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inviato il 28 Aprile 2014 ore 11:09
Leoconte: hai un bel coraggio xD: ti addentri in un campo insidioso... Se tu mi dici "il nuovo, quello che non è stato mai rappresentato" significa che hai già ragionato sul nuovo escludendo il nuovo come reinterpretazione del vecchio. Giusto? Concettualmente non dovrebbe essere impossibile semmai solamente difficile, ma non sono per niente una mente artistica quindi non ti posso aiutare. Diciamo che con l'arte moderna, stanno togliendo tutto lo spunto di inventiva agli artisti: non è solo un espressione artistica del tempo, è la grande presunzione di voler trascendere l'ovvio, il classico, l'armonia a favore di un concetto maggiore, trascendentale che supera le barriere del reale non con pennelli di colori impossibili o sculture di elementi non ancora scoperti ma con la forma dietro l'apparenza. Nel giro di qualche decina di anni, l'arte avrà raccolto tutto e niente e non ci sarà del nuovo da poter riscoprire... si passera ad una nuova corrente artistica. Tutto questo lo dico perchè si possa pensare ad un nuovo come evoluzione/differenziazione del presente. Ma il nuovo può essere anche l'impossibile nel presente. Reinterpretazione del vecchio. O crescita personale, soggettiva. In poche parole la crescita soggettiva, personale, la scopera e ciò che ne segue può essere un buon concetto di Nuovo, anche facile da raggiungere... ma resterebbe un concetto totalmente soggettivo. Per un Nuovo oggettivo bisognerebbe studiare gli artisti che hanno fatto la rivoluzione ed il cambiamento repentino di epoche addietro prima destinate a covare un posto nel futuro; non per apprendere stile, ecc quanto il ragionamento che c'è dietro al cambiamento. |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 11:12
Luchino27: mi trovo d'accordo con te a metà... hai dato un ottima interpretazione di finito che io definirei artistico. Anche se è un finito fittizio come tu stesso dici: l'artistà può sempre rivisitare la sua opera; tanti addirittura già in concerto improvvisano assoli, melodie ecc piuttosto che essere fedeli al brano inciso in sala registrazione. Ma c'è da dire che esistono artisti di ogni tipo che NON espongono le loro opere. E di questi cosa dovremmo dire? Che sono finti artisti, qualcuno direbbe... io non ne sarei poi così convinto. Che non possono ritrovare un loro senso di finitezza nelle loro opere? O non possono ritrovare il senso di finitezza che hai citato tu? Perchè? |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 11:18
leoconte:Il problema è che ogni possibile ragionamento fatto da quello scritto in precedenza è una retrocessione, regressione ad uno stato minore. Non che non si possa fare, ma alla fine ci scontreremo comunque in quello che ho scritto nei primi messaggi. E da lì ripartire |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 11:51
Jimi grazie della risposta ma attenzione: io mi sono guardato bene a non parlare di arte. La canonizzazione artistica di un'opera è un processo che può seguire la sua realizzazione, ma non è detto, e che pertanto secondo me è fuori tema rispetto alla discussione. Io ho parlato di opere e versioni ma non di opere d'arte, di autori ma non di artisti, di pubblico ma non di mostre/musei/critica/storici dell'arte/ecc. Per come intendo l'interpretazione che ho dato, un pubblico è un pubblico in senso lato, che si costruisce nel momento in cui l'autore della foto decide di mostrarla a qualcuno: pubblicarla su internet, mostrarla sul monitor a qualcuno, stamparla, appendersela in camera, venderla a un giornale, esporla al MoMa. Se poi l'autore, ripeto non sappiamo se è un amatore o un professionista e/o un artista, decide di apportare nuove modifiche creerà nuove versioni il cui archetipo è il negativo analogico o digitale nato nel momento della produzione dello scatto, in quell'hic et nunc in cui ha impressionato la realtà su un supporto, momento a cui non si può più tornare. L'esempio musicale non è poi diversissimo. Quando si fa riferimento a una registrazione musicale di un dato brano, ci si può riferire a diverse versioni: il vinile, la remasterizzazione, il live eseguito qua, quello eseguito là, il live eseguito qua e là post-prodotto e distribuito da un dato