|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 9:23
“ Poi, tutto in digitale. „ . . a parte un parentesi giovanile, ho fatto il processo inverso: il mio primo hifi serio aveva un lettore digitale, ora e da due anni non ascolto quasi più da sorgenti digitali ma quasi esclusivamente da fonte analogica Giradischi Thorens TD 320 accuratamente revisionato e tarato, e pure da un'economico Rega RP1 ormai ibrido nel senso che gli ho rifatto nuovo il telaio con materiale diverso dall'originale, ho migliorato l'isolamento meccanico del motore, ho modificato la puleggia condotta e ho progettato un set di nuovi 4 piedi di appoggio regolabili, ora suona ad un livello + alto. non metto il naso sulle elettroniche perchè sono un meccanico ma per fortuna ho un'amico bravo sui valvolari. |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 9:37
Non si vedono mazzuolo e scalpello da muratore ... non sei più il duro che più duro non si può, sei diventato una mammoletta! |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 11:03
Haha ! No, qua e' tutta roba delicatina: ci vogliono manine di fata e nervi saldi, specie con i transistor @Fabio F77: e perche' irriverente ? Ci mancherebbe... Il vero audiofilo si offende come stile di vita, noi no ! Oggi tocca ai giradischi. Ecco i preannunciati modelli nazional-popolari di due marche in voga nello stesso periodo: Technics SL-23 e Thorens TD 165, si parla circa del 1976, anno in cui con il mio bel grembiulino dal virile fiocco azzurro e cartella di cuoio dagli spietati spallaci segapelle entrai nel triste mondo dell'istruzione obbligatoria. Thorens TD 165 da 3 quarti
 Entrata dei fili della testina nel braccio
 Vista dal drone
 Contropiatto in plebea fibra plasticosa, che invece il modello da ricchi, TD 160, aveva in lega
 Puleggia per cambio meccanico di velocita', sopra 45 sotto 33 e cighia ancora originale appena lavata, asciugata e borotalcata, come le chiappette di un bambino; per fortuna non si vulcanizzano come quelle delle piastre a cassette...
 Vista con inquadratura tipo propaganda gloriosa della testina, sempre originale dell'epoca e allegato braccetto
 Primo piano sul disco di Frida della Stanton
 Thorens senza veli
 Motore sincrono in ca ancora da re-lubrificare con 2 gocce di olio per macchine da cucire, notate l'albero secchino...
 Ed ora la controparte giapponese, il Technics SL-23 (all'epoca gruppo National Panasonic). Vista generale senza il piatto monoblocco in alluminio
 Per di sotto, con l'elettronica di controllo della velocita', alimentazione e potenziometri vari
 Alimentatore
 Gruppo braccio-testina e controlli
 Particolare dei cinematismi per il ritorno automatico del braccio a finedisco
 Testina e piatto che ruota con strobo acceso
 Vista generale
 Puliti, lubrificati, borotalcati e deossidati entrambi; per il Thorens ho mantenuto le tarature originali sigillate di fabbrica, che col metodo della matita il piatto era tutto sommato ancora al suo giusto posto. Dopo questo pappozzo di immagini, come suonano ? Preferisco il Technics: piu' bassi e piu' alti; il Thorens ha piu' medi ai quali sono violentemente allergico, eppoi il giapponese ha il ritorno automatico del braccio che mi fa impazzire Come estetica sono pari: un tank tedesco il primo, un mechawarrior giapponese il secondo; un po' come confrontare Leica e Nikon. E' molto carino l'antiskating con filo e contrappeso del Thorens. |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 11:42
Il Thorens TD 165 come soluzioni tecnologiche meccaniche vibrazionali mi piace assai più del Technics, se avessi tra le mani un TD 165 credo che non procederei solo ad un restauro ma farei delle modifiche o ricostruzioni alle parti meccaniche critiche: puleggia, contropiatto, e telaio flottante, forse anche il braccio. ecc. . . mi viene la voglia di cercarne uno usato da modificare. |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 11:51
mi hai fatto voglia di restaurare il vecchio ERA 5055 che ho in cantina semisfasciato... |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 12:05
Carino ! Ha un contropiatto bello massiccio !!! |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 12:08
si.. e un braccio sospeso su lame di coltello. Ha un motore a 48 poli, praticamente il motore di un orologio Ai tempi era un piatto fantastico.. Lo ho ocmprato nuovo e l'ho sempre tenuto. Purtroppo molte delle cose che ho comprato (e strausato) son diventate d'epoca nel frattempo. al momento uso un pro-ject che, nel frattempo, sta diventando pure lui d'epoca |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 12:14
