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inviato il 09 Settembre 2023 ore 12:55
Standing ovation per Gianluca |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 14:06
iClaude: certo, ma le macchine fotografiche non sono strumenti scientificamente corretti per fare ciò che richiedi. L'output che producono, poi, ancora meno. Questo per dire che fondamentalmente la fotografia non è riproduzione, ma interpretazione, e a questo punto vale tutto, anche il dodge & burn. E' per forza di cose un discorso filosofico, e non scientifico. Diverso è, a mio vedere (mi raccomando, è una mia idea e interpretazione e non la vendo come ideale per tutti, sia chiaro) se aggiungi elementi... che so: in una foto di paesaggio ci metto un t-rex. O se faccio sparire elementi: quel simpaticone di Stalin, per esempio, ogni tanto dava del lavoro ai propri fotografi, più in camera oscura che altro... Poi ci sono vari livelli di interpretazione e, soprattutto, di rigidezza mentale. Un mio amico, per esempio, era contrario al crop delle foto perchè, diceva, lo si deve fare solo in fase di ripresa e non successivamente, che sennò la foto non ha più senso. Sono delle regole che ognuno di noi si pone, che valgono solo per noi stessi, e lì finiscono. Un po' come il dodge & burn. Comunque, tornando al dodge & burn, vedilo come uno strumento atto a riprodurre la dinamica variabile di un occhio umano, che continuamente, grazie ad un "diaframma" variabile, aggiusta la quantità di ombre ed alte luci, facendo si di riportarne una parvenza anche in fotografia, superando così il limite fisso di dinamica che la pellicola o lo sviluppo tendevano a dare. Poi uno può, scientemente, decidere di stravolgere ciò che è scuro con ciò che è chiaro. L'importante è che sia una scelta consapevole e definita. E' la differenza tra un'opera d'arte e un pastrocchio, una cosa fatta a casaccio così per fare. Ps: anche la realtà considerata il più oggettiva possibile, ultimamente, e scientificamente parlando, sta pigliando di quegli scossoni, dati alla mano, che davvero ti chiedi se davvero valga la pena ancora credere alla sua esistenza. Si, la luce è una radiazione elettromagnetica, ma quella che noi vediamo, e misuriamo, è solo quello che noi possiamo raggiungere di quello spettro, e parlo di tutto lo spettro da noi misurabile, compresi infrarossi e ultravioletti, raggi gamma e tutto il resto. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 14:13
Con questa tecnica oltre a correggere eventuali ombre e luci la si usa al contrario, ossia scurire le ombre e accentuare le luci ma non solo nella paesaggistica, in ritrattistica è il pane quotidiano. Parli di imbrogliare ma in realtà chi non la usa (perché non la sa usare) alla fine applica contrasto, usa la chiarezza, toglie la foschia o applica un preset che contiene tutto ciò. D&B è uno strumento che va usato con il contagocce, solitamente il pennello si mette all'1%. Non devi stravolgere la foto ma solo donarle un po' appeal in più. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 22:05
La fotocamera non rappresenta fedelmente la realtà, il jpeg è già bello che postprodotto mentre se parti dal raw lo devi editare secondo quello che ricordi tu di quel dato momento. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 22:26
“ A me pare che le fotocamere digitali moderne siano in grado di rappresentare in modo molto fedele la realtà. „ Vabbè... se parti da questo presupposto, buona "realtà oggettiva". I colori che vedo io non sono gli stessi che percepisci tu. Non è una questione filosofica, ma semplice variabilità fisica tra individui, nessuno dei quali è uguale all'altro. La dinamica di una scena che hai davanti è quasi il doppio di quella che un sensore riesce a percepire. Alcuni colori, infine, vanno "fuori gamut", nel senso che il sensore non ha uno spazio colore adeguato per restituirne il colore, perchè non ce la fa proprio. “ Realtà che spesso è monotona, piatta, poco interessante. „ Allora non si scatta la foto. Ma tu stai mettendo insieme