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inviato il 26 Novembre 2020 ore 9:37
Se un giorno morirà colui che in futuro scoprirà come guarire tutti i tumori,quindi un grande genio nel suo mestiere...sono certo che non verrà ossanato così tanto...rispetto tutte le opinioni e mi dispiace pure...perche era amato... però non vedo il fatto di farlo diventare lutto mondiale... |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 10:05
Non lo si fa diventare un lutto mondiale, ma che piaccia o no, il calcio è lo sport più seguito nel mondo e fa provare emozioni a miliardi di persone. Io non giudico se questo sia bene o male, ma nel mio non essere mai stato un tifoso fanatico, non posso negare le forti emozioni che possono regalare le grandi imprese sportive (e che anch'io ho provato). Contemporaneamente, provo grande ammirazione e rispetto per i ricercatori e una scoperta del genere dovrebbe ricevere eterna gratitudine da parte di tutta l'umanità. Ma una cosa non nega l'altra. Oggi si celebra un campione che era un mito sportivo già in vita. Punto. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 11:33
Me l'aspettavo che sarebbero usciti i moralisti a giudicare, come col povero Pantani, un caso forse ancor più tragico di Maradona. Io sono quasi coetaneo del Pibe e quindi l'ho visto giocare da avversario sia in campionato che in Nazionale e quello che mi ha stupito è sempre stato il rispetto di tanti grandi calciatori e sportivi per uno che, lo ricordo, è stato espulso solo due o tre volte in tutta la carriera. Per non parlare del rispetto delle tifoserie avversarie, con qualche sciagurata eccezione come i fischi all'inno argentino durante i mondiali italiani, solo perchè ci avevano buttato fuori e lui da capitano aveva segnato l'ultimo rigore. Mi sono chiesto perché e me ne sono data una ragione romantica se vogliamo; quando un ragazzino della mia età giocava a pallone cercava di giocare come Pelè, Rivera, Cruyff, Gigi Riva perfino Mariolino Corso (se tiravi le punizioni), non certo si ispirava a tanti grandi calciatori con meno estro e più geometria o cattiveria difensiva, quello viene dopo. Quando da grandi lo abbiamo visto giocare, abbiamo pensato che lui fosse quello che noi avremmo voluto essere su quei campetti scalcinati e la stessa cosa forse la pensavano i suoi colleghi; questa per me è l'essenza di Maradona per il calcio ed è la ragione per cui molti sono dispiaciuti, come ha giustamente scritto Michele Serra citato prima. Per il resto, c'è chi lo ha scritto meglio di me: Ma i moralisti han chiuso i bar E le morali han chiuso i vostri cuori E spento i vostri ardori È bello ritornar, normalità È facile tornare con le tante Stanche pecore bianche Scusate, non mi lego a questa schiera Morrò pecora nera. RIP. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 11:33
su rai 1 servizio penoso. non si capisce se parlano del funerale di Maradona o del fatto che non si devono fare assembramenti causa covid. evidentemente non contenti dei malati che muoiono lontano dall'affetto dei propri cari (per lo + inutilmente separati) vorrebbero che il pianto popolare fosse parcellizzato in gusci di noce. meno male che le emozioni forti ristabiliscono un po' di equilibrio. ormai troviamo più buon senso nell'ipotalamo che nella corteccia cerebrale. |
user203495
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:19
Ma basta. Dare del moralista ad altri non è forse imporre la propria morale? Andava semmai difeso da vivo. Lasciatelo in pace.Che Dio lo abbia in misericordia. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:43
Ero allo stadio contro la Lazio, 3 goal incredibili. 3 a 0 secco... esonero di Lorenzo, l'allenatore della Lazio. In modo impietoso ha trovato 3 volte la porta da posizioni impossibili. Lo stadio MARADONA (è confermato che si chiamerà così) poco ci mancava crollasse. Quando toccava la palla, succedeva sempre qualche cosa. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 13:06
