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inviato il 09 Luglio 2026 ore 22:09
Visto su un sito sloveno : osservazione e foto da maggio a ottobre, capanno a 15 minuti dal posteggio e ti portano in auto. Cosa vuoi monitorare, gli orsi li tengono lì vicini alimentandoli altrimenti se ne andrebbero. Chi paga per vederli li deve vedere perché in caso contrario non ci andrebbe più nessuno e quindi si fa di tutto per averli a portata di obiettivo. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 0:18
È chiaro che è una specie di zoo di lusso, ma senza il lusso. Mi ha fatto piacere leggere l'esperienza di chi ci è stato, è bello trovare queste informazioni utili in un forum. Sul loro sito web non ho trovato riferimenti alle 7 ore di digiuno né alla bottiglia, solo ai 660 euro. Dicono che le regole te le spiegano all'arrivo e a quel punto immagino che pochissimi si tireranno indietro. È una cosa da levantini e da chi segue simili pratiche commerciali non mi aspetto certo il rispetto per la natura. Con meno soldi siamo stati su delle piccole ma belle navi nel Mare Artico a cercare balene e uccelli. Avevamo tè, biscottini, schnaps e una guida competente compresi nel prezzo. Con una ventina di euro abbiamo visto orsi in semilibertà nella Foresta Nera. Molti erano lì perché malati quindi erano bruttini, ma potevamo girare, metterci in un capanno e fare quello che ci pareva. C'era perfino... Una toilette! |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 8:10
Non pratico il genere quindi “eticamente” non mi posso esprimere circa quale approccio sia più corretto, rispettoso e autentico per fotografare animali. Vi vengono in mente due considerazioni però: - il fine giustifica i mezzi - chi ha pagato, e non poco, tende a valutare positiva l’esperienza a prescindere Senza offesa per nessuno! |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 9:24
Lollus, immagino tu ti riferisca all'Alternativer Wolf una Bärenpark Schwarzwald, dove sono stato poco più di un anno fa. Gli animali li presenti - lupi, orsi e un paio di linci che si fanno vedere pochissimo - sono tutti problematici e sono lì proprio per questo. Vengono da situazioni allucinanti e fanno una tristezza immane. Consiglio una visita per poter fare un po' di sana autocritica sulla nostra specie. Sono lì proprio perché sarebbe stato impossibile reimmetterli in natura. Da qualche mese è arrivata lassù l'orsa responsabile della morte in Trentino di quel ragazzo che stava facendo jogging: un modo per non sopprimerla. Considera che tutti quegli animali vengono sterilizzati, per ovvi motivi (ci sono una decina di orsi di varie età e sesso, mi sembra 4/5 lupi e 2 linci). Non conosco i capanni sloveni ma credo che sia una situazione che non si può comparare minimamente, toilette comprese. Ovvio che l'aspetto economico per chi organizza sia prevalente. Credo anche che un'Orsa con 2 cuccioli sia meno mobile degli adulti da soli. Rimane l'aspetto un po' costruito, anche se non credo a livello di 'Capanno del Martin pescatore'. Poi ognuno deciderà in base ai propri criteri. Mi sembra che Axl sia stato contento della sua scelta e trovo gentile da parte sua aver condiviso l'esperienza. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 11:21
Eccomi ragazzi, scusate sono giornate molto intense, cercherò di rispondere a tutti |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 11:27
