| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:34
F0rex mi trovi in perfetta sintonia, aggiungo solo che la presenza di alunni con difficoltà, BES (bisogni educativi speciali diversamente abili, DSA, Dislessia; disgrafia; disortografia; discalculia, altri bisogni educativi speciali, come svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale, o plusdotazione) se affrontata con professionalità e competenza non solo non diviene ostacolo all'apprendimento per il resto degli studenti ma addirittura diviene stimolo e arricchimento all'apprendimento e al momento noi docenti abbiamo, o dovremmo avere, le competenze per farlo. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:34
"ha fatto un passo in avanti" in che senso? La discalculia, come tutti gli altri disturbi, non si cura, si compensa. I "percorsi formativi ad hoc" sono documenti ufficiali nei quali, per ciascuno studente, si indicano misure dispensative e strumenti compensativi specifici per lo studente. E siamo obbligati a redigerlo per legge e a seguirlo, pena ricorso al TAR (e aggiungerei, ben più grave, pena fallimento del processo di apprendimento). Che risorse sottraggo agli altri se ad un alunno concedo l'utilizzo di mappe concettuali, tempi aggiuntivi, riduzione del numero di esercizi? Mi sembra che parlate soltanto per sentito dire |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:37
Mario, i bravi insegnanti si riconoscono a distanza e immediatamente, e questo lo sanno anche gli studenti il primo giorno che metti piede in aula. Magari fossero tutti come te. Per dire, ho in classe un alunno Asperger. Quello che per alcuni in questo thread è un peso. Quando finisce il suo esercizio di programmazione (e lo finisce in cinque minuti), si alza e aiuta i compagni con i loro esercizi. È letteralmente una risorsa per la classe. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:38
“ In pratica, è esattamente come ho descritto: si abbassa l'asticella perché anche il discalculico abbia la sufficienza. Ho ben tre figli di amici discalculici, e nessuno di loro ha fatto un passo in avanti grazie alla scuola, per la disperazione delle famiglie che avevano creduto alla balla del percorso formativo ad hoc. „ Ed è colpa dei bambini? O forse di insegnanti che se ne sono lavati le mani? “ Dovete smetterla di creare modelli che all'atto pratico sono inapplicabili per carenze di tempo, risorse, e cultura dei docenti. „ A chi ti rivolgi? Chi deve smetterla? “ Questo, ripeto, senza considerare poi il fatto che se si destinano più risorse ai DSA (o come diavolo vuoi chiamarli, tanto la sostanza non cambia) si sottraggono agli altri, perché le risorse sono per definizione finite e già insufficienti. Siamo sicuri che non sia il caso di sostenere i più dotati, invece che dedicarci unicamente ai ragazzi problematici? „ Hai presente l'art. 3 della Costituzione Italiana? |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:40
“ Magari fossero tutti come te. „ Ce ne sono molti e alcuni, sempre molti, anche migliori di me. Non so dove lavori e in che ordine di scuola ma da quello che leggo sarebbe stato interessante lavorare insieme. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:48
F0rex, forse non mi sto spiegando. Il solo fatto che siano previste misure dispensative è una castroneria, e gli altri studenti sono i primi a notarlo. La scuola deve insegnare, al massimo possibile per ciascuno studente (e, ripeto, dal meno dotato al più dotato, da ciascuno si deve ottenere il massimo). Se il massimo possibile per il discalculico è insufficiente, si prende atto dell'insufficienza, abbassare l'asticella non serve a nulla. Non serve allo studente in oggetto, perché perde qualsiasi interesse a impegnarsi al meglio. Non serve alle famiglie, perché le illude che il figlio abbia progredito, quando così non è. Non serve agli altri studenti, che - spesso dietro le spalle - dileggiano lo studente che è stato "certificato stupido". Tutto quello che ho scritto è orribile? Forse sì, ma questa è la realtà e dovreste accettare di vivere dentro di essa. L'errore immenso che sta facendo la scuola è illudere gli studenti che esistano sempre scappatoie, semplificazioni, modi per rendere facili le cose difficili. E infatti al primo ostacolo (che sia il ciclo successivo un po' più tosto, l'università o il lavoro) crollano miseramente. Bisogna allenare i ragazzi a faticare, ad accettare le sconfitte, ad accettare i propri limiti. Ad accettare che c'è gente più in gamba, o che si impegna di più, o che è più fortunata perché più dotata o figlia di un ambiente più stimolante. A mia figlia ripeto sempre che "se sei la persona più intelligente nella stanza, sei nella stanza sbagliata". |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 16:53
