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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 12:21
Insomma era la classica corsa al ribasso, quella del "tutto si fa con tutto", quindi si alla TP 2415 ma sviluppata rigorosamente in T-Max; l'ingranditore con la base di compensato e la colonna non più spessa di uno spaghetto n° 5; il proiettore rigorosamente Prestinox-basic con l'85/2,8 tre lenti 100% plastica e muro con la carta da parati; la Nikon FM, altrimenti detta la F3 dei poveri, "però è una Nikon"!... sempre però con l'immancabile universale; le negative colore in omaggio con lo sviluppo e la stampa... quindi 3M, Ilfocolor, ScotchColor e simili insomma un vero e proprio FESTIVAL della MEDIOCRITÀ. Ovvio che con avversari simili il digitale abbia avuto vita facile... anche con delle modeste aps-c da 3 megapixel! |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 13:43
“ Sì ma la questione non è quella... la questione è che con la FX3 e il 100mm ottenevi le stesse foto che avresti ottenuto con la RTS... poi, se il rullino era uno Scotch 3M veniva uno schifo con entrambe... MrGreen „ esatto, è quello che stiamo affermando tutti |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 13:56
La dimostrazione più chiara possibile del famoso detto: "una catena è forte quanto il suo anello più debole"... |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 13:59
... se poi, come poi avveniva nove volte su dieci all'epoca della pellicola, l'unico anello relativamente forte era la fotocamera beh... è la ricetta sicura per un disastro! |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 14:28
... un pò di ricordi ... "In quel tempo", era Canon Fd. Però ... con i 40-45 anni la vista iniziava ad indebolirsi ... Canon non era ancora uscita con il progetto EOS, e così decisi di AFFIANCARE alle amate FD, una Yashica 270 AF (nel 2001 la mia primISSIMA digitale fu, per combinazione -destino cinico & baro!-, un'altra Yashica: la Digital Elite 3000, una compattina da tasca!). La corredai, la 270 AF, con un paio di zoom: un 70-210/4.-5.6 AF, ed un 28-85/3.5-4.5 AF (mi pare), che il mio pusher di quel periodo affermava essere fotocopie dei progetti Zeiss di quel periodo (allora non c'era FB, e le informazioni erano poche, spesso manipolate, e tramandate "per tradizione orale"!). La tenni fino all'uscita della prima EOS AF, la 620, con la quale, ritornai felicemente "a casa"! Della Yashica AF, e delle sue due ottiche, ho però un ottimo ricordo: mi ci trovai bene ("feci" anche il matrimonio di una mia nipote!) ... materiale che faceva -bene!- ciò per cui l'avevo acquistato! Una voce (incontrollata) che circolò all'epoca (mai verificata, però) fu che il "sistema AF" fu un brevetto Yashica, ceduto a Minolta (la mitica 7000 del 1985!) per ignavia di mamma Kyocera (personalmente non ne sono affatto convinto ...)! GL |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:01
...Un po' di ricordi anche per me... ...L'unica cosa che mi faceva dannare era la messa a fuoco manuale: far coincidere le due lamelle della Yashica 109 per me era sempre un'impresa, fotografavo spessissimo in interno a distanze ravvicinate e pretendevo risultati professionali con attrezzature da fotoamatore, quale sono sempre stata (anche adesso)...e inoltre ero anche un po' miope (ora un po' di più ) E non solo... Guardavo immagini prodotte con banco ottico e lastre in grande formato e pretendevo di ottenere gli stessi risultati con la Yashica 109 multiprogram, l'obiettivo del kit 35-70 e le pellicole commerciali KodaK o Agfa per luce artificiale o naturale (escludevo solo quelle più scadenti) E ancora... Pretendevo stampe dettagliatissime, con luci perfette e colori stupendi facendo stampare le [negozio 24] una persona qualsiasi visto che non me le stampavo da me... In pratica pretendevo quello che ora pretendo dalla piccola e ormai obsoleta Nikon D3200 e obiettivi da kit rispetto ad ammiraglie attuali e ottiche professionali... A parte tutto questo comunque... Ho grande nostalgia per quel periodo e per la manualità e la duttilità dell'attrezzatura seppur minimale (che ho ancora), soprattutto per le ghiere sugli obiettivi, che diventavano più utilizzabili (anche al contrario, in macro) e tutto questo insegnava a fotografare e ad apprezzare quello che adesso offre la tecnologia. |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:28