“ Basta leggere quello che succede tra Trentino e Canton Grigioni dove gli orsi si spostano per centinaia di Km per capire come dare del mais per fotografarli significa snaturare conpletamenteil loro modo di vivere. Qualcuno ci guadagna, altri si divertono ma per favore non parlate di fotografia naturalistica che è tutt’altra cosa. Con il foraggio gli orsi vengono tenuti attorno ai capanni per darli in pasto alle fotocamere altrimenti andrebbero per i fatti loro e allora addio affari. Ma va bene anche così Visto su un sito sloveno : osservazione e foto da maggio a ottobre, capanno a 15 minuti dal posteggio e ti portano in auto. Cosa vuoi monitorare, gli orsi li tengono lì vicini alimentandoli altrimenti se ne andrebbero. Chi paga per vederli li deve vedere perché in caso contrario non ci andrebbe più nessuno e quindi si fa di tutto per averli a portata di obiettivo. „ FCL capisco il tuo punto di vista, ma credo che il ragionamento contenga alcune semplificazioni che, sul piano tecnico, meritano di essere chiarite. Il fatto che un orso possa compiere spostamenti di decine o centinaia di chilometri non è in alcun modo incompatibile con la frequentazione regolare di determinate aree di alimentazione. Un animale può avere un home range molto ampio e, contemporaneamente, utilizzare in modo ricorrente specifiche risorse trofiche, naturali o antropiche. Le due cose non si escludono affatto. Allo stesso modo, dire che gli orsi vengano “tenuti attorno ai capanni” dal mais è una rappresentazione piuttosto semplicistica. Un orso bruno non è un animale che può essere confinato in un'area aperta semplicemente spargendo del cibo. Se le condizioni ambientali, la disponibilità di risorse, il disturbo o le dinamiche stagionali lo portano altrove, si sposta. Il foraggiamento può aumentare la probabilità di frequentazione di un determinato sito e renderla più prevedibile, ma questo è diverso dal sostenere che l'animale venga trattenuto sul posto o privato dei suoi normali spostamenti. Naturalmente si può discutere, e secondo me è giusto farlo, sull'opportunità del foraggiamento, sulle modalità con cui viene effettuato e sulle conseguenze che può avere sul comportamento degli animali. Ma una discussione seria dovrebbe distinguere tra alimentazione supplementare, pasturazione finalizzata all'osservazione, gestione faunistica e condizionamento alimentare problematico: sono fenomeni diversi, che vanno valutati sulla base delle modalità, delle quantità, della continuità e del contesto. Anche l'argomento secondo cui, siccome l'attività è commerciale, allora gli orsi sarebbero necessariamente “tenuti lì per essere dati in pasto alle fotocamere” mi sembra una conclusione non dimostrata. Che un operatore organizzi sessioni da maggio a ottobre, accompagni i clienti in auto e utilizzi capanni facilmente raggiungibili dimostra l'esistenza di un'attività turistica organizzata, non dimostra automaticamente né la sedentarizzazione degli animali né l'alterazione completa del loro comportamento naturale. Quanto alla definizione di fotografia naturalistica, credo sia utile non confondere due concetti diversi: la spontaneità del comportamento dell'animale e le condizioni organizzative in cui il fotografo realizza lo scatto. Una fotografia realizzata da un capanno non cessa automaticamente di essere fotografia naturalistica, così come non lo diventa automaticamente una fotografia ottenuta dopo aver camminato per trenta chilometri. Il criterio dovrebbe essere ciò che viene rappresentato, il grado di intervento sulla scena e la trasparenza con cui si raccontano le condizioni dello scatto. Personalmente non ho mai nascosto come sono state realizzate queste fotografie: ho raccontato il viaggio, l'organizzazione, l'uso del capanno e anche la presenza del mais. Proprio per questo non vedo alcun tentativo di spacciare per “incontro casuale nella wilderness” qualcosa che non lo è stato. Possiamo certamente avere sensibilità diverse: per qualcuno la fotografia naturalistica autentica è soltanto ricerca individuale, appostamento autonomo e incontro imprevedibile; per altri comprende anche l'osservazione da capanni e strutture organizzate, purché gli animali siano liberi, selvatici e non costretti a una determinata azione. Sono entrambe posizioni legittime. Quello che trovo meno corretto è trasformare una preferenza personale in una definizione assoluta e, soprattutto, dedurre dal fatto che esista del foraggiamento che gli orsi siano semplicemente “tenuti lì” come animali di uno zoo safari. Tra un animale in cattività e un orso selvatico, libero di muoversi sul territorio, esiste una differenza biologica e gestionale sostanziale che non può essere cancellata da una battuta. La critica è sempre interessante quando aiuta ad approfondire. Ma proprio per questo credo sia importante discutere dei fatti e delle diverse pratiche di gestione, senza ridurre una realtà complessa alla formula “mais = orso addomesticato = non fotografia naturalistica” . |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:05
