nel suo stile dissacrante e provocatorio „ Forse mi sono perplesso sul "riflettere" perchè non adoro lo stile dissacrante in genere (almeno quando è uno stile consolidato). Certo è che imparare qualcosa di nuovo, quello sì che è interessante. Su questo, ti appoggio al 100%. ciao Lorenzo |
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inviato il 24 Novembre 2014 ore 14:46
Lorenzo come non darti ragione, e spero solo che quella dell'intervista sia un'altra provocazione. “ Se veramente ci si riduce a questo, allora mi faccio venire la passione della raccolta delle figurine Bakugan che almeno non mi rode il fegato. Ma per il momento non cedo. „ ...grandissimo  Un caro saluto, Vincenzo |
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inviato il 24 Novembre 2014 ore 16:52
“ Sono anni che sostengo, scrivo, dichiaro nelle serate di fotografia che mi capita di tenere o nelle riunioni dei gruppi fotografici, che la firma nella foto secondo me è una pacchianata galattica. Che non serve, perché la tua firma è già la foto stessa. L'hai fatta tu, quella. Chiunque altro che volesse farla uguale, la può solo "rifare". „ Completamente in disaccordo. Il ragionamento poteva avere senso una volta, quando tutti si viveva in un mondo fisico e i fotografi erano relativamente pochi: le foto erano stampe (firmate, ma dietro) e non replicabili facilmente. Chi aveva accesso alle foto? Chi andava alle mostre, dove la firma non serve, o chi comprava libri (dove, ancora, non serve). Altro caso: le foto stavano sulle riviste, e di nuovo l'autore era indicato. Oggi viviamo in un mondo in cui a) il numero di chi fa foto è enorme b) la replicabilità delle foto è infinita, senza perdite c) è praticamente impossibile che, anche con uno stile ben preciso, un autore possa essere riconosciuto. E non sto parlando dello Schoeller di turno, ma di chi come me o come voi scatta e pubblica sui siti. Ma davvero credete che il cinese o l'australiano che trovano su fb un panorama di Caterina o una street torinese di Pierfranco, senza firma, possa dire 'ah, è di quel tizio o di quella tizia italiana'? Siamo seri, il mondo non è quello di 10 anni fa, figurati 20 o 30. |
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inviato il 24 Novembre 2014 ore 19:31
Ottimo link Marameo Ciao Luca |
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inviato il 26 Novembre 2014 ore 23:00
“ Ma davvero credete che il cinese o l'australiano che trovano su fb un panorama di Caterina o una street torinese di Pierfranco, senza firma, possa dire 'ah, è di quel tizio o di quella tizia italiana'? Siamo seri, il mondo non è quello di 10 anni fa, figurati 20 o 30. „ No. Assolutamente. Però, ad essere onesto mi frega molto poco di essere riconosciuto oggi dal cinese o dall'australiano. I passi per arrivare ad essere riconosciuti dal cinese devono cominciare facendoti riconoscere da quelli che stanno vicino a te. Anche nel mondo di oggi. E non è la firma a farti riconoscere, ma la foto che fai. Se è anonima, lo sarà anche con la firma sopra. Ciao. |
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inviato il 27 Novembre 2014 ore 1:44
Continuo a non essere d'accordo. Grazie alle firme sulle foto o ai riferimenti che lascio mi hanno contattato in parecchi per chiedermi dei giri in Islanda, dei filmati all'aurora, etc. Ho sempre risposto dando indicazioni, spero siano state loro utili. Io (come molti qui dentro) ho l'occhio abbastanza allenato eppure non riuscirei ad attribuire una foto a una persona, tra la maggior parte dei fotografi che conosco . Figurati quelli che non conosco. E molte non sono foto anonime, sono ottime foto. Semplicemente non sono riconducibili a questa o quella persona, nonostante ognuno abbia un suo stile. |
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inviato il 27 Novembre 2014 ore 9:38
“ Ragazzi, non vorrei essere blasfemo ... ma chi è Settimio ??? „ Uno che fotografa passera, lecca il deratano di chi gli commissiona i lavori e fa meravigliosi (a sentire lui) progetti in cui i vip si fotografano da soli (producendo, sempre secondo lui, foto che neanche i più grandi professionisti, in anni e anni di scatti, sono riusciti ad ottenere) e poi dà degli sfigati a chi fotografa la passera, si fotografa da solo e/o fa il × verso altre persone. Ed esprime tutto questo con un savoir faire ed un'educazione da far sembrare degli zoticoni coloro che hanno studiato ad Oxford o Cambridge. Ciò non di meno riscuote l'ammirazione di molti. |
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inviato il 27 Novembre 2014 ore 10:31
Dobbiamo fare attenzione a distinguere il Benedusi pensiero dal Benedusi fotografo. Addirittura potrebbero essere in antitesi. Mi è piaciuto molto il link di Marameo, non conoscevo Alessai Glaviano ma condivido in gran parte il suo discorso. Quello che però è da sottolineare è che secondo me, il "Benedusi pensiero" che urla in faccia alle persone il fatto che la foto sia il risultato dell'espressione di un concetto, che sia un linguaggio da comprendere e sfruttare, che richieda progettualità, è assolutamente corretto. Potremmo anche dire che lui predichi bene e razzoli male ma tutto sommato poco m'importa. Se anche fosse un fotografo mediocre perchè senza talento ma continuasse ad esprimere concetti corretti alle persone, a me andrebbe bene ugualmente. |
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inviato il 27 Novembre 2014 ore 11:19
“ Continuo a non essere d'accordo. „ Non dobbiamo esserlo per forza |
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