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inviato il 23 Marzo 2026 ore 12:38
Scusa, ma il topic non torna. Non stai chiedendo di spiegare una foto perché già riporti una descrizione di cosa l'autore intende rappresentare con le foto. E meno male! Perché capire cosa significa una foto senza che l'autore te lo dica, è dura. Piuttosto stai chiedendo se la foto è corente, efficace, nel rappresentare la sua poetica. Questo è un esercizio interessante. Premetto che concordo che non sia molto coerente, forse perché è giovane come ha sottolineato Matteo. Nello specifico: - Le opere offrono uno sguardo sul mio stato d’animo personale : come sia e quindi come si rappresenti, lo può sapere solo lui. Forse la scelta dei soggetti può rappresentare uno stato d'animo. In questo caso direi che è confuso, che va benissimo come stato d'animo. - sul modo in cui affronto le sfide intellettuali ed emotive . Rappresentare "un modo di affrontare sfide" è una sfida in se stessa. Infatti non lo vedo rappresentato. Forse i piedi sono i suoi? Controllarsi i piedi rappresenta un "modo"? Forse. Se la sfida è andare ad un appuntamento . - La sofferenza, compagna onnipresente dell’esistenza, è un tema ricorrente nel mio lavoro . Io ne vedo poca...ma forse è il set di foto scelte che sono tra quelle meno sofferenti delle sue. - Anche le sfide politiche del tempo e le questioni di classe ad esse associate trovano eco nelle mie opere : questo tema potrebbe essere ben compatibile con la street photography, ma si dovrebbe capire meglio a quali classi appartengano i soggetti. I pantaloni strappati possono essere di un poveraccio, come di uno che li ha pagati 400euro perché li ha strappati uno stilista. Quindi anche qui è debole. - creo uno spazio per ciò che è difficile esternare. Le opere trasmettono quella che mi sembra un’onestà assoluta e che a volte è difficile cogliere razionalmente . Con questo pressupposto rischia di far passare come foto "oneste", immagini prese un po' dove capita, del tipo: "non so esternare il perché, ma sono stato attratto dal fotografare tre tizi che ridono". Sì ok, ma è una coerenza un po' deboluccia. - Mi considero uno strumento dell'arte per rappresentare l'assoluto e non la mia individualità. . Questo saranno i posteri a confermarlo. Sul piano formale, sono street come tante altre. La scelta del bianco e nero e del flash frontale alla Gilden, sono un stile non sufficiente a renderlo identificabile. Personalmente ritengo il flash nella street fastidioso, se fossi un soggetto. Spero per lui che abbia una faccia meno da schiaffi di quella di Gilden. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 16:25
É una frase stupida che ciclicamente spunta, in genere la usa chi conosce ben poco la fotografia e la guarda con il paraocchi ovviamente estraendola da qualunque contesto |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 17:25
“Si può sempre prendere una cantonata, ma la prima versione implica (o dovrebbe implicare) uno studio, una analisi, una conoscenza tale da poterlo dire. La seconda chiunque può dirla.” ****** Ma io penso proprio che qui, chi più e chi meno, siamo “chiunque”, senza necessità di esami di coscienza. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 18:48
Sono vecchio A me queste foto, la banana di Cattelan, la merda d'artista di Manzoni mi fanno un po schifo. Sono felice di essere vecchio cari giovani relativisti. Chissà se un giorno apprezzerete il bello assoluto. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 18:53
“se devi spiegare una fotografia, vuol dire che non è venuta bene.” Beh questo è il livello Osvaldo Paniccia. Spero siamo tutti d’accordo che siamo andati ben oltre. “Chi più e chi meno, siamo “chiunque”” Uhm, non credo. Tra chi “più” e chi “meno” c’è chi ha letto decine di libri e visitato centinaia di mostre e chi non sa usare l’h. Quindi non siamo tutti uguali. Infatti ho scritto esame di coNOscenza, non coscienza. (Io sono più verso la seconda categoria eh, non sto parlando di me). @Matteo: ho guardato Benassi, ci ho visto delle cose in comune, chiaramente (il bn sporco, il flash, l’underground…). Non sono riuscito a trovare moltissime foto quanto le installazioni di ora (che comunque sono anche foto). Ho però notato moltissime scarpe, o meglio ciabatte e pantofole, Non mi sorprenderebbe se ci fosse un collegamento coi piedi e le scarpe di queste foto. Se vuoi sentiti libero di espandere su questo, per esempio sul perché ti è venuto subito in mente Benassi. Tornando al fotografo in esame, forse possiamo prenderlo in un altro modo. Io vi dico cosa ci ho visto (da perfetto ignorante) e voi mi dite cosa ci avete visto voi, se ci avete visto qualcosa. * Sono