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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 21:14
Agli albori le cartoline erano prodotte dai fotografi locali: scatto e stampa. Si trattava di una piccola fonte di guadagno per loro. Poi hanno preso un'altra strada... Per questo motivo quelle più vecchie hanno un valore diverso. Non intendo solo monetario, ma soprattutto di qualità. Erano quello che il fotografo del luogo reputava come rappresentativo dei pregi della sua regione. Ora sono dei piccoli documenti storici. Qui per esempio la piazza della mia città in una cartolina di 100 anni fa. |
user86925
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 21:17
“ Io lascio in quarantena solo le fatture... „   |
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 21:53
“ Per questo motivo quelle più vecchie hanno un valore diverso. Non intendo solo monetario, ma soprattutto di qualità. Erano quello che il fotografo del luogo reputava come rappresentativo dei pregi della sua regione. Ora sono dei piccoli documenti storici. „ Si, sono dei veri documenti storici, come lo sono i quadri che ritraggono persone, luoghi, abitudini, ecc. Quindi sono perfettamente d'accordo anche per l'utilità storica. La cosa impressionante è che venivano colorate a mano come del resto succedeva ai primi tentativi di fare film a colori colorando la pellicola. Quella che hai postato è un esempio. |
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 22:16
Io pur essendo un buon tecnologico che via whatsApp, telegram ecc. (ma non su social di massa tipo Instagram, Facebook ecc. che trovo un pò impersonali) resta in contatto ed invia e riceve foto dagli amici durante i viaggi, amo anche proprio mandare le cartoline . Mi piace sedermi a tarda sera alla scrivania della stanza dell'hotel che trasformo in un angolo tipo "ufficio personale old style" magari mi faccioportare un qualcosa di caldo o fresco in stanza (a secondo del tipo di viaggio/vacanza e relativo clima) E se per caso una volta non le mando vengo pure "sgridato" dagli amici che le aspettano Amo sceglierne di belle, diverse l'una dall'altra, scegliere quale mandare alle varie persone e scrivere qualche cosa di sensato e spiritoso. Lo faccio, forse, più per me che per gli altri perchè mi piace. |
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 22:47
In passato (ma anche ultimamente mi è capitato) di andare in certi posti con il mio (ricco) corredo fotografico, e vedere espositori di cartoline, tra cui foto molto belle ... e me le sono comprate da portarmi a casa! |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 7:28
Fantastiche   |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 7:42
Altro ché le poste svizzere. |
user30556
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 8:29
“ Lo faccio, forse, più per me che per gli altri perchè mi piace. „ Io, senza forse, lo faccio esclusivamente per me. Le scrivo e le spedisco a me stesso. Piacere doppio Pure cosi' mi rimane un ricordo "particolare" di un posto e/o di un momento. |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 9:02
Qui due altre testimonianze di come la cartolina rappresentava una testimonianza e un gesto d'affetto da mandare a qualcuno che era lontano. Esattamente 100 anni fa. Queste scansioni mi sono state inviate da una persona a me sconosciuta, che mi ha trovato in rete e che vive vicino a Torino. Voleva sapere se le persone ritratte erano mie parenti. Se ricordo bene sua nonna è stata la balia di una delle ragazze, in Italia (i genitori erano emigrati là). Sicuramente in qualche modo sono parenti: stesso cognome, stessa città e stesso villaggio d'origine. Però i miei avi a quel tempo erano a Ginevra da almeno 40 anni o forse più, quindi parenti diretti no. La prima foto rappresenta la famiglia intera al villaggio. La seconda foto invece è stata scattata in studio. All'apparenza sembrerebbe realizzata all'esterno (la veduta è ripresa da una strada a 300m in linea d'aria da casa mia). In realtà si tratta di un fondale dipinto su stoffa, che veniva sicuramente utilizzato dal fotografo per ambientare le sue foto. Nota: la ragazza di nome Catterina somiglia paurosamente a mia cugina, mia zia e mia bisnonna, che però era di un'altra famiglia e di un altro villaggio (non lontano... circa 7 Km). All'epoca nelle valli erano tutti parenti... Entrambe le foto sono state stampate su carta da cartolina, anche se poi spedite in busta chiusa. |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 9:18
Con le cartoline da me citate all'inizio, si può quasi parlare di un ritorno alle origini : non più una cartolina anonima, di produzione industriale, rappresentante unicamente un luogo, ma nuovamente una foto scattata con l'intento di mandare una testimonianza e un gesto d'affetto. I miei figli usano questo servizio, e così ricevo cartoline che li ritraggono nei luoghi visitati. |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 9:44
Ecco così ha senso Purtroppo in Italia non mi sembra ci sia un servizio simile, ma secondo me sarebbe un senso alla questione cartoline |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 9:55
Qualcuno potrebbe chiedere: ma che differenza fa ricevere un ritratto ambientato su Whatsapp o stampato su carta per posta? Una grandissima differenza: la foto su Whatsapp la guardi una due tre volte, poi te la dimentichi, e al prossimo cambio di telefonino è persa. La cartolina la tieni, la appendi da qualche parte, oppure la metti via in una busta che dopo 20-50 anni qualcuno ritrova e dice: Oh ma guarda qui il nonno da giovane davanti alla Montagna Colorata in Perù! (io l'ho appesa su una porta, e da due anni la vedo tutti i giorni) |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 9:59
Veramente le immagini sono salvate e al cambio di telefono le riscarichi Ma la qualità é molto bassa Ma in genere anche le cartoline sono brutte lette e buttate |
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inviato il 10 Ottobre 2020 ore 10:05
Questo è vero, ma io sono uno dei pochi che cerca di tenere le foto del telefonino, e le cartoline sono effettivamente di scarsa qualità, ma comunque restano. |
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