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inviato il 01 Aprile 2026 ore 7:42
“ Una ultima annotazione, leggo anche delle controindicazioni importanti tipo quella che DXO non legge i DNG a mosaico, ma solo quelli lineari „ Esatto, e questa è una grossa limitazione di DxO PL perché se uso programmi esterni per fare quelle cose che PL non fa, mi ritrovo un DNG lineare che è castrato e non mi permette di usare funzioni come DeepPrime XD2s, tanto per dirne una. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 7:55
A me, di questa novità "nummene potrebbe fregà de meno". I file RAW proprietari delle varie Case funzionano benissimo, le fotocamere Nikon hanno già un formato RAW compresso senza perdite che funziona alla perfezione, esiste poi un software gratis che permette di trasformarli in DNG se uno vuole, e dunque oggi non mi cambia nulla. Se un domani le varie Case adotteranno il DNG, cosa peraltro tutta da verificare, userò il DNG, ma ad oggi, non me ne frega nulla. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:01
Anche Canon propone il cRaw ma rimane più pesante rispetto a un dng compresso del Converter e non offre nulla di più. Per chi come me ci lavora impatta non poco sul workflow e sull’archiviazione. Oltre al fatto che se lavori in Lr puoi tranquillamente convertire in dng non compresso, lavorarlo, e riconvertirlo in dng compresso senza dover importarlo nuovamente nel catalogo. Lo faccio spesso quando devo editare delle foto nel minor tempo possibile e non posso aspettare la conversione in dng compresso. Invece la conversione in dng non compresso ci mette più o meno lo stesso tempo dello spostamento dei raw dalla schedina al mac. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:05
Personalmente sono anni che converto ogni mio singolo scatto dal formato proprietario al DNG, e quindi questa notizia non può che farmi piacere. Secondo me la differenza tra un raw formato proprietario e un dng la nota solo chi usa il software proprietario. Se uno usa Lightroom in tutto il suo processo, non vedo ragioni per preferire il raw originale al dng: i colori sono identici, la manipolabilità del file è la stessa, ma il dng è open e occupa pure un po' meno. Come diceva Filo63: file vecchi in formato open li apri ancora, in formato proprietario si rischia di non riuscire più. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:06
“ Una ultima annotazione, leggo anche delle controindicazioni importanti tipo quella che DXO non legge i DNG a mosaico, ma solo quelli lineari „ Quando si parla di DNG in DxO PhotoLab bisogna considerare che DxO non è un software universale, ma lavora su modelli specifici di sensore e lente: è proprio questa la sua finalità e la sua peculiarità progettuale, ovvero ottenere la massima qualità possibile attraverso una calibrazione scientifica di ogni singola combinazione fotocamera–obiettivo, e questo approccio ha inevitabilmente condizionato lo sviluppo del software. I DNG a mosaico sono supportati solo se mantengono una perfetta coerenza con il file originale e con i profili previsti dal software, ad esempio se ottenuti senza alterazioni tramite Adobe DNG Converter. In questo caso vengono trattati come RAW e mantengono tutte le elaborazioni avanzate. Se invece il DNG è modificato o non riconosciuto, DxO perde il riferimento al sensore e non può applicare correttamente la sua pipeline. I DNG lineari, essendo già demosaicizzati, sono sempre leggibili, ma non sono più RAW e quindi non consentono l’accesso completo alle elaborazioni tipiche di DxO. In sintesi, il limite non è il formato DNG, ma la necessità di coerenza tra file e modello fisico del sensore su cui DxO basa il proprio funzionamento. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:17
“ I DNG lineari, essendo già demosaicizzati, sono sempre leggibili, ma non sono più RAW e quindi non consentono l’accesso completo alle elaborazioni tipiche di DxO. In sintesi, il limite non è il formato DNG, ma la necessità di coerenza tra file e modello fisico del sensore su cui DxO basa il proprio funzionamento. „ Concordo! |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:27
