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Ultime dichiarazioni di Gianni Berengo Gardin sul digitale


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avatarsupporter
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:03    

Quoto totalmente Alessandro Pollastrini. Il progresso tecnico e' l' unica sicurezza che abbiamo.

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:09    

... Il mondo va avanti , progredisce, e la fotografia progredisce col mondo...

Oggi ci sono miliardi di immagini scattate tutti i giorni e postate in rete, tra le quali quelle di tante migliaia di fotografi porofessionisti... Un tempo c'erano infinitamente fotografi meno di adesso, e sul professionale, c'era assai meno concorrenza di adesso ed emergere era più facile:


Quindi dover faticare di più per emergere, avere più concorrenza, essere messi al palo da gente più giovane, li vedi come lati positivi? Ma che lavori nell'ufficio Human Resources di qualche grande azienda? Lo dico perché è quello che succede quotidianamente nel mondo del lavoro e porta la gente a lavorare stressata, ad accettare condizioni sempre più sfavorevoli, alla perdita di diritti dei giovani, ecc. ecc. Ha già! E' il progresso, se non lavori come unmatto, a ritmi sempre più veloci e stressanti non sei nessuno! E' ufficiale: sono vecchio Triste

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:11    


Non capisco come il digitale influisca sul lato artistico, parli di tutti i fotomontaggi e artifici vari fatti in post produzione?


ma perchè a "digitale" associate subito "fotomontaggio" e "artifici" in modo dispregiativo tra l'altro?
Ma cristo, magari digitale è anche semplicità, possibilità di sviluppo migliorate, rischi di sviluppo azzerati per errore, e costi contenuti.
Io ho anche una medio formato a pellicola, ho mille problemi per trovare uno sviluppatore, lo stampatore non ne parliamo, scansioni chiedono prezzi privi di senso, dovrei farmi un laboratorio in casa, AVERE UNA STANZA SOLO PER QUESTO SENZA LUCE, i consumabili, ecc.
Questo posso affrontarlo per poche foto, con quello che scatto io, e non scatto molto, sarei nella merda fino al collo.
Ma sant'iddio, perchè non andate da qualche editore a dire "io scatto solo in analogico perchè il digitale è falso e l'analogico è meglio"?
Ma tutte le pubblicazioni, i fotografi validi che usano il digitale che vi sono ora, sono tutti dei pseudo fotografi?

Non sarà che è necessario allargare il proprio campo visivo da qualche forum e pagina di facebook di circoli fotografici a qualcosa di più vasto?

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:13    

Quindi dover faticare di più per emergere, avere più concorrenza, essere messi al palo da gente più giovane, li vedi come lati positivi?


Perchè, secondo te emergi in questo ambiente perchè scatti in analogico? Rispetto a uno che scatta in digitale? E? questo il principale discriminante? Ma davvero?

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:27    

" Quindi dover faticare di più per emergere, avere più concorrenza, essere messi al palo da gente più giovane, li vedi come lati positivi? "

Perchè, secondo te emergi in questo ambiente perchè scatti in analogico? Rispetto a uno che scatta in digitale? E? questo il principale discriminante? Ma davvero?


non intendevo che oggi emerge il fotografo che scatta in analogico. Intendevo dire che se una volta uno che voleva dedicarsi alla professione fotografo faticava meno mentre invece oggi molti sono costretti a fare la fame (per l'abbassamento dei prezzi e tutto il resto) per me questo è un chiaro aspetto negativo. Poi bisognerebbe chiedere ai fotografi professionisti (o meglio, a tutti quelli che prima ci campavano e oggi faticano) che cosa ne pensano del digitale.

ma perchè a "digitale" associate subito "fotomontaggio" e "artifici" in modo dispregiativo tra l'altro?

Ho associato "fotomontaggio" e "artifici" (tra l'altro senza nessuna accezione negativa, anzi, tutt'altro, basta vedere la definizione di artificio: dizionari.repubblica.it/Italiano/A/artificio.php "Abile uso dell'arte nel fare qualcosa") solo perché non capisco dove sia la limitazione "artistica" della pellicola; visto che non parliamo di limiti tecnici della pellicola (prestazioni ad alti ISO, definizione, ecc.) penso che resti solo quello che artisticamente si può fare dopo al PC, ma se mi sbaglio correggetemi, o meglio ancora postate una foto il cui contenuto artistico non si poteva ottenere con la pellicola (e relativa motivazione).

