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inviato il 14 Ottobre 2026 ore 19:20
Ben-g a chi ti riferisci in particolare? Non mi é chiaro
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inviato il 14 Ottobre 2026 ore 20:15
Suppongo che Ben si riferisca a quelli che hai definito "utenti infastiditi da questi topic". Ma attendiamo che sia lui a precisare.
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inviato il 14 Ottobre 2026 ore 22:02
 Il mio lavoro coinvolge l'evocazione, basata su tradizioni spirituali e culturali, come cornice per visualizzare narrazioni nascoste. Attingendo al mio patrimonio caraibico e americano, esploro temi di assenza, il corpo sfuggente e gli effetti trasformativi della migrazione. Nelle mie fotografie, incorporo tessuti, collage e materiali d'archivio per sfidare le convenzioni spaziali, evocare la presenza e suggerire la liminalità. Il mio obiettivo è quello di creare immagini che rivelino spazi in cui corpo e luogo esistono in stati intermedi, collassati e permeabili. Sono interessata a riconsiderare i confini e le connessioni all'interno di una narrazione più ampia dell'in-mezzo. (Keisha Scarville) www.collater.al/keisha-scarville-libro-artista-saltzman-prize-guyana-p
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inviato il 14 Ottobre 2026 ore 22:30
Interessante, ottima segnalazione
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inviato il 14 Ottobre 2026 ore 23:21
Keisha Scarville, per la cui segnalazione ringrazio Fabrizio, mi reinvia alla figura di Liu Bolin [ www.ted.com/speakers/liu_bolin ] ed ancor piú al rapporto tra Destrutturazione e Mimesis ...anzi direi fra Mimesi e Mimetismo ...
 Il campo ormai unanimamente aperto della fotografia contemporanea, per il quale l'esclusiva documentarietá, registrazione del reale, ne costituirebbe un' azione semplicista, addensa le finalitá espressive, cognitive alle finalitá eminentemente biologiche di sopravvivenza (camouflage)... il fotografo odierno non puó esimersi da questa urgenza tematica ... tanto piú in considerazione dell'avvento epocale dell'Ai ... papers.ssrn.com/sol3/Delivery.cfm/SSRN_ID3709485_code4154811.pdf?abstr Un gentile saluto Edit: Attraversiamo una crisi della intelligibilitá, quale condivisa diagnosi strutturale ed epistemologica, che avoca l'urgenza d' un richiamo alla presenza del possibile entro l'unico spazio in cui operare : quello della liminalitá; una liminalitá attiva; una soglia non di stasi bensí dinamica, non di pura ricezione bensí di produzione, propriamente di trasformazione; la forma (del bello) diviene promessa, non piú ideale statico ... qui si colga la migrazione e la figurativitá incerta, ad essa associata, del camouflage; dall'antropologia dei riti di passaggio,alla psicologia del profondo il fotografo di questo nuovo millennio, ad esser tale, è chiamato ad una azione non piú rappresentativa bensí generativa e le cui finalitá hanno dei caratteri che investono la pedagogia, l'architettura, la psicologia, la letteratura e la politica ... Dalle Metamorfosi di Ovidio alla tra-esistenzialitá (poetico-letteraria) di Gianluca D'Andrea... è finito il tempo d'un certo dandismo mitteleuropeo, delle turistiche frequentazioni di mostre e musei e tanto piú quello volgare (vulgus) delle cartoline ... [ ... ] Un gentile saluto
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 0:10
Grazie
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 12:44
Grazie a Fabio e Ben per le interessanti segnalazioni. @ Ben Forse è una mia impressione ma avverto in questo tuo intervento, e in altri tuoi post che ho letto in passato, un riferimento a Guy Debord e al Movimento Situazionista. En passant non posso certo definirmi un esperto di tale movimento. Conosco giusto qualche frammento de "La società dello spettacolo" e di qualche altro scritto di Debord.
