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inviato il 02 Novembre 2023 ore 14:09
“ ma una AI non é una macchina é un software, potenzialmente eterno, e puo replicarsi all'infinito sempre uguale „ Come scrive Daniele, l'AI non può vivere senza un "sostrato" hardware. Per replicarsi ha sempre bisogno di un supporto che la accolga, e anche la Rete, nella sua immensità, non è altro che una serie di server, alimentati ad energia elettrica. Tolta quella... Certo, appena torna la corrente tornerebbe tutto... sempre che torni, però! Non per niente nel film "Matrix" l'AI decide di usare l'uomo come fonte energetica, avendo questo oscurato il sole e le altre fonti di energia per impedirle di nuocere. Oppure aveva ragione Frank Herbert, inventando la figura del Mentat, il computer umano, proprio per non dover più dipendere dalle macchine e dai loro nefasti problemi. Una cosa mi ha fatto pensare, leggendo il libro linkato sopra: quando si chiede qualcosa all'intelligenza artificiale bisogna esser logicamente chiari, pena la possibilità che succeda qualche brutto inconveniente. Che so... se uno chiedesse di eliminare le malattie incurabili che colpiscono l'uomo, una possibile IA potrebbe decidere di eliminare direttamente l'uomo, giungendo alla risoluzione della richiesta, e non sentirsi in colpa di quello che ha fatto! Anche alcuni miti greci ricordano che quando si fanno richieste ad entità ultraterrene occorre specificare bene i vari paletti e distinguo, pena il disastro. Re Mida chiede che tutto quello che tocca diventi oro, ma si dimentica che dovrà pur mangiare o che ha dei parenti. Eos (che non ha a che fare con Canon!) chiese a Zeus la vita eterna per il suo amato, senza specificare di comprendere l'eterna giovinezza... Così il poveretto si ritrovò a diventare sempre più decrepito e marcio, ma senza poter morire! Insomma: bisogna stare attenti a come si chiedono le cose! |
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inviato il 02 Novembre 2023 ore 22:11
“ Insomma: bisogna stare attenti a come si chiedono le cose! „ E per ora siamo solo al livello di mera esecuzione di richieste impartite; forse rimarremo solo a quel livello, magari migliorandolo (e imparando a fare richieste corrette), ma la tentazione di sostituirsi alle divinità delle varie religioni e realizzare un'AI realmente intelligente, cioè dotata di autocoscienza e capacità di porsi lei stessa domande a cui trovare una soluzione, è sempre dietro l'angolo. Solo che non abbiamo modo di prevedere su quale "scala di valori" potrebbe muoversi un'autentica Intelligenza Artificiale. |
user198779
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 10:47
“ Insomma: bisogna stare attenti a come si chiedono le cose! " Infatti mi è venuta in mente una barzelletta del pellegrino in gita a Lourdes che quando arriva davanti alla Madonna gli chiede la grazia di fargli diventare la sua mano come l'altra una era deforme e una era normale la Madonna gli fece la grazia però non aveva capito bene gli fece diventare deforme anche l'altra |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 10:58
Eh la Madonna! |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 11:18
“ gli fece diventare deforme anche l'altra „ Il ché dimostra che l'incomprensione causava danni gravi anche prima dell'AI |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 11:22
L'importante è che dialogare con l'AI non diventi palloso come il romanzo "Incompreso" di Florence Montgomery; quello mi stava già sugli zebedei quando lo lessi da ragazzino, più di 50 anni fa |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 11:38
premetto che io no ho mai dialogato con una AI, quindi pecco di ignoranza ma quando ho letto dei dialoghi con le AI ho sempre trovato un certo fastidio, le trovo banali, con saccenza da mestrino, accondiscendenti e servili, peggio se devono farti la morale sulle cose che non si possono dire, si rivilgono all'interlocutore come ad un bambino, attente a non ferire i suoi sentimenti e sensibilita, completamente prive di ironia e sarcasmo una persona cosi mi starebbe altemante sui coglio... |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 11:59
