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Una tristissima perdita che sapevamo sarebbe arrivata, ma non ci soffermavamo a temerla, come se l'eternità di Francesco ci rassicurasse; e sì, sarà sempre tra noi, come i veri Grandi. Ma sapere di non potere più vederlo ci lascia un vuoto profondo e amaro. Ci restano la sua musica, la sua poesia, e il suo pensiero semplice e giusto, autentico e acuto. E a tanti politici, vorrei si ricordassero di "Cirano"....
"se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale, ma il bere non si paga e non fa male.
E ci andremo di forza, senza pagare il fìo di coniugare troppo spesso in Dio: non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui, ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.
E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, cosa che a questo mondo han fatto in pochi, voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti, tra santi tristi e noi più divertenti, veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni, fra noi e la massa dei rompicoglioni...."
Mi permettete con l'occasione di ricordare un altro Grande Vecchio della musica Italiana (amico di Francesco)? Roberto Vecchioni.......... Io amo di "Stranamore" questo passaggio:
"E il primo disse: "Ah sì? Non vuoi comprare il nostro giornale?!" E gli altri: "Lo teniamo fermo tanto per parlare" ed io pensavo: "Ora gli dico: Sono anch'io fascista" - ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa la mia paura non bastava a farmi dire basta."
Quando la canzone diventa un manifesto di vita. Quando i maestri restano pochi! Teniamoli cari, vicini al cuore !!
Fra fiori tropicali, fra grida di dolcezza La lenta lieve brezza scivolava E piano poi portava frusciando fra la rete L'odore delle sete e della spezia Leone di Venezia, leone di San Marco L'arma cristiana è al varco dell'oriente Ai porti di ponente il mare ti ha portato I carichi di avorio e di broccato Le vesti dei mercanti trasudano di ori Tesori immani portano le stive Si affacciano alle rive le colorate vele Fragranti di garofano e di pepe Trasudano le schiene, schiantate dal lavoro Son per la terra mirra, l'oro e incenso Sembra che sia nel vento su fra la palma somma Il grido del sudore e della gomma E l'Asia par che dorma, ma sta sospesa in aria L'immensa millenaria sua cultura I bianchi e la natura non possono schiacciare I Buddha, i Chela, gli uomini ed il mare Leone di San Marco, leone del profeta Ad est di Creta corre il tuo Vangelo Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano La spada, e non il libro, hai nella mano Terra di meraviglie, terra di grazie e mali Di mitici animali da "bestiari" Arriva dai santuari fin sopra all'alta plancia Il fumo della ganja e dell'incenso E quel profumo intenso, è rotta di gabbiani Segno di vani simboli divini E gli uccelli marini additano col volo La strada del Katai per Marco Polo „
Un testo meraviglioso come quasi tutto l'album (forse un pò sottovalutato) sostenuto benissimo dalla musica che ne crea un'atmosfera perfetta.
Ho sempre apprezzato molto le sue canzoni essendo uno dei miei 2 cantanti preferiti con De Andrè e sono anche riuscito una volta ad andare ad un suo concerto (quando è venuto a Trento), mi dispiace per la sua morte.
Abbiamo attraversato un periodo costellato da giganti in tutti i settori dell'espressione artistica (almeno confrontando quello che oggi passa il convento ) ....., Francesco ci appariva un po' come un fratello maggiore più saggio ed indipendentemente dall'appartenenza o meno ad uno schieramento politico ha saputo interessarci negli anni della nostra formazione come poche altre figure , e di questo gliene rendiamo merito , R.I.P.
Guccini, lei è ateo? «Agnostico, si fa troppa fatica a essere atei Ora,se i vocaboli hanno un significato. In quanto ai tanti altri non mi esprimo. Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni. Dici bene comunque.Forse.
Cinque anatre volano a sud Molto prima del tempo l'inverno è arrivato Cinque anatre in volo vedrai Contro il sole velato Contro il sole velato Nessun rumore sulla taiga Solo un lampo un istante ed un morso crudele Quattro anatre in volo vedrai Ed una preda cadere Ed una preda cadere Quattro anatre volano a sud Quanto dista la terra che le nutriva Quanto la terra che le nutrirà E l'inverno già arriva E l'inverno già arriva Il giorno sembra non finire mai Bianca fischia ed acceca nel vento la neve Solo tre anatre in volo vedrai E con un volo ormai greve E con un volo ormai greve A cosa pensan nessuno lo saprà Nulla pensan all'inverno e la grande pianura E a nulla il gelo che il suolo spaccherà Con un gridare che dura Con un gridare che dura E il branco vola, vola verso sud Nulla esiste più attorno se non sonno e fame Solo due anatre in volo vedrai Verso il sud che ora appare Verso il sud che ora appare Cinque anatre andavano a sud Forse una soltanto vedremo arrivare Ma quel suo volo certo vuole dire Che bisognava volare Che bisognava volare Che bisognava volare
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