“ ... un pò di ricordi ... "In quel tempo", era Canon Fd. Però ... con i 40-45 anni la vista iniziava ad indebolirsi ... Canon non era ancora uscita con il progetto EOS, e così decisi di AFFIANCARE alle amate FD, una Yashica 270 AF (nel 2001 la mia primISSIMA digitale fu, per combinazione -destino cinico & baro!-, un'altra Yashica: la Digital Elite 3000, una compattina da tasca!). La corredai, la 270 AF, con un paio di zoom: un 70-210/4.-5.6 AF, ed un 28-85/3.5-4.5 AF (mi pare), che il mio pusher di quel periodo affermava essere fotocopie dei progetti Zeiss di quel periodo (allora non c'era FB, e le informazioni erano poche, spesso manipolate, e tramandate "per tradizione orale"!). La tenni fino all'uscita della prima EOS AF, la 620, con la quale, ritornai felicemente "a casa"! Della Yashica AF, e delle sue due ottiche, ho però un ottimo ricordo: mi ci trovai bene ("feci" anche il matrimonio di una mia nipote!) ... materiale che faceva -bene!- ciò per cui l'avevo acquistato! Una voce (incontrollata) che circolò all'epoca (mai verificata, però) fu che il "sistema AF" fu un brevetto Yashica, ceduto a Minolta (la mitica 7000 del 1985!) per ignavia di mamma Kyocera (personalmente non ne sono affatto convinto ...)! GL „ Che bel post. Grazie Francesco |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:30
Guardavo immagini prodotte con banco ottico e lastre in grande formato e pretendevo di ottenere gli stessi risultati con la Yashica 109 multiprogram, l'obiettivo del kit 35-70 e le pellicole commerciali KodaK o Agfa per luce artificiale o naturale (escludevo solo quelle più scadenti) E ancora... Pretendevo stampe dettagliatissime, con luci perfette e colori stupendi facendo stampare le [negozio 24] una persona qualsiasi visto che non me le stampavo da me... ********************************************* Beh si... direi che chiedevi un po' troppo a quella povera Yashica |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:35
“ Guardavo immagini prodotte con banco ottico e lastre in grande formato e pretendevo di ottenere gli stessi risultati con la Yashica 109 multiprogram, l'obiettivo del kit 35-70 e le pellicole commerciali KodaK o Agfa per luce artificiale o naturale (escludevo solo quelle più scadenti) E ancora... Pretendevo stampe dettagliatissime, con luci perfette e colori stupendi facendo stampare le [negozio 24] una persona qualsiasi visto che non me le stampavo da me... In pratica pretendevo quello che ora pretendo dalla piccola e ormai obsoleta Nikon D3200 e obiettivi da kit rispetto ad ammiraglie attuali e ottiche professionali... A parte tutto questo comunque... „ Mi hai riportato alla mente alcuni miei stessi pensieri di quell'epoca. L'unica differenza è che non sono mai stato miope, ma mettere a fuoco manualmente non era affatto semplice; infatti, per stare tranquillo, preferivo chiudere il diaframma e aumentare la profondità di campo (la DOF, come la chiamano adesso… la DOFFFFF!!!!). Quanto alla qualità della stampa, io non sviluppavo, ma stampavo i negativi in BN con un'attrezzatura economica e i risultati erano “morbidi”, per non dire scadenti. Tuttavia, da circa sei mesi ho acquistato un Plustek 8300i e devo dire che, con un po' di post-produzione, sono riuscito a dare a scatti non perfetti una nuova vita digitale più che apprezzabile. Ti consiglio di farlo: oltre al piacere di rivedere fotografie di 20–30 anni fa, c'è anche quello di migliorarne la qualità dell'immagine, seppur su schermo… ma ormai è quello che guardiamo noi e che guardano tutti. Francesco |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:44
Grazie Francesco! Ciao. GL |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 16:53