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 11:59    

Boh. Capisco Gardin e la sua visione di fotografia documento. Visione che lo ha fatto diventare quello che è.
Di certo non si può considerare al passo coi tempi e quello che addita è solo la punta dell'iceberg filtrata dal suo punto di vista ormai cristallizzato negli anni.

Cioè se vogliamo scannarci sul fatto digitale vs analogico non capisco proprio perché tirare in ballo sempre e solo Gardin. Polemica gratuita? Che senso ha pescare col lanternino un unico esempio (Gardin) per avvalorare la propria tesi da fan boy anti digitale?

Poi possiamo anche discutere sul fatto che un determinato genere di fotografia (reportage alla Gardin) abbia dato il meglio di se in un certo preciso periodo di tempo e che adesso non esista più o che per svariate cause - digitale in primis - si sia trasformato . Per cui adeso non è più rintracciabile (o rintracciabile con maggiore difficoltà) nella fotografia moderna.
Ma questo vale per tutto... Si pensi ai generi musicali, letterari ecc.

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 12:08    

Ragazzi, non fraintendetemi, io non ce l'ho col digitale, il fatto che non lo pratichi perché non mi piace non significa che ce l'abbia col digitale; tanto è vero che le considerazioni che ho postato riguardo ai professionisti, erano, appunto, legate a quegli aspetti lì. Io per fortuna non sono un professionista e quindi sono libero di utilizzare ciò che più mi piace senza obblighi o costrizioni, né di tempi, né di prestazioni. Poi posso condividere o meno (e in questo caso condivido ) quello che dice Gardin o chiunque altro riguardo ad una tecnologia o un'altra. E' ovvio che sono sempre e solo visioni personali, non c'è una verità assoluta trattandosi di gusti, idee, ecc. La mia è quella che ho espresso, la vostra è un'altra, non c'è nulla di strano, se non ci fossero diversità di veduta e di idee non esisterebbero nemmeno le scommessi ai cavalli no? MrGreen

Quando però sento affermazioni come
Di certo non si può considerare al passo coi tempi

trasalisco, perché non è che una tecnologia deve per forza sostituire l'altra, sarebbe come dire che chi va a cavallo non è al passo con i tempi ;-)

avatarjunior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 12:35    

Una volta esisteva la VERA scrittura.
Essere scrittori voleva dire dotarsi di sana pazienza, prendere carta, penna, inchiostro, calamaio e disegnare le lettere, una alla volta, su pregiati fogli di pregiata cellulosa e vedere piano piano nascere la propria opera, frutto oltre che del puro intelletto, anche di sana e sudata fatica.
Pochi sapevano scrivere, pochi di più sapevano leggere, non c'era concorrenza, chi decideva di essere scrittore poteva facilmente elevarsi dalla massa sicuro di non vedersi sorpassato dall'ultimo degli improvvisati. Se poi avevi anche talento, o la tua storia interessante, era fatta. Diciamo che esistevano due principali barriere in ingresso alla "professione" di scrittore. Una rappresentata dal talento/idee/creatività e tutto quanto derivava dal puro personale intelletto; l'altra dall'avere a disposizione gli strumenti (pratici e formativi) per poter mettere in pratica e tradurre in realtà ciò che l'intelletto e la voglia di fare potenzialmente potevano esprimere.

Poi è arrivata la macchina da scrivere, e vabbè.

Oggi? Puah! Tutti questi computer, queste tastiere, queste pagine virtuali artificiali digitali su cui chiunque può mettere in fila lettere, parole, di tutti i colori, tutte le dimensioni, tutti i formati, alla velocità del pensiero, scrivendo, cancellando, poi riscrivendo, senza lasciare traccia alcuna. Tutti scrittori per un pubblico potenzialmente infinito a costo zero. Tutti, indistintamente, che possono permettersi di scrivere pensieri, poesie, versi, versetti, romanzi, articoli, poemi. Addirittura spippolando con un aggeggio grosso come una saponetta seduti sul water.
Dov'è finita la genuinità di un tempo? Della carta, dell'inchiostro, della fatica?
Tutto perso a favore di quello che oggi è diventato poco altro che un gioco scemo alla portata delle masse.

