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inviato il 28 Luglio 2024 ore 9:09
Un altro esempio è il passaggio dalla Fauna di Ediacara a quella, incredibilmente diversa, del Cambriano medio. 550-540 milioni di anni fa c'erano ancora comunità di organismi che potremmo persino definire "alieni", secondo i parametri odierni; il primo giacimento fossile di età successiva (quello di Chengjiang, nello Yunnan - Cina), datato tra i 541 e i 521 milioni di anni fa, mostra già una diversificazione paragonabile a quello (più celebre perché scoperto molto prima) di Burgess Shale (Columbria Britannica - Canada), datato a 508 milioni di anni e comprendente già tutti i Phyla moderni e forse anche qualcuno in più, successivamente estinto. Significa che in un determinato periodo, tra i 540 e i 530 milioni di anni fa circa, deve essere avvenuto qualche cambiamento radicale che, in poco tempo, ha modificato in modo altrettanto radicale la vita nei mari. Altri esempi sono dati dalle grandi estinzioni di massa che, pur senza raggiungere la strabiliante differenziazione di cui sopra, hanno visto cambiamenti comunque impressionanti avvenire in non più di 1-2 milioni di anni; anzi, in molto meno, perché 1-2 milioni di anni è il tempo occorso perché i nuovi organismi conquistassero l'intero pianeta, ma le nuove associazioni di specie si erano già formate nella fase iniziale di quel periodo. Il tutto, però, intervallato da più o meno lunghe fasi di minime "variazioni sul tema". |
user257478
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 11:07
È stato solo un colpo di culo cosmico ? Io non credo la vita biologica è molto più comune di quello che si pensa in questo universo che sembra fatto apposta dove appena ci siano le condizioni adatte nasca . Se si guardano le probabilità di evento casuale è praticamente impossibile che succeda quindi |
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 14:09
“ La selezione naturale agisce in presenza di variazioni ambientali „ non credo, la selezione naturale agisce sull'errore di riproduzione delle cellule, in quella piccola percentuale di errore possono esserci peggioramenti o miglioramenti all'ambiente, e questo avviene anche in ambienti stabili |
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 17:44
Lomography, la tua idea ricalca ancora quella iniziale di Darwin di una serie di cambiamenti piccoli e costanti nel tempo, ma in ambienti stabili avrai specie che differiscono molto poco dalle precedenti perché già queste erano ben adattate fin dall'inizio; le specie presenti nell'ultima parte del Permiano mostrano proprio una stagnazione di questo tipo, poi, poco più di 251 milioni di anni fa, giunse la grande estinzione e, nel giro di un milione di anni o anche meno, le comunità cambiarono radicalmente per mantenersi sostanzialmente stabili fino al cosiddetto "Evento pluviale Carnico" (232-234 milioni di anni fa) che, alla fine del Trias, cambiò ancora le cose dando il via all'era dei Dinosauri. Mediamente 18 milioni di anni senza variazioni apprezzabili sono un periodo molto più lungo della vita media di una specie animale o vegetale; significa che in quel periodo si sono succedute specie molto simili e senza particolari variazioni adattative realmente emergenti. Queste si sono avute in tempi brevissimi e a ridosso dell'evento pluviale. |
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 17:51
“ Se si guardano le probabilità di evento casuale è praticamente impossibile che succeda „ Questo se si continua a pensare al "caso" come ad una giocata al superenalotto e, soprattutto, come ad un evento in cui non c'entrano le condizioni al contorno. |
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 18:22
La selezione naturale si basa su quattro principi. 1) Le mutazioni casuali del patrimonio genetico creano variabilità genetica, nel senso che organismi diversi hanno caratteristiche diverse. 2) La maggior parte dei tratti si trasmette dai genitori alla prole. 3) Vengono prodotti più figli di quanti ne possa sostenere l'ambiente, il che genera competizione (lotta per la sopravvivenza). 