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Giovani, delinquenza e dintorni


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avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 16:53    

Sulla violenza giovanile la situazione non mi sembra cosi rosea:
www.ciai.it/violenza-giovanile/

Poi d'accordo, se andiamo indietro nel tempo avevamo: guerra di Mafia a Palermo, Camorra a Napoli, Banda della Magliana nel Lazio, Comasina e Mala a Milano, mostro di Firenze, Uno bianca, ....insomma certamente in Italia non possiamo avere una visione edulcorata del passato

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 17:07    

Leggo che quasi il 40% degli studenti tra i 15 ed i 19 anni ha partecipato almeno ad una zuffa od una rissa nell'ultimo anno, quando andavo alle medie, 50 anni fa e più, partecipavo ad una zuffa ogni giorno, ma non c'erano telefonini a documentarlo, e la cosa finiva con la promessa/minaccia di rivederci il giorno dopo, evitando accuratamente di farlo sapere ai genitori, all'epoca il metodo Montessori era sconosciuto, mia madre usava quello della schiumarola e zoccoli volanti.
I bulli ci sono sempre stati, l'unica differenza è che non se ne parlava, nemmeno si sapeva fossero bulli, erano solo str.onzi, a cui farla pagare.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 17:14    

Una volta si uccideva per mafia motivi politici (leggi terrorismo di qualsiasi colore) o per corna ricevute, raramente per denaro.


che mondo fantastico

avatarsupporter
inviato il 14 Agosto 2026 ore 17:49    

Una puntualizzazione : nel ringraziare Andrea per l'apprezzamento , faccio presente che in tutta Europa e UK l'età minima per essere tenuti penalmente responsabili varia dai 10 anni (dieci !) per il Regno Unito ai 15 di Svezia Finlandia , Repubblica Ceca , segno evidente che la crescente propensione a delinquere dei minorenni è riconosciuta e giustamente sanzionata non solo in Italia .
Quanto al carcere come scuola di malavita , debbo riconoscere che purtroppo stante l'attuale situazione carceraria (e legislativa ) questo potrebbe/può essere un rischio, rischio , sempre a parer mio , evitabile con la "terapia del lavoro " : una giornata passata a lavorare con impegno e alacrità credo non lasci tempo al reo per meditare su crimini futuri o rivincita sulla società , tempo che sarebbe rubato al meritato e agognato riposo.
Ah , dimenticavo : la mia adolescenza si situa a cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso e posso assicurare che allora la condotta giovanile era totalmente diversa , come credo possano testimoniare i miei coetanei , nel pubblico , nella scuola e in famiglia e , ovviamente , era un mondo talmente differente da quello di oggi da apparire quasi alieno .

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 18:09    

La povertà educativa non è soltanto un problema individuale o settoriale, ma una questione che riguarda il funzionamento complessivo della società.
La salute mentale e la qualità delle relazioni sociali, rendendo evidente come l’investimento in educazione non sia solo una scelta di equità, ma anche una condizione per la tenuta sociale e democratica di un Paese.

In un contesto di povertà educativa, il giovane non possiede il “vocabolario” per esprimere la frustrazione, finendo per utilizzare il corpo e la violenza come unico linguaggio d’urto immediato.

La povertà educativa non è una causa diretta della criminalità, ma rappresenta un fattore di rischio che può rendere più permeabili i giovani a dinamiche di reclutamento, microcriminalità o appartenenza a reti illegali, in assenza di alternative credibili.

La povertà educativa compromette l’acquisizione di competenze di base e avanzate, riducendo le possibilità di accesso a occupazioni qualificate e stabili.

Uno degli effetti più studiati riguarda il rapporto tra povertà educativa e criminalità. La mancanza di percorsi educativi solidi, di competenze spendibili e di prospettive realistiche di inserimento sociale e lavorativo aumenta la probabilità di ingresso in circuiti informali o illegali, soprattutto nei contesti territoriali caratterizzati da fragilità strutturali.


Come contrastare la violenza giovanile?

L’educazione non è responsabilità esclusiva della scuola, ma il risultato di un’azione condivisa che coinvolge famiglie, servizi sociali e sanitari, terzo settore, realtà culturali e sportive, istituzioni locali e spazi informali del territorio.
La povertà educativa va letta esclusivamente in termini di difficoltà scolastiche, ma sempre più intrecciata al benessere psicologico, emotivo e relazionale dei giovani sin dall'infanzia.

Occorrono centri educativi territoriali orientati alla crescita integrale dei minori con équipe composte da educatori, psicologi e operatori sociali, un accompagnamento educativo personalizzato, attività laboratoriali artistiche e culturali, interventi mirati alla cura del benessere psico emotivo e un lavoro costante di rete con scuole, famiglie e servizi locali.

Un intervento integrato e continuativo piò produrre effetti significativi, in termini di motivazione allo studio, rafforzamento del metodo di apprendimento, sviluppo dell’autostima e miglioramento delle relazioni con pari e adulti.

(Documenti mixati dall'ottimo sito CIAI, citato da Simone. Grazie Simo: non lo conoscevo!)

Ecco dunque dove spendere i soldi dello Stato: questa è la vera emergenza, non invasioni e guerre.

