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inviato il 30 Giugno 2026 ore 12:24
Paolo per niente, come al solito, capisce solo quel che crede di capire, perchè nessuno vuole i risultati ineccepibili, vogliamo quelli più sbagliati possibili. ******************************************* E qui, COME AL SOLITO, hai capito meno di niente. Io, che sono uno che fruisce del MEGLIO nel campo della fotografia chimica, molto semplicemente non sopporto che la chimica fotografica venga adoperata, ad arte, solo per PEGGIORARE la fotografia e non, eventualmente, per migliorarla. Se qualcuno è così sciocco da credere che bastino i risultati PEGGIORI per essere considerati dei buoni fotografi, o quantomeno dei "creativi un tot al chilo", ebbene che questi poveri illusi perdano tempo a peggiorare le loro "perfette" fotografie digitali invece di fare una così PESSIMA PUBBLICITÀ alla pellicola! |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 13:30
Paolo al solito ha un paraocchi che restringe il campo al suo interesse senza lasciar guardare attorno. Considerate le fotografie, sia a pellicola che digitali, come una serie di caratteristiche. Tra queste c'è un asse che va DA FEDELTÀ CROMATICA che tende verso alla perfezione, all'opposto a quello che chiamerei PITTORIALISMO. Un esempio: quando ho iniziato a lavorare in uno studio, attorno al 2026, si usavano ancora uno standard consolidato negli anni, con le diapositive, Hasselblad e Sinar, e degli scanner a tamburo. C'erano i dorsi digitali, molto costosi, ma con le Canon 1DSIII e i raw a 14bit si è arrivati ad uno standard comparabile nella qualità necessaria, ma con una frazione dell'impegno. Per cui, mi viene da dire che sia molto più semplice, ora più che mai, tendere alla fedeltà cromatica, alla "perfezione", con una macchina digitale. Lascio ai masochisti provarci con la diapositiva. Soprattutto perchè, digitalizzandola, lo scarto diventa minimo, per cui il risultato vale la fatica solo per il fotografo che scatta per il suo piacere. Dall'altra parte dell'asse c'è il pittorialismo. Perchè ci piacciono le Polaroid slavate e flashate? Perchè ci piacciono le foto in bianco con grana a pallettoni e contrasto massimo? Perchè amiamo il colore della luce non compensato in Auto WB? I colori sballati e saturi di certe pellicole? Oltre all'avere oggetti, per una componente di caos, che non possiamo del tutto controllare. Sono ricette che scegliamo in anticipo, ma con risultati che occorre accettare, e tendono all'asse opposto della perfezione digitale a cui le gallerie di Iphone e reflex e mirrorless ci hanno abituato. La pellicola, o comunque l'insieme della fotografia a pellicola è vasto, da una parte tende alla perfezione ma si sovrappone con la comodità del digitale, dall'altra parte ha queste caratteristiche, che per rifiuto dell'estetica digitale stiamo amando sempre più. Lamentarsene è da bacchettoni. |
user89436
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 14:45
“ Aspetto che qualcuno scriva che la pellicola inquinava ed apro i pop corn... MrGreen „ ... voglio farti aprire i popcorn... Inquinare vuol dire buttare i prodotti nell'ambiente e nulla ha che vedere con la natura in se del prodotto. Detto questo la pellicola ha un processo produttivo pieno zeppo di prodotti chimici (a centinaia - e mi fermo alla produzione della pellicola, poi c'é lo sviluppo). Se gestita male la pellicola inquina ed eccome. Il digitale è uguale - l'assenza di chimica e di inquinanti è solo apparente. I clorosilani usati per la produzione del silicio sono delle "bestie" mica da ridere. Poi c'é tutta la chimica di processo per produrre sensori, chip, circuiti..... Ho sempre odiato la pellicola, pur avendo lavorato per 6 anni in un impianto che la produceva. Non ho mai scattato un rullino. Ho iniziato con il digitale, peraltro dopo avere cambiato lavoro. Hanno ragione Massimiliano e Paolo MCMLX - il limite della pellicola è la flessibilità operativa. E' il motivo per cui non ho mai digerito al pellicola. Ma è un problema mio L'unica cosa è isolare bene la validità di un sistema (= la pellicola è valida? SI!) dagli hype momentanei che chi campa di web deve obbligatoriamente tirare su per acquisire visibilità. Del resto si è ritornati alle monouso a pellicola, per poi recuperare le reflex a pellicola, poi sono state ritirate fuori le compattine. E' in po' come i jeans, che regolarmente passano da vita bassa a vita alta, corti, lunghi, a zampa di elefante. Queste sono mode - poco hanno a che vedere con il piacere della foto (digitale per me ma sicuramente a pellicola per molti). |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 14:55
