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Reportage in una struttura psichiatrica


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avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2022 ore 9:05    

Certo un servizio sulla malasanità sicuramente sarà autorizzato a un fotografo senza un mandato specifico, dal direttore di un centro psichiatrico di cui lui stesso è il responsabile diretto...ne siete sicuri? Io per niente

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2022 ore 9:08    

Scusa Maila ma tu cosa puoi saperne di cosa faccia delle sue immagini?

Infatti Vincenzo le mie non erano affermazioni ma domande e questo si capisce dai punti interrogativi.

avatarsenior
inviato il 01 Ottobre 2022 ore 12:44    

Tutto sta al progetto che si presenta, cosa si vuol raccontare è lo scopo a cui è destinato. Per occuparsi di reportage che riguardano temi più impegnativi comunque bisogna avere esperienza alle spalle, idee chiare. Non so quale sia l'idea di Ombra, se vuol raccontare semplicemente storie di persone ospiti in questi centri o le difficoltá che abbiano le strutture nel seguire soggetti con problemi psichiatrici. Mi è sempre piaciuto il reportage fotografico, anche se la fotografia è solo una parte del lavoro, un lavoro che può durare anche anni senza nessuna garanzia che sia pubblicato da qualche testata o altro.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2022 ore 15:02    

Gli insani di mente offrono da sempre impareggiabili spunti fotografici. Lo si è anche fatto col cinema e funziona senz'altro bene. Poi chiaramente dipende anche dalla "bontà" del progetto, altrimenti anche a fotografare i pazzi si rischia di fare delle robe sterili.
Aggiungiamoci anche il surplus del non-necessario consenso individuale da richiedere ai vari soggetti (cachet=0) che si risolverebbe forfettariamente con una mancia infilata nel taschino del direttore dell'istituto, o ai guardiani compiacenti, e direi che il gioco è fatto.
Qualcuno s'è anche fatto qualche soldino con certi servizi fotografici.
Male che vada, qui sul forum prenderebbero molti likes (si scrive così? Likes? Ho sempre il terrone di scriverlo sbagliato). Il terroRe, scusatemi...
ma al di là delle sincopi digitalizie, direi che sia una idea sostenibile.
Dopotutto, se ci se ne approfitta dei "cosiddetti sani" (vedi pandemia prima e guerra adesso), perchè non farlo anche con quelli che non capiscono 'na'ceppa di gnente?

user213929
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inviato il 05 Ottobre 2022 ore 15:11    

NO Caneca no assolutamente no . Approfittarsene no. Scambiare energia parole e pensieri , sostenendo un progetto sano che non tenda alla mera spettacolarizzazione , ma che contribuisca anche poco a donare qualche risorsa in più a questi esseri umani in termini di diritti ed altro si . Anche perché se strumentalizzassi a tal punto un progetto del genere mancherebbe di transfer emozionale e se ci fai caso nelle mie fotografie risiede una certa amplificazione emozionale . Se non avessi sofferto , non potrei avvicinarmi a chi ha sofferto. Trovo molto ricco lo scambio con chi ha un bagaglio intenso di ricordi ed emozioni , mescolandolo al mio , posso ricreare la realtà con un racconto. In oltre voglio essere sincero e privo di maschere con chi come questi esseri umani che voi definite pazzi , non ha pregiudizio sulle diversità a differenza di voi normali che usate un metro di misura standard e disfunzionale per l'animo umano. OGNI GIORNO SI CALPESTANO I SENTIMENTI DELLE PERSONE COME FOSSERO ESCREMENTI ABBANDONATI SU UN MARCIAPIEDE GRIGIO E POI QUANDO CI SI RENDE CONTO DI AVER CALPESTATO QUALCOSA , RISALE QUEL CATTIVO ODORE DEL DISPREZZO.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2022 ore 15:21    

Questa cosa dell'interscambio di energie mi piace.
Bisognerebbe documentare le condizioni di vita di quelle persone e cercare di farle affidare a sistemi di custodia e di ricovero più congrui all'essere umano.
In quel caso si che sarebbe un obiettivo centrato.
Altrimenti finirebbe coll'essere la solita roba tipo la ragazza afghana che è rimasta povera ed afghana,
oppure quell'altra ragazzina vietnamita che è poi cresciuta povera e vietnamita...
mentre chi le ha fotografate ha fatto CV ed anche un pochino di grana.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2022 ore 21:36    

Il direttore della struttura se interessato valuta bene l'utilizzo del progetto, se si tratta di una mostra (seria), un libro o un reportage per una testata giornalistica riconosciuta è un discorso, se invece per pubblicare sui social o siti di fotografia penso che metta a disposizione una stanza per il ricovero immediato.

user213929
avatar
inviato il 05 Ottobre 2022 ore 21:54    

Concordo

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2022 ore 22:13    

Magari in Finlandia o in Danimarca,
ma in itaGLia la vedo dura ad essere concordi con Vincenzo.
Ad ognimodo vale la pena provarci...

user213929
avatar
inviato il 06 Ottobre 2022 ore 0:54    

le donne sono come il vino , un vero estimatore lo sa , la fotografia uguale . ci vuole pazienza e passione.

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2022 ore 5:49    

Caneca tu pensi che si possa andare in una struttura che sia psichiatrica, carcere o quel che sia è dire di essere intenzionati ad un reportage fotografico è ti stendono il tappeto?...motivo delle foto?... c'è un progetto da mostrare, sei un professionista o un fotoamatore, esperienze di altri reportage, dove sono stati pubblicati?... è un lavoro su commissione ecc. Un conto la foto in strada che si pubblica sui social o juza altro è un lavoro fotografico su temi delicati.

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2022 ore 9:00    

Invece i progetti fotografici sono come gli uomini ( in generale ehh!): tanto fumo e niente arrosto ;-)

user213929
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inviato il 06 Ottobre 2022 ore 9:05    

Brava Maila , questa volta hai pienamente ragione …

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2022 ore 9:22    

Già! ;-)

Sono sicura che tu sarai l'eccezione alla regola.Sorriso

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2022 ore 9:28    

Credo sia necessario chiedere l'autorizzazione alla Direzione Sanitaria della struttura. La quale chiederà finalità e progetto della iniziativa per valutare se concedere l'autorizzazione.
Trattandosi di soggetti pressoché tutti in amministrazione di sostegno e molti in condizione di ridotta e documentata capacità di intendere e volere, credo che la liberatoria vada chiesta all'amministratore di sostegno.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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