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inviato il 22 Marzo 2026 ore 15:51
Negare che il settore fotografico stia attraversando una crisi culturale, prima ancora che economica è, francamente, assurdo. ********************************************* Personalmente sono giunto da tempo a una conclusione che è anche molto avanti rispetto alla tua, a mio avviso la fotografia è morta da tempo... e già da anni siamo alla post-fotografia. |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 20:35
Posso concordare che sia "morta" da anni,ma il discorso è ampissimo pure qui,cmq si vero,ma la fotografia è molto ampia,e ci vogliono più distinzioni,a me dispiace davvero tanto che non venga capito che il dibattito e in confronto siano le basi per tenerla viva e vera,invece oggi tante chiacchere pochi fatti pochi confronti e una divulgazione spesso di interesse e non si comunicazione x il settore,tutto qui |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 22:21
Tu proponi un tipo di fotografia fatto di piccoli numeri e pure un pochino troppo "scelti", numeri per intenderci da circolo fotografico di alta qualità degli anni '80, una rarità anche all'epoca peraltro, che in sostanza è un modulo al giorno d'oggi semplicemente fuori tempo... tanto quanto (e forse ancora più) della pellicola. E te lo dice uno che continua a fotografare solo perché esistono ancora le diapositive. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 7:56
Una galleria della mia città organizzata spesso mostre di pittura e a volte, raramente, di fotografia. Avevo pensato anch'io di organizzarne una, mi è anche stato chiesto, ma una mostra ha un costo, e non me lo posso permettere, quindi meglio pubblicare sui social, costa meno e ti vedono molte più persone, x quello che può servire |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 8:04
Che tristezza, ma la socializzazione è andata a farsi fot-tere? Bello seduti davanti a un pc, viviamo virtualmente ormai? Io ci vado agli incontri perchè mi piace chiacchierare, scambiare idee e opinioni, condividere una passione vivendola dal vivo con persone e non tramite computer. Eppure ai tempi che tutto ciò non esisteva, non si stava male, ci si incontrava, ci si dava appuntamento ma soprattutto si socializzava sempre tutti i giorni. Giottodigitale la tua è stata un ottima iniziativa, io sarei venuto al tuo incontro già solo per il fatto di stare insieme, ma ormai appunto i tempi sono cambiati e non solo fotograficamente. Che amarezza come diceva il grande Antonello Fassari dei Cesaroni. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 8:46
ma ragazzi, sara' che io sono un po' piu' vecchio di voi, ma la socializzazione e' finita da un bel po' di tempo: non soltanto per la fotografia ma; quando vado in montagna non ci si saluta quasi neanche piu', in citta' e/o in paese dove vivo si fa fatica e non ci si saluta nemmeno quando ci si incontra. Non esistono piu' empatia, rispetto e socializzazione.....esistono soltanto smartphone e social. Soltanto quando con mia moglie mi reco a visitare bei paesini antichi e caratteristici delle mie zone riscontro qualche sorriso e saluto ma per lo piu' da parte di persone anziane...e quando la mia generazione sara' estinta si comunichera' soltanto con l'intelligenza artificiale..... |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 9:15
Ma piuttosto che lamentarci che il mondo sia brutto e cattivo, che si stava meglio quando si stava peggio, ecc… Perché non fare anche un po’ di autocritica sui contenuti proposti? Lo dico con il massimo rispetto. Se vado ad un evento nel quale si parla di fotografia, mi aspetto prima di tutto di vedere fotografie. La fotografia è e resta un’arte visiva. Al contrario non passerei nemmeno 5 minuti a parlare di AI, perché per me sarebbero 5 minuti della mia vita buttati via, parlando di aria fritta. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:03
14 persone su un potenziale di 50-60 non è poco. Tanti interessati si tirano dietro all’ ultimo per pigrizia. Andava alzato il target per avere centinaia di interessati. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:21
Ciao, innanzitutto massima solidarietà per l’impegno e la passione che ci hai messo: organizzare un evento fisico oggi, con tanto di buffet e location, è un atto di coraggio che merita solo rispetto. Capisco l'amarezza, ma credo che il 'fallimento' di cui parli non sia della fotografia in sé, quanto di un cambiamento radicale nel modo di fruirla. Provo a darti un punto di vista diverso, magari più ottimista ma critico: L'illusione del 'clic': Oggi la soglia di attenzione è ai minimi storici. Dire 'partecipo' su un social è un gesto impulsivo che non costa nulla; spostarsi fisicamente, fare chilometri e investire un pomeriggio è un impegno che la maggior parte delle persone non è più abituata a prendere, a meno che non ci sia un 'gancio' utilitaristico immediato (provare l'ultima lente uscita, incontrare un big internazionale). Il confronto vs l'esibizione: Hai ragione sull'ego. La fotografia oggi è diventata per molti una