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 15:24
Gentile Roberto, quel reale sottostante l'immagine , sostenuto da De Bord credo che ora, nella condizione contemporanea, precipiti propriamente nella trans-esistenza; le strategie, non a caso ibride fra mimesi e mimetismo, di Liu ed ancor piú della Scarville proposta da Fabrizio mirano ad una produzione non-finita del reale piuttosto che ad uno svelamento; credo quindi che il fotografo contemporaneo non possa esser piú teso ad una azione archeologica sul reale, di rinvenimento stratigrafico, quanto ad una dinamica produzione del reale; una produzione incessante, continua ... ; potrebbe, mi vien peraltro da pensare, "darsi il caso" che questo carattere di continuitá si riveli efficace, in un certo senso, in un' avversione all' illusione di partecipazione instillata nelle masse dalle strutture di potere ... Non metto in scena gli strati della conoscenza artatamente seppellita, produco attivamente non mirando al tempo stesso ad una soluzione ( quella dello spettacolo di De Bord è in se conclusa ), si da non incorrere nella medesima staticitá, fissitá dei Valori, ovvero in un superamento ideologico acritico. Un fotografo (figura nominalmente pretestuosa ...) eticamente artefice, ... chissá persino rivoluzionario , ... direi innanzitutto un fotografo che abiti la trasformazione, la cui opera attiva sia una ispirazione a questa volontá d'abitare la soglia, piuttosto che assistere ad una spettacolarizzazione illudendosi d'averla costruita. Inversione : La maieutica reciproca (d'un caro Danilo Dolci...) non è forse drammaticamente gettata nel baratro da questa attuale urgenza di dissociazione collettiva ? [ ... ] www.leparoleelecose.it/?print-my-blog=1&post-type=post&statuse www.researchgate.net/publication/326539295_The_Spectacle_20_Reading_De
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 15:54
Nelle serie fotografiche di Keisha Scarville (vedi Alma), l'artista usa ombre dense, oscurità e i tessuti geometrici o floreali ereditati dalla madre defunta per appiattire e frammentare il corpo nero nello spazio. Il corpo si mimetizza con il pattern tessile dell'ambiente. L'autrice non documenta un corpo ed il soggetto non è né del tutto visibile, né del tutto assente: "abita la soglia".
 da : Alma
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 16:10
@ Ben-G Grazie gentile Ben della risposta, pregna di interessanti spunti di riflessione. Anche se confesso che non mi tutto pienamente trasparente ma va bene così. Prendo ciò come uno stimolo ad approfondire questi temi. Buona giornata. P.S. Mi riprometto una lettura integrale de "La società dello spettacolo" che per ora lo conosco a "spizzichi". Ho la versione curata da Pasquale Stanziale edita da Massari (Casa Editrice "di nicchia" sita a Bolsena). Certo è un testo del 1967 e la realtà a cui faceva riferimento è diversissima dalla nostra. Però ho la sensazione che abbia individuato linee di tendenza che nei decenni successivi hanno finito per accentuarsi.
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 16:44
Grazie infinite a Te Roberto, De Bord va considerato in una debita distanza; la Sua stessa riconsiderazione è ... come dire ... rischiosa, ancorché complessa ed avvincente al tempo stesso (segui se puoi/vuoi Anselm Jappe ... ). Ed ancora grazie a Te Fabrizio per questa Tua pregevole proposizione ... ... confidiamo ottimisticamente in ulteriori, altrui interventi. Un gentile augurio di buona serata a Voi tutti. www.instagram.com/reel/DaxqDBqgMaW/?vrfl=MWo5MXhmbmV0bHp0MA==
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 17:26
Per cortesia Ben, vorrei sapere, sei un critico d'arte? Il tuo linguaggio non comune me lo fa pensare. Non è facile seguirti, comunque ci provo.
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 18:06
Mi pare che sia un mio collega, ovvero un architetto. Lo dedurrei da vari e interessanti scambi di opinione che abbiamo avuto sull'architettura. Però attendiamo che confermi o smentisca questa mia deduzione.
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inviato il 15 Ottobre 2026 ore 18:23
Ha un uso della lingua straordinario, spesso devo ricorrere Web per comprendere, pensavo a cultura artistica e umanistica.
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