Ehi, l'ultimo giradischi qui sopra somiglia al mio.... stasera verifico. E' sempre lì al suo posto e funziona da un milione di anni |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 13:17
“ E' sempre lì al suo posto e funziona da un milione di anni „ . . il grande lato positivo del giradischi è che sono essenzialmente delle macchine elettromeccaniche con giochi e accoppiamenti di precisione e col grande vantaggio che possono essere restaurati e riparati facilmente e quindi possono essere tenuti operativi per molti decenni, in pratica col giradischi ci nasci e ci muori . . |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 13:35
Eggia' ... e con il motore in alternata a 220v e' il massimo della semplicita': hai i 50hz che ti regolano automaticamente la velocita' senza derive, e se fosse a trazione diretta ancora meglio, ti risparmi una cinghia nuova ogni 60 anni |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 13:51
In realta' a casa ho tanti stereo, ma alcuni sono solo belli da vedere. Per esempio questo con mobile originale
 come quasi ogni Pioneer, a parte la vecchia serie 500 del '74, suona di cacca: bassi rigonfi a 100hz, alti sfiatati e un suono generalmente impastato dove tutto e' confuso. Pero' acceso e' una gran ficata da vedere |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 16:38
si . . esteticamente molto bello . . gli hifi Pioneer di quel periodo spesso son ben curati nel design e ora l'hifi vintage è di moda, le piastre di registrazione sono tornate in auge pure loro e cominciano a costare parecchio se restaurate e ripristinate a dovere. ho due amici mantovani, uno rivenditore storico di hifi a MN, e l'altro che ha un rifornito negozio di vinili e strumenti musicali che da anni comprano e rilevano dai clienti gli hifi stereo delle serie + prestigiose o anche solo giradischi a pochi soldi perchè hanno magari due guasti da nulla, li sistemano, li restaurano e li rivendono a 3+/-4 volte il valore di acquisto. . . |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 17:02
Nascono 1000 polli al giorno, ed esistono solo per essere giustamente spennati. Tra poco torneranno di moda i 78 giri... |
|
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 17:53
Beh il vinile ha avuto un bel ritorno, gli appassionati incalliti dell'analogico l'hanno effettivamente tenuto in vita negli anni bui e ora va alla grande. “ Tra poco torneranno di moda i 78 giri... „ non dirlo due volte. due dei miei amplificatori stereo: sinto/amplificatore integrato HK 3380, esteticamente bello anche se di design moderno ma ormai superato, 80+80 watt rms su 8 Ohm, suono appena decente solo con diffusori facili, con diffusori un pelo esigenti il suono si gonfia al punto da perdere totalmente dinamica.
 AM audio PA30 15+15 vatt in classe A, amplificatore integrato minimale, dual mono . . interamente progettato e costruito in Italia, pilota egregiamente ogni tipo di diffusore anche difficile, suono decisamente dinamico, pieno e caldo. usato lo si trova a prezzi decenti (circa 900€) e una volta revisionato e ripristinate le sue prestazioni di targa suona come Dio comanda, scalda assai e d'estate regge solo con un condizionatore acceso, d'inverno ti riscalda con il suo calore avvolgente immerso nel suono armonioso.
 frontale nero satinato con manopole dorate, è comunque un'ampli che ha più di 20 anni anche se non classificato antico è ormai un nonno prestante. |
user226515
|
inviato il 18 Luglio 2022 ore 19:29
“ pilota egregiamente ogni tipo di diffusore anche difficile, „ Sarei stupita del contrario ha circa 100.000 microfarad per ramo, sull'alimentazione principale, trasformatore toroidale ultra dimensionato, 4 finali per canale, ognuno in grado di reggere una 30ina di ampere... I problemi del Pioneer di Jacopo, comuni a gran parte della produzione "generalista", non sono dovuti alla circuitazione, ma alla realizzazione, tesa al massimo risparmio, ed al fatto che le prove di carico venivano eseguite in laboratorio, su carichi resistivi puri, nessun diffusore reale è un carico resistivo puro. Io ho modificato, neppure tanto, un vecchio integrato di produzione giapponese, raccattato in un CARD, ed adesso suona benissimo, ha fregato pure dei "pipistrelli", quelli che spendono l'equivalente di un mio stipendio per un cavo audio |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |