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inviato il 27 Settembre 2023 ore 15:30
“ Dio parla poco ed ama molto „ Infatti ha creato la morte e la sofferenza prima ancora di mettere al mondo l'uomo, anzi, prima ancora dei dinosauri. Chi parla di Dio senza guardare ciò che ha (o avrebbe) creato, parla di aria fritta |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 16:01
La questione è che al meccanismo selettivo e conseguentemente evolutivo non frega un piffero del bene o del male, dell'intelligente o del più forte del più furbo o del più scemo, del più onesto o disonesto ma SOLO di colui che sa adattarsi. Scusatemi per il raffinato linguaggio scentifico che ho utilizzato. Per chi non ha capito fornirò un disegnino esplicativo. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 16:16
... e se proprio si deve parlare di filosofia in ambito scientifico non dev'essere generica ma si deve parlare di gnoseologia e di epistemologia con paricolare riferimento a quella Popperiana. Altrimenti facciamo un villipendio a scienza e filosofia. Spesso c'è gente che svacca dicendo o riferendosi a cose che ripetono come pappagalli senza capire di cosa parlano. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 16:16
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 16:22
Essere liberi di pensare è bello. Saper pensare è altra cosa. C'è chi aderisce a ideologie politiche o religiose perché surroga il pensiero che non ha con le idee preconfezionate. Poi va in giro a ripeterle come un pappagallo. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 16:24
Intervento cancellato perché il forum conferma gli studi PISA. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:09
Lo faccio con la mia zucca evitando ogni influenza ideologicah e religiosah |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:13
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:14
“ ricordo che la libertà di pensare diversamente ce l'abbiamo tutti „ Indubbiamente, ma è quando il pensiero viene divulgato come fosse "verità" che occorre fornire le prove di quella verità. Il problema della filosofia e delle religioni è che quelle prove non possono fornirle e nemmeno cercarle (tranne quando si muovono in senso Popperiano, appunto, ma allora devono appoggiarsi alla scienza), quindi le eventuali scelte che l'uomo fa in quelle direzioni sono esclusivamente di tipo opportunistico: scelgo la direzione che mette maggiormente a tacere le mie paure o i miei sensi di colpa. Ovvio quindi che se le paure e i sensi di colpa di Tizio non coincidono con quelli di Caio, e quelli di Sempronio sono diversi ancora, prenderanno tre strade differenti, ma su quali basi? Quali elementi permettono di definire "oggettivamente" se una strada è migliore delle altre due? Un pensiero che non si appoggia alla possibilità di mettersi alla prova è molto meno libero di quanto credi, perché è obbligato a giustificarsi in modo dogmatico. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:17
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:28
Beh tu tienti le tue chiacchiere che io mi tengo le mie. Mi raccomando se ti viene mal di pancia vai dallo stregone che ha rimedi sicuri. |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 17:30
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 18:35
“ Tu hai avuto prove della verità del nichilismo? Non aver trovato prove di nulla non è la stessa cosa di aver trovato prove che non c'è nulla „ Ed ecco il paradosso: tu parli di quegli uomini di scienza (chissà perché si tratta sempre di persone che affrontano gli estremi confini della fisica, mai della geologia o della botanica o di chissà che altra branca) che si stanno muovendo esattamente come si muovono i filosofi e i teologi, ovvero elevando a livello di Teorie quelle che al momento sono solo ipotesi, dato che non abbiamo gli strumenti per indagarle e metterle alla prova. In pratica, fanno il tuo stesso ragionamento, ma dall'altra parte della barricata. Non ti pare che criticarli sia un po' come il somaro che dà dell'asino al cavallo? Tra l'altro, che la scienza cerchi il nichilismo sei tu a dirlo; la scienza in sé non cerca "verità escatologiche" e non è né credente, né atea. Sono gli "uomini" di scienza che possono far capo all'uno o all'altro schieramento, ma, paradossalmente, non per motivazioni strettamente scientifiche, ma molto più vicine a quella filosofia che per prima ha espresso idee nichiliste, e infatti la scienza nega l'esistenza del nulla; persino il "vuoto", per la scienza, non è il nulla. Se poi le scoperte scientifiche mettono in crisi le vecchie e rassicuranti idee filosofiche, che dovremmo fare: non guardare e non parlarne sperando che così la cosa "non esista"? Quello che realmente terrorizza i "pensatori per assurdo" della filosofia astratta è che, mentre religioni e filosofia le prove delle proprie affermazioni non le trovano perché non sono in grado di cercarle, la scienza ha l'obbligo di cercare uno straccio di prova di quanto afferma, prima di elevare un'ipotesi a Teoria, pur con la consapevolezza che, col tempo e il perfezionamento degli strumenti, quella prova potrebbe non bastare a giustificare tutti i tasselli di quella Teoria. Ne deriva che, comunque la si voglia vedere, di "verità" scientifiche ne abbiamo avute tante nel corso della storia, dalla rivoluzione copernicana ai progressi della medicina, o all'evoluzionismo e oltre; quelle filosofiche dove sono? Il superuomo nietzschiano che si pone al di là del bene e del male? Il nichilismo dei filosofi anarchici russi di fine '800 che predicavano il sovvertimento dell'ordinamento sociale con la violenza estrema? |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 18:39
Ineccepibile e inconfutabile |
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inviato il 27 Settembre 2023 ore 19:20
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