“ Ripeto quello che ho detto la. Cercare di dare una definizione di naturalistica in base ai parametri discussi qui non è possibile e probabilmente non serve a nulla. L'unico parametro importante è il rispetto del soggetto e delle leggi che lo tutelano. Qui di soggettività non ce n'è, o per lo meno ce ne è pochissima. Non conosco quello che sta dietro al foraggiamento degli orsi sloveni. Mi auguro che zoologi in gamba, enti ed associazioni vigilino al fine di non far prevalere l'aspetto economico sulla tutela. Non stiamo parlando dei carnai per avvoltoi, che hanno il fine di favorire il ripopolamento di un uccello saprotrofo. L'orso in Slovenia se la passa bene e il cibo lo troverebbe senza problemi. Non so, mi piacerebbe qualcuno sul pezzo mi spiegasse „ Angus penso che dietro il Provider ci siano ovviamente zoologi / veterinari / enti sloveni che sorvegliano e dettano le linee guida, su di questo non ci sono dubbi. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:13
“ È chiaro che è una specie di zoo di lusso, ma senza il lusso. Mi ha fatto piacere leggere l'esperienza di chi ci è stato, è bello trovare queste informazioni utili in un forum. Sul loro sito web non ho trovato riferimenti alle 7 ore di digiuno né alla bottiglia, solo ai 660 euro. Dicono che le regole te le spiegano all'arrivo e a quel punto immagino che pochissimi si tireranno indietro. È una cosa da levantini e da chi segue simili pratiche commerciali non mi aspetto certo il rispetto per la natura. Con meno soldi siamo stati su delle piccole ma belle navi nel Mare Artico a cercare balene e uccelli. Avevamo tè, biscottini, schnaps e una guida competente compresi nel prezzo. Con una ventina di euro abbiamo visto orsi in semilibertà nella Foresta Nera. Molti erano lì perché malati quindi erano bruttini, ma potevamo girare, metterci in un capanno e fare quello che ci pareva. C'era perfino... Una toilette! „ Lollus sono contento se hai trovato degli spunti / info utili, ho scritto questo 3d proprio per quello. Una considerazione. moltissime pratiche della fotografia naturalistica organizzata prevedono forme di attrazione o la conoscenza e lo sfruttamento delle abitudini degli animali. Per fotografare le aquile di mare in volo, ad esempio, in diverse destinazioni viene lanciato in acqua del pesce morto proprio per indurle a scendere e planare davanti alle imbarcazioni dei fotografi. È fotografia naturalistica oppure no? Nel merito del paragone economico 20 euro per vedere orsi in semilibertà all'interno di un'area delimitata e 660 euro per un'attività fotografica specialistica non sono esperienze confrontabili. Paradossalmente, nel primo caso gli animali non sono completamente liberi, mentre nel secondo lo sono. Il fatto che nella Foresta Nera ci fossero tè, biscottini e toilette può rendere l'esperienza più comoda e piacevole, ma non determina certo il grado di “ naturalità ” dell'osservazione. Quanto alle sette ore e alla bottiglia, io le ho raccontate proprio perché ho voluto descrivere l'esperienza per quella che è stata, senza nasconderne gli aspetti meno comodi. Personalmente, ripeto, preferisco distinguere tra una legittima critica alle pratiche di foraggiamento — sulla quale si può discutere seriamente, anche con dati scientifici — e la caricatura secondo cui chiunque utilizzi un capanno organizzato starebbe semplicemente fotografando animali in uno zoo. Sono due discussioni molto diverse. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:16
