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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 4:25
C’è anche un aspetto, secondo me, per niente trascurabile, la suggestione. Non considererei molto le risposte AI in quanto queste pescano da cose scritte da appassionati, che sono i primi a soffrire di questo effetto. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 7:48
Luce e linee convergenti. Di un obiettivo che ha fama di essere tridimensionale nessuno pubblicherà mai una foto piatta. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 8:51
"..perche' alcune lenti fanno meglio?.." Occhio che l'Italiano va conosciuto: non si chiamano "lenti" ma "obiettivi". Lo stacco dei piani, la famosa "tridimensionalità", prodotta da alcuni obiettivi è dovuta, come ti dice l'AI, dalla carenza, o presenza minima di aberrazioni ottiche e dalla capacità di trasmettere bene e dunque separare le tonalità luminose, avere microcontrasto alto, ma qui ChatGPT è carente, dice che ci vogliono MTF alte sulle frequenze medie, ma omette di dire che ci vogliono alte anche sulle frequenze altissime, sui 40 cicli/mm. Omette poi di dire che l'obiettivo deve avere elevata capacità di separazione colori, deve avere i "colori puliti". Chat GPT ha preso una bellissima cantonata, ha ragionato come se la fotografia fosse ancora in B&N, ma ha dimenticato il più ed il meglio, ossia la gestione dei colori da parte dell'obiettivo. Il che significa, in stampa a colori, avere sì alto microcontrasto sui particolari fini e finissimi dell'immagine ma anche e soprattutto ottima separazione dei colori, colori "puliti". Se l'immagine non ha i colori separati bene, avrà probabilmente una dominante cromatica (del colore che trasmette meglio, e colori smorti: è magari nitidissima, ma è "piatta", per mancanza di contrasto cromatico, ed irreale. Domanda pratica: si può vedere, senza provarlo , se un obiettivo fornisce tridimensionalità in immagine? La risposta è: no. Ecco il perché: 1) Le MTF dell'obiettivo misurate o calcolate in luce di diverso colore le Case non le forniscono, mentre quelle sulle varie frequenze spaziali le danno (la Sigma fornisce per le sue ottiche sia le MTF Geometriche, ossia calcolate, per luce considerata come solo flusso di particelle, che le MTF diffrattive, ossia misurate, per luce reale, vera, a comportamento duale, corpuscolare ed ondulatorio). Non disponendo delle MTF nei vari colori, non si è in grado di misurare la trasmissione dei vari colori nell'obiettivo e dunque non è possibili stabilire se l'obiettivo separa bene i colori. E se non li separa bene, anche se ha MTF alte e sempre ammettendo che non abbia bachi che le MTF non vedono (vignettatura forte, coma sagittale elevato, etc) e che dunque sia anche bello nitido, l'effetto tridimensionalità non lo fornirà. Detta in altre parole, non è affatto detto che un obiettivo molto nitido, dalle MTF fornite dalle case, fornisca effetto tridimensionalità, bisogna, ahimè, provarlo. Oppure fidarsi della capacità progettuale e produttiva della Casa costruttrice: Zeiss in testa, seguita da Leitz, fanno obiettivi praticamente tutti "tridimensionali, mentre altre Case meno, qualcuno gli riesce bene, qualcun'altro, meno bene. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 10:26
“ "..perche' alcune lenti fanno meglio?.." Occhio che l'Italiano va conosciuto: non si chiamano "lenti" ma "obiettivi". Lo stacco dei piani, la famosa "tridimensionalità", prodotta da alcuni obiettivi è dovuta, come ti dice l'AI, dalla carenza, o presenza minima di aberrazioni ottiche e dalla capacità di trasmettere bene e dunque separare le tonalità luminose, avere microcontrasto alto, ma qui ChatGPT è carente, dice che ci vogliono MTF alte sulle frequenze medie, ma omette di dire che ci vogliono alte anche sulle frequenze altissime, sui 40 cicli/mm. Omette poi di dire che l'obiettivo deve avere elevata capacità di separazione colori, deve avere i "colori puliti". Chat GPT ha preso una bellissima cantonata, ha ragionato come se la fotografia fosse ancora in B&N, ma ha dimenticato il più ed il meglio, ossia la gestione dei colori da parte dell'obiettivo. Il che significa, in stampa a colori, avere sì alto microcontrasto sui particolari fini e finissimi dell'immagine ma anche e soprattutto ottima separazione dei colori, colori "puliti". Se l'immagine non ha i colori separati bene, avrà probabilmente una dominante cromatica (del colore che trasmette meglio, e colori smorti: è magari nitidissima, ma è "piatta", per mancanza di contrasto cromatico, ed irreale. Domanda pratica: si può vedere, senza provarlo , se un obiettivo fornisce tridimensionalità in immagine? La risposta è: no. Ecco il perché: 1) Le MTF dell'obiettivo misurate o calcolate in luce di diverso colore le Case non le forniscono, mentre quelle sulle varie frequenze spaziali le danno (la Sigma fornisce per le