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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 15:55
Sì ma più che risolvere c'è bisogno di porre. La gente è scarsamente portata a problematizzare, ancora meno quando si trova davanti ad immagini che, appunto, vengono culturalmente assorbite come motivo di godimento ed evasione. Diciamo che la fotografia non è propriamente il mezzo più adeguato per scopi contenutistici e riflessivi... Ma allo stesso tempo è una sfida stimolante perché si cerca tramite il compromesso visivo di creare dei ponti verso zone di pensiero che facciamo fatica anche ad esplorare nella vita. |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 16:07
Quelle tre foto di Wall, secondo me, hanno un perché: ti pongono delle domande, e Isaac Asimov diceva che bisogna sempre porsii la domanda giusta, e hanno anche un "prima e un dopo", stanno lì a significare che probabilmente hanno avuto un tempo precedente, un presente e fanno pensare che avranno anche un tempo futuro, in cui gli eventi potrebbero evolvere, in un modo che chi osserva probabilmente dara ' una sua risposta del tutto personale, unica che forse non sarà quella di Wall, ma " provocata" da lui, e qui sta la genialità delle composizioni. |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 17:19
“ “ Non mi occupo di racconto, né mi interessa la narrazione poiché la costruzione di un’immagine ha qualcosa di pittorico e riguarda la composizione, la luce, i volumi, le forme, i colori „ alcuni.... e poi tutti gli altri. |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 18:49
Quella di Wall rimane una sparata provocatoria. Riguardo alla famosa foto del tipo sotto il tavolo, la Cotton dice nel suo libro:
 È abbastanza improbabile che foto del genere, per quanto vengano realizzate con grande attenzione estetica, siano scevre da premeditazioni narrative. |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 20:11
Tornando al topic e al di là dei topic che parlano di ai tra persone che non usano ai e vanno per sentito dire, voi seriamente come pensate di modificare il vostro modo di fotografare considerando i cambiamenti che stanno avvenendo? |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 1:48
Non ho capito a quali cambiamenti ti riferisci. L'avvento dell'AI? |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 8:36
Non è obbligatorio modidificare nulla se si è convinti di quel che si fa e ci soddisfa. È utile conoscere le novità per decidere se utilizzarle oppure no, ma resta una scelta personale. Oppure si può andare in parallelo aggiungendo modalità nuove a quelle usuali. Ci si adatta al cambiamento se conviene , se è utile. L’importante è non farlo solo per moda. Si tratta di opportunità |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 10:01
La fotografia documentaria mi sembra un territorio al sicuro della invasione della AI. Una serie come "Un paese" non avrebbe senso fatta in AI (poi uno può discutere se abbia senso oggi, ma quello è un altro discorso). Così dicasi della fotografia di eventi. La fotografia vernacolare di famiglia non la fai con AI. È chiaro che come dice la Santoni non c'è un fronte unico. Io vado in giro a fare fotografia di territorio e nel mio piccolissimo la AI non mi tange, forse mi tange di più Google Street View |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 10:13
La narrazione cui fa riferimento Jeff Wall penso vada intesa come sinonimo di reportage, in quel senso la sua fotografia ne è ben lontano. Ma indubbiamente le sue fotografie sono delle storie, delle storie aperte. Per quanto riguarda Insomnia, se separiamo il particolare dellla testa dell'individuo sotto il tavolo abbiamo un Caravaggio bell'e buono |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 11:04
Non mi sono spiegato bene Gfirmani. È chiaro che in ambito giornalistico la presenza di AI può comportare il rischio di alimentare notizie false (rischio che peraltro è sempre esistito, solo che ora ci vuole ben maggiore capacità di discernimento). Ma non mi riferivo a quello. Intendevo dire che un reportage è un reportage, se uno ci mette onestà intellettuale. La fotografia giornalistica rimane tale e gli scossoni maggiori li ha già subiti in passato. Ma, a parte il fotogiornalismo e quel che ne rimane, io mi riferivo anche a quella tipologia di foto che in USA parte da Walker Evans, passa per i New Topographers e scende giù per li rami fino ai giorni nostri, che in Germania passa dai Sander alla Neue Sachlichkeit alla scuola di Düsseldorf, la DATAR in Francia, quella che Evans definiva fotografia in stile documentario, e che è documentaria a tutti gli effetti ma non è fotogiornalismo. Mi sbaglierò ma lì non vedo grossi scossoni dalla AI. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 11:23