la photoshoppata dello smanettone che pastroccia con le foto con il lavoro di un professionista. Che son 2 cose diverse. Idem per il dodge & burn... Quella che tu chiami realtà ha un grado di complessità infinitamente superiore alle capacità di un povero sensore. E per rendertene conto guarda una scena ad alto contrasto, dove con il sensore (o la pellicola) devi decidere cosa preservare (e questa è già un'operazione di post produzione), cosa sacrificare per cosa tenere. Cosa che il tuo occhio non fa. Ma che fa il tuo cervello uno zilione di volte al secondo, senza che tu te ne renda conto. Un occhio umano ha una gamma dinamica di 24 stop, mentre il sensore si ferma a 15, e già così la rappresentazione di "realtà oggettiva" (ma vista con le caratteristiche fisiche dell'osservatore) è bella che fumata. Per avvicinare i 15 stop ai 24 cosa fai? Usi il dodge & burn, recuperando le aree troppo luminose (bruciate), schiarendo quelle scure (bucate), cercando così di avvicinare la foto, avvicinare, mi raccomando, alla sensazione di realismo che cercavi. Certo che se esageri avrai un effetto da viaggio lisergico, cosa che capita a chi calca la mano con gli strumenti di ritocco. Oh, se è voluto e lo giustifica, va bene, sennò è brutto da vedere (dire: "io volevo così" non basta, perchè spesso è la giustificazione, infantile, di uno preso in castagna ). E se ti accontenti del JPG, beh, gli stop di gamma dinamica dimezzano e vanno a 8... 24 vs 8, 1/3 delle capacità. E la chiami "in grado di rappresentare"? “ Per come la vedo io un bravo fotografo dovrebbe rappresentare fedelmente la realtà, cogliendone i lati migliori „ Ma perchè dovrebbe limitarsi a questo, dico... Non sta scritto da nessuna parte che "fotografia = realtà", questa della realtà, dell'analogia della foto con la realtà, questa dicevo è la mistificazione. Ed è fonte di fraintendimenti e manipolazioni che durano da quando è stata inventata la fotografia, proprio perchè le persone sono portate a pensare che "fotografia = realtà". La fotografia, quale essa sia, tutta, nessuna esclusa, anche quella automatica, è sempre e solo frutto di una scelta operata a priori da qualcuno. Tu cerchi l'oggettività nel risultato di una scelta soggettiva. E se pure fosse stato uno strumento a farla, che so, vedi le foto che si fanno nei rilevatori di particelle, anche in quel caso stai scattando prediligendo qualcosa e scartando qualcos'altro. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 23:36
“ se anche il fotografo esperto apprezza la photoshoppata come si può sperare che l'uomo della strada apprezzi il realismo? „ IClaude, ma perché ti preoccupi di quello che pensano gli altri? Fai le foto come piacciono a te e disinteressati del giudizio altrui. Esprimersi con la fotografia risponde ad un bisogno personale. L'approvazione degli altri non è necessaria. Ma soprattutto il mondo è molto vasto, molto più di un forum, e ci sono tanti che apprezzano la fotografia "senza filtri". |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 23:43
Un'autentica bugia: la fotografia, il vero, il falso Copertina anteriore Michele Smargiassi Contrasto, 2009 - 319 pagine Questo libro ha due bersagli polemici: gli apologeti della "rivoluzione digitale", i nostalgici dell'"immacolata percezione". Talvolta sono le stesse persone. La fotografia ha sempre "mentito" perché non può fare altro, perché il processo di trasposizione della realtà in un'immagine bidimensionale glielo impone, perché la sua fabbricazione richiede una lunga catena di scelte, ognuna delle quali ne modifica la trama e il senso. L'era di Photoshop mette solo alla portata di tutti, e rende evidente, quel che la fotografia ha sempre saputo fare: deformare la realtà. Consapevolmente o involontariamente. Il libro percorre avanti e indietro la storia della fotografia (quella analogica e quella numerica) per raccontare, attraverso centinaia di esempi che compongono un vero e proprio "manuale di autodifesa" del consumatore di immagini, quando, dove, come e perché la fotografia ha sempre "mentito"; e quanto, come e perché la società le ha creduto. Per continuare a credere alla capacità testimoniale di questo linguaggio occorre non essere ingenui e stringere con la fotografia un nuovo "patto di veridicità condizionata" che la liberi dalla doppia condanna della dannazione o della santificazione. Secondo me dovrebbero leggerlo in tanti qui dentro.. |
