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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:01
Che possa essere un punto di vista valido non ci piove. Anche io ho una particolare affinità con alcune attrezzature rispetto ad altre. Però non mi sento di dire che sto facendo "più fotografia" se uso la Canon F1 al posto della EOS Rp. Il mio obiettivo resta ottenere la foto, qualsiasi mezzo stia impiegando. Poi, certamente, il livello di soddisfazione e coinvolgimento è differente in base a quanto mi senta in sintonia con l'apparecchio e a quanto risulti stimolante tutto il processo produttivo che porta al risultato finale. Che poi è il motivo che mi fa apprezzare tanto la fotografia analogica, che sento più intima e più mia. Ma non direi mai che, se uso il digitale, sto scegliendo la sicurezza. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:09
“ Ma non direi mai che, se uso il digitale, sto scegliendo la sicurezza. „ io credo che un punto critico stia nel fatto che la fotografia è probabilmente la forma d'arte che ha più facce e interpretazioni rispetto a qualsiasi altra. Spazia dall'arte vera e propria, all'hobby per arrivare in ambito lavorativo e addirittura militare. Può essere usata per raccontare, ricordare, stupire, spiare, influenzare, mentire, divertire, passatempo..... Nessun'altra forma di "comunicazione" ha un simile ventaglio di usi. Di conseguenza, anche il "come" la si fa cambia parecchio. Per tornare al passaggio quotato, io toglierei il "mai", perchè ptrebbero esserci contesti in cui, pur cercando normalmente altri fini, si usi il digitale proprio anche per avere maggiore sicurezza. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:23
Sono un amatore hobbista nel senso più stretto del termine, non ho mai cercato di fare arte e neppure ci lavoro, normalmente scelgo l'apparecchio in base a voglie e stati d'animo del momento, oppure se ci sono dei limiti oggettivi che mi spingono su una macchina rispetto ad un'altra (tipo se sono in moto o in bicicletta). Se poi mi stai dicendo che, per le foto della vita, probabilmente sceglierei il mio corredo più performante per essere sicuro del risultato ok, sono d'accordo. Ma davvero qualcuno qui dentro, pur disponendo di apparecchiature moderne e performanti, andrebbe a scattare le foto della vita (lo specifico di nuovo) solo con ottiche vintage a fuoco manuale? |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:41
Come amatore non mi son mai posto il problema per la "foto della vita" convinto come sono che il mondo continuerà a girare anche in loro assenza. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:47
Per foto della vita intendo un evento unico, irripetibile e importante. Non necessariamente una cosa importante a livello "mondiale", ma anche solo importante per me. Non mi riferivo certo per il valore delle foto in se. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:54
“ Ma davvero qualcuno qui dentro, pur disponendo di apparecchiature moderne e performanti, andrebbe a scattare le foto della vita (lo specifico di nuovo) solo con ottiche vintage a fuoco manuale? „ perchè no...mettiamo che vado in norvegia a vedere le aurore boreali e so che ci andrò solo quella volta in tutta la mia vita, prevedibilmente. Potrei anche decidere di provare a farmi un selfie con lo sfondo di un'aurora usando la pellicola. Perchè alla fine, una foto di me con lo sfondo dell'aurora potrebbe anche essere la foto della mia vita, ma potrebbe essere tale proprio perchè sono riuscito a farla in quel modo, con quella difficoltà e con quella possibilità di fallire. Certo, ammetto che questa è una visione quasi "sportiva" della fotografia. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 11:59
Le ultime vacanze "importanti" che ho fatto mi hanno portato ad attraversare parte dell'Europa in macchina fino ad arrivare ad Istanbul. Nella mia borsa c'era solo una Zorki 2 con il suo Industar 50 f3.5 e qualche pellicola. In quel momento voglia e stato d'animo mi hanno guidato su quella macchina, con tutti i limiti del caso e nessun pentimento. Ma, pur essendo stata una vacanza che difficilmente ripeterò, non è questo il mio concetto di foto della vita. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 12:02
un mio esempio di foto della vita, oddio non proprio della vita ma diciamo importante, potrebbe essere quelle che farei in caso di un incidente particolarmente grave....allora si, la farei con lo strumento più affidabile, ridondante, sicuro ed efficace che dovessi avere sottomano. Ma, come vedi, non stiamo parlando della stessa "fotografia", come dicevo in un post sopra: la fotografia è talmente polivalente che è veramente difficile dare delle "regole" anche solo vagamente comuni. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 12:26
L'esempio che fai è un po' estremo ma ci sta...io però mi riferivo a qualcosa di meno catastrofico. Comunque...io condivido il pensiero di base, e capisco anche che certe attrezzature e combinazioni, pur non essendo le migliori, possano aumentare il gusto nel fare le foto (anche per l'approccio più riflessivo) Del resto mi capita spesso di fare lo stesso, secondo lo spirito del momento. Quello che volevo dire, però, e che considerare la propria foto migliore o più "nobile" a priori perché si è scelta questa strada è un non senso, specie perché col digitale si ha comunque possibilità di verificare in tempo reale se ci sono grossolani errori. Anche perché può produrre un effetto a cascata su quelli che usano attrezzature ancora più "riflessive" (per uno che scatta a pellicola uno con una digitale e lenti vintage non potrebbe risultare ugualmente come chi sceglie la sicurezza alla fotografia?) e così non si finisce più. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 12:29
Una curiosità...quando ero giovine discussioni simili c'erano tra chi usava reflex meccaniche manual focus e chi le super elettroniche autofocus. E si parla di pellicola in tutti e due i casi. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 13:19
Non si tratta di approcci e/o risultati migliori o peggiori ma, semplicemente, diversi. Laddove alcune "diversità" saranno da attribuire al mezzo usato che, a mio avviso, non è mai del tutto neutro. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 13:25
Forse ho capito male il senso della discussione, ma non mi pare che si intendesse che attrezzature diverse diano risultati diversi che possono influenzare il risultato finale. Questo mi sembra ovvio, ci mancherebbe. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 13:35
Si infatti il discorso era nato sul fatto che mezzi troppo prestanti potessero togliere qualcosa alla fotografia pensata , in quanto si è più portati ad affidarsi alle tecnologie . |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 13:47
Allora ok, secondo me resta un falso problema. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 14:39
“Stai dicendo che la sicurezza dello strumento (focus perfetto, lenti nitide, coating antiriflesso, tropicalizzazione...?) si stanno sostituendo allo sguardo artistico? Che è tutto troppo perfetto?” ******* Secondo me è in parte così, ma per un effetto collaterale: la facilità. Tutto ciò che è facile diviene alla portata di tutti, anche di chi pratica per prova, svogliatezza, passatempo. Tutti questi, ed è lecito, con una buona attrezzatura producono facilmente cose apparentemente belle. Ma non hanno necessità di una spinta interiore, perché basta che comprino e scattino. L’artista, se c’è, rimane nel mucchio, fatica a ricavarsi una nicchia, a meno che non sia molto talentuoso. Se all’improvviso sostituisci tutte le fotocamere di tutti con un banco ottico, solo chi è incredibilmente motivato o talentuoso si impegnerà a capire, padroneggiare il mezzo, voler dire qualcosa. Andrebbe avanti chi veramente ha una spinta dentro. Tutti gli altri rinuncerebbero subito alle loro foto sensazionali. Ovviamente è una semplificazione. |
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