performance solitaria su Instagram per raccogliere like, non un linguaggio di confronto. Molti 'parlano' di fotografia online perché è comodo e protetto da uno schermo, ma temono il dibattito reale dove il pensiero critico mette a nudo i propri limiti. Il modello estero: Se guardiamo a realtà come il "Photography and Video Show" o "Wales & West Photography Show" qui in UK (partecipo ogni anno con entusiasmo), vediamo che gli eventi 'di massa' funzionano ancora, ma sono strutturati come grandi fiere-esperienze. Forse il problema in Italia è che manca la via di mezzo tra il grande evento commerciale e il piccolo circolo locale, che spesso viene percepito (a torto o a ragione) come un ambiente troppo chiuso o 'filosofico' per il grande pubblico. Quattordici persone sono poche rispetto alle aspettative, ma sono 14 persone vere. In un’epoca di numeri gonfiati dai bot e dai social, 14 persone che scelgono di dedicarti del tempo fisico valgono forse più di 1400 follower distratti. Non smettere di organizzare, ma forse bisogna accettare che la fotografia di pensiero oggi è un atto di resistenza per pochi eletti, non più un fenomeno di massa. Il deserto che hai visto non è mancanza di interesse, è mancanza di abitudine alla profondità. Un saluto e complimenti ancora per l'iniziativa. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:29
La fotografia non è mai interessata al grande pubblico, è sempre stata un settore di nicchia. Spesso nichilistico. Quello che differenzia l'oggi dal ieri, è che oggi si è più interessati al fotografo che alle sue opere. Basta andare su quel bidone che è IG, dove si vedono pivelli (e non solo) con cannoni da 20K che il 99% delle volte parlano più di sé stessi che del soggetto, la storia, la fotografia. E questo succede anche qui su Juza, che tutto sommato lo considero uno spazio felice. Purtroppo, oltre a taroccare le immagini per ricevere like, c'è la tendenza generallizata a non raccontare nulla dello scatto. Questo è il motivo principale perché non commento. Cosa commento, una bellissima immagine ma orfano del tutto? Io metterei obbligatoria una descrizione, ma ovviamente sarei impopolare. Questo cosa centra? Centra, perché anche tra gli appassionati, che spesso creano immagini bellissime, manca proprio l'anima della fotografia. Per carità non sono contro le belle immagini, anche fini a sé stesse, ma belin un minimo di storia per me aggiungerebbe tantissimo. Pensa che se dietro allo scatto di un gufo delle nevi ci fosse anche semplicemente scritto: "Lapponia, inverno a -20 °C, botta di culo mentre ciaspolavo nella foresta", questo aggiungerebbe tanto, di foto patinate e orfane ne vediamo a milioni al giorno. E renderebbe la fotografia più interessante. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:49
“ Sempre meno persone sanno davvero usare una macchina fotografica. Sempre meno conoscono luce, esposizione, linguaggio visivo. „ E' colpa del telefono, con un telefono in mano tutti si sentono fotografi senza conoscere la fotografia. Manca la voglia di impegnarsi (vedi la scarsa affluenza al dibattito), e si cercano sempre scorciatoie, cinque minuti sui social e ne sanno di più di chi ha studiato per anni. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:53
Concordo, studiare tanto, usando libri e poco web. Non titolo le mie foto, ma rispondendo ai commenti, quelli sinceri, spesso dò informazioni sui luoghi o soggetti che siano. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 11:59
Oggi conta solo ed esclusivamente "il brand", e la fotografia non fa eccezione. Se domani Chiara Ferragni facesse una mostra sua "100 scatti inediti di me" ci sarebbe la fila dal Duomo di Milano fino a Sesto San Giovanni per entrare, perchè la fotografia non conterebbe niente, conterebbe solo il fatto che sono foto fatte dalla Ferragni. Se fino a ieri chi usava i social era molto avvantaggiato su chi non lo faceva, oggi che tutti li usano la partita si gioca solo ed unicamente sul Nome, sul marchio. Chi si distingue creandosi un marchio tutto suo spicca, gli altri restano "anonimi"... |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 12:34
E' colpa del telefono, con un telefono in mano tutti si sentono fotografi senza conoscere la fotografia. ******************************************** Non è colpa del telefono Stefano, perché in fondo il telefono non è altro che il punto di arrivo (attuale) della tecnologia digitale, la colpa in verità è del digitale in sé, che con l'abbattimento dei costi, e la presunta democratizzazione da esso indotta favorendone la diffusione di massa, ha finito per svilire la fotografia... piuttosto che arricchirla. |
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inviato il 23 Marzo 2026 ore 12:44
Certi interventi veramente maleducati di fronte a una persona che, intanto, ha fatto qualcosa di più che scribacchiare su una tastiera e con tutta la volontà del caso. Se facessero un evento del genere nei "dintorni" di casa io parteciperei super volentieri, anche solo per curiosità... |
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