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inviato il 18 Marzo 2026 ore 14:03
Grazie Ps "La casa delle belle addormentate" mi da come autore Yasunari Kawabata. È quello giusto? |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 14:08
Yess. A proposito di foto e musica. Un autore nippo che possiede un jazzclub è Murakami che ha gestito per diversi anni un jazz club a Tokyo chiamato "Peter Cat" nel quartiere di Kokubunji (poi trasferito a Sendagaya) insieme alla moglie |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 14:13
mah.... |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 14:24
Ma anche meh. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 15:00
“Quindi CHIUNQUE fotografa... è come se tutti ci mettessimo a suonare il violino... quanti sarebbero anche solo "non irritanti"? Proprio pochi, secondo me.” ****** Tutti oggi fanno tutto (più o meno) compreso la massaia di borgo San Dalmazio, questo è parte del problema ed è all’origine del citato imbarbarimento. Se tutti suonassimo il violino sentendoci dei Mozart, tutti avremmo concorso ad imbarbarire la musica. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 18:38
Che poi e' quello che succede con autotune e simili... a saper suonare son pochi. A tirarsela son tanti (tutti?) |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 19:07
No. Non c'entra neanche quello. Saper fotografare lo sanno fare tutti ormai. Non è certo impegnativo come imparare uno strumento musicale. Il problema è che cosa ci si fa con quella capacità (che è il minimo necessario), che cosa si veicola, a che flussi di potere si prende parte, che cosa si va ad alimentare. Non è una questione di tecnica. Se fosse solo quello saremmo nel picco massimo della curva storica. È che siamo ancora troppo ancorati all'idea che la fotografia sia "solo fotografia". Per questo ci si continua a nascondere dietro la minchiata del gusto personale... è la via più semplice per fregarsene di tutto ciò che la fotografia prende in causa, compreso il nostro senso e modo di stare al mondo. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 21:24
“ Saper fotografare lo sanno fare tutti ormai. „ farei un distinguo... Saper fotografare lo sanno fare in pochi. E' la capacita' di azionare una fotocamera che hanno tutti. La tecnica e' perlopiu' sconosciuta alla grande maggiornaza dei portatori di fotocamera. E non sparerei a zero sul gusto personale. In fin dei conti conosco Artisti che di tecnica fotografica ne sanno davvero poco, ma che producono immagini davvero interessanti. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 21:44
Ma sì, Salt...non ci giriamo intorno come al solito. Quello che intendo dovresti averlo capito da un pezzo. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 21:50
si l'ho capito, ovviamente. Pero' non mi trovi del tutto d'accordo. Esiste, secondo me, una certa dignita' anche nella fotografia comune. Quella che potremmo definire di servizio. Non e' necessario rivoluzionare la fotografia per produrre un buon lavoro. Poi se vogliamo divertirci a dare addosso ai geek fotografanti facciamolo pure. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 22:07
@Rombro (che, non me ne voglia nessuno, considero probabilmente nella top 3 dei migliori fotografi su juza) sono d'accordo al 95%: Secondo me il giudizio artistico (fotografico, musicale o altro) si basa su "3 strati" che si mescolano e sovrappongono: artistico, personale, viscerale. Il primo implica un linguaggio comune, codificato. Ci sono delle regole che decretano cosa sia più o meno corretto. Il secondo non ha aspettative comunicative (se non quelle autoreferenziali). È la patria del gusto personale, del "lo faccio per me" e del "a me piace". Il terzo è quello istintuale, che non ha aspettative comunicative codificate ma "attinge" dal puro istinto, come il bambino che sfrega morbosamente i pastelli a cera sul foglio: non sa bene perché lo fa ma sente che lo deve fare. Secondo me poi facciamo tutti una valutazione su questi 3 livelli quando guardiamo una foto e il contesto ci dice quale è preponderante. Ovvero: nessuno giudica le foto al mare col giudizio di un contest fotografico. Per tornare quindi al topic: secondo me la seconda categoria (personale) è quella che è esplosa maggiormente col l'avvento del digitale e della "democratizzazione" della fotografia. Quindi per chi è crescito e cresce in un mare di fotografie personali, la leggibilità di quelle artistiche diventa più difficile. |
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inviato il 18 Marzo 2026 ore 22:31
Mi limito a fare una precisazione: saper fotografare è da intendersi semplicemente come saper produrre immagini. Cosa che, con anche gli automatismi odierni (e con buona pace dei talebani pellicolari), è innegabilmente alla portata di tutti. Questo, come detto, ridetto e stra detto in mille salse, ha provocato un'impennata abnorme di quantità ma anche di qualità tecnico/estetica. Vale a dire che pure il fotoamatore della domenica, tendenzialmente, è in grado di eseguire delle foto perfette. Distinguere tra questo e la conoscenza "scientifica" della tecnica (prendiamo ad esempio le discussioni surreali alla Valgrassi), non influisce in alcun modo sul problema qui denunciato (come tante altre volte) dello sguardo, dell'incapacità cognitiva/critica e dell'appiattimento trasversale che il linguaggio fotografico sta vivendo. E si badi bene che qui non parliamo neanche più di un luogo come Juzaphoto che, come qualcuno torna sempre a ricordare, "è una comunità di appassionati dove si condivide di tutto senza pretese". È un problema epocale che passa dal virtuale e condiziona anche quello che se ne frega fieramente illudendosi di fare quello che piace a lui. |
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