Io dubito che si riuscirà a portare tutti verso il DNG impedendo di creare un loro RAW proprietario, ma se già l'Europa gli rompesse le balle obbligando, magari potremmo vedere tale formato come alternativa al RAW. Il DNG consentirebbe alle SW house di risparmiare una barca di soldi nell'aggiornamento dei driver, nell'ottimizzazione magari per minuscole modifiche che non cambiano poi il risultato. Per me sarebbe a dir poco eccezionale, fosse per me farei sparire il jpeg facendo diventare standard il DNG lossy.....ma pagherei!! Il fatto che oggi un dng mosaico o magari compresso non sia leggibile o mal leggibile da un sw dipende dal fatto che oggi non è uno standard, se lo diventasse tutti i sw lo leggerebbero senza problemi. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 9:33
aldilà dei pro e contro specifici, dovrebbe essere abbastanza chiaro (ma da quello che scrivono alcuni non lo è) che tutto ciò che è open source è favorevole agli utenti e ciò che è close è favorevole alle aziende. se qualcuno qui è azionista canon nikon o sony lo dica che almeno sappiamo con chi parliamo e magari ci facciamo fare qualche sconto... e questo vale per i formarti delle raw, le schede di memoria, i documenti office ecc ecc. per non parlare della sicurezza e della privacy per cui di nuovo meglio 100 volte open source... |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:15
Come già è stato detto da altri, la frammentazione dei formati e la mancanza di standardizzazione sono uno dei problemi più grandi in informatica: ben venga dunque il riconoscimento ISO per i file DNG, che è un'ottima notizia. Per il resto, lo standard DNG prevede una sezione di metadati in formato XMP dove si possono aggiungere varie informazioni di tipo testuale, anche informazioni non standard tramite la keyword "Comment" o ancora più generali tramite la sintassi XMP/XML (si usano SW tipo ExifTool o simili). Ma DNG è molto più potente e generale di cosi' e può includere qualsiasi informazione oggi contenuta nei vari formati proprietari chiusi: ad esempio il citato dual pixel raw non è altro che una mappa di profondità che come tale è supportata nativamente da DNG proprio attraverso un tipo di dato chiamato Depth Map. Volendo, quindi, Canon potrebbe benissimo includere il dual pixel raw in un DNG. Che poi magari non voglia farlo per scelte industriali sue è un altro discorso. Il discorso del tiff: anche se tendiamo a considerarlo un formato immagine standard, in realtà è un contenitore basato su tag. Ad esempio oltre all'immagine vera e propria puoi inserirci informazioni sulla georeferenziazione delle ortofotografie e come tale è tipicamente usato nel GIS (ovviamente questi tiff non li leggi con lightroom o altro SW puramente fotografico). Adobe per progettare il DNG è partita proprio dal formato tiff 6.0 e ha aggiunto dei tag specifici per i dati raw, come la matrice di Bayer, il bilanciamento del bianco e, appunto, la mappa di profondità. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:18
Lato software non ci sarebbe nessuna differenza. Gli aggiornamenti dei vari software al cambio macchina sarebbero comunque necessari non perché cambia il formato del raw, ma perché cambiano le caratteristiche della macchina e del sensore. Ad esempio il cr3 della R6ii e il cr3 della R6iii sono diversi come formato oppure quello che cambia è la risoluzione del sensore, la resa del rumore, il profilo colore, ecc... Tutte cose diverse qualunque sia il formato di file utilizzato. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:25
Buongiorno Gian Carlo F, secondo me la cosa va considerata in chiave futura piuttosto che capirne la retrocompatibilità del formato rispetto ad oggi: se effettivamente il DNG venisse adottato via via da tutti i produttori di fotocamere e questi rilevassero dei limiti nella codifica di alcuni dati specifici ci sarebbe una spinta ad una evoluzione dello standard affinché tali l'imitazioni venissero superate che porterebbe però tutti nella stessa direzione. In linea di massima credo sia questa la chiave di lettura in ottica futura che mi porta a pensare che la notizia, nel nostro microcosmo, sia di rilievo. *********************""************ Certo, con me sfondi una porta aperta Sarà almeno un decennio che ho, oltre al mio archivio RAW anche quello dei DNG, periodicamente lo aggiorno con Adobe DNG Converter Comunque bella discussione Me gusta mucho |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:30
