| inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:08
“ Le trovo affermazioni molto molto opinabili „ @MatteoGroppi, se ti riferisci alle mie, te ne do atto, sono affermazioni piuttosto impulsive legate in parte ad un avversione incontrollata al teleobiettivo. Di ritratti in generale (foto con figura umana) ne capisco poco, è un genere fotografico che non mi attira per niente, ma sono molto colpito dall' uso del grandangolo nel grande schermo. In fotografia, andrebbe distinto sempre l' uso che se ne vuole fare, trovo innegabile da parte del fruitore il coinvolgimento con il soggetto che restituisce la focale più corta, trovo tutto più reale e coinvolgente.

 www.alessiomattei.it/2019/06/linfluenza-della-lunghezza-focale-nella.h “ In molti casi il grandangolo un espediente per fare la foto che colpisce ma solo un espediente tecnico. „ Per me no, ritengo un espediente tecnico la posa, la luce, lo sfondo, il fondale, la PDC, lo sfocato, il mosso e tutte le altre variabili che contribuiscono a personalizzare lo scatto con il mood del fotografo, ma la scelta della focale mi sembra più un aspetto legato al linguaggio comunicativo che si vuole presentare (come la scelta Colore/BN), è determinante nell' interazione con il soggetto e a quanto permette di avvicinarsi per ottenere quella complicità, intimità, fiducia spesso essenziale nella riuscita della foto se si vuole coinvolgere il fruitore. Se si vuole comunicare distanza, distacco oppure indifferenza (nel senso di meno familiare, reale), allora il teleobiettivo è forse più adatto allo scopo. |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:17
Anche le altre, isolare e sfocare o ambientare raccontano cose molto diverse, l'uso del colore e certi accostamenti portano a un certo tipo di reazione, scegliere il BN porta in un'altra direzione. Sono tutti modi di raccontare e sono tutte scelte e il teleobiettivo non comunica né distanza né distacco come il grandangolo non comunica vicinanza. Dipende dalla costruzione dello scatto, stai facendo un discorso molto semplicistico che per me evidenzia la tua poca conoscenza del genere |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:30
“ Sì, quel ritratto lo trovo gradevole e noioso. Non riesce a raccontarmi nulla di interessante sul ragazzo, a meno che non acquisti un significato in quanto parte di una serie o di un progetto. Ma questo anche perché manca la relazione a monte con il soggetto ritratto, che invece esiste (o abbiamo l'illusione che esista) nel caso di ritratti di persone note. Oppure di ritratti dei quali conosciamo il contesto, come questo sempre di Platon images.squarespace-cdn.com/content/v1/63c701b0f071dc13edd2b8b4/1ea4639 che è una ragazza congolese che ha subito una violenza sessuale nell'ambito dei conflitti che funestano quel paese, e ha in braccio il figlio nato da quella violenza. „ condivido in pieno il commento di Butwhatdoitellyoutodo... davvero molto interessante questo thread, ora mi taccio prima di scrivere altre scemenze... aggiungo Bill Brandt www.billbrandt.com/bill-brandt-archive-print-shop?tag=nude


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| inviato il 15 Novembre 2025 ore 16:02
“ Sono tutti modi di raccontare e sono tutte scelte e il teleobiettivo non comunica né distanza né distacco come il grandangolo non comunica vicinanza. „ @MatteoGroppi, non ne sono pienamente convinto, anche se mi fido più di chi ha esperienza sul campo o conosce bene l' argomento piuttosto che di me stesso, visto che non ho mai fatto un ritratto. Ho espresso la mia percezione che ricevo da osservatore, principalmente di film come quelli con Emmanuel Lubezki alla direzione della fotografia, (vedi ad es Song To Song di Malick) anche perchè di fotografi che eseguono ritratti con il grandangolo ne ho visti pochi e quelli che usano il teleobiettivo li evito. Però ragionandoci, nei film oltre alle focali grandangolari c'è anche il movimento della macchina da presa che contribuisce al maggior coinvolgimento che rilevo con tali focali. Quindi la vicinanza ed intimità con il soggetto che percepisco con i grandangoli è forse aumentata solo nei film perchè ci sono altre componenti come la recitazione che può illudere ad una falsa intimità/complicità con il soggetto ripreso in primo piano. Boh, non so, ripensandoci queste sensazioni non le rilevo solo nel cinema ma anche in fotografia, a me gli scatti di Lee Jeffries fanno impazzire... Ma dove sono gli altri fotografi grandangolaristi ? |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 17:19
Siamo ormai figli dell'immagine ad effetto. E' un fatto naturale, vista l'enorme mole di immagini che ci bombardano ogni giorno, il cercare rifugio nell'insolito. Ma nell'epoca della postverità, temo sia come cercare appligli nel vuoto. |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 17:23
Il nome di Bill Brandt era venuto in mente anche a me poi però, guardando proprio quelle foto e leggendo il commento autografo di Brandt, ho pensato che non fosse il caso di aggiungerle a questa discussione, che fossero più che ritratti forme astratte, nature morte o paesaggi, eccezion fatta forse per quella del viso femminile di profilo con le finestrate in sottofondo. Bill Brandt a proposito di quelle foto parla di sperimentazioni in cui ha voluto trattare parti del corpo come fossero sassi sulla spiaggia. |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 17:25
Se parliamo di ambientare allora obiettivi non troppo estremi sono comuni, se invece si fanno inquadrature più strette il mediotele é il più usato ma per questioni di deformazione |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 17:39
Moooolto interessante Shinoyama, che non conoscevo, al di là dell'uso del grandangolo. |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 17:57
Ottime segnalazioni |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 18:07
Ma direi che quella non é con un grandangolo anzi Ne ho viste varie con le mani, questa é particolarmente bella però, l'ho notato subito ma non l'ho vista perché fuori dallo scopo del topic |
| inviato il 15 Novembre 2025 ore 18:09
Infatti avevo segnalato l'Off Topic |
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