Per me il simbolo di che cos'era Maradona, più del gol della "mano de dios" dell' 1-0 o del "gol del secolo" del 2-0 contro l'Inghilterra nell' '86, è il gol su punizione di seconda da dentro l'area contro la Juventus. Avevo 10 o 11 anni e non ricordo perché venne assegnata quella strana punizione (in vita mia ne avrò viste assegnare così al massimo 2 o 3), non so se sarebbe stato più giusto un rigore o se era corretto così, ma ricordo una barriera larga quanto la porta a non più di 4 metri dal punto (altro che distanza) e lui che dopo il tocco del compagno accarezza la palla come nessun altro sarà mai più in grado di fare, facendola andare nell'unico spiraglio scoperto e irraggiungibile da Tacconi. Tifavo Juve, ma quando lo vidi a 90° minuto mi provocò uno stupore e una meraviglia che poche altre volte ho provato davanti a gesta sportive (forse solo Pantani o il passaggio di Pirlo per il gol di Grosso sono, per me, a quei livelli). Mi era antipatico perché giocava in un'altra squadra che non era la mia (da bambini è normale, credo): da quel momento lo amai. Non ho mai cercato in lui un modello, come non l'ho mai cercato in nessun altro uomo di sport. Lo sport però può farci sognare e Diego ci riusciva. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 13:39
E con questo commento di @AlessandroCirillo per me può bastare. È la sintesi perfetta di quanto l'estetica, l'armonia e la bellezza influiscano le nostre vite aldilà dei giudizi soggettivi. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 15:46
Io ero un ragazzino di 10 anni nell'86 e Maradona era già qualcosa di inarrivabile, tutti dicevano che era meglio Pelè ma io, che ero comunque un bambino, vedevo solo Maradona e basta. Per me quello che faceva era qualcosa di incredibile, di inarrivabile. Io interista con lo scudetto dei record di Trapattoni 88/89 e compagnia bella, quando si giocava contro il Napoli era terrore puro ma eri sempre li curioso di vedere cosa combinava Maradona! Se c'era lui non si poteva tifare contro, si poteva solo avere paura ed ammirazione TOTALE. Al mondiale 90 l'abbiamo tutti un pò criticato in semifinale quando lo fischiarono durante l'inno Argentino e lui nel labiale diede a tutti dei figli di... ma era sempre la solita paura di averlo contro che faceva fischiare la gente ignorante, perchè era troppo forte, troppo inarrivabile, sapevamo tutti che contro di lui non c'era speranza. Quando all'Inter è arrivato Ronaldo, quello vero, il fenomeno, io ero abbonato allo stadio di San Siro e pensavo, ora capisco cosa vivevano i napoletani quando vedevano Maradona, chissà che emozioni! Un mio caro amico all'epoca di Diego faceva da secondo ad un fotografo da bordo campo e mi disse che venne ripreso dal suo "capo" ogni volta che andavano a San Siro e c'era il Napoli perchè lui mi diceva che quando giocava Maradona sbagliava tutti gli scatti perchè rimaneva imbambolato e osservare cosa faceva, diceva, parole sue, non è umano, fa cose che non ho mai visto fare da nessuno, difficile descrivere da casa, a bordo campo di fa imbambolare, è magia pura. Grazie Diego, ci hai fatto tutti innamorare perdutamente del calcio, non ti dimenticheremo mai! |
user33434
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 15:53
bellissimo intervento Bobo, devo solo fare un appunto. L'Italia lo ha avuto contro in semifinale all'ex San Paolo ma i fischi all'inno argentino arrivarono all'olimpico in finale. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 16:02
direi che la penso come therealB e Marcello Ferrari...dispiace perchè è morta una persona, ma leggo aggettivi e parole che mi sembrano un po' esagerate Muoiono molte persone che spendono la loro vita a fare cose molto più utili alla collettività che nessuno si caga....lui era bravo a giocare a calcio ma finisce li.... vi ha fatto emozionare sicuramete....ma gli eroi, gli esempi, sono altri....non un calciatore, ne un pittore, ne un musicista (questo per rispondere ad Alessandro Cirillo) Io non giudico la debolezza del suo essere uomo, ci mancherebbe dico solo che appioppare parole come eroe/esempio sono un po' oltre IMHO |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 16:04
@Luca... evidentemente sei lontano da Napoli... |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 16:08
non vedo cosa possa centrare la mia posizione geografica... Poi se è un thread di nicchia che solo i napoletani possono capire beh.... |
user33434
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 16:24
Luca credo che tutti possano capire, il dolore personale peró è in questo caso legato in modo particolare a una città e a una nazione. Esempio non saprei ma eroe sì, un eroe popolare, sportivo e non storico ma pur sempre eroe. Per gli argentini e per i napoletani ha rappresentato quello che Mohamed Alí ha rappresentato per gli afroamericani, uno che nello sport ha dato un senso di rivalsa a chi si sentiva emarginato. |
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