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inviato il 10 Settembre 2023 ore 14:58
“ Se aggiungo luci dove non ce ne sono e ombre dove c'era luce sto alterando la realtà oggettiva. „ E dove sta scritto che si deve rappresentare la realtà oggettiva? La fotografia mente, sempre. |
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inviato il 10 Settembre 2023 ore 20:04
Occhio che però la dodge e burn, schiarire e scurire, non aggiunge ma esalte le ombre o le luci, come se si modificasse l'esposizione. |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 8:03
“ E dove sta scritto che si deve rappresentare la realtà oggettiva? La fotografia mente, sempre. „ Infatti, ma è un concetto duro da scardinare, non si capisce perchè il fotografo ha come missione il riprendere fedelmente la realtà, in altri campi creativi dalla pittura alla scultura, passando per varie forme d'arte, ognuno ci infila di tutto...ma il fotografo ha questa missione, riprendere la realta, ma per favore... |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 10:46
“ Basta non spacciare per reali foto pesantemente ritoccate. „ Però se ci pensi ci sono persone a cui le foto pesantemente ritoccate piacciono. Giusto o sbagliato che sia non sta a me deciderlo perchè sono gusti personali: c'è a chi piace la pizza con l'ananas ad esempio . “ Certo che se esageri avrai un effetto da viaggio lisergico, cosa che capita a chi calca la mano con gli strumenti di ritocco „ LSD approved Comunque io sono favorevole all'utilizzo di questa tecnica a patto che non sia invasiva. Personalmente, fotografando ed elaborando la foto subito dopo, cerco di rendere la foto più simile a quello che vedevo in quel momento. Però attenzione: tra i vari esseri umani c'è una variabilità della percezione del colore non indifferente. Ciò che io percepisco di un rosso acceso, per un'altra persona potrebbe essere un rosso tenue. Dunque il discorso sul riprendere la realtà non va un pò a farsi benedire se ci sono queste differenze? |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:07
“ semmai una questione di gusti personali e di onestà „ Non credo sia neppure questo. E' una questione di preferenze, predisposizione, interpretazione e perché no anche creatività. Già solo il fatto di scegliere un tipo di inquadratura invece di un altro, fra le decine di migliaia possibili, tagliando da ciò che viene fotografato una parte dell'informazione di quello che ci si para davanti, significa interpretare. La fotografia non è mai rappresentazione del reale. E' un'interpretazione della realtà mediata dal fotografo e dalla macchina. insomma: mente. Sempre. Ma non è affatto una cosa negativa: altrimenti a fotografare basterebbe un computer o una scimmia. Ci sono decine di saggi sull'argomento. Quello di Smargiassi sopra citato è uno di questi. |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:29
L'onestà proprio non c'entra nulla. È già la macchina che mente in partenza... ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire eh. |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:31
Ho dato una occhiata al tuo profilo: nessuna foto e hai aperto due thread in cui il tema centrale è "la menzogna e l'onestà" .... honestahhhhh Senza offesa eh, ma sembra che sia il tuo chiodo fisso |
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inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:39
“ Tutto bello, tutto giusto, basta specificare, dopo i parametri di scatto: ritoccata in Photoshop, „ Anche in passato, quando non esisteva il digitale, veniva specificato che le foto erano ritoccate? |
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