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inviato il 24 Aprile 2022 ore 19:03
I fuoriclasse non hanno bisogno di spinte, hanno qualcosa da dire che interessa e se vogliono affermarsi è solo questione di tempo, ma ci arrivano. Per quelli diciamo "normalmente bravi" oggi la faccenda è più complicata: abbastanza bravi da poter lavorare senza problemi mi pare che ce ne siano alquanti, per cui essere ben paraculati (pardon "saper curare le p.r.") oggi credo sia molto più importante oggi che in passato. Le pippe senza spintarelle non vanno da nessuna parte, ma con la spinta giusta ce la fanno pure loro. Purtroppo. Questo un po' in tutti i campi, secondo me. |
user12181
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inviato il 25 Aprile 2022 ore 12:03
"(non certo di un potenziale "invidioso" come il sottoscritto)" Sei troppo modesto, non sei un invidioso potenziale ma un invidioso in atto. Scusami se uso il "tu". Già l'autopresentazione solleva più di un dubbio, se poi si assaggia on line un po' del tuo risentimento, le sensazioni diventano proprio sgradevoli e le braccia cadono. Io mi sento male al solo pensiero di leggere "opere" infarcite di ingegnereschi e pedanteschi "loro" come complemento di termine, tignosi presìdi di antichi studi classici. E chissà cos'altro mi aspetterebbe... Forse anche per questo non darei un giudizio del tutto negativo sull'editoria letteraria in Italia, vedo invece segnali di salute discreta, di anticorpi svegli e pronti a espellere anche un piccolo virus malevolo, costringendolo a languire nella publicazione a proprie spese. |
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inviato il 25 Aprile 2022 ore 12:44
Ebbene, credo che sia solo perché "Tu" conosci assai poco di quello che sta succedendo nel campo dell'istruzione e della cultura di questo Paese in generale. La pedanteria, come tu la chiami, è quella che ha fatto fare i passi avanti all'arte. La pedanteria, per intenderci, è quella che ha consentito alla musica di passare dalle danze tribali al Barocco. La pedanteria è quella di Dante e Leopardi. A casa mia si chiama rigore, ché a metter giù cose a caso e sperare che diventino capolavori son bravi tutti. Anche nella fotografia. Evita davvero di leggere cose mie, non meritano. Ma anche non ti meritano. |
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inviato il 25 Aprile 2022 ore 13:50
@Federicomaderno Bisogna vedere un po' cosa si cerca. Se con la letteratura si vuole guadagnare, o comunque si vuole campare, beh, è sempre stata dura, e il detto "litterae non dant panem" mi pare in circolazione da un bel po' e quindi non è un problema solo di oggi, non è un problema che sia saltato fuori all'improvviso. Chi si dedica alla scrittura creativa lo sa, così come si sa bene di capolavori rimasti nel cassetto in attesa di pubblicazione per decenni. Moltissimi buoni scrittori hanno dovuto fare altri lavori per campare. Se invece si cerca solo una possibilità per far conoscere il proprio lavoro al pubblico, ebbene rallegriamoci che le cose non sono più quelle di cinquant'anni fa, quando uno scrittore che non trovava un editore era condannato a non essere letto. Oggi invece con costi minimi chiunque può aprire un proprio sito e mettere le proprie opere a disposizione di chiunque le voglia leggere. E se invece si desidera essere letti da molti allora bisogna scrivere cose che molti vorranno leggere. Ma (ed è un "ma" grosso come una casa) bisogna esserne capaci. Frignare non serve a niente. |
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inviato il 25 Aprile 2022 ore 14:06
Miopiartistica Perfettamente d'accordo su tutto. Oggi il sistema è estremamente democratico e consente a tutti di mettersi in gioco. L'unico problema, eventualmente, è che si è generata una produzione impressionante di opere, molte delle quali sono oggettivamente prive anche dei fondamentali. Mi chiedo solo perché i grandi Editori non cerchino meglio tra tutto il materiale a disposizione quello che merita veramente. Succede nel Cinema (abbiamo ancora i cinepanettoni come una condanna periodica) nella musica e così via. Ho conosciuto recentemente un musicista di Torino, estremamente preparato e con ottima base teorica. Sono anni che cerca disperatamente qualcuno che non dico lo promuova, ma almeno gli conceda la possibilità di un'audizione. Solo questo vorrebbe. Mi ha fatto sentire qualcuno dei suoi brani e ti assicuro che sono davvero validi. Eppure... temo che la sua voglia di fare e le sue aspirazioni restino un sogno. Adesso, sembra un paradosso, ha smesso di cercare un riferimento tra le persone che sono nel giro dell'editoria musicale, ma sta cercando qualcuno (a caso) che gli faccia da tramite per presentarlo ad una di queste persone. Considerando il livello della produzione musicale che passa in radio o tv, mi sembra una follia. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 7:53
