user207929
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 20:04
@Zeppo - nessun problema, ci mancherebbe, mi sono solo permesso una battuta @Goldrake - stando al titolo del 3d, dove si parla precisamente di prove, direi che le tue affermazioni siano invece da considerare nell'ambito dell'esperienza personale, che taluni riportano. Che tale esperienza trovi un riscontro nella realtà effettivamente vissuta o siano frutto di un'elaborazione fantastica non ci è dato di saperlo. Certi racconti non dimostrano l'esistenza inconfutabile di prove, ma non sono neppure frottole. E non sono frottole poiché in certi casi potrebbe esserci la perfetta buonafede di chi interpreta un'esperienza onirica, un'elaborazione fantastica per realtà. Ho usato il condizionale perché, indipendentemente dall'attitudine che ognuno di noi ha in relazione a tali argomenti, non è sempre giustificabile interferire con le convinzioni altrui. Il cervello è un meraviglioso software di elaborazione della realtà. Comunque esiste una discreta letteratura che spiega da un punto di vista scientifico le motivazioni che spingono alcune persone a credere ai fenomeni trascendenti. Poi ognuno saprà rivolgere la propria attenzione all'aspetto del tema che più lo colpisce, ma non esiste una prova, che sia una, in grado di dimostrare la veridicità di un qualsiasi fatto trascendente la realtà palese e verificabile. |
|
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 20:12
La mia opinione, da quel senza dio che sono è questa: l'uomo è un essere dotato di un'intelligenza (dicono) che gli consente di fare previsioni. Ovviamente, tra le previsioni i che fa ci sarà pure quella della propria morte. Tuttavia questo tipo di pensieri possono essere estremamente angosciosi e perciò il cervello ricorre a meccanismi di autoprotezione. Da giovani è più facile, si pensa di poter vivere in eterno (anche i giovani lo sanno che dovranno morire, ovviamente, ma questo non intacca il loro vissuto da esseri immortali) e alla morte si pensa molto raramente, ma invecchiando questo non basta più e allora, a proteggerci dalla paura della morte vicina, ci sono le opportune credenze religiose o mistiche oppure un provvidenziale rimbambimento senile, nel quale confido. E se non arrivasse allora spero di essere assistito da qualche medico abbastanza intelligente che mi assista nei miei ultimi giorni e sappia mandarmi nel mondo dei più fatto come una scimmia. Tutto qua, per me non c'è altro. |
|
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 20:19
@Smart: Ho subito 5 forse 6 anestesie totali e altre meno forti, e quando mi risvegliavo l'unica cosa magnifica era che i dolori alla schiena non c'erano più...Una delle volte però fu tosta perchè in anestesia totale ci rimasi parecchio per una laparatomia totale in cui mi tolsero dirca 50 cm. di intestino... comunque nessuna esperienza di alcun genere... |
|
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 20:46
A me accadeva, ad esempio, di avere dei déjà-vu, o più precisamente dei déjà vécu, flash con l'apparenza di situazioni già vissute in altri tempi di cui però non avevo una memoria reale. La cosa accadeva sempre quando ero sveglissimo, accadeva con una certa frequenza ed è proseguita finché non ho iniziato a far caso ad un particolare: nello pseudo-ricordo l'ambiente, i mobili, le persone e tutto il resto erano esattamente come nell'istante che stavo effettivamente vivendo, dunque non era possibile che quegli pseudo-ricordi si riferissero ad altri tempi, ma solo ad una sorta di cortocircuito mentale che me li faceva sembrare tali. Una volta presa coscienza di questo fatto, quegli episodi non si è sono più ripetuti perché evidentemente la coscienza annullava l'eventuale cortocircuito mentale. |
|
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 21:15
Io mi scuso, visti gli interventi successivi, per il mio approccio scanzonato. Ho pensato, magari sbagliando, che un forum di fotografia non fosse il luogo adatto alla discussione sul silenzio di Dio, e ho usato un registro "allegro". Me ne scuso. |
|
|
inviato il 04 Agosto 2021 ore 21:34
Daniele.. non ricordi di averlo fatto ma fidati che lo hai fatto. Ne avevi consapevolezza un attimo prima di farlo. Da quel momento in poi... buio totale. Ne avrai consapevolezza un attimo dopo essere uscito fuori. |
|
