JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad
esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).
Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i
Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.
Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie,
raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:
“ Aggiungerei che l'artista non sa niente neanche di "sé stesso". Questo è inconcepibile per i più. „
anche perchè il "sapere ciò che si vuole nella vita" e "sapere ciò che si è" sono altri due di quei miti sociali che vengono impartiti alla gente, tipo "non bisogna aver paura", oppure "mai arrendersi", oppure "essere competitivi", oppure "chi si ferma è perduto"...
“ credo che non sia tanto una questione di dignità nel trapasso, ma di sofferenza fisica, atrocità, nel suicidarsi. „
oddio,buttarsi sotto ad un treno lanciato a tutta birra o spararsi un colpo in testa penso che l'effetto sia una morte immediata e indolore. Sulla dignità insomma :)
“ anche perchè il "sapere ciò che si vuole nella vita" e "sapere ciò che si è" sono altri due di quei miti sociali che vengono impartiti alla gente, tipo "non bisogna aver paura", oppure "mai arrendersi", oppure "essere competitivi", oppure "chi si ferma è perduto"... „
La società scandisce,o almeno ci prova, la vita di tutti,dall'infazia alla vecchiaia. Se uno esce dai binari si è giudicati e spesso emarginati.
L'artista,ma io preferisco parlare delle persone molto sensibili in generale,sentono questi schemi come gabbie perchè non ne capiscono il senso e non tutte queste persone hanno la fortuna di poter vivere la vita che vorrebbero,sempre che sappiano davvero quello che vogliono,come dice Rombro. Ma d'altronde la vita che senso ha?
“ anche perchè il "sapere ciò che si vuole nella vita" e "sapere ciò che si è" sono altri due di quei miti sociali che vengono impartiti alla gente, tipo "non bisogna aver paura", oppure "mai arrendersi", oppure "essere competitivi", oppure "chi si ferma è perduto"... „
Yup
“ oddio,buttarsi sotto ad un treno lanciato a tutta birra o spararsi un colpo in testa penso che l'effetto sia una morte immediata e indolore „
Mi è venuta in mente quella serie (se siete curiosi cercatele in rete perché qua non credo si possa postare) di riprese amatoriali che si fece Ricardo Lopez, il ragazzo che era ossessionato e stalkerizzò Bjork per diverso tempo fino al brutale epilogo...non so se avete mai visto quei video ma il rantolo che si sente quando cade a terra fuori dall'inquadratura dopo essersi sparato in bocca, non lo dimenticherò mai...
Penso se il suicidio sia un atto di coraggio o di vigliaccheria
Non trovo la risposta, mi spiace solo chi rinuncia alla vita neanche quando ha una ragione valida, capisco solo il suicidio assistito ma questa è un'altra storia
“ E' lo scotto che pagano gli artisti, i creativi. Chi non è creativo non può immaginarsi cosa significhi annoiarsi e perdere ispirazione, infatti su otto miliardi di persone ci sono pochissimi artisti (veri, non quelli chiamati artisti) e questi sono pressochè esseri sconosciuti a quelli che non lo sono, quelli che fanno lavori "ordinari" o che vivono in modi sensorialmente "ordinari". Ecco perchè chi fa finta d'essere artista risulta sempre ridicolo: perchè non sa davvero cosa imitare in quanto gli è sconosciuto. Chi perde gli stimoli in questi casi, da sano si ammala e il problema sta proprio dentro al problema, quindi difficile da raggiungere e superare. „
Ah, forse.
“ Sulla quarantina,ma sono convinto sul serio che vivere non sia un dovere,mentre siamo in una società che è sempre pronta a giudicare chi chiede di farla finita.
E' giusto cercare in tutti i modi di preservare la vita ma ad un certo punto penso che sia un dovere assistere chi arriva alla propria fine e vuole andarsene con dignità. D'altronde se uno vuole farla finita può farlo nei più disparati e fantasiosi modi,peccato che ben pochi siano dignitosi
Comunque è palese che abbia avuto delle gravi motivazioni,anche perchè non penso che uno possa andare in una clinica in Svizzera e dire "buongiorno dottore,sono stufo di vivere" e quello ti da il bicchierino da bere e saluti e baci. Se avvallano la richiesta è perchè ritengono che le motivazioni siano valide e irreversibili (anche una depressione che non reagisce alle cure). „
Mah, Sadko...la gente è stata, viene e sempre sarà giudicata per qualunque cosa nella propria vita: il lavoro, la persona con cui sta, che hobby ha, quale squadra di calcio tifa o se non lo segue (anche per il fatto stesso di non seguire il calcio), che partito vota, la scelta di non votare, se è religiosa o meno, i suoi gusti (sessuali e quelli inerenti qualunque altrro campo)... qualcuna/o che ti giudicherà lo troverai sempre.
Riguardo ai modi dignitosi per porre fine ad una vita non credo ne esista nessuno: buttarsi giù da un ponte, sparasi, iniettarsi veleno (anche per un suicidio assistito), lasciarsi morire di fame... non credo ci sia dignità nel suicidio. Magarì dignità del corpo che non ne esce spappolato sì, ma per il resto ho il dubbio che non lo sia (non ho certezze al riguardo). Poi ognuno ha la libertà di decidere del proprio destino e della propria autodeterminazione quello sì: qualora sia ancora sano di mente (altrimenti non esisterebbero neanche i TSO).
Per la motivazione concordo e che abbiano che non era malato mi sembra poco credibile: la depressione stessa è una patologia.
C'è da dire comunque che uno come Godard, per quello che ha fatto, alla sua età conta relativamente se sia ancora vivo o meno. La persona non sarà mai importante come ciò che ha lasciato.
La dignità sta nel passare a miglior vita accompagnato dai propri cari e in modo più dolce possibile. Non penso che una persona che voglia suicidarsi vada da un parente stretto a chiedere : "tra un paio d'ore mi accompagni in stazione? devo buttarmi sotto al treno". Non riesco nemmeno a immaginare la tremenda solitudine che provi chi decide di compiere un gesto del genere. La dignità è anche dare l'opportunità di scegliere a quelle persone che sono immobilizzate nel letto e che non possono disporre del loro corpo e quindi della loro vita. La cosa meno dignitosa in assoluto è costringere una persona a soffrire perchè tanto non ha la possibiltà di fare altrimenti.
“ Poi ognuno ha la libertà di decidere del proprio destino e della propria autodeterminazione quello sì „
Ma infatti non l'ho voluta specificare la cosa del suicidio, aprendo il thread. In realtà volevo solo vedere se ci fosse qualche disgraziato che se ne frega qualcosa.
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.