foto dirette. Il flash è duro, sparato in faccia, non “nasconde le rughe”, anzi, sembra accentuarle. Per esempio la foto della vecchia signora con il drink in mano era la copertina della mostra. * Ci sono soggetti underground: bar, pantaloni strappati, scarpe rotte, sporcizia. Sembra quasi un giornalista anni 20 (alla weegee) dove tutto di notte era contrasto e flash * c'è una intenzionalità di non-bellezza canonica: gli orizzonti sono storti, i soggetti spesso fuori fuoco. È chiaro come questo sia voluto, non è un errore. Non sono fotografie “belle da guardare”. * c'è un chiaro riferimento a Bruce Gilden, che è pure soggetto di una delle sue foto. Quindi agressività, "odore di strada". Però fotografare Gilden usando il suo stesso “stampo” potrebbe avere un secondo significato. * in molti scatti il flash crea una vignettatura molto marcata, sembra isolare ulteriormente i soggetti anche dal contesto * una foto mi ha ricordato anche titarenko e machalowski. Sarebbe a questo punto interessante capire quante foto sono “omaggi” e quante sono invece coincidenze * Altre foto, specie quelle più "ritrattiste" le ho capite forse meno, se non come registrazione cruda della realta (come per esempio nella serie vienna contemporaries) |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 19:13
@Motofoto: Aspè ma nell’altro thread non stavi dicendo il contrario? Riguardo alla descrizione che lui dà di sé, ad esser onesti, mi sembra una roba dettata da ChatGPT più che qualcosa scritta da un 24enne che fa un certo tipo di foto. Ma è una supposizione mia, ovviamente. Cerco però di non focalizzarmi troppo sul discorso generale del “chi sono” quanto sulla foto singola o serie, che secondo me dicono di più che una biografia un po’ super×liana |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 19:24
Per iacoponi: merda d'artista é del 1961 direi che anche tu sei giovane caro mio e forse dovresti capire il motivo come la base magica di Manzoni Magari impari qualcosa di interessante |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 20:43
Chiedo scusa in anticipo. Vi ricordate Lucio Fontana, lo spazialismo? Un genio indiscusso. Prese le sue tele incorniciate e le sgarrò una ad una, alcune anche più volte. In un istante, un oggetto bidimensionale (la tela) divenne tridimensionale (la tela sgarrata). Si levarono gemiti di meraviglia in ogni angolo del mondo, anche il più remoto. Il genio era sulla terra, in mezzo a noi. Ora la fotografia aveva un'occasione unica, irripetibile. La perse. Nessuno pensò di fotografare quelle tele lacerate e ridonargli come per incanto l'originaria bidimensionalità incorniciando le stampe. Nessuno mai fondò il piattismo fotografico. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 20:56
Penso che il piattismo fotografico sia più artistico originale e geniale delle foto dell'artista di questa descrizione |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 21:11
“ Aspè ma nell’altro thread non stavi dicendo il contrario? „ Ho toccato tanti temi. Qui siamo sulla coerenza tra intenzione e risultato, dove la prima qui è dichiarata, pertanto si può fare una critica. Di là avevo scritto che "E' importante però che la critica fotografica si fermi al giudizio di coerenza tra intenzioni narrative e foto di supporto, senza entrare nel valore delle intenzioni, perché quella è una questione etica." Non ho criticato il valore delle intenzioni dell'autore, ma solo se le foto ne fossero una rappresentazione efficace. Mi sembra che tutto torni. In quale parte ti sono sembrato contraddittorio? “ Nessuno mai fondò il piattismo fotografico. „ Tagliando le foto delle tele tagliate, poteva nascere anche lo spazialismo del piattismo. Che occasione persa! |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 22:00
Matteo Groppi grazie NO (oggi quanto mi piace questa parola) con tutte le cose belle che devo imparare non ho tempo alla mia età per la merda |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 22:10
Allora evita commenti stupidi |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 22:16
Scusate ma definirsi come “strumento dell’arte per rappresentare l’assoluto” mi basta per catalogarlo nella categoria dei C4zzoni. Poi alcune immagini tra le molte potrebbero anche essere interessanti ma vederci dentro la sofferenza, ecco, come dire…mi fa pensare a una parodia di Achille Lauro. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 22:20
Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre…. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 22:40
Stupidi sono quelli come te che confondono l'arte con la merda. Fatti un giro agli Uffizi. |
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