In realtà io credo che il discorso non riguardi molto noi perché Canon o Nikon come possono prevedere una conversazione in DNG se vogliono un domani lo adottano o semplicemente forniscono un programma di conversione, Leica scatta già in DNG (non ha altre opzioni di RAW), Pentax lo prevede, Sony si adegua, ecc La vera rivoluzione importante è la gestione nel tempo dei file, i musei conservano i negativi oltre che le stampe dei grandi autori, ma i negativi digitali dei grandi maestri moderni rischiano di sparire con gli anni per formati non più leggibili dai SW del futuro, se si stabilisce che il formato RAW universale è il DNG ogni foto di un grande maestro che entrerà in un museo sarà accompagnata dal suo file DNG che potrà essere letto anche fra cent’anni … qui è la vera differenza di base a mio parere |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:37
Vabbè mi sembra parecchio remoto che i RAW proprietari (es CR2, CR3 e via) un domani non possano essere letti o convertiti in alcun modo. Al massimo ci saranno tool per convertirli in DNG se le ultimissime versioni dei software per la visualizzazione o la manipolazione smettono di leggerli, ma che non si possa manco convertirli la vedo durissima |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 10:55
“ Vabbè mi sembra parecchio remoto che i RAW proprietari (es CR2, CR3 e via) un domani non possano essere letti o convertiti in alcun modo. Al massimo ci saranno tool per convertirli in DNG se le ultimissime versioni dei software per la visualizzazione o la manipolazione smettono di leggerli, ma che non si possa manco convertirli la vedo durissima „ Non ne sarei così sicuro, sia dal punto di vista software che hardware. Ci sono diversi esempi che mostrano come la leggibilità nel tempo non sia affatto garantita. Il formato TGA, ad esempio, pur essendo stato molto diffuso in ambiti professionali, oggi è ancora leggibile ma solo tramite software o convertitori specifici, e non è più parte dei workflow correnti. Nei software 3D il problema è ancora più evidente: formati proprietari legati a software come Softimage o Alias, entrambi strumenti di altissimo livello e molto diffusi, oggi sono spesso difficili da riaprire correttamente senza ambienti legacy o conversioni complesse. Anche sul piano hardware la situazione non è banale: supporti come i MiniDisc, molto diffusi prima dei CD riscrivibili, oggi richiedono lettori non più prodotti e interfacce che i computer attuali non supportano più nativamente. Il punto non è che i RAW proprietari smetteranno improvvisamente di essere leggibili, ma che nel tempo la loro accessibilità può diventare sempre più complessa e dipendente da strumenti specifici. Paradossalmente, conserviamo graffiti neolitici e papiri dell’antico Egitto, ma rischiamo di perdere archivi digitali degli anni ’90 se non vengono mantenuti attivamente. |
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inviato il 01 Aprile 2026 ore 11:19
“ Detto questo, per sicurezza, il mio archivio RAW lo duplico usando il software gratuito Adobe DNG Converter. Non si sa mai per il futuro.... „ è una frase che sento dai tempi della 300D canon, eppure i suoi .crw si aprono benissimo (anzi, meglio che 20 anni fa) con i moderni sw. Idem quelli della D30, una delle primissime Canon digitali. “ Personalmente non ci vedo vantaggi, anzi il contrario I file RAW di Sony Nikon e Canon son più sofisticati e ottimizzati „ io qualche vantaggio sulla standardizzazione lo vedo, ma concordo con i plus. E' come per le batterie delle auto elettriche: uno standard sarebbe vantaggioso all'apparenza, ma limiterebbe enormemente le ottimizzazioni del caso. “ dubito però che i grandi player la adotteranno perchè i loro raw proprietari sono una forma di protezionismo esattamente come il formato della baionetta o i protocolli di auto fuoco „ lo sarebbero se ti obbligassero a usare i loro sw per fare post produzione. Invece puoi usare benissimo quello che vuoi, letteralmente. |
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