4) Le variazioni nelle caratteristiche portano a diverse probabilità di sopravvivenza e riproduzione. Gli individui con tratti più adatti all'ambiente hanno maggiori possibilità di sopravvivere e riprodursi e, quindi, hanno più probabilità di trasmettere questi tratti alla loro prole. Ad incidere realmente sulla selezione naturale sono le "pressioni selettive" che, però, sono fattori esterni che influenzano le possibilità di sopravvivenza di un organismo nel suo ambiente e quindi aumentano o diminuiscono la presenza di un tratto in una popolazione in un determinato momento. Le pressioni selettive includono: 1) disponibilità di risorse, come cibo e spazio; 2) condizioni ambientali, come temperatura e clima; 3) fattori biologici, come predatori e malattie. Aggiungiamo che esistono tre forme principali di selezione naturale: 1) selezione stabilizzante (elimina i tratti estremi favorendo quelli intermedi) 2) selezione direzionale (favorisce un unico tratto estremo) 3) selezione divergente (favorisce due tratti estremi ma opposti) e ci rendiamo conto di come le variazioni delle condizioni al contorno siano decisive per indirizzare la selezione naturale; la "variabilità genetica" è solo il materiale che la selezione naturale utilizza o scarta, ma questa selezione viene guidata dalle "pressioni selettive", cioè da fattori esterni che saranno tanto più incisivi quanto più si allontaneranno da una condizione di stabilità. |
user257478
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 20:45
"Le variazioni nelle caratteristiche portano a diverse probabilità di sopravvivenza e riproduzione. Gli individui con tratti più adatti all'ambiente hanno maggiori possibilità di sopravvivere e riprodursi e, quindi, hanno più probabilità di trasmettere questi tratti alla loro prole." Questa secondo me la più importante. |
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inviato il 28 Luglio 2024 ore 20:57
Ma in un ambiente stabile, a cui le specie sono già ben adattate, le variazioni nelle caratteristiche non saranno eclatanti e porteranno generalmente ad un affinamento di caratteri già ben presenti e sviluppati; ben difficilmente potranno sorgere caratteri "nuovi", come invece è più probabile che avvenga in risposta a forti cambiamenti ambientali che richiedono, appunto, nuove forme di adattamento. |
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 6:42
“ ma in ambienti stabili avrai specie che differiscono molto poco dalle precedenti perché già queste erano ben adattate fin dall'inizio „ certo rispondevo a questa tua affermazione “ La selezione naturale agisce in presenza di variazioni ambientali „ l'evoluzione agisce sempre, é indipendente all'ambiente in cui si vive Darwin non conosceva la genetica, e io non sostengo che l'evoluzione proceda sempre a piccoli passi, possono esserci piccoli passi e grandi balzi evolutivi, l'ambiente determina la velocità di evoluzione, se é mutevole si avrà un'evoluzione piu veloce della vita per stare al passo, se e stabile sara lenta, ma l'evoluzione non si ferma mai, perche c'e sempre un errore di replicazione nella procreazione |
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 8:01
tra i vari ambiti su cui agisce l'evoluzione vi siete dimenticati forse il più importante, la preferenza sessuale alla fine noi maschi siamo stati selezionati così dalle femmine, e questo vale per quasi tutte le forme di vita che procreano per via sessuale, ed essendo che noi maschi ci hanno selezionati così le femmine, esse hanno anche indirizzato l'evoluzione |
user257478
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 8:40
Come disse la bella signora ad Einstein se facessimo un figlio insieme con la mia bellezza e la sua intelligenza, Einstein gli rispose che potrebbe essere con la mia bellezza e la sua intelligenza |
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 11:27
Secondo me Einstein si era preparato una carriera da comico, caso mai gli fosse andata buca come fisico |
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 11:31
Altro che selezionati così dalle femmine!?! Ci sono specie in cui le femmine vivono per generazioni mettendo al mondo solo altre femmine partenogeniche, poi decidono di fare nel medesimo modo anche qualche maschio, giusto per mescolare il proprio patrimonio genetico con quello di qualche coetanea che ha messo al mondo ancora femmine. Gli Adelgidi, che fanno quelle piccole galle a forma di pigna sull'abete rosso, hanno non ricordo se 6 o 8 generazioni in un complicato ciclo biennale, di cui solo una sessuata. |
user257478
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 11:39
Abbiamo le generazioni contate noi maschi |
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inviato il 29 Luglio 2024 ore 11:52
C'è da dire che gli Adelgidi sono considerati il gruppo con i caratteri più arcaici tra gli aphydoidea e, probabilmente, questo è dovuto in gran parte all'allungamento dei tempi della variabilità genetica rispetto a quanto avviene per altre specie di afidi. |
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