@MauroAvidano grazie per il tuo contributo |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 15:45
“ E' in po' come i jeans, che regolarmente passano da vita bassa a vita alta, corti, lunghi, a zampa di elefante. Queste sono mode - „ Esattamente il mio pensiero. Giusto oggi giravo per un grosso negozio di articoli sportivi che sulle pareti mostrava gigantografie di soggetti -sportivi- sgranati "toh... guarda... " mi sono detto, "ecco il lupus in fabula" che poi quella grana provenisse da una 400 iso a colori piuttosto che da post-produzione, poco importa, quello che conta è il risultato (alla faccia del ritorno della pellicola) per poi riallacciarmi al pensiero di Maurese: “ C'è una tendenza, un'esigenza, che nasce dal basso, tra poche persone comuni, che poi viene recepita dagli art director e da questi portata in alto, ai grandi brand „ Quella che si potrebbe definire esigenza, in realtà non è che un umanissimo desiderio di 'ritorno alla verginità' (come lo definisco io), ritorno ai bei tempi andati, quando eravamo più giovani. E' lo stesso meccanismo che ci fa osservare con 'occhio concupiscente' ed anche ricomperare (senza poi usarla), la nostra prima fotocamera, nella speranza che -in qualche modo- possa far ritornare in noi voglie e pulsioni giovanili. Pulsioni per cosa... lo lasciamo alla scelta del singolo, la materia è molto complessa e non ha una chiave di lettura univoca. Così, eccoci qui ad impiegare/o imitare i difetti della pellicola in una 'pretesa' di creatività che altro non è che una moda di ritorno (come i jeans a zampa d'elefante), che con il pretesto di 'manifesto artistico e culturale' in realtà nasconde una concreta mancanza di idee. Carenza generata dalla pantagruelica abbuffata -d'idee- alla quale assistiamo e/o partecipiamo, che quotidianamente ne sforna di nuove e le divora come Saturno divorava i suoi figli |
user89436
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 15:52
Ciao Gsabbio. Vero. Al controllo passaporti di Malpensa in arrivo c'è una pubblicità inguardabile per grana e colori. Talmente brutta che non ho memorizzato il soggetto. Magari ha spinto altri all'acquisto Deve essere il trend in voga presso i creativi. |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 16:15
“ Quella che si potrebbe definire esigenza, in realtà non è che un umanissimo desiderio di 'ritorno alla verginità' (come lo definisco io), ritorno ai bei tempi andati, quando eravamo più giovani. „ Oddio, assolutamente no, guardo sempre avanti ... senza rinnegare o rimpiangere il passato, che è stato e basta! “ E' lo stesso meccanismo che ci fa osservare con 'occhio concupiscente' ed anche ricomperare (senza poi usarla), la nostra prima fotocamera, nella speranza che -in qualche modo- possa far ritornare in noi voglie e pulsioni giovanili. „ Mai venduta, Pentax MX (in realtà è stata la seconda) e continuo ad usarla, anzi l'ho sempre usata, ed il piacere che ancora mi dà usarla non me l'ha dato nessuna fotocamera digitale. “ Così, eccoci qui ad impiegare/o imitare i difetti della pellicola in una 'pretesa' di creatività che altro non è che una moda di ritorno (come i jeans a zampa d'elefante), che con il pretesto di 'manifesto artistico e culturale' in realtà nasconde una concreta mancanza di idee. „ Ma anche no, e perché poi? E'un tuo punto di vista, rispettabile ma opinabile, come il mio d'altronde! Però non facciamo di ogni erba un fascio “ Carenza generata dalla pantagruelica abbuffata -d'idee- alla quale assistiamo e/o partecipiamo, che quotidianamente ne sforna di nuove e le divora come Saturno divorava i suoi figli „ Non uso i social, non seguo le mode, sono sempre stato controcorrente, mi piace essere originale e non faccio la pecora, rifuggo tutto quello che è di tendenza e omologato ... sono assai a-social, pensa che socializzo con i cani da guardiana delle greggi |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 16:44
