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Ma è vera bravura? Ma poi è importante?


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avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 7:28    

Purtroppo è un dato di fatto, basta sfogliare qualche rivista anni ‘70 e confrontarla con quelle degli anni ‘20 del nuovo millennio, la differenza è abissale, anche se ad onor del vero c’è da dire che anche il budget a disposizione del NG sia molto diverso.
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Non sono sicuro che sia una questione di budget caro Bruno, perché come ben sai la National Geographic Society è una Società senza fine di lucro e pertanto è tenuta, appunto per statuto societario, a reinvestire tutti i proventi delle proprie molteplici attività... e dal momento che dell'attuazione di questo programma è responsabile un gruppo di probi viri non credo che lo scadimento qualitativo sia dovuto a una pura e semplice questione di "vil pecunia" che tralaltro, Vespasiano docet, "non olet" MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 8:01    

Tutti quelli che lavorano e hanno lavorato usano e hanno usato la tecnologia della loro epoca, la bravura del fotografo non cambia...

Analisi che condivido.

Non sono sicuro che sia una questione di budget caro Bruno

Sarà... comunque negli anni '80 National Geographic pare distribuisse fino a 12 milioni di copie, attualmente sembra non raggiungere i 2 milioni di copie.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 9:03    

Tenete anche presente che oggi NG è di proprietà della Disney la quale ben sappiamo che (un po' come tutte le aziende, ma loro direi molto più di altri) ha in mente solo i soldi...

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 9:12    

credo ci sia un equivoco sulla definizione di senza fine di lucro.

Non significa certo che la societa' operi fuori dalle regole di mercato. O che chi ci lavora lavori gratis.
E' una comune societa' che deve stare in piedi camminando con le sue gambe (e con finanziamenti specifici).

L'editore di NG non e' certo la societa' originaria, quella si senza fini di lucro. Ma una societa' partner (che mi pare appartenga alla galassia Walt Disney) che come obiettivo principale ha il lucro ;-)

Ad ogni modo, ovviamente i contenuti sono scaduti. Come del resto sono scaduti i contenuti fotografici dei quotidiani. Stampati con qualita' superiore, ma dalle immagini scadenti (spesso prese da un telefonino di un testimone che passava di li per caso)

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 9:40    

Sarà... comunque negli anni '80 National Geographic pare distribuisse fino a 12 milioni di copie, attualmente sembra non raggiungere i 2 milioni di copie.
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Io onestamente ricordo un po' meno, se non ricordo male in quegli anni la rivista aveva una tiratura media un po' superiore ai nove milioni di copie mensili con punte di poco inferiori ai dieci milioni.
Erano comunque tirature esagerate, nel vero senso della parola visto che testate "concorrenti" italiane ed europee ben di rado raggiungevano le 100.000 copie, in ogni caso se hanno diminuito la tiratura di cinque volte un motivo ci sarà... e non può che essere di natura qualitativa.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 9:51    

Oddio... è anche vero che negli anni '80 il 99% dei lettori della rivista certi posti li poteva vedere solo sulla rivista stessa, voglio dire insomma che all'epoca non ci si spostava con la facilità con la quale lo si fa oggi, e soprattutto c'era un problema di budget che valeva per tutti: NESSUNO al mondo, tranne i fotografi del NGM chiaramente, poteva permettersi il lusso di acquistare 500, 600 o anche 1000 rulli di Kodachrome (25 o 64 asa per giunta) ogni volta che partiva per un viaggio! Eeeek!!!

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 9:52    

anche di mercato...Paolo... negli anni 80 quelle foto le facevano i fotografi. Sfogliare NG era emozionante.

Oggi, allo zoosafari dietro casa scatti roba simile.. SIMILE ho detto.. non UGUALE. Ma per l'amatore e' indifferente.

Sai, negli anni ottanta, prendere un volo intercontinentale ed andare in Giappone o in Cina non era come oggi.

Significava organizzare una spedizione costosa ed incerta. Oggi, con due lire, qualsiasi pensionato prende un volo e va, sicuro di tornare. La trovi chi ti porta a fotografare la raccolta del te o il pescatore con il cormorano in posa e, con la fotocamera in raffica, la funzione puntalocchiosinistroedesponicomeanseladams attivata, torni a casa con la foto quasicomeSteve.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:00    

E se quello Steve è McCurry ti accontenti proprio di poco!!!