Seguo, anche se conosco poco il mercato dell'editoria. Pertanto non mi azzardo a esprimere giudizi, che leggo tuttavia con interesse. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 19:26
Andrea Festa Evito di parlare dell'ambito letterario, perché vengo automaticamente tacciato, da qualcuno, come un invidioso denigratore delle altrui fortune e delle altrui opere. Porto l'esempio della musica, della quale un po' mi intendo, ANCHE SE GIURO NON HO AMBIZIONI DI PRODUZIONE E NEMMENO DI VENDITA DI STRUMENTI (così, tanto per spazzare il campo da dubbi e insinuazioni). Consideriamo il "caso" Achille Lauro. Qualcuno lo reputa un Genio solo perché si esibisce in coreografie provocatorie e di rottura, anticonformiste. Ma musicalmente è quasi zero e in termini estetici non vale un decimo di quanto faceva Renato Zero quaranta (!) anni fa (con molta maggiore eleganza). Però, al mercato ve bene così e dunque viene imposto soprattutto a quanti hanno scarsa preparazione musicale. È il mercato, bellezza! Poi, che viene dal Conservatorio va a fare la fame nelle orchestre dei teatri. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 19:39
Francesco Guccini: "non ho mai dovuto mettermi piume di pavone nel culo per poter cantare". |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 19:43
Luca Bugli Altri tempi. È per questo che rimarranno ai posteri. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 19:49
Be lo spettacolo fa parte dalla musica, i kiss tanto per fare in nome di una band storica Ma ovunque i cantanti e i gruppi hanno sempre fatto show nei concerti, si paga anche per quello |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 20:21
L' editoria è in crisi ed i fotografi ed artisti vari o sedicenti tali, sono una moltitudine Una "spinta" è necessaria più che in passato. Con il digitale, dalla TV alla fotografia, gli utenti sono milioni, rispetto a prima, quando le immagini erano fruibili a molte meno persone ed i libri e le riviste erano acquistati da relativamente poche persone. Quindi, coi grandi numeri, la preparazione media del pubblico e quindi il suo spirito critico si è abbassato drammaticamente. Poi ci sono le trasmissioni di Costanzo De Filippi ed epigoni vari che regalano momenti di celebrità ed illusioni ad un esercito di cialtrxxxi. Poiché siamo diventati di bocca buona, in giro c'è un esercito di mediocri, quando va bene, figli e nipoti di.... che in altri tempi avrebbero dovuto fare altri mestieri. Ecco perché la "spintarella" è necessaria ben più di prima. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 20:24
MatteoGroppi infatti, io sto parlando di musica. Non credo che i Kiss, mascherata a parte, possano essere ricordati tra i gruppi di alto livello musicale. lo spettacolo è un'altra cosa. Vendere musica attraverso un finto anticonformismo è solo un'operazione commerciale. Sfiderei volentieri Lauro ad andare sul palco vestito in jeans e maglietta. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 20:50
Ah no? Prova a vedere chi ha fatto la storia della musica e scoprirai che tra le più belle ballad in giro ce ne sono parecchie dei kiss La musica come la fotografia non é solo tecnica pensarlo é molto riduttivo, ci sono brano che sono negli esercizi di stile ma alla fine restano quello, tecnicamente belli ma poco significativo. Per la fotografia vale lo stesso concetto, foto tecnicamente perfette usate magari per pubblicità o per la moda non rivaleggiano con scatto notturni e mossi o con pellicole scadute e dalle tonalità rosate moriyama Quello che é significativo e funziona non sempre é legato solo alla tecnica e non esiste solo un modo per essere significativi Nella pittura Monet era stato aspramente criticato eppure direi che é più significativo di altri che nello stesso periodo non hanno colto il cambiamento e sono rimasti legati a uno stile passato Eppure c'erano tonalità violacee che fecero scandalo, macchie di volere ecc.. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 20:52
Kwlit È in buona sostanza quanto sostengo io. Il problema è che arte e industria (dello spettacolo) si sono incontrate e la prima si è immolata sull'altare della seconda. Va da sé che un genio, se è tale, resterà tale, ma attenzione! Tra mille difficoltà ed eventualmente in quasi assoluto anonimato. Quello che molti anni fa difficilmente accadeva. |
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inviato il 27 Aprile 2022 ore 20:55
Non basta essere capaci bisogna anche capire il proprio tempo e saperlo raccontare nei modi giusto altrimenti si può essere bravi ma si é anacronistici |
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