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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 5:06
Fabrizios53 e Perazzetta Ettore, è verissimo, per quanto ne intendi, quanto ben scritto da voi e, ringraziandovene molto, mi fa molto piacere il vostro contributo. |
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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 10:29
Leggo che spesso si scrive che una buona fotografia deve emozionare. Non è una regola. Una buona fotografia deve farti fermare per raccontarti, come scrivevo prima. Per farti evocare si delle emozioni oltre a quello che rappresenta, ma anche delle informazioni, della memoria, un futuro, un concetto. Non necessariamente delle emozioni. |
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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 11:04
Io non sono sicuro che ciò che e' stato detto finora sia corretto. Tutto condivisibile.,... ma c'è qualcosa che stride. Forse sono i cardini del cancello di un recinto. |
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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 11:47
O forse l'acufene. |
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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 11:54
Ad una certa età ed avendo suonato troppa chitarra elettrica l' acufene e' un compagno fedele. Poi dicono arrivi la prostata.... |
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inviato il 08 Gennaio 2026 ore 12:26
... perché prima l'hai persa per strada? |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 9:16
Io mi baso semplicemente su quello che mi "restituisce" vedendola. Se non è la solita fotografia di monumenti con il classico tramonto, se è postprodotta bene... Altro non mi verrebbe in mente. |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 10:21
Non essendo per nulla una banale osservazione, te ne ringrazio molto, @FotoCaldani. Ci ragionerò. Buona giornata ! |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 12:23
Io parlando di fotografia mi rifaccio al pensiero di una amica ceramista piuttosto famosa. Sosteneva che i vasi fossero lo specchio di un istante. Nati da un gesto fissato dal fuoco. Secondo lei non esistono vasi brutti o vasi belli. Esistono in quanto spazio negativo in grado di contenere. In definitiva conta ciò che racchiudono o che possono racchiudete. Lo stesso per una fotografia. E' uno spazio vuoto riempito o da riempire Questa ricerca ossessiva della proposizione della regola canonica, secondo me allontana dal senso della fotografia. Mio bisnonno riempiva i vasi con quel che aveva e conservava. Allo stesso modo cerco di riempire le fotografie con quel che ho. Con quel che vedo. Non importa se il vaso viene riempito di olio finissimo, di vino o di aceto. Resta sempre un buon vaso che fa il suo lavoro. |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 12:57
... approfondimenti e spunti molto interessanti, grazie. Credo ci siano tante verità da collocarsi anche su dimensioni temporali diverse: una personale (io cambio nel tempo come fotografo e come lettore di fotografie, quello che era vero per me quando avevo 30 anni, non vale più ora) una sociale (la fotografia oggi è diversa da quando ad esempio non esisteva l'IA) Sulla dimensione personale credo che la varietà delle risposte lo possa confermare: oltre alla prostata e all'acufene ci sono anche sfighe e felicità, più banalmente interessi nuovi Sulla dimensione sociale il terreno è più scivoloso e, se escludiamo la fotografia commerciale, meno netto. Personalmente qui mi soffermerei solo nell'intorno delle dimensioni personali - tutte diverse, tutte valide - ma che volendo portarle a fattor comune hanno un termine che le lega tutte : emozione . La scala della qualità di una fotografia è sovrapponibile alle emozioni che l'hanno creata. Se le emozioni che l'hanno creata sono sovrapponibili a quelle che genera nei lettori , siamo al top. E siamo nell'arte. Danilo |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 13:00
La massima sul vaso è sicuramente suggestiva ma mi sa che generalizza un po’ troppo. Finché il vaso deve assolvere solamente alla sua funzione basica di contenitore, ok che non esistono vasi belli o brutti. Ma se deve assolvere anche ad una funzione di arredamento (che in alcuni casi può sostituire totalmente quella di contenitore, e che immagino sia il caso della ceramista), allora le differenze tra vasi belli o brutti e i criteri per definirli tali acquistano importanza. |
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inviato il 09 Gennaio 2026 ore 14:34
Se lo sguardo vaga per la foto più di 3 secondi senza fermarsi la foto passa da buona a bella e allora guardo nitidezza, colori, composizione... cioè dall'aspetto emozionale passo a quello grafico. Così cerco di fare con le mie fotografie tenendo quelle che personalmente mi "toccano" per l'uno o l'altro aspetto e cestinando inesorabilmente le altre (hard disk quasi vuoti ) |
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