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:08    

Beh, oggi si va avanti per modelli e schemi prefissati.
La fotocamera A fa le foto quasicomecapa la B le fa quasicomeAnselAdams ed il prossimo modello nonancorauscitomagia'ordinato le fara' quasicomeHCB
S' quasi .. perche mi hanno detto che il sistema T.O.C. e' perfetto.. Allinea automaticamente testa occhio e cuore.. ma in quasi tutti i fotografi che l'hanno ordinata ha difficolta' a trovare uno dei tre riferimenti da allineare: LA TESTA

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:10    

L'editore di NG non e' certo la societa' originaria, quella si senza fini di lucro. Ma una societa' partner (che mi pare appartenga alla galassia Walt Disney) che come obiettivo principale ha il lucro
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Questa onestamente non la sapevo.
In effetti il 73% appartiene più o meno direttamente alla Walt Disney, e solo il restante 27% appartiene ancora alla National Geograofic Fundation.
Ora tutto torna... purtroppo!

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:13    

Un paio di anni fa è scomparso Hannu Hautala, uno di quei pochi padri storici dell'avifauna cui mi riferisco appena più su, fino alla fine ha continuato a usare la pellicola e negli ultimi quarant'anni l'unico lusso che si è concesso, era cieco come una talpa, è stato quello di passare dal Sistema Canon FD delle origini a quello EOS "attuale"... ha lasciato un archivio pressoché sconfinato costituito da oltre due milioni di diapositive, nella quasi totalità Fujchrome, che dal solo punto di vista pecuniario vale una fortuna, ora tu ti immagini un avifaunista di oggi bruciare 42/43 €, tanto costa un rullino di Velvia sviluppato, in soli TRE SECONDI?


Qui entra in ballo la consapevolezza nell'usare una tecnologia che si evolve: restare al passo coi tempi e, nello stesso tempo, mantenere uno stile fotografico personale o che, comunque, caratterizzi il fotografo.

Nell'avifauna, così come nelle foto sportive, si nota subito chi si affida alla tecnologia senza imprimere uno stile proprio. Perché, se guardassimo le migliaia di foto qui su Juza e, per gioco, cambiassimo i nomi degli autori, persino i fotografi stessi farebbero fatica a riconoscere i propri scatti, dato che, alla fine, sono tutte uguali. Nello sport, o comunque in situazioni di forte movimento, il panning non è così immediato nemmeno oggi. Quanti panning ben riusciti si vedono in avifauna? Quanti esempi di ali mosse si notano? E, a guardare bene, in quanti ricorrono alla post-produzione per simulare l'effetto di movimento in scatto?

Ecco: è la consapevolezza del mezzo che si sta usando e la qualità di chi scatta a fare la differenza.

Ora arriveranno in un esercito a massacrarmi MrGreenMrGreenMrGreen

Poi, Paolo, se domani lo Stato, per fare cassa, introducesse una tassa di un centesimo a foto scattata, in quanti qui griderebbero allo scandalo? Ho parlato di un centesimo contro l'oltre un euro di chi, come te, scatta in dia.

Insomma, cadrebbe il castello di sabbia che spinge tutti a definirsi bravi, scattando un'infinità di foto nella speranza di azzeccarne una su quante? Migliaia?

Un conto è la consapevolezza nell'uso del mezzo, un altro è la facilità di ottenere una buona foto senza sforzarsi di pensare a come ottenere un buon risultato. Questa è, poi, la grande differenza tra fotografi bravi e meno bravi: i primi si distinguono, i secondi restano nella media e finiscono per sparire nella massa di immagini prodotte e pubblicate.

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:17    

beh IVO il punto sta esattamente li.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:17    

Ho parlato di un centesimo contro l'oltre un euro di chi, come te, scatta in dia.
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eh caro Ivano... lasciamo perdere.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:17    

e non può che essere di natura qualitativa.

Il mercato dell'editoria è stato stravolto dall'avvento di internet. Nulla sarà più come prima. Oggi come oggi, nella comunicazione in generale, la parola "qualità" assume una valenza totalmente diversa, purtroppo.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 10:19    

Sarà... comunque negli anni '80 National Geographic pare distribuisse fino a 12 milioni di copie, attualmente sembra non raggiungere i 2 milioni di copie.


a giugno 2024 l'edizione inglese cubava 1.65 milioni di copie, immagino siano scese ulteriormente. Tra l'altro da quell'anno non vendono più in edicola negli USA, solo abbonamento. Lavoravo con gente che pubblicava lì sopra, e la situazione non è rosea. Ma d'altra parte, un ragazzo oggi difficilmente si comprerà il cartaceo, e chi lo comprava man mano sparisce dal mercato.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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