sue ottiche sia le MTF Geometriche, ossia calcolate, per luce considerata come solo flusso di particelle, che le MTF diffrattive, ossia misurate, per luce reale, vera, a comportamento duale, corpuscolare ed ondulatorio). Non disponendo delle MTF nei vari colori, non si è in grado di misurare la trasmissione dei vari colori nell'obiettivo e dunque non è possibili stabilire se l'obiettivo separa bene i colori. E se non li separa bene, anche se ha MTF alte e sempre ammettendo che non abbia bachi che le MTF non vedono (vignettatura forte, coma sagittale elevato, etc) e che dunque sia anche bello nitido, l'effetto tridimensionalità non lo fornirà. Detta in altre parole, non è affatto detto che un obiettivo molto nitido, dalle MTF fornite dalle case, fornisca effetto tridimensionalità, bisogna, ahimè, provarlo. Oppure fidarsi della capacità progettuale e produttiva della Casa costruttrice: Zeiss in testa, seguita da Leitz, fanno obiettivi praticamente tutti "tridimensionali, mentre altre Case meno, qualcuno gli riesce bene, qualcun'altro, meno bene. „ Eppure, leggere ora che tutto nasce dalle "mtf di luce di diverso colore" dopo 1 mesetto di prese in giro e attacchi personali perche' abbiamo avuto l'ardire di aver misurato cosa fanno sul colore a livello sensore+lente le varie fotocamere e aver trovato "inferiori" tutte le Leica.... mi fa davvero capire come vanno le cose qua.. Detto questo perche' ci stava... Ricordo a tutti che parlo di f chiuse, dove l'aberrazione sferica e' minima o un dato che non fa testo, “ Zeiss in testa, seguita da Leitz, fanno praticamente tutti tridimensionali”: qui scivola nel tifo. Zeiss e Leica fanno grandi lenti, ma “tutti tridimensionali” è marketing travestito da ottica. Anche lì dipende da progetto, focali, generazioni, e soprattutto scena „ questo, nel 2026 e' quasi una frase da macchina del tempo visto cosa fanno Sigma, Canon, Sony, Nikon, Fuji, Ecc ecc... “ Omette poi di dire che l'obiettivo deve avere elevata capacità di separazione colori, deve avere i "colori puliti". „ La lente non ha "colori puliti". Ha trasmissione spettrale, controllo aberrazioni, controllo flare. Ergo, ad oggi ad esempio, i vetri migliori del mercato per una monochrome ad esempio, sono gli APO, perche' in bianco e nero NON PUOI eliminare le AC e te le devi digerire in pieno. “ Occhio che l'Italiano va conosciuto: non si chiamano "lenti" ma "obiettivi". „ la pedanteria ha poco senso se poi esci con le affermazioni scritte sopra. “ Domanda a Gemini in versione "Ragionamento": Perchè alcuni obiettivi, della stessa lunghezza focale e alla stessa apertura, ad esemio f/8, rendono una foto più tridimensionale rispetto ad altri obiettivi simili? Risposta: È la domanda da "un milione di dollari" nel mondo della fotografia. Quello che descrivi è spesso chiamato dagli appassionati "3D Pop".Nonostante la lunghezza focale e l'apertura siano identiche, la resa della profondità non dipende solo da quanto è sfocato lo sfondo (bokeh), ma da come la lente gestisce la luce e le transizioni. Ecco i fattori tecnici che creano questa illusione di tridimensionalità: 1. Il Micro-contrasto Questa è la capacità dell'obiettivo di rendere sottili sfumature di tono all'interno di aree con colori o luminosità simili.Contrasto Globale: La differenza tra le zone più chiare e quelle più scure (quello che regoli con lo slider "Contrasto" su Lightroom).Micro-contrasto: La capacità di distinguere, ad esempio, i singoli fili d'erba in un prato o le rughe impercettibili sulla pelle.Le lenti con alto micro-contrasto (spesso Zeiss o Leica) rendono le superfici più "materiche", dando al cervello l'informazione necessaria per percepire il volume. 2. Transizione tra fuoco e fuori fuoco (Focus Fall-off) Anche a f/8, esiste un solo piano di messa a fuoco perfettamente nitido. Gli obiettivi non sono tutti uguali nel modo in cui la nitidezza degrada man mano che ci si allontana da quel piano:Transizione netta: Alcune lenti moderne "staccano" il soggetto in modo molto brusco. Questo può far sembrare il soggetto un cartonato piatto incollato su uno sfondo.Transizione graduale: Altre lenti hanno un passaggio più armonioso che guida l'occhio attraverso lo spazio, creando un senso di profondità e "rotondità" degli oggetti. 3. Aberrazione Sferica Residua Paradossalmente, un obiettivo otticamente "perfetto" e iper-corretto può risultare piatto. Molte lenti famose per il loro effetto 3D mantengono una minima quantità di aberrazione sferica. Questo difetto controllato fa sì che i contorni del soggetto abbiano un leggerissimo "roll-off" (ammorbidimento) che aiuta a separare i piani, evitando l'effetto "taglio al laser" delle lenti ultra-moderne. 