Grazie Francesco! Sei infinitamente più professionale di me ...adesso non stampo più le foto, le guardo solo più sullo schermo del computer e d'altra parte ne faccio un uso minimo, fotografo solo per il piacere di farlo. Tempo fa invece ero più pretenziosa perchè facevo delle stampe che poi andavo a dipingere e quindi volevo un bel dettaglio, ma anche io chiudevo il diaframma, la profondità di campo oltre a correggere piccoli errori in esterno per me era indispensabile anche nei miei still life in interno che volevo perfettamente a fuoco. @PaoloMcmlx Si, ho chiesto veramente tanto alla Yashica ma mi sono sempre arrangiata con attrezzature minime, sfruttandole al massimo...per esempio a quei tempi non avevo un obiettivo macro e utilizzando l'obiettivo del kit al contrario ottenevo degli ingrandimenti veramente nitidi (che mi servivano) ed ero contenta della mia attrezzatura |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 17:46
Purtroppo non ho mai avuto la possibilità di dedicare grandi somme alla fotografia ragione per cui ho sempre dovuto fare una qualche rinuncia, su una cosa però non ho mai lesinato: la qualità, che doveva essere la più alta che potevo permettermi. Anche a costo di una lunga attesa! In primis allora niente Nikon, anche se venivo da un ambiente tutto Nikon, meglio Canon quindi, anche perché con Canon mi sarei potuto permettere le ottime ottiche originali... al contrario dei miei coetanei, per i quali ero "quello con la Canon", che si, adoperavano Nikon... però con gli obiettivi universali! Chiaramente se non potevo permettermi chissà che per la ripresa mi potevo permettere ancor meno per la stampa, in modo particolare perché facevo quasi solo colore. A questo punto bando alle ciance e via i negativi, sostituiti dalle diapositive... che oltretutto erano non solo migliori ma anche un poco più economiche delle negative. Stessa filosofia per la proiezione: mi piacevano tantissimo i proiettori Kodak, ma costavano un Perù, quindi dovevo guardare altrove. Fatta un rapida cernita alla fine tutto si ridusse a due nomi: Zeiss e Leica. I loro proiettori costavano tanto, anche se sempre meno di Kodak, e Zeiss costava pure un po' meno di Leica... la quale però aveva il Colorplan. Che fare allora? Semplice: comprare il proiettore base di Leica, invece dell'ottimo mezzano di Zeiss, dotandolo però del Colorplan. Detto fatto... solo che per una fortuita circostanza il negozio cui mi rivolsi aveva in magazzino, ormai da un paio d'anni, un Supercolorplan... che costava quasi il doppio del Colorplan e che, essendo ormai chiaro quanto fosse di fatto invendibile, sottoposero a un forte sconto e me lo vendettero solo al 15% in più rispetto al Colorplan. Morale della favola: niente Nikon ma Canon, che scoprii tra le altre cose essere migliore di Nikon, in compenso però niente ottiche universali ma originali, vantaggio doppio quindi rispetto ai miei amici/rivali nikonisti, niente Kodak (che invece quattro miei amici/rivali si erano consorziati pur di acquistare) ma Leica, che si era Leica ma non era certo Kodak... dotato per giunta del 70-120/3,5 ossia il killer delle ottiche da proiezione fisse... le ottiche 85 standard però... non certo i 90 top... men che meno poi il Colorplan e l'allora sconosciutissimo Supercolorplan. In conclusione rimanevo sempre "quello con la Canon" però, quando proiettavamo, le mie diapositive, per loro ammissione, "uscivano dallo schermo"... le loro invece "ci rimanevano dentro"! |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 21:05
@PaoloMc ecc., hai toccato un nervo terribilmente dolente: hai ragione che effettivamente all'epoca ne avevamo e ne potevamo girare veramente pochi di soldi. Tamron, Komura e Vivitar - posseduti tutti - potevano tranquillamente gareggiare con i culi delle bottiglie e nonostante la mia prima sia stata la Canon A1, un'ottica ciofeca e delle pellicole spesso di pari standard rovinavano il risultato. |
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inviato il 26 Dicembre 2025 ore 21:27
Io ho iniziato con Me Super e 50 mm f 1.7. Gran bella macchina per me e i miei 14 anni. Poi presi un 28 f 2.8 e per errorre un bifocale Soligor 85-135, alla fine lo sostiui con il Pentax 135 f 3.5. Dei circoli fotografici Canon/Nikon, degli amici con Canon AE1 program presa durante viaggio a Singapore non me ne è mai fregato nulla. Man mano ho incrementato il corredo Pentax, preso Nikon, Contax Leica SL e mille altre ottiche. Ma il primo rullino fatto con la Me Super e il 50 mm ai fiori del giardino lo ricordo ancora. |
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inviato il 27 Dicembre 2025 ore 6:58
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