Attualizzando l'antico detto "Si vis bellum, para bellum"

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:03    

Stanno cercando in tutti i modi di far credere che vi sia un emergenza sicurezza, mentre i dati effettivi, Ministero dell'Interno, dimostrano il contrario, inculcare l'idea del pericolo, del nemico, del diverso, dello straniero... è una delle tecniche di manipolazione che più funzionano, specialmente su chi si sofferma sulla notizia senza preoccuparsi di analizzarla ed approfondirla.
La microcriminalità giovanile è sempre esistita, ma non faceva notizia, perché le notizie "vere" erano altre, terrorismo, anonima sequestri, criminalità organizzata... a chi volete che interessassero le risse tra ragazzi, anche quando finivano a coltellate?
Ci si mobilita per far graziare uno condannato per duplice omicidio volontario, che se l'è cavata con meno di 15 anni, sostenendo la legittima difesa, non si sa da chi o da cosa, e si chiede il carcere per i bambini.
Vi rendete conto del paradosso tra le 2 cose?

avatarsupporter
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:20    

Quando un diciassettenne accoltella un coetaneo , dei quattordicenni commettono stupri di gruppo , un sedicenne ammazza la "fidanzatina" perché lei non ne vuol più sapere , o una baby gang spadroneggia in un quartiere rapinando chi capita(tutti casi piu' o meno recenti) , quelli non sono "bambini " , sono criminali in sedicesimo che vanno fermati al più presto e "rieducati" tempestivamente : che razza di cittadini ci aspettiamo diventino questi soggetti se non si fa capire loro con la massima fermezza che così non si fa e non si cerca di Insegnare loro un qualsiasi mestiere utile e onesto ?
Nessuno pare rendersi conto che questi giovanissimi sbandati un giorno saranno uomini fatti, senza istruzione, senza lavoro , senza un futuro : ebbene , come vivranno ? E quando saranno vecchi , quando anche volendo non potrebbero.comunque svolgere alcun lavoro , quando dovessero ammalarsi , con cosa vivranno , chi li curerà ?

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:45    

Ah , dimenticavo : la mia adolescenza si situa a cavallo tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso e posso assicurare che allora la condotta giovanile era totalmente diversa , come credo possano testimoniare i miei coetanei , nel pubblico , nella scuola e in famiglia e , ovviamente , era un mondo talmente differente da quello di oggi da apparire quasi alieno .

Da coetaneo dell'O.V. condivido totalmente.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:45    

Chi ha sbagliato in tutto questo?

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:49    

Qualche giorno fa ascoltavo "Prima pagina" la trasmissione radiofonica di Rai 3. Sul tema è intervenuta una ascoltatrice che affermava che in Friuli ci sono oltre 2000 (duemila!) strutture militari-caserme, larghissima parte delle quali abbandonata, in disuso.
Affermava che con interventi ragionevolmente economici, inserendo strutture prefabbricate, alcune di queste potrebbero essere convertiti in case di pena.
Eppure nulla! Confuso

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:51    



inserendo strutture prefabbricate, alcuni di questi potrebbero essere convertiti in case di pena.
Eppure nulla!


mannaggia!!

potremmo però costruire carceri in albania!

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 19:56    

Ecco dunque dove spendere i soldi dello Stato: questa è la vera emergenza, non invasioni e guerre.
Attualizzando l'antico detto "Si vis bellum, para bellum"


Fabrizio53,
il motto da te citato e storpiato è nella mia firma.
Devo dire che condivido tutto quello che hai detto ad esclusione della conclusione (invasioni e guerre) che mi pare un po' qualunquistica.
Lo stesso motto " Si vis pace, para bellum " non garantisce la pace ma mitiga i rischi di guerra.
A mio avviso questo è un discorso decisamente diverso che implica ben altre riflessioni.
;-)

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 20:02    

Chi ha sbagliato in tutto questo?


Abbiamo sbagliato tutti, ma con dosaggi diversi di colpa. La responsabilità maggiore ce l'hanno ovviamente quelli che hanno acceso la miccia, le potenti lobbies . Le cosiddette élites , cioè chi governava, vengono seconde. Non chi governa ora, in piena emergenza, ma chi governava quando ancora la politica poteva fare qualcosa. Ultimi arriviamo noi, gli illusi. Ma non si possono incolpare i tonni se sono finiti in una tonnara.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 20:09    

Sembrera' strano ma..condivido sia quanto evidenziato da Olandese Volante, (individui o gruppi pericolosi vanno fermati e messi in condizione di non nuocere, indipendetemente da chi siano, italiani discendenti diretti degli etruschi o immigrati, bambini, anziani, ecc.,) condivido anche la lettura di Luca Lapo G..(la propaganda politica non aiuta a risolvere il problema, spesso lo svia..)
Ecco come accennava Fabrizio se davvero si facessero investimenti in educazione sarebbe buona cosa..meglio prevenire che curare

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 20:25    

mannaggia!!
potremmo però costruire carceri in albania!

Lorenzo P, credo ci sia ironia nella tua.
Ma consentimi di dire che più carceri significa anche più rispetto per i carcerati!;-)


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