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Selezione naturale la legge che tutto governa -:)


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avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2023 ore 16:04    

"Selezione naturale la teoria del tutto"

A me sorge spontanea una domanda, semplicissima: ma che razzo c'incastra l'evoluzione/selezione di sistemi diversi con la teoria del tutto?

Un bel razzo di nulla è la mia risposta, sempre semplicissima.

La teoria del tutto, ad oggi emerita bufala, cerca di unificare matematicamente il micromondo (regolato dalle leggi/equazioni della Meccanica Quantistica) con il macromondo (regolato dalle leggi/equazioni della Teoria della Relatività Generale), dovrebbe essere fatta da una sola serie di equazioni che valga per i due mondi, ci provano da quasi un secolo ma hanno sempre fatto dei bellissimi buchi nell'acqua, acqua lurida e puzzolente, figure "emmerda" a ripetizione.

Siamo un branco di micci:

1) non sappiamo nemmeno che cosa è la Gravità e come fa a manifestare i suoi effetti a distanza, ossia della forza che ha modellato tutto, noi, i pianeti, e tutto il resto, tutto l'Universo in cui viviamo, non ne sappiamo un bel razzo di nulla.

2) non sappiamo un bel razzo di nulla di che cosa è fatto 85% dell'Universo, la materia ed energia "oscura", ricordano che la materia nostra, quella che conosciamo, è la bellezza del.......... 6%(sei per cento) di tutta la materia dell'Universo, del 94% non se ne sa un razzo di nulla.

E come se non bastasse delle menti acute, ma che dico, acutissime, fenomenali, menti prodigiose cercano di legare la selezione naturale alla bufala chiamata "teoria del tutto", che oggi........ non esiste.

Mahhhhh ...........

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2023 ore 17:01    




user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 17:39    

MrGreenSorriso

user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 17:46    

Ho cambiato il titolo per me più consono al tema , la teoria del tutto è fuorviante.
Grazie per la partecipazione.;-)

user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 17:58    

https://www.amazon.it/Singular-Universe-Reality-Time-Philosophy/dp/110

user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 17:59    

www.raffaellocortina.it/scheda-libro/alex-vilenkin/un-solo-mondo-o-inf

user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 18:02    

books.google.it/books/about/La_trama_del_cosmo.html?id=_rw1DwAAQBAJ&am

user198779
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inviato il 29 Ottobre 2023 ore 18:05    

Questi testi i primi che mi sono venuti in mente tra i tanti che parlano dell'argomento del perché esiste l'universo così com'è e perché proprio con queste costanti.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2023 ore 18:25    

Il problema, a mio avviso, è che "adattamento" e "selezione naturale" sono termini che funzionano solo se abbinati al concetto di "istinto di conservazione", ovvero ad un insieme di caratteri e comportamenti dettati da uno scopo, sia pure contingente e tutt'altro che "ultimo" e/o futuribile: quello appunto di sopravvivere.
Questo comporta due elementi che ritengo fondamentali, uno non cosciente ed uno cosciente: da un lato l'insorgenza di un sistema fatto di "mutazioni" vere e proprie, oltre che di fattori epigenetici, non strettamente legati all'ambiente e che nel tempo vanno ad alterare le caratteristiche dell'individuo (anche quelle comportamentali) senza che questo ne sia cosciente, dall'altro la presa di coscienza che (faccio un esempio concreto) se ti ritrovi ad avere due mani libere dalle esigenze legate alla locomozione, e per giunta prensili, ci puoi fare un sacco di cose nuove, anche se, appunto, te le sei trovate senza volerlo.
Questo comporta necessariamente una qualche partecipazione "attiva" nel cercare di modificare l'ambiente stesso per renderlo più adatto alla propria sopravvivenza.
Un terzo elemento, che ritengo decisivo, è che gli "oggetti" sottoposti a selezione naturale devono possedere dentro di sé le potenzialità per riprodursi e moltiplicarsi "autonomamente", perciò anche per innescare mutazioni "casuali".
Ora, non ho mai sentito di cristalli di quarzo o qualunque altro minerale che si alimentino e si riproducano autonomamente, sono sempre e solo il frutto delle condizioni ambientali esterne (tipo e concentrazione delle sostanze reagenti, temperatura, pressione...), quindi non di mutazioni "casuali".
La differenza è che nel primo caso puoi parlare di selezione naturale perché anche un ambiente "costante nel tempo" mette comunque alla prova mutazioni casuali, togliendo di mezzo le meno favorevoli, nel secondo caso possono verificarsi solo ed esclusivamente "oggetti" che l'ambiente stesso ha prodotto secondo regole ben precise e costanti, senza mutazioni casuali, al punto che per avere prodotti diversi dal quarzo dovrà cambiare drasticamente l'ambiente stesso.