Post doppio. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 17:06
“ Se il massimo possibile per il discalculico è insufficiente, si prende atto dell'insufficienza, abbassare l'asticella non serve a nulla. „ Forse, dico forse, non conosci la discalculia, il discalculico può tranquillamente raggiungere il massimo possibile, massimo possibile riferito poi a cosa non si sa, solo che usa strumenti diversi da carta e matita. E forse, dico forse, non conosci le misure dispensative. “ dileggiano lo studente che è stato "certificato stupido" „ Qui confermi di non conoscere la discalculia, non è "ritardo cognitivo" anzi spesso si accompagna a un alto QI, ma difficoltà nel fare i calcoli, nella scuola primaria si usano le tabelle, ad esempio la tavola pitagorica, le mappe concettuali ed altri strumenti e spesso gli alunni discalculici sono i primi a capire la soluzione di un problema. “ Tutto quello che ho scritto è orribile? „ No, è solo sbagliato ma non è colpa tua “ Bisogna allenare i ragazzi a faticare, ad accettare le sconfitte, ad accettare i propri limiti. „ Un ragazzo con BES già sa, dalla prima primaria, che dovrà faticare più degli altri e che affronterà più sconfitte degli altri. “ L'errore immenso che sta facendo la scuola è illudere gli studenti che esistano sempre scappatoie, semplificazioni, modi per rendere facili le cose difficili. E infatti al primo ostacolo (che sia il ciclo successivo un po' più tosto, l'università o il lavoro) crollano miseramente. „ Veramente questo è l'errore non solo della scuola, che lo sta facendo per motivi diversi da quelli che stai esponendo, ma di tutta la società italiana, famiglia in primis |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 17:21
“ il discalculico può tranquillamente raggiungere il massimo possibile, massimo possibile riferito poi a cosa non si sa, solo che usa strumenti diversi da carta e matita „ Tu continui a vivere in un mondo del tutto teorico. In pratica però la discalculia viene diagnosticata a soggetti con più ampie difficoltà con il ragionamento logico-matematico, che per ovvi motivi si evidenzia nella difficoltà ad eseguire calcoli, perché nell'immensa idiozia della scuola italiana, e della quasi totalità dei docenti della primaria, essi costituiscono il 90% delle attività di matematica svolte in classe. E spesso questa idiozia tracima nella secondaria di primo grado. Io non dubito che ci siano casi come quelli che hai indicato. E che gli strumenti che hai sommariamente descritto possano essere molto utili, in quei casi. Il fatto che la maggior parte degli studenti discalculici non superino le proprie difficoltà - non solo con i calcoli, ma con la matematica in generale - testimonia il fatto che il loro problema non è (solo) la discalculia. Aggiungo: visto che sembri così sicuro sul successo del trattamento della discalculia, mi indicheresti qualche studio che lo testimonia? |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 17:44
“ Tu continui a vivere in un mondo del tutto teorico. „ Eh sì hai ragione! 45 (quarantacinque) anni di scuola (di cui 21 di sostegno), una laurea in scienze della formazione e un corso di due anni per l'insegnamento agli alunni minorati della vista mi collocano certamente nel mondo teorico. “ Aggiungo: visto che sembri così sicuro sul successo del trattamento della discalculia, mi indicheresti qualche studio che lo testimonia? „ La discalculia NON è una malattia e non viene "trattata", la discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento e non si "guarisce", esattamente come con la dislessia, la disgrafia o la disortografia, non è una malattia da cui si guarisce ma un disturbo su cui si interviene con varie tipologie di strumenti. Più che studi potrei citarti dei discalculici famosi come A. Einstein; T. Edison; M. Faraday; C. Darwin; A. Graham Bell... disgrafici molti scrittori come A. Christie o F. Scott Fitzgerald. Per i politici ti basta W. Churchill? Se vuoi continuo ma credo che bastino loro a farti capire che DSA non vuol dire stupido. EDIT “ In pratica però la discalculia viene diagnosticata a soggetti con più ampie difficoltà con il ragionamento logico-matematico, che per ovvi motivi si evidenzia nella difficoltà ad eseguire calcoli, perché nell'immensa idiozia della scuola italiana, e della quasi totalità dei docenti della primaria, essi costituiscono il 90% delle attività di matematica svolte in classe. E spesso questa idiozia tracima nella secondaria di primo grado. „ Ti sfugge che la diagnosi non viene fatta a scuola, a noi docenti è proibito, anche nel caso possedessimo le competenze necessarie, fare diagnosi, la diagnosi spetta agli specialisti in particolare a psicologi e psichiatri specializzati e stai sicuro che non si basano sull'immensa idiozia della scuola italiana che, fra parentesi, è ancora fra le migliori in Europa... malgrado i nostri politici. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 17:47
Confondi la causa con l'effetto |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 19:03
“ 45 (quarantacinque) anni di scuola (di cui 21 di sostegno) „ Quindi, sei talmente immerso in un sistema da non poterne vedere le storture, a mio avviso. “ non è una malattia da cui si guarisce ma un disturbo su cui si interviene con varie tipologie di strumenti „ Qual è esattamente l'obiettivo di questi strumenti? Anzi, quali sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine? Come viene misurato il raggiungimento di quegli obiettivi? Esistono studi scientifici (ovvero, su base statistica significativa) che dimostrano che gli strumenti sono efficaci nel conseguire gli obiettivi? In mancanza di tutto questo, è solo teoria. Non dubito delle ottime intenzioni tue, dei tuoi colleghi e di chi ha definito protocolli e metodologie. Ma in mancanza di un riscontro concreto, rimangono opinioni e congetture. Edit: “ la diagnosi spetta agli specialisti in particolare a psicologi e psichiatri specializzati „ Che non sono esenti dalla necessità di dimostrare che certi strumenti producano risultati. “ della scuola italiana che, fra parentesi, è ancora fra le migliori in Europa „ Ancora una volta: su quali basi affermi ciò? A me risulta che nei ranking PISA usciamo sempre con le ossa rotte nel confronto con il resto d'Europa, ma se mi puoi segnalare altre fonti (fonti, non opinioni) sarò lieto di leggerle. Essendo padre di una ragazzina sarei molto più sollevato. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 19:12
A proposito di qualità della scuola italiana: www.datapandas.org/ranking/pisa-scores-by-country In matematica siamo al trentesimo posto, a distanze siderali dai primi. I polacchi ci fanno neri, per non parlare delle repubbliche baltiche, della Svizzera o dell'Irlanda. 1 Singapore 575 2 Macau 552 3 Taiwan 547 4 Hong Kong 540 5 Japan 536 6 South Korea 527 7 Estonia 510 8 Switzerland 508 9 Canada 497 10 Netherlands 493 11 Ireland 492 12 United Kingdom 489 12 Belgium 489 12 Denmark 489 12 Poland 489 16 Austria 487 16 Czech Republic 487 16 Australia 487 19 Slovenia 485 20 Finland 484 21 Latvia 483 22 Sweden 482 23 New Zealand 479 24 Germany 475 24 Lithuania 475 26 France 474 27 Spain 473 27 Hungary 473 29 Portugal 472 30 Italy 471 |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 19:18
Butwhatdoitellyoutodo ti sconsiglio di non incaponirti. Chi non vuole o non può capire spara sentenze retoriche, ripete a macchinetta quello che diffondono nei corsi di aggiornamento (il cui unico fine è quello di locupletare qualche saccentino ministeriale), però a portare avanti i programmi nelle classi devono provarci i bistrattati prof. |
| inviato il 20 Novembre 2025 ore 19:23
A me invece il confronto con Mario Ceppi mi interessa, anche se credo faccia fatica a staccarsi da una prospettiva interna. Io ho un approccio sempre "evidence based", come dicono gli anglosassoni: se mi provi che una cosa funziona, sarò felicissimo di adottarla e/o di sponsorizzarla. Ma se non sei in grado di farlo, non posso che considerarla una mera opinione. |
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