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Costano una trentina di euro ciascuna. Non sono potenti, ma se devi illuminare un piccolo limbo (max 30x30x30 cm) sono perfette (per un hobbista, naturalmente). All'esterno possono risolvere un ritratto notturno, fornendo quel minimo di luce necessario a portare a termine lo scatto.
Essendo controllabili in temperatura ed anche in colore permettono di sperimentare l'uso delle gelatine senza a vere le gelatine.
“ Si ma un flash degno di esser chiamato flash dovrebbe controllare il lampo in intensita e durata a tutte le potenze.
A quel punto se si cerca mosso, si possono usare trucchetti per ottenerlo anche con un buon flash. Ma sono semre escamotage che danno un risultato diverso da una luce continua.
La realta' e' che bisognerebbe disporre di entrambe le attrezzature e scegliere in funzione del risultato da ottenere. „
Comunque se non si vuole credere alla favola del flash che controlla il lampo in durata e intensità qui c'è un filmato un po' noioso ma pertinente
un conto è la teoria un conto è quando sei sul set.
Il video che hai messo in pratica dice che il tempo della luce del flash per avere tempi più lunghi deve avere il max della potenza impostato. Ma non lo puoi determinare con precisione ovvero non è gestibile tramite un comando che mi permette di avere un lampo che dura 1/250 e con potenza di 1/25 o 1/30. la differenza è dovuta dal tipo di flash e dalla sua potenza che stai usando ma non è possibile controllarla con precisione come un otturatore. Ma tu non è che puoi essere preciso come un otturatore nel calcolo dell'esposizione, inoltre ogni flash è diverso dall'altro e avresti comunque sempre un solo punto luce.
Quindi come dicevo sopra, con due punti luce continue posso avere un controllo sia sulla potenza che sulle ombre potendo avere una key e una fill light.
Prova a fare un mosso creativo col flash poi capisci quale siano i suoi limiti quando vuoi qualcosa che il flash fatica ad avere o non ci arriva proprio. Difatti il video è stato fatto apposta per capire come si comporta la luce che poi alla max potenza un flash a slitta alimentato dalle pile, non ha una stabilizzazione della luce come uno da studio, ma anche qui un conto è la teoria e un conto è la pratica. Inoltre il tempo di ricarica non permette una raffica cosa che invece posso avere con le luci continue.
Alla fine non è una questione di una sola variabile che si differenzia tra i due sistemi ed è la somma delle variabili che alla fine determina il risultato.
Come ho già detto sopra, in un altro post a seconda di quello che si vuole ottenere si deve scegliere la luce giusta perchè alla fine è la luce che fa la differenza. Quindi abbiamo luce del sole flash e luci continue, ognuna di queste ha caratteristiche simili ma non uguali. Illuminazione per cataloghi è diversa da illuminazione per foto di campagne che sono più concettuale che di precisione. Il mood poi dell'immagine che si vuole ottenere non è uguale per tutto, ogni tipologia di illuminazione ha dei vantaggi e degli svantaggi, sta a chi fotografa sapere quale sia il modo migliore e si basa sulla sua esperienza. Così come ogni tipo di fotografia è meglio farla con un tipo o un altro di illuminazione.
Ho fatto l’errore di ascoltare il video mentre montavo del cartongesso.
Ve lo accorcio e vi risparmio 5 minuti: Ha testato vari flash differenti, da slitta o da studio e ha letto la durata del t0.1, cioè il grosso della scarica ad esclusione della coda a strascico, e variano tutte tra 1/300 e 1/30000 di secondo, circa.
Aggiungo io: Alcuni Profoto e Godox indicano la durata sul display. Al variare della potenza varia anche la temperatura colore, alcuni flash allungano il tempo per mantenere la temperatura colore in un range stabile, tipo 200k (serie QT dei Godox, perché altrimenti ti trovi un flash a 6000k e uno a 8500k.
Qui una tabella dal manuale di un Godox
Purtroppo la coperta è corta e la moglie ubriaca anche spendendo.
difatti e poi non è l'unica variabile della differenza tra le due illuminazioni da flash e luce continua, alla fine è la somma delle varianti che fa il risultato.
Comunque tra la coperta troppo corta e la moglie ubriaca preferisco la moglie ubriaca che se dorme al freddo non se accorge
Quello che dicono nel video non e' proprio del tutto corretto.
La durata e l'intensita' del lampo dipendono dalla qualita' della lampada e del condensatore di carica.
Entrambi in qualche misura sono sensibili a temperatura ed invecchiamento.
Anche il metodo usato per misurare la durata offre il fianco a qualche imprecisione.
Comunque e' vero che ottenere un lampo ripetitivo e dosato non e' semplicissimo per i costruttori, che devono sempre accettare qualche compromesso per tenere basso il costo.
Bisognerebbe capire che tipo di still life si vuole fotografare: soggetti statici o in movimento, in interno o in esterno, di giorno o di sera...in un locale dove è già presente luce artificiale (magari mista a luce naturale?)... Si può usare l'elettricità? (Per esempio un generatore?)...C'è posto per le attrezzature o lo spazio è ridottissimo?... (Senza contare che per "still life" di solito s'intende qualsiasi cosa)
Se non si ha un'idea precisa di quello che si vuole fare io consiglio sempre di usare luci continue perchè è molto più facile controllare la scena, potendo guardare esattamente quello che si sta fotografando (a meno che non si abbia una tale esperienza da sapere quale sarà il risultato, anche senza vederlo).
Sulla potenza delle luci consiglio di averne il più possibile (si può sempre ridurre se non serve) così aumentano le possibilità di utilizzo...e comunque, dalla mia piccola esperienza, niente può sostituire la luce naturale. Io la preferisco e aggiungo softbox e pannelli solo come riempitivi e per bilanciare la luce sul soggetto e sui fondali. (Però i miei soggetti sono quasi sempre statici, ho una grossa finestra rivolta a nord che utilizzo spessissimo e un discreto spazio per posizionare le attrezzature...ovviamente se volessi fotografare una goccia che cade in un bicchiere in un interno buio avrei bisogno di flash rapidissimi...quindi tutto dipende dal soggetto).
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