Entrate oggi in una libreria, oppure semplicemente aprite quel diabolico strumento di appiattimento delle opportunità e degli strumenti che è... internet. Milioni di testi, milioni di storie, lì in bella mostra, subito disponibili, alla portata di una mano o di un click. In mezzo un mare di schifezze, inutilità, bufale, superficialità modaiole, hai voglia a trovare le cose genuine di una volta, fagocitate da tutto il resto. Bisognerebbe mettere un'etichetta sulle copertine dei VERI libri "Scritto a mano con penna e calamaio su carta, non digitalizzato", così da distinguerli da quelli pigiati con tasti su pagine virtuali. Dare giusto valore alla fatica. Tornare a relativizzare il contenuto.

Il povero scrittore che una volta poteva emergere grazie anche alla fatica e al privilegiato accesso a determinati strumenti, oggi non ha scelta, per emergere deve per forza avere talento e avere qualcosa di interessante da scrivere.

Dove siamo finiti? Dove andremo a finire di questo passo?

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 13:22    

Poi bisognerebbe chiedere ai fotografi professionisti (o meglio, a tutti quelli che prima ci campavano e oggi faticano) che cosa ne pensano del digitale.


Faticano perchè ci sono abusivi e/o persone che fanno i servizi matrimoniali a 50 euro, permettendosi questi prezzi grazie al fatto che hanno altro lavoro principale alle spalle.
Ma il digitale, non ne è la causa. Il fatto che permetta a molte persone di accedere alla tecnica fotografica, non ha colpa se queste si mettono a rubare lavoro altrui in nero o in maniera "poco corretta".

Detto questo, pensiamo ai professionisti che prima avevano rullini, dovevano trasportarli, stare attenti, rischiare che si rovinassero durante lo sviluppo, stampa ecc.
Secondo me il digitale ha risolto loro tanti problemi.
Secondo me, eh.

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:00    

Andre78 ma sei serio o sei sarcastico?
Voglio dire...in che modo un computer influirebbe sulla scrittura...oggi non ci sono più scrittori?
Oggi non ci sono più fotografi?
Oggi non ci sono più musicisti?
Oggi non ci sono più registi?
Oggi non ci sono più ....
ma che tate dicendo????

Il povero scrittore che una volta poteva emergere grazie anche alla fatica e al privilegiato accesso a determinati strumenti, oggi non ha scelta, per emergere deve per forza avere talento e avere qualcosa di interessante da scrivere
ah ok...sei sarcastico. MrGreen

Se si ha talento si esce fuori dalla massa.
Se si ha talento non si temono abusivi.
Se di ha talento non si teme nessun tipo di innovazione.
Se si ha talento non si teme nulla...
E il talento non conosce nè era nè età.

" Poi bisognerebbe chiedere ai fotografi professionisti (o meglio, a tutti quelli che prima ci campavano e oggi faticano) che cosa ne pensano del digitale. "
che se eri l'unico fotografo di paesello e non avevi nessun tipo di concorrenza allora grazie che ci campavi...ma oggi che fortunatamente la gente si è un po' svegliata e c'è molta concorrenza se non dai qualcosa in più chiudi bottega.
Allora invece di stare a recriminare su "quando se stava peggio se stava meglio!" ci si aggiorna.

La gente si rivolge agli abusivi, perchè sicuramente questi offrono lo stesso servizio di un fotograo mediocre a costo pari a zero.
RAgazzi diciamoci la verità...ci sono certi fotografi professionisti che non hanno idea di dove sia il gusto, dove sia la capacità..la professionalità.

trasalisco, perché non è che una tecnologia deve per forza sostituire l'altra, sarebbe come dire che chi va a cavallo non è al passo con i tempi

Giusto, sempre e solo se sei un amatore..nessuno ti costringe a fare nulla, goditi la fotografia coem meglio credi, che è la cosa migliore in assoluto; ma se sei un professionista, (Gardin non è un professionista, lui è un'artista, che è diveso) ti devi adeguare, altrimenti con grande probabilità e se non sei super talentuoso, lasci stare tutto, perchè alla fine del mese, non mangi.
Il cavallo va benissimo, certo, ma se fai fare i giri turistici a Roma, se competi con i tassisti allora sei del tutto inadeguato.