l'esempio di fotocult è un racconto che parla di cose assolutamente vere ma realizzato interamente con l'AI. Non dice il falso, anzi... ma lo fa con immagini artificiali. Nasce quindi un vero genere che consente con l'IA il raccontare cose vere (reportage) |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 11:31
“ ...come pensate di modificare il vostro modo di fotografare considerando i cambiamenti che stanno avvenendo? „ PERSONALMENTE non fotografo proprio più (se non gattuzzi ), eseguo solo immagini con il 3D e l'AI, giusta la immancabile tavoletta grafica per affinare, apportare modifiche e creare ex novo con un programma di pittura digitale. Ma non vuol essere un'indicazione per nessuno, è semplicemente il mio modo di intendere la produzione di ciò che mi soddisfa. Mi piace poco, al contrario, quando mi si dice quel che dovrei o non dovrei fare (se non da parte di un curatore, umano o, ancora una volta e spesso di ritorno, AI). |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 11:49
Gfirmani ho visto adesso Fotcult. Non ne ero a conoscenza. Non so cosa dire. Non c'è dubbio che per affermare una verità non occorrano immagini documentarie, scatti ripresi dagli accadimenti, anche un film di fiction lo può fare. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:30
Cerco di rispondere a tutti e spero di riuscire a essere chiaro .ognuno ha un proprio approccio, ma la fotografia deve ed é sempre stata legata al proprio tempo, ha influenzato ed é stata influenzata sempre dal contesto del momento storico. La fotografia é comunicazione, non per forza racconta qualcosa di profondo o complesso ma comunque é come la parola scritta, comunica qualcosa a chi la guarda. Ci sono molti generi di fotografia, ridurla al reportage é sminuirla. Ora quello che sta accendendo da un po' é che sempre più spesso nella comunicazione ha preso sempre più importanza il video rispetto alla foto statica. I social che sono stati un veicolo potente per le immagini sono diventati diversi, non mostrano più solo quel che segui ma sono loro che propongono come una specie di nuova televisione e il video ha sempre preso più importanza. Nel frattempo é uscita l'ai generativa che in poco tempo sta facendo passi enormi Rombro ha sempre criticato la foto solo decorativa ma qui ci troviamo in una situazione ancora diversa, ossia che anche le capacità da fotografo diciamo artigiano che con impegno creava scatto bellissimi inizia a essere qualcosa di non più così necessario. Certi tipi di foto sono più impattato di altri da ai, ma comunque il modo di guardare cambia Guardiamo anche solo le foto delle ultime olimpiadi, inquadrature estreme, droni essere sempre nel mezzo dell'azione. Questo per dire che se vogliamo comunicare non si può ignorare chi dovrebbe recepire il messaggio e come questo messaggio é efficace. Non sto dicendo di inseguire alcuna moda,ma di ragionare sul fatto che fino a che scatto per me, stampo mi appendo le foto in casa ognuno fa quel che gli pare, ma nel momento di una pubblicazione non si può ignorare cosa ci circonda e che certi lavori sono diventati meno che inutili Quale é la direzione? Non ho aperto il topic per darvi la verità ma per dare la mia risposta. Per me occorre fare un passo indietro, ragionare sul mezzo e fare lavori più lenti, con ragionamento, con un contenuto che é sensato sia fotografico, occorre pensare Si può continuare a chiedere gli occhi e a pubblicare le solite belle foto, ma ce ne saranno di più belle e ottenute in modi più semplici e la condivisione avrà un valore nullo o solo per scambiarsi lime tra la nicchia di amici virtuali Ma secondo me ha più senso prendere atro che le cose sono cambiate e invece di fare lo struzzo portare avanti quello che mi piace seguendo una direzione che continua ad avere un valore. Comunicare qualcosa lo si può fare con tutto, l'ultima mostra di Roger ballen come curatore é stata fatta solo di immagini ai, quando ha ancora senso usare la fotocamera? P.s. anche se racconto un evento, un matrimonio ecc.. devo tenere conto del gusto delle persone perché altrimenti se continuo a parlare ma con un linguaggio non attuale sono anacronistico |
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