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Non si fa piú nessuno sforzo per capire


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avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:17    

Lo studio, l'educazione ti da la base.

La curiosita', ti fa andare oltre.

Ma se non c'è la base di studio, difficilmente riesci a valutare , produrre qualcosa di interessante.




avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:22    

Sì ma la curiosità da cosa nasce? Perché uno decide di buttare nel cesso i tramonti, il mainstream musicale o cinematografico per dedicarsi ad altro e farsi un percorso "scavando" in terre meno battute?

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:29    

ah beh certo: la curiosita' la hai o non la hai.

Come la voglia di sperimentare anche a rischio di insuccessi.

E' chiaro che, riallacciandomi al testo di Matteo, nell'epoca del Like è decisamente piu' facile vedere "il compitino" che strappa consensi, che qualcosa di piu' "concettuale" che richiede una cosa che lo spettatore moderno, quello del mondo social, non fa piu' : pensare.


avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:39    

Appunto, per questo dico che lo studio di per sé non è sufficiente se manca la spinta di fondo a ricercare altro che non ti sia offerto comodamente sul patinato piatto d'argento.
L'ego di cui parla Matteo in fondo è strettamente collegato a questo: l'essere estremamente autocentrati fino all'apatia più becera che fa ritenere più che sufficiente quello che si pensa di sapere.
E sicuramente l'aspetto dei social, come dici, amplifica mostruosamente l'inchiodamento dei cervelli basato sull'accelerazione esponenziale dei luoghi comuni e del godimento immediato.

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2023 ore 20:47    

Come dicevo più sopra: la Cultura.

Se non altro, un bagaglio culturale ti assicura un po' di autocritica, un po' di pudore, una cautela nel parlare e nell' appioppare giudizi, un fiuto per la pacchianeria, e, non ultima, la buona vecchia consapevolezza di sapere-di-non-sapere.

Per cui ognuno ha fretta di dire la propria, senza badare assolutamente a ciò che stanno dicendo gli altri, anzi, cercando di cancellare l'altro a prescindere.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 0:30    

Credo, come Longo, sia una questione di cultura, aggiungo generale.
Però poi bisognerebve avere il coraggio di dichiarare che la critica fotografica è appannaggio di una elite e, già che ci siamo, affermare che anche registrare immagini dovrebbe essere privilegio di pochi.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 6:57    

Perché? Non lo condivido assolutamente

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 8:16    

Matteo, il tuo incipit del topic lo condivido pienamente.
Però poi si arriva sempre lì: per esprimere critiche bisogna essere competenti che in sostanza significa avere una cultura generale di un certo spessore ed una cultura specifica ancora più spessa. Quindi la critica, più che mai oggi, deve essere appannaggio di una minuscola elite.
A questo aggancio il fatto che sono innumerevoli le lamentele sui miliardi di foto inutili scattate, foto senza senso, senza qualità, senza messaggio, senza originalità, con troppo magenta.
Bene, applichiamo allora lo stesso schema anche ai fotografanti: per fare foto significative occorre innanzitutto una certa cultura. Allora chi non ce l'ha è meglio che non scatti.
A questo punto la fotografia diventa un mondo in cui 10 persone giudicano, con competenza, gli scatti di 200 fotografi nel mondo. Perché non aboliamo Juza allora, e cosa ci stanno a fare in questo spazio desolante i pochi autorizzati alla critica fotografica? Scelgano spazi, luoghi e compagni di viaggio più affini per sensibilità e cultura.
Che senso sa andare allo stadio per poi dire “ma guarda quanta brutta gente?”



avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 8:48    

Il discorso è interessante ma mio avviso più articolato.
La prima questione è il target, mi spiego, non è che le foto ricordo sono bandite e per esempio io potrei voler usare Fb per condividere questi ricordi con i parenti e amici.
Certo quando diventa un'ossessione in cui si pubblicano dall'aperitivo in poi... bè a me lascia più perplesso anche se capisco che tutto è atto a creare un'immagine virtuale di se anche se non propriamente aderente al reale.
Trovo che sia giusto avere anche un percorso di crescita e la possibilità di confronto e il forum tendenzialmente più che vetrina dovrebbe essere questo, non è sempre usato così anzi spesso non lo è.
Io non demonizzo la foto delle 5 terre o del ponte gobbo qui a piacenza, ti dirò che l'ho fatta anche io.
Detto questo io penso che le opinioni non hanno tutte lo stesso peso, ovviamente ci sono persone che hanno più peso, questo non significa che siano infallibili o abbiano sempre ragione.
La fotografia è un mondo vasto e magari sulla foto di moda non discuterei con un paesaggista, ma questo non siginifica che la visione del fotografo di moda sia assoluta e corretta, semplicemente su quel tipo di foto ha più esperienza e conoscenza e quindi quello che dice parte da una base molto più solida e ovviamente avrà un diverso peso.
Juza spesso non è "desolante" (per usare un tuo termine) perchè chi ci pubblica non ha un certo livello, lo è quando l'approcco è stupido pensando che il proprio modo di ragionare sia l'unico corretto e che si è il metro i giudizio assoluto.
Prendi la discussione su fotografia e Arte dove sono stati dichiarati incapaci autori universalmente riconosciuti.
Qui è la desolazione è l'incapacità di capire i propri limiti e di non pensare nemmeno che il proprio orizzonte banalmente sia molto ristretto e che quindi la propria opinione ha una valenza molto risicata.
Trovo desolante il non porsi la domanda: perchè quell'autore che non capisco è così considerato? cosa non vedo?
con l'aggravante di concludere: a me non piace quindi è famoso solo perchè pompato ma fa foto brutte e scadenti

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 9:31    

In effetti il considerere se stessi l'unità di misura del mondo è un male parecchio diffuso.
L'assertività che spesso vedo su Juza e ovunque ne è l'output naturale.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 14:30    

Quando parlo di Cultura, intendo dire che una preparazione culturale mediamente seria e ampia, mi mette in grado:
a) di saper sempre distinguere tra il mio gusto/emozione personale e valore oggettivo di un lavoro.
b) di sapere che non esistono i tuttologi
c) di accettare che esistano persone che, per competenza acquisita, per gusto affinato e fondato sull'esperienza, sono in grado, meglio di altre, di organizzare una lettura critica di una foto.

Io sono un fotografo del tutto amatoriale e assai poco preparato. Ovviamente, avendo i miei gusti personali ( legati alla mia storia biografica e culturale ) preferisco, ad es. Ghirri a McCurry, eccc. Ma non mi sognerei mai di esaltare l'uno a discapito dell'altro.
Posso avere le mie preferenze? Sì. Posso sparare c***te? Sì. Ma se ho una cultura mi rendo conto che sono c****te e preferisco tacere. Diversamente sparo a zero di tutto su qualsiasi cosa.

Sono musicista di professione ( ora in pensione ). Per quarant'anni ho suonato in un'orchestra lirico-sinfonica e ho fatto moltissima musica da camera. Ritengo, pacatamente, di poter esprimere considerazioni su brani, esecutori, direttori d'orchestra. Ma se un amatore mi dice che la 'Primavera' di Vivaldi è un brano molto più bello e 'grande' rispetto al concerto per violino e orchestra di Alban Berg, capisco che quella persona parla così perché non è in grado di capire il linguaggio della musica dode×ca.
Lo tratto dall'alto in basso?? No. Capisco il motivo della sua asserzione. Ma c'è differenza tra affermare che a un certo linguaggio non sono preprato e affermare che si tratta di uno sgorbio o di una schifezza senza valore.
Questa differenza la fa una Cultura ( anche se non specialistica ).

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 14:33    

scusate, la tastiera non accetta ' musica dodeca fonica'

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 17:30    

Hai centrato quello che intendo e lo hai descritto molto bene

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2023 ore 17:50    

;-)

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2023 ore 0:19    

@Paolo Longo un mio amico, che probabilmente, nella sua lunga carriera di musicofilo e melomane (credo vanti più di 3000 concerti visti) ti avrà pure sentito suonare, dice sempre: la questione non è se ti piace Bruckner, ma se tu piaci a lui.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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