OK, ma nulla di quello che ho scritto faceva riferimento a te (oltretutto non ti conosco) anzi... fa più riferimento alla situazione attuale ed a me stesso. Vediamola in altri termini: l'impiego dell'imperfezione della pellicola come linguaggio comunicativo, si inquadra nello stesso flusso 'creativo' che ci ha portato all'A.I. per creare immagini al limite della realtà che cerchino/riescano a stimolare in modo nuovo i nostri sensi ormai anestetizzati dalla costante sovrastimolazione che ci arriva dai media. Per altro, io stesso impiego delle vecchie CCD da 10 mpix al massimo degli iso per ottenere e sfruttare creativamente 'quelle imperfezioni' che tanto ricordano le pellicole. Del mio modo di usare il digitale dico che si tratta di un processo creativo come tanti altri, ma me ne guardo bene dal dichiararlo un mio 'manifesto artistico e culturale' |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 16:58
“ OK, ma nulla di quello che ho scritto faceva riferimento a te (oltretutto non ti conosco) „ Infatti non l’ho preso come riferimento a me ma come riferimento in generale, io ti ho risposto per me, non posso rispondere per gli altri “ Per altro, io stesso impiego delle vecchie CCD da 10 mpix al massimo degli iso per ottenere e sfruttare creativamente 'quelle imperfezioni' che tanto ricordano le pellicole. Del mio modo di usare il digitale dico che si tratta di un processo creativo come tanti altri, ma me ne guardo bene dal dichiararlo un mio 'manifesto artistico e culturale'MrGreen „ Se tu lo facessi non sarei io a biasimarti per questo! |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 16:58
A me non piace giudicare le cose in maniera superficiale. Ma questa volta mi fermo al titolo. "mi faccia il piacere" cit. Poi quando leggo che ad oggi tutto è appiattito perchè si possono fare 1000 foto tutte uguali senza particolari costi... Certo! Se lo scopo è produrre 1000 foto si! Ma il problema è il fotografo, non il mezzo! |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 17:26
Lamentarsene è da bacchettoni. ******************************************* No. A me personalmente me ne frega poco, anzi nulla, di quello che fanno gli altri... quantomeno finché non collidono con i miei interessi. E quando vedo gente acquistare a 15/20 € dei cessi di pellicole che in altre epoche non avremmo volute neppure regalate, e quando in conseguenza di ciò vedo pellicole SERIE vendute a 30/35 €, e quando mi rendo conto che A ME, non mi interessa a te o agli altri, un fotogramma costa 1,5 € unicanente per colpa di qualche "gretino" che vuole darsi arie da artista bohemiemme solo perché usa la pellicola, ci sta che questa storia finisca per scassarmi alquanto i coglioni oppure no? Oppure pretendi che tutti si adeguino al tuo standard? |
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inviato il 30 Giugno 2026 ore 17:36
Bbboni, state bbboni! |
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inviato il 01 Luglio 2026 ore 12:55
“ ci vedo molto snobismo, molta volontà di essere alternativi e differenziarsi in un mondo che è sempre più omologato. „ Il tentativo è quello. Peccato che queste mode diventino ancora più "omologanti" di ciò che vogliono combattere. Ormai la ripresa del chimico, dell'analogico, è inserita in pieno in un fenomeno di marketing lontanissimo dall’originalità. Anzi il percorso del fotografo nativo digitale spesso è: 1) provo la pellicola perché è una figata; 2) ah, però… è difficile, bisogna studiare…; 3) quasi quasi passo a questi preset che fanno diventare una foto digitale come se fosse chimica. E questo è il punto di arrivo…. E sono convinti di avere lo stesso risultato…. Comunque l'errore di fondo è quello di cercare la propria voce (l’originalità, lo stile) nel mezzo e non nel contenuto. |
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inviato il 01 Luglio 2026 ore 13:07
@Ale Z grazie delle tue osservazioni. Alla fine la storia si ripete, quello che all’inizio è alternativo e originale poi si massifica, questo perché c’è una grossa propensione da parte dell’essere umano a stare nel gregge, dove si cerca sicurezza, accettazione, integrazione nella comunità, conferma di essere dalla parte giusta … un po’ triste a pensarci bene. |
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inviato il 01 Luglio 2026 ore 13:19
“ perché c’è una grossa propensione da parte dell’essere umano a stare nel gregge, dove si cerca sicurezza, accettazione, integrazione nella comunità, conferma di essere dalla parte giusta „ Non voglio fare della psicologia da quattro soldi, ma se ci pensi bene, qual è la caratteristica dell'adolescenza? Comportamenti ribelli, ma codificati e omologati nel gruppo di riferimento per essere accettati. Che tutto questo corrisponda ad una sorta di adolescenza di questi fotografi? L’originalità arriva più tardi. |
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