studio. Essere presenti a quel concerto specifico è paragonabile a quell'hic et nunc dello scatto fotografico. Se non eri presente non potevi registrarlo / ascoltarlo / vederlo. Quanto a persone, siano essi artisti o meno che NON espongono le proprie opere, lo trovo un cortocircuito logico. Se non avessero mai esposto non sarebbero conosciuti da nessuno fuorché da loro stessi. Se non hanno ancora esposto ritengo, seguendo la logica del mio discorso che è assolutamente opinabile, che l'opera non sia finita. Questo perché la fotografia, la musica, la pittura o qualsiasi altra forma d'arte (ecco ci sono cascato), sono dei linguaggi e i linguaggi servono a comunicare. Per tanto se non comunichi con un pubblico il messaggio è incompleto. Se non avessi un pubblico (o un pubblico utopico nel caso di chi non se la sente di pubblicare), non sentiresti il bisogno di esprimere un messaggio, oltretutto con un linguaggio complesso. scusate la pappardella, la versione breve di questo pensiero è nel mio primo post :-) E preciso ancora che è solo il mio pensiero e non ritengo assolutamente che sia definitivo, ma ormai è pubblico quindi in qualche modo lo è. |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 13:21
Jimihendrix“ hai un bel coraggio xD „ (Non capisco che significa xD) Caro Jimi, cercare il nuovo, non so, se è arte, ma è molto bello per me. Probabilmente, fermarmi a quello che già altri hanno approfondito e rappresentato minuziosamente per me non è appassionante. Ammiro molto le opere altrui e cerco di comprenderle, ma per quanto poco mi è possibile, cerco strade nuove. Penso che un essere pensante come l'uomo, dal momento in cui pensa che una cosa esista, venga cercata e per il fatto di averla pensata, già inizi ad esistere. Immagina Leonardo da Vinci che voleva volare. Ma ritornando al filo iniziale, cioè: quando un lavoro è finito! Mi piace molto il concetto di Luchino: quando un lavoro va presentato nella mostra e al pubblico, anche se, bene si sa, che il lavoro potrà continuare sulle stesse opere. Mi torna in mente il concetto fantasioso del risparmio dei nostri nonni, qualora un vestito veniva portato per generazioni, ma ogni persona che lo ereditava ci metteva qualcosa di suo, il vestito era sempre lo stesso, ma cambiava di forme e a volte anche di colori. |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 13:54
Personalmente una foto è finita prima ancora di scattarla! Il concetto è strano ma io essendo paesaggista parto da una pianificazione a tavolino dello scatto e al momento del click il paesaggio diventa un medium fra me essere sensibile e le mie emozioni che voglio comunicare; ecco che lo scatto per me è finito prima di farlo, ovverosia il click come la post produzione diventano solo degli accessori che permettono al soggetto di veicolare il "mood e il mio io" a chi fruirà dello scatto. Altre versioni non esistono perché le emozioni sono eterne e incancellabili e lo scatto dovrà rievocarle ogni volta allo stesso modo! La fotografia (che non sia quella documentaristica) è eterna ! |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:08
Vorrei aggiungere ancora un'analogia: per le nostre mamme i figli sono opere d'arte, ma nella vita dell'uomini abbiamo periodi che assomigliamo a dei bronzi di Riace, pieni di bontà di forza e voglia di bene e di vivere, mentre abbiamo anche periodi che siamo cattivi esempi e nelle nostre intime aspirazioni proviamo molta vergogna. Allora chi siamo? Allora si potrebbe dire che siamo un insieme di tutto questo, certo. Banalmente lo possiamo anche dire. Per questo, credo sia necessario ragionare sulla realtà, il presente, il luogo, lo spazio e sopratutto sul concetto di cambiamento relativo. La foto è un immagine di un istante che non esiste più. |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:11
Francesco Talin: trovo molto interessante il tuo punto di vista e anche elegante, ma non posso condividerlo del tutto: le emozioni saranno eterne, come l'amore, sarà bello ricordarle e custodirle in una foto, certo, ma se non ci si cambia non si rischia di essere pesanti e dire sempre le stesse cose? Parlo della vita, naturalmente. |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:28
