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Bianco e nero digitale


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avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:37    

Questo è un esempio di cosa è possibile fare partendo da un RGB.
L'intenzione era avere un bel cielo scuro e nuvole in risalto.
Agendo sui singoli colori in PP ho ottenuto il risultato voluto, se avessi usato una monocromatica avrei dovuto applicare un filtro rosso (che mi avrebbe tolto almeno 2 stop) ed avrei avuto tegole troppo chiare e verdi troppo scuri.
Così invece mi pare si aver ottenuto lo scopo ed un buon equilibrio per il resto. Ovviamente, volendo, potrei ancora modificare le tonalità delle tegole e dei verdi, oppure tornare ad una immagine a colori.
Cosa pretendere di più dalla vita?;-)
Con una monochrome avrei avuto limiti infinitamente maggiori....



avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:40    

“Chi produce e vende le monochrome gioca sull'ignoranza tecnica fotografica della Clientela, a quello bravo la monochrome non ce la fai a vendergliela, al meschinello sì.”
**********
E quindi? L’importante è che sia il meschinello che quello bravo, alla fine, siano soddisfatti.
Quello bravo, poi, di certo si piscerebbe dalle risate a leggere questi post, esce con cosa gli pare, fa i suoi capolavori e se ne sbatte di queste p i p p e da meschinelli.

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:45    

A me sembra che siano più i fotoamatori a farsi delle pippe sul minor rumore-maggior dettaglio-uno stop in più di luce...

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:51    

Marco Olivotto ha scritto un libro sul B/N. È un fisico di formazione.
Ha ristretto le macchine a Canon e Nikon, mi sembra di ricordare che non cita Sony, ma non sono sicuro, il libro me lo sono prestato da Brianzabiblioteche e non ce l'ho davanti in questo momento.
Nelle prime pagine fa parlare un fotografo professionista che usa una Monochrom. Concordano entrambi che il vero problema delle Monochrom è che costano troppo, ma sono la migliore soluzione per il B/N.
Da allora sono comparse altre Monochrome. Sarebbe interessante cosa ne pensa OGGI Olivotto delle monochrome.
Si capisce subito quando uno parla di monochrome se uno ha basi scientifiche serie. In questo 3d si sono scritte frescacce sulle monochrome.
Per farla semplice per chi non ha cognizioni di stato solido (in questo caso silicio Si, un semicon drogato): macchine monochrome di Case diverse potrebbero avere lo spessore del sensore e filtri anti-infrarosso diversi, per cui a parità di tutto il resto potrebbero esibire scale di grigio diverse. Non dimentichiamo che i grigi sono necessariamente 256 al massimo in JPG.
Raamiel una Monochrom l'aveva comprata, potrebbe riportare la sua esperienza da un'altra angolazione.
Chi usa Foveon sa che il primo strato (blu B) è il più sottile perché assorbe di più la luce. Tanto è vero che Sigma fa girare tutto intorno al blu B, a differenza dei Bayer che fanno la stessa cosa col verde G. Il rosso R nei Foveon ha uno spessore maggiore perché assorbe meno.
Con Foveon uno può scegliere di fare B/N con un singolo canale RGB. Ci si accorge subito che usando B si può scattare agevolmente oltre ISO 2,000 con rumore sotto controllo. Usando il rosso R compare una grana simile alla pellicola e non è pratico superare ISO bassi.
Senza usare un Foveon uno può esaminare i canali RGB di un Bayer che sono uno alla volta quasi-monocromatici. Fotografando il cielo, B lo schiarisce, R lo scurisce. In questo caso è il CFA che filtra. Attenzione che i filtri dei Bayer non sono perfettamente monocromatici. Come pure Sigma non ci dice che i suoi RGB sono perfettamente monocromatici. Non ci dice neanche come tratta i dati Foveon!
Per semplificare al massimo: l'idea che una Monochrom Leitz applichi profili colore è un'idea peregrina, tipica di chi il digitale proprio non lo digerisce. Le Leica filtrano l'IR, non si sa se filtrino l'UV. Esistono in rete spettri di assorbimento del silicio nominalmente puro. Nei sensori il silicio è drogato!Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:53    