Ciao
LC


avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:06    

Diciamo che devi essere bravo e crearti un mercato se sei professionista, conosco per esempio Denis Ziliotto che tra le altre cose fa queste foto:




Sono fatte con una macchina fotografica dell' 800, ha iniziato con difficoltà, ma ora questi scatti costituiscono una fetta rilevante del suo guadagno totale.
Questo per dire che non è la pellicola la vera foto e nemmeno il digitale, il professionista da un servizio e usa il modo migliore per farlo, se ha mercato e il risultato lo porta a un guadagno la strada è giusta il resto sono chiacchere
Se sei a una partita di calcio di serie A devi scattare e mandare per primo subito in redazione, le notizie sono quasi istantanee, li digitale è l'ovvia scelta, se scopo è una mostra in una galleria d'arte o pubblicare un libro, la scelta è del fotografo

avatarjunior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:13    

ah ok...sei sarcastico. MrGreen

No, no, sono serissimo. Soprattutto nella parte dove mi auspico un'etichetta per riconoscere i veri libri scritti a vera mano con vero inchiostro su vera carta. Tutti gli altri andrebbero declassati, bollati come infamanti della vera scrittura; gli autori schifati, i lettori emarginati come ignoranti del verbo. Mica vorrai lasciare che sia il contenuto di una fot... ehm... di un libro a decretarne la bontà e il successo? Suvvia.

avatarjunior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:58    

Certamente non condivido il pensiero di Andre78 che afferma che gli scrittori bravi sono solo quelli con penna, calamaio e carta pregiata. Mi viene da pensare allora che quelli che scolpivano le stele di pietra erano dei veri dei della scrittura... o no??? Penso, tuttavia, che non sempre la buona qualità ha un prezzo adeguato. Sapete tutti la storia dell' I phone e del suo vero valore, lavoro di assemblaggio compreso, rispetto al suo costo. Vi linko questo fotografo rogerspictures.com/ che mi ha entusiasmato. Ce ne saranno tantissimi come lui, dove un servizio di matrimonio costa dai 1700 € in su. Ho visto album costati 2500 € che, a confronto, sembrano fatti col cellulare da un bimbo dell'asilo. Ognuno fa i prezzi che vuole, ci sono abusivi che rubano soldi e mestiere, è vero, ma a volte i "professionisti" pretendono troppo rispetto alla qualità. Alla fine riguardo alla tecnologia esasperata è vero che siamo tutti in corsa all'ultimo pixel uscito. Di ogni cosa è importante l'uso che se ne fa. Pensare che una buona foto possa farla perchè ho l'ultimo modello di fotocamera è un'illusione.

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:19    

Quando però sento affermazioni come
" Di certo non si può considerare al passo coi tempi "
trasalisco, perché non è che una tecnologia deve per forza sostituire l'altra, sarebbe come dire che chi va a cavallo non è al passo con i tempi

Non sto mettendo in discussione il valore delle foto di Gardin che tra l'altro apprezzo (le ho viste anche dal vero a una mostra a Genova).
Ma se vuoi un'opinione rappresentativa di come si sta muovendo il linguaggio fotografico contemporaneo (nel bene e nel male)... non mi sembra sia la persona che abbia la visione più chiara. Mentre di sicuro è un'autorità su un certo tipo di reportage/street in bn...
Cioè tu un parere autorevole sulla diffusione delle Tesla lo chiederesti al fantino che ha vinto Ascot? MrGreen

Comunque...
Secondo me a molti sfugge che la vera rivoluzione del digitale non è stato tanto l'aumento dei fotografi (ok anche quello ha contribuito) ma la possibilità di poter diffondere le proprie immagini a livello "planetario". Creando un nuovo "mercato" in cui è confluita la gente comune. Sia dalla parte dei fotografi che da quella dei fruitori.
Le mie foto "digitali" pur non essendo un granché vi assicuro che sono molto meglio delle ciofecate che facevo con la Kodak usa e getta. Ma appunto restano rappresentative solo come esempi di foto amatoriali. Convincere il direttore del MOMA a farci una mostra sopra lo trovo arduo quanto (o quasi) lo era prima...
Cioè paradossalmente pur migliorandomi (grazie anche alla rivoluzione digitale) ho contribuito ad abbassare il livello delle foto circolanti... proprio perché prima non circolavano proprio... Sorriso

avatarsupporter
inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:36    

Quello che accade non sempre viene accettato da chi vive. In particolare le persone molto grandi di eta' rifiutano i cambiamenti non riconoscendosi piu' nei nuovi comportamenti e nelle innovazioni tecnologiche. Ma tutta la storia naturale e' una storia di adattamenti: sopravvive chi si adatta. L'unica certezza storica e' il prossimo cambiamento che senza fallo ci sorprendera' e di fronte al quale non tutti ce la faranno. ;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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