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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:01
La Commissione Europea, 6 settimane fa, è stata molto chiara sia sugli step intermedi del 2030 e 2040 che sul termine ultimo del 2050 per l'eliminazione totale delle emissioni di CO2: www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/04/21/lunione-europ Quindi nel 2050 niente motori a combustione e conversione del riscaldamento domestico a solare. Che fine faranno tutte le nostre centrali elettriche a carbone e metano? E la nostra flotta di navi? E le industrie che sono basate sul metano (ceramica, acciaio, allluminio) che fine faranno? Importeremo tutto dalla Cina? |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:06
@Nicevan: il cemento dura tantissimo, basta vedere il porto di Pompei che è ancora intatto dopo 2000 anni (senza manutenzione!). |
user215205
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:08
“ E le industrie che sono basate sul metano (ceramica, acciaio, allluminio) che fine faranno? „ Gli altiforni elettrici a arco esistono da parecchio, e non solo in Cina. Riguardo il cemento dei romani che ancora resiste, le sue caratteristiche meccaniche sono lontanissime dal calcestruzzo moderno, 2000 anni e più, qualche volta, non passano invano. |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:11
“ La Commissione Europea, 6 settimane fa, è stata molto chiara sia sugli step intermedi del 2030 e 2040 che sul termine ultimo del 2050 per l'eliminazione totale delle emissioni di CO2 „ a quelle date non ci credono nemmeno loro, poi arriverà la proroga, un po' di sana ipocrisia ambientalista giusto perché far vedere che si impegnano questi della UE sono come i politici italiani, bravissimi a far leggi, tanto ci vuole poco, poi applicarle e un'altra cosa, ci si scontra con la realtà della società e dell'economia Nicevan, sarei curioso di vedere se il tuo amato cemento armato ci arriva a 2000 anni |
user215205
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:21
“ Nicevan, sarei curioso di vedere se il tuo amato cemento armato ci arriva a 2000 anni „ Non mi occupo di costruzioni edili ed affini, sono più pratico di forni ad arco, però ti posso garantire che una struttura a scheletro in calcestruzzo armato, eseguita a regola d'arte, dura molto più di 2000 anni, ed è in grado di sopportare carichi enormemente superiori a quelli delle strutture dei romani. Il viadotto sul Polcevera non è caduto perché in CCA, ma perché sottoposto a carichi per i quali non era stato progettato, e sopratutto per mancanza di manutenzione. |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:29
@Nicevan: nei forno elettrico ad arco gli elettrodi sono di grafite e si consumano molto in fretta. Dentro al forno elettrico ci ricicli la ghisa e gli acciai al carbonio: grazie agli addittivi tutto questo carbonio diventa CO2 che viene liberato nell'aria. Anche questo deve scomparire entro il 2050! Se hai seguito la vicenda ILVA, si presume di convertire ad idrogeno gli altoforni. Cina, India e Brasile non fanno parte del Protocollo di Kyoto e come paesi mergenti non sono sottoposti a sanzioni. |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:32
Qualche cosa ho fatto in cemento e in passato pure assieme a mio padre e i alcuni casi il ferro aggiunto per rinforzare può rivelarsi invece la causa del deterioramento del cemento stesso, se umidità entra a contatto con il ferro in special modo se non di buona qualità l'ossidazione porta a forzare e crepare la massa del cemento compromettendone di molto la durata, non è difficile vederne gli effetti su grossi pali di sostegno e pure su pilastri dei ponti dove i tondini o la rete elettrosaldata arrugginiti si portano allo scoperto. |
user215205
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:37
Ettore, per produrre l'acciaio, l'emissione di CO2 è ineliminabile, anche con l'idrogeno. Entro il 2050 devono sparire le emissioni di CO2 da fonti energetiche, non quelle da produzione di materiali a cui non è possibile rinunciare. Possiamo produrre acciaio, alluminio e altro da forni elettrici, invece che a combustibile fossile, ed è molto meglio. Il fatto che ci siano paesi che non si siano allineati al protocollo di Kioto non è una ragione per cui noi non si debba farlo. Se non ti è ancora chiaro, siamo nella m...da, fino al naso, abbiamo una narice fuori, sta a noi decidere se affondare pure quella o cominciare ad riemergere. Tutto il resto è inutile blablabla.... |