“Chi produce e vende le monochrome gioca sull'ignoranza tecnica fotografica della Clientela, a quello bravo la monochrome non ce la fai a vendergliela, al meschinello sì.”
**********
E quindi? L’importante è che sia il meschinello che quello bravo, alla fine, siano soddisfatti.
Quello bravo, poi, di certo si piscerebbe dalle risate a leggere questi post, esce con cosa gli pare, fa i suoi capolavori e se ne sbatte di queste p i p p e da meschinelli.


concordo, ciascuno fa quello che si sente e come è capace, ci mancherebbe altro.
Resta il fatto però che, sia in analogico, sia in digitale, per ottenere il massimo, salvo casi decisamente "fortunati", bisogna necessariamente lavorare sia in fase di ripresa, sia in fase di sviluppo, da lì non si scappa.
Ai tempi dell'analogico in camera oscura si passavano nottate intere o quasi, una fatica del boia!
Oggi tutto è infinitamente più facile, veloce e pure meno costoso, inoltre si possono ottenere risultati un tempo impensabili.
Un ottimo BN ormai si ottiene anche da uno smartphone, ci rendiamo conto? Quindi è giusto che ciascuno di noi faccia le scelte che vuole ed in rapporto alle sue capacità e preferenze.

avatarjunior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:54    

Forse ti sfugge che le foto di quelli che hai elencato non sono belle e interessanti perchè scattate con una macchina monocromatica...


Non sostengo assolutamente questo. E non sono io che faccio crociate.

E non mi rifiuto di capire quello che sostiene Alessandro Pollastrin. So che ha ragione sul piano concettuale.

Ma cosi come quando da giovane scattavo con la tri-x e quasi solo con quella, che mi piaceva particolarmente e con la quale mi sapevo esprimere anche modulando i risultati e i grigi in fase di sviluppo e stampa, oggi penso che il bianco e nero digitale possa essere articolato in modi diversi, con machine forografiche e risultati diversi. E comunque, la curiosita di provare una monochrome ce l'ho anche se non ne posseggo una. Amen

E comunque in questa conversazione mi sono sentito dire che sono: mediocre, vile (e poi in italiano vuol dire codardo e vorrei sapere cosa c'entra), meschinello.... Manca solo che qualcuno minacci di uccidere mia sorella e siamo a posto hahaha

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:56    

i moderni software di conversione hanno dei vantaggi impagabili in termini di flessibilità di utilizzo: da una singola fotocamera di qualità con filtro Bayer o xtrans hai la possibilità di crearti profili personalizzati di ogni genere con curve di risposta monocromatica o colore estremamente varia e complessa richiamabili con un clic ! se poi ci aggiungiamo quelli già presenti nel pacchetto software al momento dell'acquisto il quadro delle possibili conversioni aumenta . . nel contempo ad un profilo di conversione possiamo aggiungere altre funzioni riguardo al gamma, luminosità contrasto, intensità dei neri e delle luci ecc per correggere piccole anomalie delle condizioni scatto.

Utilizzare una Monochrome significa fare una scelta di stile definitiva legata a quel tipo di strumento, il che sicuramente semplifica la vita e offre vantaggi in termini controllo rumore e risoluzione senza artefatti ma ""limita assai"" l'interpretazione o "l'astrazione della realtà in B&N".

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:56    

Però, un domanda è sempre latente: com'è che nessuno dei grandi Maestri (diversi purtroppo scomparsi in questi ultimi anni) impiegava una monochrome, pur producendo immagini, appunto, in bianco e nero? Che i vari Salgado, Lindbergh, Gastel, e compagnia cantante fossero degli "sprovveduti" par mio? Che nessuno abbia MAI prospettato loro codesta "meraviglia tecnologica", che TANTO li avrebbe potenzialmente (FORSE!) agevolati nel loro lavoro così creativo?

Mah.. in realtà le cose stanno un po diversamente. Salgado (che prima della canon) ha usato la 645 (che non esiste in versione monocromatica) un metodo misto digitale ed analogico per cui in pratica usava una pellicola monocromtica Sorriso
Anche Gastel se non ricordo male usava una roba mista.
Ad ogni modo se ancora vi sono queste discussioni è evidente che si continuano a non capire i vantaggi di un sensore monocromatico e quando è molto più utile di un sensore bayer ad alti iso. Che poi abbia anche svantaggi è indubbio, basta solo capire quali prestazioni si vogliono.

Un firmware capace di generare immagini a colori da una matrice Bayer ma anche di catturare il solo segnale di luminanza, isolarlo e amplificarlo in maniera ponderata, eliminare l'effetto griglia e produrre una immagine nativa in BeW a risoluzione piena.


Per quanto riguarda la demosaicizzazione nessun programma potrà mai dare la luce che non arriva a causa del filtro bayer per cui la resa ad alti iso sarà sempre migliore (o meglio diversa) per quella dove il filtro non c'è.

Utilizzare una Monocrome significa fare una scelta di stile definitiva legata a quel tipo di strumento, il che sicuramente semplifica la vita ma limita assai l'interpretazione o "l'astrazione della realtà in B&N".

In realtà un sensore monocromatico non limita nulla. Puoi usare i filtri, usare terne esposimetriche che non sui con un sensore bayer, e persino produrre foto a colori..

A me sembra che siano più i fotoamatori a farsi delle pippe sul minor rumore-maggior dettaglio-uno stop in più di luce...

E' proprio diversa la resa, non è questione di uno stop di luce..

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 9:57    

Quando, e se sarò costretto, ad abbandonare la pellicola per il B&N, passerò a scattare con una monochrome, possibilmente reflex con mirino ottico (dove la scena si vede a colori), tanto per non esser tacciato di "meschinellità". MrGreen

avatarjunior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 10:25    

le monochrom non la vedo una scelta particolarmente sensata a ragione dei filtri implementati dalla casa madre uv ir che vanno inevitabilmente ad incidere su i gradienti di grigio, altra cosa è un achromat full Spectrum, sensore, nessun tipo di filtro se non un vetrino schott ... quest'ultima prima o poi vorrei comprarla : )

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 11:12    

A suo tempo avevo aperto una bella discussione (sviluppatasi in 3 parti) che sviscerava un po' tutti gli aspetti del BN digitale, questa è la prima.
Per chi volesse approfondire questo è il link

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4140177&show=1

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 11:30    

“ Utilizzare una Monocrome significa fare una scelta di stile definitiva legata a quel tipo di strumento, il che sicuramente semplifica la vita ma limita assai l'interpretazione o "l'astrazione della realtà in B&N". „

In realtà un sensore monocromatico non limita nulla. Puoi usare i filtri, usare terne esposimetriche che non sui con un sensore bayer, e persino produrre foto a colori..


insomma.... non direi....ci sono, come già detto:
- un paio di vantaggi: nitidezza ed alti ISO, però direi non eclatanti rispetto ad una fotocamera normale di buona qualità,
- lo svantaggio di non poter agire su un singolo colore, ma obbligatoriamente su quello ed il suo complementare (come con la fotografia analogica) e comunque di perdere luce a seconda del filtro applicato,
- lo svantaggio di disporre di una scala di grigi obbligata, determinata dalla fabbrica, è peggio che con l'analogico (lì almeno potevi cambiare pellicola)
- lo svantaggio di non poter disporre per quel fotogramma, all'occorrenza, di un RAW a colori,
- lo svantaggio di dover avere almeno 2 fotocamere al seguito, di solito si scatta anche a colori,
- infine uno svantaggio economico affatto non trascurabile, le monochrome costano molto care.

Poi, per carità, la fotografia è divertimento e ciascuno fa, giustamente, come crede, ci mancherebbe altro;-)

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 11:46    

- un paio di vantaggi: nitidezza ed alti ISO, però direi non eclatanti rispetto ad una fotocamera normale di buona qualità,

Questo è l'errore più comune.. ma non importa.

lo svantaggio di non poter agire su un singolo colore, ma obbligatoriamente su quello ed il suo complementare (come con la fotografia analogica) e comunque di perdere luce a seconda del filtro applicato,

Ti sei già risposto alla prima parte dicendo che puoi usare i filtri. Perdere luce non è un problema per un sensore monocromatico. Il rumore di crominanza non esiste.
lo svantaggio di disporre di una scala di grigi obbligata, determinata dalla fabbrica, è peggio che con l'analogico (lì almeno potevi cambiare pellicola)
vedi sopra.
lo svantaggio di non poter disporre per quel fotogramma, all'occorrenza, di un RAW a colori,

Ma va? MrGreen
- lo svantaggio di dover avere almeno 2 fotocamere al seguito, di solito si scatta anche a colori,

Nessuno obbliga a scattare a colori, senza considerare che in certe circostanze si portano due (o più) fotocamere a colori Sorriso certo che se uno scatta prevalentemente a colori forse un sensore monocromatico non è lo strumento migliore per lui.

- infine uno svantaggio economico affatto non trascurabile, le monochrome costano molto care.

Quelle a colori non le regalano e non si trovano purtroppo nell'ovetto kinder.

avatarjunior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 12:26    

Mai lette tante castronerie tecniche tutte insieme. Qui siamo al festival del pressappochismo,senza alcun filtro passo passo.
Errori grossolani:
L'illusione del firmware: Sostenere che un software possa 'isolare la luminanza' eliminando l'effetto della matrice di Bayer è pura ignoranza scientifica. La matrice di Bayer è un filtro fisico (plastica colorata) davanti ai fotodiodi: un firmware non può rendere trasparente ciò che fisicamente scherma la luce e ne assorbe oltre uno stop.
Demosaicizzazione vs Purezza: Un sensore a colori deve sempre 'indovinare' i valori mancanti tramite interpolazione. Il sensore Monochrome legge il dato reale, punto per punto, senza artefatti. La differenza in micro-contrasto e pulizia del segnale è hardware, non un 'profilo' per novellini.
Il paradosso del 'Meschinello': Dire che a uno bravo non vendi una Monochrome è l'apice del ridicolo. È esattamente l'opposto: il professionista o purista consapevole cerca la Monochrome proprio perché conosce i limiti fisici del Bayer e vuole la purezza del dato originale.
Mentre c’è chi si perde in elenchi di fesserie tecniche e decide chi è 'bravo' e chi è 'meschinello' in base a firmware immaginari, ce chi esce e scatta. Vi lascio volentieri 'pippe' da scienziatidella domenica: continuate a lucidare i pregiudizi.
Rimane sempre c’è chi può e chi non può, acquistare una Monochrom è per pochi questi è l’unico limite.

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 12:40    

"Salgado ... ha usato ....un metodo misto digitale ed analogico per cui in pratica usava una pellicola monocromtica"

No, per nulla.

Salgado ha scattato a pellicola fino al 2008, usava quasi sempre la TriX della Kodak, poi dal suo lavoro "Genesis", nel 2009, passò al digitale.

Scattava in RAW a colori, poi dal RAW a colori il grafico gli tirava fuori una immagine digitale in B&N, usando i normali software di fotoritocco.

In questa fase, l'elaborazione dell'immagine è fatta esclusivamente di software, e per ottenere una immagine in B&N, è possibile usare tutti i profili di conversione dal colore al B&N permessi dal digitale, che sono praticamente infiniti, e poi è possibile intervenire sul contrasto, operazioni localizzate, nitidezza, eliminazione del rumore, introduzione in immagine di grana di qualsiasi dimensione, di tutto.

Ottenuta l'immagine definitiva in B&N, questa veniva proiettata su di una normale pellicola in B&N per ottenere un negativo di formato 4" X 5", il ben noto 10 X 12 cm, con un processo noto come LVT (Light Valve Technology), e questo negativo in B&N veniva poi stampato normalmente su carta fotografica chimica in camera oscura.

Quel lavoro lì glielo faceva Dominic Granier, che è ancora disponibile a fare quei lavori lì, è uno stampatore di grido parigino:

dominique-granier.book.fr/

Chiaramente, elaborando l'immagine a colori prima di passarla in B&N chimico, la realizzazione di una immagine B&N fatta così non è affatto come usare una pellicola monocromatica, il cui profilo di conversione non lo puoi cambiare.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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