4. Gestione dei colori e dei riflessi (Coatings) La capacità dei trattamenti antiriflesso di mantenere la purezza dei colori e la profondità dei neri è fondamentale.Se una lente soffre di micro-riflessi interni (flare), i neri diventano grigiastri e le ombre perdono dettaglio.Shadows profonde e contrastate "spingono" il soggetto in avanti, mentre ombre sbiadite appiattiscono l'immagine. Detto questo, con una solo appena discreta post produzione si ottiene molto di più. Ovviamente se già fa un buon lavoro l'obiettivo è meglio! „ qua secondo me esce fuori come lavora Gemini, che possibilmente ha anche preso roba da Juza nella mischia, scritta tempo fa da noi stessi: 1-sempre l'idea che Zeiss e leica siano "speciali", molto da forum come vdi anche poco sopra... il punto 2 e' da manuale per come si parla su i forum di tutto il mondo ma non tiene conto di cio' che ha scritto Giuseppe sopra, ovvero che all'interno del piano di fuoco, la MTF ha una curva fra massimo e minimi che effettivamente rappresenta diversamente le diverse parti della scena a seconda delle distanze in gioco. 3, come detto sopra, siamo a f8... inutile considerarla, ed e' qua che nasce il pescare nei forum dove appena scrivi tridimensionalita', escono le 1.2 e le 1.4 a TA dove appunto contano le aberrazioni sferiche. Oggi ero pronto a provare a scattare allo stesso soggetto con 35 1.2 sigma a f8 su Sony 40 1.2 CV a f8 su M10r. Ma il meteo e' ai limiti del sopportabile... |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 10:46
Tempo fa (molto ) abbandonai il sistema Contax per quello Nikon, quando i sensori ancora non c'erano e le pellicole erano le stesse (più o meno gloriose) per tutti. Le ottiche Zeiss di allora davano, tutte, un effetto tridimensionale alle foto che i Nikkor semplicemente si sognavano. La cosa era maggiormente evidente nei ritratti, perché nei ritratti era più fastidiosa per me la resa piatta del volto. Bisognava compensare con l'illuminazione per ricreare un qualche effetto visivo. Questo per dire che i sensori non c'entrano, è un discorso di schema ottico. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 11:13
“ “ Occhio che l'Italiano va conosciuto: non si chiamano "lenti" ma "obiettivi". „ „ Ah, la sineddoche. È parola greca, vero? |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 13:37
“ Aprendole, quale renderizza meglio lo stacco dell'albero davanti la casa „ Per me la seconda, perchè la corteccia appare più nitida. Quanto ciò sia dovuto all'andamento delle MTF all'interno della PdC oppure a differenze di messa a fuoco (quando c'è di mezzo un telemetro e la messa a fuoco deve essere precisissima c'è sempre un dubbio) od a differenza di PdC (l'equivalenza di focale e diaframma della combinazione Fuji non è perfetta) è difficile dirlo. Poi ci possono essere altri fattori, per esempio nella foto con Leica sia la corteccia che la casa tendono fortemente al rosso, nelle altre la corteccia ha molto più verde e si differenzia di più dalla casa che pur essendo naturalmente meno rossa viene avvertita come rossa; quindi rosso contro rosso stacca meno che verde contro rosso. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 13:41
Anche io preferisco la seconda, Nikon zoom, e analizzando bene qualche risposta si ottiene.
 Ultime ottiche Z cmq stellari, ricordo cosa si sta confrontando qua... |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 14:01
“ ricordo cosa si sta confrontando qua... „ Io avevo guardato l'albero in primo piano per le mie considerazioni, ma valgono anche per l'altro albero. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 14:48
Attenzione che le AI a me accessibili (gemini, chatGPT) non "sanno" come funziona la diffrazione in fotografia digitale. Come si può parlare di MTF di immagini non perfettamente a fuoco? La regola base delle MTF (anche Imatest e Mapper) è di curare la messa a fuoco. Quindi che significato ha "MTF della zona compresa nella pdc?" |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 15:13
Valerio, in questo documento Imatest, si spiega esattamente che la MTF non e' fissa dentro la pdc. www.imatest.com/imaging/diffraction-and-optimum-aperture/ (sotto defocus) in poche parole la MTF non è una costante dentro la profondità di campo, la funzione di trasferimento modulazione degrada progressivamente man mano che ci si allontana dal piano di fuoco, e definisce la PdC come una soglia di accettabilità geometrica, non una regione di prestazione ottica uniforme. Grazie a Giuseppe me le sono andate a vedere queste e, mi hanno aperto gli occhi. |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 15:26
A parte dominanti cromatiche non vedo differenze apprezzabili tre le 3 ... |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 15:46
@Uly lapalissiano, mi riferivo a come le misurano le MTF non a fuoco... |
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inviato il 03 Febbraio 2026 ore 15:58
“ A parte dominanti cromatiche non vedo differenze apprezzabili tre le 3 ... „ nemmeno io |
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