Ciao a tutti!! Interessante tema Leoconte!! Sai, penso che l'emozione non ha fine. Niente di ciò che risiede nel cuore potrà mai finire. Ogni immagine che quella sia la foto o semplice sguardo dalla finestra suscita delle emozioni e fin che ci sono loro, vive anche la "foto". Non finisce niente una volta catturato con il cuore. Penso che una foto potrebbe non cominciare casomai perché "non parla" non emoziona ma per il resto tutto è infinito e senza tempo... |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:29
“ leoconte:Il problema è che ogni possibile ragionamento fatto da quello scritto in precedenza è una retrocessione, regressione ad uno stato minore. Non che non si possa fare, ma alla fine ci scontreremo comunque in quello che ho scritto nei primi messaggi. E da lì ripartire „ Jimi: non capisco la retrocessione, per chiarire, non parlo di rivisitazioni del vecchio in questo caso, parlo di invenzioni. Mentre, quando parlo di opera finita o incompleta, parlo di un percorso di un opera che può avere molte versioni sulla stessa. |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:41
Artemia: sono contento di rivederti e del tuo bel contributo a questa difficile questione. Cara Artemia, l'universo è in una inesorabile espansione, la conseguenza è il raffreddamento di tutto e la mancanza di luce: sarà il buio. Tutto avrà fine, per questo è importante vivere e non perdersi neanche un respiro. Se esiste un Dio ed io lo spero tanto, conto che ci mostri l'altra dimensione. Pensa che foto! ciao |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 14:53
Sempre profondo e saggio Leoconte!! Bello vederti anche per me. Entro di rado ma a volte lascio qualche traccia. Forse non sono in grado di percepire il tuo intento con la domanda "quando finisce una foto" ed è per questo che parlo di cose mie..la testa lavora sempre..pensa.... Se parliamo del istante in una foto, quello si che finisce come finisce tutto che non è stato catturato, Siamo coscienti solo del presente, il passato non esiste più e il futuro è sempre un enigma. Ora siamo qui e lo sappiamo. La foto testimonia il passato e grazie a Dio che esiste ed è l'unica che resta sempre giovane. Mi viene davvero difficile non parlare delle emozioni quando parliamo della fotografia. Ma questa sono io...che ci vuoi fare ?! <---<-----@ Non mi spaventa la fine quanto mi spaventa una cosa voluta e mai iniziata..sai! |
user20639
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 17:03
“ Non mi spaventa la fine quanto mi spaventa una cosa voluta e mai iniziata..sai! „ Non aver paura di iniziare, siamo qui per provare a vivere. La fotografia ci riordina un pò le idee, altrimenti dimentichiamo tutto, forse la cosa più importante della fotografia sono i nostri ritratti che scandiscono i momenti del nostro vissuto, ci ricordano quello che siamo stati e ci fanno sognare di essere migliori. Delle volte vedo l'immagine di me stesso nel medio formato della mia mente, anche a occhi aperti, mi vedo camminare ripreso dall'alto e dico: dove stai andando? Tutta la vita è una sequenza di immagini reali e sognate, la mente ne produce molte di più di una nuova reflex. ciao |
user11931
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 17:23
“ Dal mio punto di vista la foto finisce quando si chiude l'otturatore. Tutto quello che viene dopo è puro accanimento per riuscire a realizzare quello che si voleva ottenere e che non si riusciti ad ottenere al momento dello scatto. E purtroppo questo mi accade troppo spesso. La fotografia dovrebbe limitarsi a fermare quel momento nello scorrere del tempo per svilupparne l'emozione. Buona luce. „ D'accordissimo!!! |
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inviato il 28 Aprile 2014 ore 19:34
“ " Dal mio punto di vista la foto finisce quando si chiude l'otturatore. Tutto quello che viene dopo è puro accanimento per riuscire a realizzare quello che si voleva ottenere e che non si riusciti ad ottenere al momento dello scatto. E purtroppo questo mi accade troppo spesso. La fotografia dovrebbe limitarsi a fermare quel momento nello scorrere del tempo per svilupparne l'emozione. Buona luce. " D'accordissimo!!! „ Capisco cosa intendete, ma se la foto finisse lì, poi come la guardate? sul display? e quando scattavate in pellicola? |
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