il vero problema sono i paletti che mettono gli sviluppatori, a rincorrere il politically correct le fanno sembrare delle emerite imbecillli l'ultima che ho letto non so se é vera, a GPT hanno chiedto di fare una barzelletta su un'uomo bianco, sfornata in pochi secondi, stessa domanda su una donna e niente non si puo, anzi se ne é uscito con il solito proclama che e sbagliato fare ironia sulle donne, gay, etnie...che due cojones, il futuro e una noia mortale |
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inviato il 03 Novembre 2023 ore 12:38
“ l'ultima che ho letto non so se é vera, a GPT hanno chiedto di fare una barzelletta su un'uomo bianco, sfornata in pochi secondi, stessa domanda su una donna e niente non si puo, anzi se ne é uscito con il solito proclama che e sbagliato fare ironia sulle donne, gay, etnie...che due cojones, il futuro e una noia mortale „ Ammesso, come tu stesso hai scritto, che sia vera, dimostra che per il momento di Intelligente nell'AI c'è ben poco, non tanto nel senso della barzelletta e su chi farla (e già ci sarebbe da capire che "uguaglianza" sia quella che trova lecito fare barzellette sulle persone, ma solo se maschi, adulti, bianchi ed etero; più che uguaglianza è solo la classica inversione di ruoli che non uguaglia un bel nulla! Più che noioso, il futuro sarà solo la classica medaglia rovesciata), quanto sul fatto che si tratta di algoritmi molto veloci nell'assolvere il compito per cui sono stati creati, ma che non hanno alcuna capacità di prendere "vere" decisioni in autonomia, e anche quelle che sembrano decisioni autonome sono, in realtà, solo frutto di un calcolo probabilistico sulla base dei comportamenti tenuti dalla maggioranza degli esseri umani sui medesimi temi o, più probabilmente, frutto di veti imposti in sede di programmazione. In pratica, al momento l'AI è molto più brava e veloce degli esseri umani quando si tratta di fare il... pecorone che segue l'andazzo. Ora, finché a indirizzare l'andazzo è la cultura la cosa va anche bene, ma siccome in Rete si fa sempre più pesante l'influenza dell'ignoranza... |
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inviato il 04 Novembre 2023 ore 18:48
“ per il momento di Intelligente nell'AI c'è ben poco „ Direi che si, effettivamente è solo statistica, nella maggior parte dei casi. L'intelligenza, semmai, è quella di chi ha scritto gli algoritmi per "formare" quel programma. La cosa interessante, comunque, è che anche i programmi di AI pigliano solenni cantonate, "allucinano", usando un gergo tecnico. Il problema è che nessuno sembra farci caso, prendendo per oro colato le eventuali risposte, quali esse siano. Quindi non è tanto l'AI, il problema, ma la prigrizia nostra. |
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inviato il 04 Novembre 2023 ore 20:23
ecco invece l'unica cosa che trovo interessante dell'IA e che sbagliano, o meglio inventano anziché fermarsi in caso di ignoranza si inventano di sana pianta delle risposte che potrebbero andar bene, ma non lo sanno e non te lo dicono, quindi mentono volontariamente e spudoratamente paradossalmente è proprio questo comportamento che mi affascina e mi fa supporre che dietro ci sia una pseudo coscienza che sta germogliando |
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inviato il 04 Novembre 2023 ore 21:04
No, non mentono spudoratamente, semplicemente con le "statistiche" dell'algoritmo utilizzato quella è la risposta più probabile anche se è sbagliata. Ad esempio la ragione per cui disegnano mani sbagliate è proprio perché non c'è l'idea di cosa sia una mano ed a cosa serva, si servono di un database di mani e le appiccicano li in fondo all'arto. Il ricercatore di google che fu licenziato qualche tempo fa' perché pensava che gli algoritmi avessero coscienza, venne licenziato proprio perché non capiva il loro funzionamento, poi il mondo gridò al complotto, non ce lo dicono ect ect... Al momento non c'è coscienza, chiedi a chiunque si occupi del codice di questi algoritmi (non i filosofi che li usano) e ti dirà la stessa cosa. Ci arriveremo ma non è dietro l'angolo. |
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inviato il 04 Novembre 2023 ore 21:27
“ semplicemente con le "statistiche" dell'algoritmo utilizzato quella è la risposta più probabile anche se è sbagliata. „ Esatto. E se glielo fai presente, cercano una risposta diversa, chiedendo pure scusa. |
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