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Tu vedi un aspetto soltanto di questa prigione, o caverna per dirla alla Platone. Sicuramente nella trilogia si parla anche di questo aspetto; ma il senso che reca - implicito ed esplicito - non è: "tu non sei libero.(punto)"
- siamo prigionieri
- questa prigionia ha un'origine, una causa
- a questa prigionia si può porre fine
- vi è una metodologia ben precisa per spezzare le catene imprigionanti e realizzarsi eternamente liberi
Carpenter già negli anni 80 aveva fatto un film su questo superficiale - seppur non banale - aspetto della "prigione", sempre per dirla a parole tue.
Dici che qui noi non stiamo parlando di filosofia, di religione, ma cosa dicono esattamente le religioni? Essenzialmente, dicono che l'uomo versa in una condizione incompiuta, in un torpore, e a causa di ciò, soffre. L'obbiettivo - ambiziosissimo e spesso trascurato dalle stesse - delle religioni è trascendere la sofferenza per attingere ad un lungo, profondo, eterno stato di beatitudine. La salvezza dei Cristiani, la Mokśa degli Hindu, il Nirv?na dei Buddhisti, ecc. Le religioni, sono i rami dell'albero della Tradizione metafisica Unica e Universale; attenzione, non sto facendo sincretismo. Ognuna di esse ha le proprie prospettazioni, le proprie differenze formali, determinate spesso dalle condizioni socio-culturali. Alcune di esse hanno differenze significative pure tra le scuole all'interno di esse; nel San?tanadharma Hindu possiamo avere prospettazioni ortodosse dualiste, moniste, moniste qualificate, non-duali, ecc., ed ognuna di esse non è in contraddizione con l'altra. Ma possiamo anche sorvolare su questo aspetto, anche se la simbologia di matrix è chiara e decisa nel dimostrarlo: bambini monaci dall'oracolo, colonna sonora composta da inni della Tradizione scritturale Hinduista, Neo in croce nel finale, ecc., ecc., ecc.
Vuoi parlare della "prigione" vera e propria? Proverò a darti una definizione di maya (facciamo che i segni diacritici non li uso, anche se comunque non è corretto, poiché ad'esempio "maya" senza le vocali lunghe sarebbe il suffisso "fatto di").
Maya significa letteralmente artificio, trucco, inganno, illusione, illusione cosmica; e, ancora, ignoranza metafisica, apparenza universale, fenomeno, apparenza fenomenica relativa, mondo empirico fenomenico; e, ancora: ciò che ha una dimensione: il finito, il limitato, il relativo. Per estensione, maya è tutto ciò che, essendo modificazione o sovrapposizione limitante, nasconde la realtà. Per mezzo della maya l'universo "appare" ai nostri sensi e la mente tenta di interpretare l'apparenza. La maya non è un ente sostanziale, ma un dato evanescente, contraddittorio, impermanente. Potremmo considerare la maya un movimento apparente, movimento che diventa forma, un'immagine.. l'immagine residua di sé dice morpheus in relazione alla sua controparte individuale, l'avidya. Lo stesso morpheus mostra a neo il mondo fittizzio velato dall'illusione dove ha sempre vissuto; questa è roba vecchia come il mondo, non è un film d'azione del 1999. Come ho già detto, la trama di matrix è minuziosamente descritta nella Tradizione scritturale del Sanatanadharma. Ovviamente i fratelli wakosvsky hanno romanzato e riarrangiato il tutto per renderlo cinematograficamente appetibile al grande pubblico. Morphrus parlava di "immagine residua di sé" dicevamo. Se nella dottrina Vedanta l'illusione della matrix è proiettata dalla maya, l'immagine residua di sé è proiettata dall'avidya, della quale ti do una breve e non esaustiva definizione: ignoranza che verte sulla realtà o noumeno, ovvero la natura dell'essere. Possiede queste caratteristiche: è senza inizio; viene eliminata solo dalla comoscenza; è indescrivibile; è dotata di due poteri: proiettivo e velante, ossia, vela il reale e proietta l'irreale. In definitiva, l'avidya è l'aspetto caratteristico dell'individualità dell'ente. Cerca di focalizzarti su un punto alla volta; è eliminata solo dalla conoscenza: morpheus offre la verità a neo, ma dovrà vederla da sé.. pillola rossa e potrai vedere=conoscere tu stesso quanto è profonda la tana del bianconiglio. È l'equivalente di quanto sperimenta l'uomo fuori dalla caverna di Platone, ma è lui stesso che deve uscirne, gli uomini ancora incatenati non potranno mai concepire ciò che vi è al di fuori. Oppure possiamo metterla in termini mitologici: Narciso! Era quello che specchiandosi così a lungo nell'immagine residua e riflessa di sé, cadde nell'individuazione illusoria, credendo di essere l'immagine stessa. E cosa succede a Narciso? Muore, ovvero, cade in potere della morte nel divenire ciclico esistenziale-trasmigratorio.. è la nostra storia, la storia di tutti noi, o quantomeno, la storia di ciò che erroneamente crediamo di essere!
Ci siamo fino a qui? Trovi che tutto ciò non abbia nulla a che vedere con matrix? Se è così potresti provare a spiegare il tuo punto di vista, potresti provare a negare quanto ho espresso, magari senza fare il gatto sul pianoforte che suona la canzone dei matti.
Essendo poi su un forum di fotografia - bellissimo passatempo introspettivo ed espressivo che spezza i momenti che male utilizzerei tra lo studio, la riflessione e la meditazione - lascio a tutti voi una riflessione:
- La dominante verde identifica la matrix
- La dominante blu identifica il mondo fuori dalla matrix
- la dominante dorata identifica ciò che neo vede - dopo aver perso la vista formale - con la vista interiore (Ajnacakra, l'occhio di Śiva)
- nel finale, quando Sati va con l'oracolo, vi è una nuova strana dominante, nettamente presente anche nel trailer del quarto
Avete mai pensato a cosa si riferiscono queste tre+una dominante? La quarta pare contenere in se tutti i colori, è davvero insolita.. la risposta potrebbe giacere ancora una volta nelle Tradizioni metafisiche del quale l'uomo è depositario nel profondo?
user198779
inviato il 11 Novembre 2021 ore 4:49
Attenzione che oggi chi pensa è bollato di complottismo .
“ Il fondo secondo me lo hanno toccato con la scelta di metterci dentro la Bellucci, che a parte un paio di pere di tutto rispetto non ha altro. Inguardabile a recitare, e si è pure doppiata da sola. „
Al regista non far sapere quant'e' bono il film con le pere.
Qui si potrebbe aprire un topic a parte ma verrebbe chiuso in tempo zero. Mi taccio.
user198779
inviato il 15 Novembre 2021 ore 7:50
Scusami ma non ho capito bene nemmeno io a dire la verità.
viviamo in un mondo che ci impone determinate regole, alcune fisiche altre diciamo "sociali".
Di preciso, cosa dovrebbe cambiare per una persona pensare che queste regole sono imposte dalla fisica dell'universo piuttosto che da una fantomatica "matrice"? Tanto, per quanto ti convinci di poter scorgere la matrice, non puoi piegare il cucchiaio e nemmeno saltare dal palazzo...
La domanda è "chi è consapevole di vivere nella matrice?"...ma "consapevole" è ben diverso da "convinto".
Dubito fortemente che qualcuno possa essere "consapevole" di questa cosa...al massimo, appunto, convinto.
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