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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 13:20
esatto...occorre usare la nostra di intelligenza.....e' che ormai viviamo in un 'epoca dove tutto deve essere delegato alla tecnologia vedi l'utilizzo esagerato di social, smartphone ecc.ecc...ma quanto e' bello imparare e riuscire ad ottenere un bel risultato grazie alla nostra pazienza, sforzo ed anche tempo da investire in cose utili e che ci piacciono ma anche grazie agli errori ed anche all'aiuto eventuale di amici fotografi e non.... |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 14:17
È come andare in un posto con il navigatore: non impari mai la strada. Comodo ma impigrisce |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 14:22
“ non mi ritrovo in un'affermazione così netta, perchè non include nell'equazione la flessibilità con cui può essere utilizzata l'AI „ Semplifico, cercando di non perdere troppo. Gli algoritmi di AI sono di per se pensati per rispettare i massimali delle distribuzioni statistiche. Queste distribuzioni statistiche, molto spesso (quasi sempre) tendono alla gaussiana (piu' o meno spostata nel dominio). Per contenere il carico informatico devono limitare la quantita' di dati. Di conseguenza devono venire tagliati i risultati oltre, diciamo, oltre i 3 sigma in su e in giu'. Significa "gettare" quello che non sta nella media, sia in basso che in alto. Facendo questo, il sistema si tara sulla media del dato, quello con maggior frequenza. Quindi l'AI ti dara' risposte "medie", il che non significa siano sbagliate in se. Tra l'altro i suggerimenti che ti da' sono quelli che avresti trovato andando a spulciare migliaia di siti web/forum, etc... e sommarizzandoli. Se faccio un qualcosa di nuovo, pero', non e' che lo metto online per farmelo "rubare", quindi per l'AI non puo' a maggior ragione esistere. Peccato che quello che muove il mondo e', per forza, al di fuori della media, quindi l'AI non potendo ancora conoscerlo non te lo puo' suggerire. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 15:01
Io ho riscontrato invece che se si usa l’AI anche solo per un intervento di “chiarezza” intelligente i dati relativi all’intervento rimangono impressi nel jpeg esportato facendo risultare, agli occhi di software preposti, come se l’immagine fosse totalmente AI e scartata a prescindere da certi siti dove si vuol caricare l’immagine, mi pare assurdo. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 19:57
È come andare in un posto con il navigatore: non impari mai la strada. Comodo ma impigrisce ----- Ottimo esempio. Il navigatore è comodo, preciso, se sbaglia puoi sempre subentrare per correggere, ti fa evitare giri assurdi e traffico e soprattutto arrivi alla meta. Poi se hai tempo e vuoi farti una passeggiata o sai la strada e comunque arrivi a destinazione senza sforzo, lo tieni spento. L'AI è esattamente così. A breve la useranno tutti. E nessuno si accorgerà della differenza. Alla fin fine l'obiettivo è il risultato finale, comunque questo venga raggiunto |
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inviato il 18 Febbraio 2026 ore 17:51
Personalmente non uso AI per postproduzione (uso Lightroom classic che comunque alcuni funzioni AI ce l'ha). Secondo me il senso si perde quando fai sostituzione di certi elementi ricorrendo all'AI (cambio sfondo totale, aggiunta di elementi principali, ecc). Se la usi per PP "normale" (curve, contrasti, HDR, ecc) è come usare Photoshop per fare PP. Non cambia nulla e non c'è nulla di male a parer mio. Piuttosto il dibattito è SE usare qualunque forma di PP oppure usare lo scatto "grezzo" così come lo ha fatto l'obiettivo (e la macchina). |
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