user215205
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:43
Il problema del ferro che "scoppia" nel conglomerato è sempre dovuto ad errata progettazione e/o realizzazione, a Roma il ponte del Risorgimento e lì dal 1911 ed è intatto, tanto per fare un esempio. Spessissimo vedo nei cantieri le gabbie in ferro, lasciate alle intemperie, corrose dalla ruggine, venire poi utilizzate come nulla fosse. Il ferro è sostituibile dal corten, non lo si fa per problemi economici, i soldi valgono più della sicurezza. |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:20
“ transizione ecologica uguale disastro paesaggistico? „ Ma soprattutto mi chiedo: chi pone questi 3d ha veramente capito cosa si rischia se non si cambia registro a livello mondiale? Aspettiamo che tra uragani, cambiamenti climatici,desertificazione di intere nazioni, scioglimento dei ghiacci polari, mandiamo a p*uttane l'intero pianeta? Già siamo a buon punto, e probabilmente non è più possibile invertire il disastro. Però noi ci preoccupiamo di dove fare le foto di paesaggi.. un po' come l'orchestra che suonava sul Titanic... |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:24
“ Già siamo a buon punto, e probabilmente non è più possibile invertire il disastro. „ Questo è il punto, se pensiamo di poter invertire il disastro dobbiamo vivere ma senza provocare il disastro non possiamo vivere. |
user86925
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:29
“ All'acqua serve pensare, all'acqua altro che pale, se la stessa riuscirà ancora a restare in alto sotto altre forme e scendere in modo graduale e continuo tutto funzionerà, ma se invece in poco tempo dalla sua caduta percorrerà tutte le pendenze e si riverserà a mare quello segnerà il cambiamento peggiore e senza ritorno, fermare il riscaldamento sarà praticamente impossibile, mantenere più acqua possibile in alte quote è ancora fattibile, da li dipenderà tutto, clima e microclimi delle valli, coltivazione, difesa per le alluvioni, riserva di energia pulita con stoccaggio ben meno problematico di montagne di batterie e il loro inevitabile smaltimento, sempre a patto che i green non vedano un lago artificiale come il diavolo da combattere. „ vero, condivido... |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:35
Nel 2023 saremo 8 miliardi, nel 2057 10 miliardi, c'è poco da invertire, la richiesta energetica e lo sfruttamento del pianeta cresceranno sempre più, fino al collasso. |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:45
“ Ettore, per produrre l'acciaio, l'emissione di CO2 è ineliminabile, anche con l'idrogeno. „ La questione relativa all'ILVA riguarda proprio questo: usare l'drogeno puro, comprandolo presumibilmete dalla Norvegia, che lo produce per elettrolisi. Nelle acciaierie dove sono stato, l'ematite (Fe2O3) arrivava dal Brasile. Il meccanismo è semplice: scaldi a 900 gradi ed aggiungi idrogeno: il risultato è ferro puro e vapore acqueo. Il problema è che nessuno sano di mente compra dell'idrogeno a 6€/kg quando può prendere del metano a 0.2€/kg. La reazione in questo caso è: Fe2O3+CH4 = Fe + H2O + CO2 e tutto il CO2 prodotto va in atmosfera. I paesi che hanno firmato il Protocollo di Kioto attualmente possono continuare ad emettere CO2 ma devono pagare una "tassa" per ogni tonnellata di CO2 emessa. Nel 2020 erano circa 20€ per ogni tonnellata di CO2, ma il mese scorso è salita a 50€. Evidentemente qualcuno sta pensando che la riduzione del CO2 coinvolgerà anche il settore produttivo. |
user86925
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 23:45
“ Nel 2023 saremo 8 miliardi, nel 2057 10 miliardi, c'è poco da invertire, la richiesta energetica e lo sfruttamento del pianeta cresceranno sempre più, fino al collasso. „ ma no, avremo il covid-20, 21, 22....30 e in una decina d' anni saremo dimezzati | |

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