P.S. Miseriaccia come si perde la capacità di sintesi quando non si insegna o non si fa più divulgazione da anni! Cool

user198779
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inviato il 30 Ottobre 2023 ore 18:40    

Va benissimo così hai reso molto bene l'idea anche meglio dell'articolo postato all'inizio.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2023 ore 23:51    

Si dimentica troppo spesso l'indeterminismo.
Per quanto la scienza e l'umanesimo si prodigano è proprio questo l'incognita che fa saltate il banco all'improvviso senza un perché ponderabile.
La selezione naturale può avere leggi che la governano ma è sottomessa anch'essa a casualità.
Banalmente il disastro che ha estinto i dinosauri o subire gli effetti di un inaspettato super flare solare nonostante la nostra stella sia attentamente e costantemente osservata.
Questo non vuol dire smettere di ricercare il modo di progredire ma a volte per andare andare avanti ci si affida a punti fermi che hanno funzionato solo in presenza di determinate condizioni che non rappresentano le tutte.

avatarsenior
inviato il 31 Ottobre 2023 ore 16:31    

Io rimango perplesso di come tanti restino affascinati non dalle scoperte e dalle ipotesi che la scienza ci offre, in quanto tali, ma dall'idea che scoprire il "reale" funzionamento dell'Universo (o addirittura l'esistenza di infiniti Universi), anche ammettendo che ogni cosa possa essere ricondotta ad un'ipotetica Teoria del Tutto, possa realmente modificare la nostra percezione del valore della vita o comunque portarci a darle o negarle un senso in via definitiva.
L'aspetto che mi lascia perplesso è che tutte queste ipotesi partono dall'idea che il nostro sistema sensoriale, costruito in alcuni miliardi di anni di esistenza della vita stessa, sia "fallace" e non ci mostri la "realtà", lasciando intendere che ciò che percepiamo sia solo un inganno; ma se fosse così, ad ogni nostro benchè minimo movimento rischieremmo di essere travolti e uccisi da qualche evento che accade nella "realtà autentica", proprio per il fatto di non poterne percepire il pericolo.
Forse dovremmo prima chiederci se la "realtà" possa davvero essere univoca, o se invece non si frammenti anch'essa in tante "manifestazioni di sé" ugualmente autentiche anche se parziali: tante quanti sarebbero gli ipotetici Universi (nel qual caso ci sarebbe comunque impossibile fare "esperienza di vita" di una realtà differente da quella del nostro sistema di Leggi della Fisica, quindi in cosa cambierebbe la nostra vita quotidiana?) o, più facilmente, tante quanti sono i differenti ordini di grandezza e di complessità di tutto ciò che esiste.
Un esempio pratico: anche gli antichi Romani, pur non sapendo nulla di batteri e virus, erano pienamente consapevoli che la sporcizia è nemica della salute, i "loro sensi" erano sufficienti a farglielo percepire; eppure oggi, con tutta la conoscenza che abbiamo acquisito nel frattempo, ci laviamo davvero più volte e con maggior scrupolo di quanto facessero loro? E quanti di noi si strofinano ancora le mani con le soluzioni disinfettanti che solo due anni fa erano obbligatorie proprio in virtù di queste conoscenze acquisite?
L'aspetto forse più caratteristico dell'evoluzione biologica, quello che ci differenzia dai sassi e dalle rocce, è che il "comportamento" (che già di per sé ci differenzia dalle pietre) degli esseri viventi è improntato all'utilitarismo, nel senso positivo del termine perchè funzionale alla sopravvivenza, ma è proprio per questo che tutto ciò che non ha una ricaduta diretta sui nostri gesti quotidiani finisce per passare in secondo piano se non per essere dimenticato col tempo, perché l'utilitarismo si basa sull'elevata affidabilità delle situazioni conosciute, ovvero, si basa sui nostri sensi, e se finora ci è andata bene ci sarà un perché!?!


user198779
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inviato il 31 Ottobre 2023 ore 17:22    

Giusto avrei solo una piccola osservazione da fare ma mi astengo se no entriamo in un tunnel senza risposta o ritorno.:-P

avatarsenior
inviato il 31 Ottobre 2023 ore 17:24    

Un buon corso universitario, un lavoro scientifico o comunque basato su logica e matematica e vedrete facilmente il vero valore dei divulgatori scentifikih. Probabilmente basta il semplice buon senso... Qui si tratta di politica dello stampo cosiddetto liberale, utile per lobotomizzare il gregge. Non ci perderei tempo.

avatarsenior
inviato il 01 Novembre 2023 ore 8:02    

Lollus, il problema di oggi non è la scienza, ma i media che cercano solo il sensazionalismo, a costo di trasformare ipotesi in dogmi pur di far scalpore e vendere.
Il fatto che ogni tanto anche qualche "uomo di scienza" si presti a questo gioco, per interesse economico o per aumentare la propria notorietà, non mi stupisce affatto perché, prima che scienziato, anche lui è pur sempre un uomo, quindi non esente dai difetti congeniti della nostra specie, che poi sono quelli di tutti gli esseri viventi.
Questo però non rende migliori le campagne letteralmente oscurantiste che, da anni, si muovono verso la scienza in toto (vedi le "scie chimiche" e simili) anziché contro un certo modo di divulgarla, perché anche quelle campagne fanno parte dei difetti della nostra specie.


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