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 7:22
I.Felix, e tu come fai a saperlo "con tanta certezza" se anche tu stai attraversando quel periodo di "buio totale"? Perché il problema sta tutto qui: nessuno ha qualche autentico ricordo o consapevolezza di una cosa del genere, o di un'eventuale reincarnazione, o dell'esistenza del Paradiso cristiano, o di quello islamico con le sue 70 vergini per ogni uomo, o dell'Apzu, l'aldilà sumerico dove l'esistenza dei morti era tanto migliore quanti più figli avevano generato durante la vita, eppure tutti questi buddhisti, cristiani, islamici, sumeri e tantissimi altri hanno sempre parlato della "loro" interpretazione di un aldilà come dell'unico "vero" destino dopo la morte, come se effettivamente qualcuno dei loro fosse tornato per parlarne ai vivi. Allora come lo scegliamo quello autenticamente "vero": gettando i dadi? Tutto è possibile e tutto è falso allo stesso tempo; se dopo ci sarà qualcosa lo sapremo soltanto dopo, e se non ci sarà nulla non rimarremo delusi per il semplice fatto che non avremo più coscienza di nulla. |
|
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 13:07
io di interventi sotto anestesia totale ne ho fatti parecchi nell'arco della mia età fin qui raggiunta (mezzo secolo  ). Ho diversi ricordi, più o meno buoni dell'effetto che questa comporta a livello fisico e mentale. Tutto dipende anche da come ci si rapporta all'intervento che si subisce, se si è preoccupati o sotto stress per paura e timore, dipende anche credo da chi ti somministra il sedativo. A volte i risvegli erano traumatici, altre come se nemmeno mi fossi addormentato e rimasto incosciente per ore. L'ultimo del maggio scorso sono stato sotto i ferri per 6 ore, ma era un'operazione che non vedevo l'ora di fare per risolvere una volta per tutte la mia situazione. Ero arrivato in sala operatoria sereno, con la bramosia di far passare il malessere dei mesi e degli anni prima. Credo sia anche un qualcosa dovuto alla suggestione, se uno sia credente o meno, si aggraoppa alle sue certezze o cmq a qualcosa che lo rincuora (fede o altro)....e di conseguenza la psiche si riflette. Solo una volta ho avuto una specie di esperienza extra corporea.....molti anni fa ero seduto sul divano e stavo leggendo un libro (di cui nemmeno ricordo titolo o genere), ero rilassato e immerso nella lettura ma era pomeriggio e un po di abbiocco si faceva largo. Non cedevo ma ogni tanto capitava di lasciarmi andare e chiudere gli occhi...fino a quando mi sembrò di levitare sopra di me e vedermi seduto....un attimo infinitesimo e risveglio brusco con scossone. Indimenticabile. Non sono praticante, lo fui fino a quando ero ragazzino perchè ti mandavano a messa. Mi sforzavo di capire a cosa credere ma purtroppo la fede non ha mai fatto presa su di me, pur capendo che per qualcuno sia qualcosa di imprescindibile, come mia nonna ad esempio. Ho la netta sensazione però che dopo la morte scopriremo sicuramente qualcosa, in un caso o nell'altro. Troveremo una risposta e saremo partecipi di ciò che accadrà nel momento in cui ci spegneremo coscienti di ciò che sta avvenendo oppure nulla di nulla e nel nulla. |
|
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 19:05
Bella storia, peccato doverla leggere da un sito che si intitola "Il paranormale". Quando mi capiterà di leggere storie simili garantite come autentiche da qualche premio nobel per la fisica e pubblicate dal New York Times o da Der Spiegel allora comincerò a pensarci su seriamente... |
|
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 19:11
Non credere a qualcosa solo perché non si hanno prove è come voler imparare a nuotare senza mai buttarsi in acqua. ...nse.po.fare...!!! |
user215205
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 19:27
@Felix Se vado in giro a dire che sei un criminale, ma non ho prove per dimostrarlo, dovrebbero credermi? |
user198779
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 19:54
Non esiste nessuna prova che ci sia un seguito dopo la morte come non esiste nessuna prova che non ci sia  |
user215205
|
inviato il 05 Agosto 2021 ore 20:00
Di un qualcosa va provata l'esistenza, non la non esistenza. Se accuso qualcuno di aver commesso un crimine, devo esser io a dimostrarne la colpevolezza, non l'accusato a dimostrare d'esser innocente. |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |