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noi non dovremmo esistere,e invece ci siamo Ma và? Ma li pagano sti geni?
user257478
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 20:32
user257478
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 22:16
In un aereo c'è un francese, un americano ed un italiano. Il comandante dice di mettere la mano fuori dal finestrino e di cercare di scoprire dove sono. Inizia il francese: "siamo a Parigi perchè ho toccato la torre eiffel", poi l'americano: "siamo a New York perchè ho toccato la statua della libertà", poi tocca all'italiano: "siamo a Napoli perchè m'hanno fregato l'orologio!".
“ "siamo a Napoli perchè m'hanno fregato l'orologio!". „
Questa te la potevi risparmiare.Battuta offensiva e fuori luogo.Riprende i più mediocri luoghi comuni della propaganda d'oltralpe. E non sono un meridionale.
La Scienza ai tempi dei Borbone
Di Redazione in Storia, Storia italiana
Il Roma 18 Agosto 2023
Oltre 500 brevetti registrati fino al 1857. Locomotive, telegrafi e il primo Osservatorio vulcanologico del mondo
di Lucia Militano
Basta una lettura della “Cronaca civile e militare delle Due Sicilie sotto la dinastia borbonica dall'anno 1734 in poi” di Monsignor Luigi del Pozzo, (Stamperia reale, Napoli 1857), per dimostrare l'esistenza nel Regno Delle Due Sicilie di un'intensa attività di scienziati, inventori e studiosi di diverse discipline.
La Cronaca fornisce anche preziose notizie di carattere meteorologico, come quella del 7 luglio 1836: “da questo anno incomincia una varietà straordinaria nell'atmosfera, onde la stagione di primavera si confonde con l'inverno”, e di salute pubblica: “Vaccinati [contro il vaiolo] nei domini al di qua del faro dal 1808 al 1857, 5,7 milioni su 10,8 milioni di nati”.
Vengono accuratamente citati gli uomini illustri distintisi nelle scienze, nelle arti, nelle opere pubbliche e gli autori di invenzioni e scoperte nei campi più disparati. Si tratta di più di 500 brevetti, dei quali vale la pena di citare almeno alcuni: l'illuminazione a gas idrogeno, i sistemi di frenatura e sospensioni per carri e carrozze, le macchine per il vuoto, le motrici a vapore e a gas combusti, i forni di raffinazione per rottami di ferro, le macchine idrauliche motrici e pompe, le macchine e impianti per la lavorazione della seta, dei cuoi, delle pelli, le macchine litografiche, i metodi di impermeabilizzazione di tessuti e tubi, i dispositivi di sicurezza per impedire il deragliamento dei treni, i sistemi di trivellazione per pozzi artesiani, le turbine idrauliche, la campana per immersioni subacquee, la cabina di verniciatura per carrozze ferroviarie, la trebbiatrice meccanica, le macchine utensili per la lavorazione dei fucili, la macchina da stampa in quadricromia.
Da evidenziare, nel 1833, il telemetro dell'ottico Raffaele Sacco e le speciali lenti attenuanti, del 1838, e l'elettroscopio di Macedonio Melloni. Giuseppe Gill, studioso della teoria dinamica del calore, inventò una macchina ad aria calda e vapore ed introdusse nuove tecnologie per la fabbricazione dei macchinari. Infine, l'inglese John Pattison, inventore della locomotiva ad aderenza totale sulla linea ferroviaria Cava dei Tirreni-Nocera, mise a punto il sistema di assemblaggio dei cuscinetti portanti delle ruote idrauliche.
Il 17 ottobre 1815 con decreto nacque il Corpo Telegrafico, diretto dal Ministero della Marina ed articolato in quattro Dipartimenti a Napoli, Pizzo Calabro, Barletta e Chieti.
Il 6 febbraio 1838 il Corpo Telegrafico fu dichiarato parte della Real Marina e messo agli ordini del Ministero della Guerra e della Marina. Il comandante del Corpo e del Servizio Telegrafico era in diretto rapporto con il Ministro.
Nel 1846 il professore di fisica Luigi Palmieri studioso dell'elettricità, che nel 1854 diventerà direttore dell'Osservatorio Vesuviano, perfezionò il telegrafo elettromagnetico.
Al momento dell'annessione al Piemonte la rete telegrafica elettrica delle Due Sicilie, aperta ai sudditi, collegava praticamente tutte le località del Regno ed era connessa con gli altri Stati della penisola italiana, tant'è che il primo ministro piemontese Camillo Cavour la utilizzò ampiamente nel 1860 per istruire il marchese Salvatore Villamarina, suo ambasciatore a Napoli.
L'analisi dei messaggi, mostra chiaramente la doppiezza e la falsità dell'agire del diplomatico piemontese.
Se una barzelletta provvoca tutta sta roba mi sa che piú alla tarralluccievino stai alla cannadelgassssss
user257478
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 5:19
Tarallucci tu forse non conosci Napoli io la conosco benissimo ci sono spesso per lavoro è forse la grande città dove mi trovo meglio e hanno un senso dell'ironia a te sconosciuto con tutto il rispetto. A me hanno rubato cose nella civilissima Svizzera e in Norvegia pensa un po' .
Mi sa che la mania americana per il politicamente corretto a tutti i costi si stia diffondendo a macchia d'olio; mi chiedo quando sarà che juza vieterà di postare immagini ispirate alla fiaba di Biancaneve!?!
Taralluccievino, ma non sarà che hai avuto un'infanzia problematica che ti ha segnato profondamente, dato che in tutti i tuoi interventi mostri un livore senza uguali e un'assoluta mancanza di umorismo e, soprattutto, di autoironia? Se io, da buon modenese di nascita, dovessi "fare le pulci" a tutte le barzellette che mettono alla berlina i difetti dei modenesi, o citano i luoghi comuni sui modenesi (barzellette spesso create dai modenesi stessi, visto che solitamente sono in dialetto stretto), non ci dormirei la notte.
Un tempo avevamo gli Istituti Internazionali di Uniformazione, ora chiunque può costruire navette spaziali incompatibili con le tute di "alta moda" delle "maison" concorrenti
user257478
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 9:10
Daniele oggi per gli autori la vita è difficile negli stati uniti poi non ne parliamo. Le volte che si va negli USA noi come Ravenna teatro si devono rivisitare i testi.
“ Tarallucci tu forse non conosci Napoli io la conosco benissimo ci sono spesso per lavoro è forse la grande città dove mi trovo meglio e hanno un senso dell'ironia a te sconosciuto con tutto il rispetto.;-) A me hanno rubato cose nella civilissima Svizzera e in Norvegia pensa un po' . „
Barzelletta discutibile. Inutile dare un colpo alla botte ed una al cerchio. Te la potevi risparmiare. Opinione mia.Ovviamente.
“ Taralluccievino, ma non sarà che hai avuto un'infanzia problematica „
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