“ Non pratico il genere quindi “eticamente” non mi posso esprimere circa quale approccio sia più corretto, rispettoso e autentico per fotografare animali. Vi vengono in mente due considerazioni però: - il fine giustifica i mezzi - chi ha pagato, e non poco, tende a valutare positiva l’esperienza a prescindere Senza offesa per nessuno! „ Allora, ni, il fine per me non giustifica i mezzi; leggo di fotografia macro con farfalle messe in congelatore e altre amenità simili o di esche vive inchiodate (letteralmente) a terra per attrarre i predatori. Ecco, questo, è per me inaccettabile. Onestamente io che ho pagato se non fossi stato soddisfatto lo avrei scritto, non sono tra quelli che non ammettae di aver buttato soldi laddove questo dovesse accadere |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:18
“ Mi sembra che Axl sia stato contento della sua scelta e trovo gentile da parte sua aver condiviso l'esperienza. „ Ciao Mauro ti direi di si, sono stato contento della scelta e di avere avuto modo di stare " a contatto " (visivo) con animali così meravigliosi e, come dicevo, aver avuto modo di incontrare tanti fotografi naturalisti da tutta europa. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:36
Non ho scritto mais = orso addomesticato ma devi tenervconto che gli orsi e sono animali intelligenti che non si complicano la vita se trovano il cibo davanti alla bocca. Quello che scrivi giusto quello che scrivi ma sarei curioso di vedere quanti orsi verrebbero immortalati senza il mais. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 12:44
Axl trovo sbagliati molti commenti tranchant sulla situazione slovena. Il discorso è complesso, e come ho scritto, la mia curiosità è capire di più sulla gestione. È molto probabile che uno dei motivi per cui vengono lasciati attivi questi punti di foraggiamento sia anche per ridurre il problema del bracconaggio. Far percepire l'orso come fonte di reddito anche da vivo può portare la popolazione residente a vedere diversamente questo animale. D'altronde il conflitto con l'uomo è la principale minaccia alla conservazione per tutti i grandi carnivori in Europa. Per il discorso "naturalità" dello scatto il tema è complesso, spinoso, e fa infuocare gli animi. Sappiamo bene che il 90% degli scatti wow in naturalistica sono dovuti ad attrattivi di vario tipo (foraggiamento, richiami) o a "workshop" iper cari in cui la guida di turno ti porta nel luogo adatto. In entrambi i casi se le cose son fatte secondo legge e etica (non quella autoimposta, ovviamente) è ok...se si va oltre (e caxxo se si va oltre qui, in passato ci ho pure visto dare degli EP) non c'è opinione che tenga, quella non è certamente più fotografia naturalistica. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 13:28
@Mauro Sì mi pare che il posto nella Foresta Nera fosse quello. Non è male: si fa una (piccola) opera buona, si imparano cose sugli orsi e si riesce anche a fare delle foto interessanti. @Axl A me quel robo lì sembra 1) un imbroglio 2) ben poco naturale. A te invece no, capita! Ti ringrazio per il tuo resoconto, sulle considerazioni al contorno fortunatamente sono in grado di fare da solo, senza offesa. |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 14:11
Ragazzi io la vedo come Angus “ se le cose son fatte secondo legge e etica (non quella autoimposta, ovviamente) è ok...se si va oltre (e caxxo se si va oltre qui, in passato ci ho pure visto dare degli EP) non c'è opinione che tenga, quella non è certamente più fotografia naturalistica „ Anche se, in alcuni casi, per me è violenza pura inaccettabile (ed ho fatto l'esempio di esche vive inchiodate al terreno). |
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inviato il 10 Luglio 2026 ore 14:12
Per me, quando si condividono le foto su di un sito come questo, l'importante è la trasparenza, sarebbe sempre utile dichiarare se la foto è fatta da capanno / posatoio / workshop o altro anche per fornire informazioni utili a chi guarderà l'immagine. |
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